Appunti e spunti

Il blog di Marco Pasqua

All’Eur l’assalto dei predoni al popolo della movida.

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July 20th, 2014 at 5:56 pm

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Eur, due ragazzi gay picchiati e rapinati fuori dal Gay Village.

Avevano trascorso una serata in allegria al Gay Village, con gli amici. Ma mentre tornavano verso le loro auto, sono stati rapinati e picchiati selvaggiamente da alcuni balordi. Due casi diversi, con una matrice analoga. Tanto che il Gay Center, per bocca del portavoce, Fabrizio Marrazzo, arriva a lanciare un allarme criminalità nella zona dell’Eur e a chiedere un incontro sulla sicurezza al Questore.

La prima vittima è un ragazzo gay di 35 anni, che è stato picchiato e derubato del suo Iphone nella notte di domenica 13 luglio da un gruppo di almeno tre persone. Il giovane è stato aggredito con un colpo al volto e una volta caduto a terra con una serie di calci sul corpo e sulla testa (in foto le ferite curate al pronto soccorso). Per il Gay Center «non è ancora chiaro se il movente sia l’omofobia o il furto. Sta di fatto che l’eccesso di violenza nei suoi confronti e il luogo dell’aggressione lasciano pensare ad una aggressione aggravata da ragioni di odio.

Il secondo aggredito è un giovane di 26 anni: in questo caso i balordi erano due. Gli hanno portato via soldi e cellulare. Entrambi hanno sporto denuncia alle forze dell’ordine, che hanno avviato le indagini del caso.

«Ci sono anche altre aggressioni che ci sono state segnalate, ma non sappiamo se hanno poi formalizzato le denunce. Purtroppo le persone lesbiche e gay, che non sono dichirate evitano di denuciare per paura che ne sia informata la famglia, divenendo così delle vittime ideali», sottolinea Marrazzo.

«Sembra strano che per rubare un cellulare ti massacrino di botte, specialmente a persone che non hanno opposto resistenza ed erano tutti gay», osserva ancora il portavoce di Gay Center. «Qui siamo di fronte, con ogni probabilità, a gruppi di delinquenti che prendono di mira i luoghi frequentati dai gay. Occorre che si metta in campo una maggiore vigilanza. Siamo per questo disponibili ad un confronto con le forze dell’ordine per definire un piano di azione». «Invitiamo, la persone della nostra comunità a fare molta attenzione all’uscita da serate, e non parcheggiare in zone buie ed a muoversi sempre in almeno 3-4 persone, accompagnadosi gli uni con gli altri alle auto o alla metro, piccole precauzioni, – conclude Marrazzo – che possono tentare di evitare spiacevoli eventi».

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July 20th, 2014 at 5:53 pm

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Dal Ghetto la marcia per i tre israeliani uccisi.

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July 1st, 2014 at 6:36 pm

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Vladimir Luxuria aggredita e insultata dagli spacciatori al Pigneto.

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June 30th, 2014 at 3:52 pm

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Il rabbino capo Di Segni: “Pronti ad affrontare mali che affliggono le città”.

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June 30th, 2014 at 3:46 pm

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Gay Village, fotomontaggio choc con Hitler e Mussolini condiviso anche da un vigile.

hitler auschwitz gay village

Poche ore prima dell’assalto alla sede dell’associazione Dì Gay Project, da parte di un gruppo di una decina di omofobi, su Facebook ha iniziato a circolare un fotomontaggio choc, condivisa anche da un vigile urbano. Un’immagine dell’ingresso del campo di sterminio di Auschwitz con, al posto della tristemente nota “Arbeit macht Frei” (“il lavoro rende liberi”), la scritta “Gay Village”. Davanti, le immagini di Hitler e Mussolini sorridenti e la scritta: “Dici che ce cascano?”. La didascalia di questa composizione oltraggiosa, che offende la memoria delle milioni di persone che qui hanno trovato la morte dopo atroci sofferenze e torture (ebrei, omosessuali, rom, testimoni di Geova), recita: “Treni speciali”. Il fotomontaggio è apparso su una pagina di neofascisti e ha avuto in tre giorni oltre 100 condivisioni. Non mancano i commenti di plauso anche se qualcuno attacca, segnalando a Facebook, gli autori dell’ennesima offesa alla Shoah.

IL VIGILE
Tra le persone che lo hanno condiviso c’è anche P.D.A., un vigile urbano che, tra le sue foto, oltre a quelle che lo ritraggono in divisa e sulla moto, esibisce il logo di CasaPound e alcune immagini di Mussolini. Per questo, il circolo di Roma di Gaynet, tramite il presidente, Rosario Coco, ha presentato un esposto al comando dei vigili Urbani insieme al Circolo Mario Mieli e ad altre associazioni. GayNet chiede «che il Consiglio Comunale adotti seri provvedimenti nei confronti di questo vigile, che si trova a rappresentare le Istituzioni e a garantire tutti i cittadini».

LA SANZIONE
In serata, Imma Battaglia, consigliera comunale di Sel, ha reso noto che il comandante della municipale, Raffaele Clemente, e il vice-sindaco, Luigi Nieri, presa visione della pagina Facebook del vigile «sono immediatamente intervenuti e hanno irrorato una sanzione disciplinare». La pagina Facebook, che prima era pubblica, ora è stata resa privata.

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June 27th, 2014 at 9:26 pm

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Garbatella, assalto omofobo alla sede di Dì Gay Project.

​Un assalto in piena regola, condito da insulti omofobi e dal lancio di sacchi contenenti feci. Hanno colpito mercoledì sera, poco prima delle 23: obiettivo la sede alla Garbatella dell’associazione Dì Gay Project di Imma Battaglia. Un “commando” di almeno dieci ragazzi ha preso di mira l’ufficio, che ha un ingresso su strada, in via Costantino, al civico 82. All’interno erano in corso le prove per uno spettacolo teatrale da portare in scena al Gay Village, la manifestazione dell’estate romana iniziata la scorsa settimana.

LA PAURA
«Dentro c’erano 13 tra ragazzi e ragazze – racconta la presidente dell’associazione, Maria Laura Annibali – quando, all’improvviso, da fuori è apparso questo branco di persone. Avevano in mano dei sacchetti e della frutta, che hanno lanciato oltre la vetrata all’ingresso». Un blitz durato meno di un minuto, durante il quale sono state gridate minacce e insulti omofobi: «Morirete tutti, vi bruceremo, froci». “I ragazzi si sono spaventati molto – racconta ancora la Annibali – ma nonostante questo, quando il gruppo di assalitori è fuggito, tre hanno iniziato a correre loro dietro, salvo poi perderne le tracce». Nelle prossime ore, i testimoni del fatto si recheranno in commissariato per sporgere denuncia alla polizia, tramite l’avvocato Valentina Ciaramella.

«Siamo ancora davanti ad un attacco omofobo, che è abbastanza insolito – commenta la Battaglia, fondatrice e presidente onoraria dell’associazione, oltre che consigliera comunale, – Siamo alla Garbatella da 14 anni e non ci era mai successo nulla. Mi chiedo se questo raid faccia parte dell’ennesimo giro di violenze che ci sono in questa città e per le quali abbiamo chiesto un incontro urgente al sindaco. Forse questi omofobi sono venuti perché in Comune si è iniziato a discutere di unioni civili? O perché c’è stata la settimana rainbow? Quello che è certo, è che a Roma, ormai, c’è un allarme omofobia e bisogna intervenire».

IL PRECEDENTE
Venerdì scorso, intorno alla mezzanotte, era stato assaltato un pub, poco distante dalla sede di Dì Gay Project, in via Macigni Strozzi: un gruppo di giovani aveva aggredito con delle mazze 6 avventori del locale, anche loro giovanissimi, ferendoli. «Pezzi di merda, vi spacchiamo», avrebbero urlato i violenti mentre hanno fatto irruzione nel locale “Birra +”. Per la Digos, dietro a quel blitz, ci sarebbe una matrice politica.

LA SOLIDARIETA’
«Esprimiamo solidarietà al Di’ Gay Project e a chi è stato vittima di questa azione aggressiva», ha detto Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center, che chiede «un incontro urgente al sindaco Marino perché questo episodio non pone solo problemi di sicurezza e di ordine pubblico ma la necessità di non isolare e indebolire la vita associativa della comunità lgbt». Per Aurelio Mancuso, responsabile Diritti del Pd di Roma, «l’assalto alla sede di Digayproject è un atto vile e ignobile. Il Partito democratico è e sarà sempre in prima linea, in tutte le sedi istituzionali affinchè vengano attivati tutti gli stumenti adeguati a prevenire e reprimere ogni forma di esclusione e di violenza». L’assessore alla Scuola, Alessandra Cattoi, auspica che vengano «subito individuati i responsabili dell’aggressione omofoba. Il Comune, da parte sua, continuerà a lavorare, insieme alle associazioni per promuovere un clima sociale e culturale inclusivo».

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June 27th, 2014 at 9:24 pm

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Al Ghetto una manifestazione per i tre israeliani rapiti.

ghetto israeliani rapiti

Anche il Comune si mobilita per sollecitare la liberazione dei tre ragazzi israeliani scomparsi la notte del 12 giugno in Cisgiordania. Raccogliendo così le sollecitazioni provenienti dagli animatori della campagna che, da giorni, punta a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla vicenda di Eyal, Gilad e Naftali, rispettivamente di 19 (il primo) e 16 anni (gli altri due). Così, a breve, in Campidoglio, saranno affisse le foto dei tre giovani strappati alle loro famiglie dai terroristi di Hamas. Le immagini, ha spiegato il sindaco, saranno sistemate dove è già esposta la gigantografia dedicata ai Marò, per mantenere viva l’attenzione su quanto accaduto. «Da ebrei romani siamo orgogliosi di sapere che la Capitale è in prima linea in questa battaglia per la libertà. Al sindaco vanno i nostri più sentiti ringraziamenti per aver dato seguito a un’iniziativa che avevamo condiviso in questi giorni e che gli organi di informazione hanno rilanciato», ha sottolineato il presidente della Comunità Ebraica di Roma, Riccardo Pacifici. Che, ieri sera, ha preso parte, insieme a più di 2000 persone, alla manifestazione organizzata al Portico d’Ottavia dai ragazzi della comunità ebraica (gli stessi che hanno creato il sito www.bringbackourboys.it dedicato alla vicenda). Giovani e meno giovani, riuniti per far sentire ai famigliari dei ragazzi la loro voce, anche attraverso un collegamento avvenuto via Skype.

In piazza sono state distribuite le magliette con i loro volti e la scritta «potrà essere la pace solo quando gli arabi ameranno i propri figli più di quanto odino noi», di Golda Meir. «È un momento diverso da tutte le altre occasioni. Sappiamo qual è il metodo di chi rapisce questi ragazzi, gente che ha tenuto per 5 anni in una botola Gilad Shalit. Non ci piegheremo alle politiche dell’odio – ha detto Pacifici parlando alla manifestazione – Quando sento che i ragazzi sarebbero stati rapiti dagli israeliani mi sembra di sentire i nazisti. Ma per fortuna l’Italia è fatta di un’altra maggioranza».

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June 24th, 2014 at 3:43 pm

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Senza Rete/Una foto in Comune per aiutare i tre ragazzi rapiti.

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June 23rd, 2014 at 12:27 pm

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Movida all’Eur, minacce e ricatti: ecco gli abusivi del parcheggio.

Sono arrivati puntuali ad aspettare il popolo della notte richiamato dalle discoteche en plein air dell’Eur. Con la partenza dell’estate romana, la zona è stata occupata, ancora una volta, da bande di spregiudicati parcheggiatori abusivi. Hanno suddiviso le strade in settori, ognuno dei quali affidato ad un illegale, arrivando a circondare, letteralmente, le principali manifestazioni della zona, dal Gay Village a Fiesta.

Un assedio che sembra non temere il passaggio (molto sporadico) delle pattuglie dei vigili. Alla loro vista, si fermano, fanno finta di nulla, salvo poi tornare a pretendere dagli automobilisti la tassa fuorilegge. E tutto riprende come prima, come se questo quadrante della città fosse sfuggito al controllo di chi dovrebbe evitare il pagamento del pizzo ai cittadini.

L’estorsione. Chi arriva, a partire dalle 21, in viale dell’Agricoltura, via delle Tre Fontane, ma anche viale Romolo Murri e viale di Val Fiorita, non ha alternative. Se parcheggia da solo o se viene “assistito” dall’abusivo di turno, appena esce dall’auto viene “accolto” dalla mano tesa del parcheggiatore. Quella mano tesa nasconde, in maniera per nulla velata, una richiesta tassativa. Il prezzo varia a seconda della vicinanza dell’auto alla discoteca.

I prezzi arrivano a tre euro e partono da un minimo di un euro, per i punti più distanti (ci sono parcheggiatori appostati perfino di fronte alla fermata della metro Magliana, in piazzale di Val Fiorita). «Io qualche volta ho provato a non pagare – racconta Andrea S., 24 anni – ma mi hanno detto che non avrebbero garantito l’auto da eventuali danni».

«Mi stupisce il fatto che non abbiano nessuna paura, si sentono i padroni», dice Stefano D., studente universitario. E già vengono segnalati i primi casi di danneggiamenti: nella notte tra venerdì e sabato a terra erano presenti i vetri rotti di diverse automobili. Gli abusivi “in servizio”, nell’ultimo week-end, oscillavano tra le 30 e le 40 unità. Una minoranza è rappresentata da tunisini e marocchini, mentre la stragrande maggioranza è formata da napoletani e rom. I più spregiudicati sono proprio i rom, alcuni dei quali pretendono anche di poter accedere liberamente e senza pagare un euro alle manifestazioni (per utilizzarne i bagni).

Illegalità. Una situazione che è nota agli organizzatori degli eventi. A cominciare da Imma Battaglia, a capo della struttura che, da 13 anni, guida il Gay Village. «Alcuni parcheggiatori li conosco bene – racconta la consigliera comunale – Li vedo ogni anno, non cambiano mai. Uno in particolare, un napoletano, occupa sempre lo stesso posto».

Anche a lei chiedono puntualmente i soldi, ma la Battaglia si rifiuta di pagare l’obolo. «Certo, ho paura che possano farmi qualcosa, il pensiero che possano danneggiare la mia auto c’è», dice. «Siamo di fronte ad una situazione nota ed è grave il fatto che non si riescano a reprimere questi fenomeni. Purtroppo ci sono poche risorse e i vigili non riescono a presidiare il territorio come dovrebbero. E così nella zona regnano incontrastati questi impiegati dell’illegalità».

«Ci stanno già arrivando molte segnalazioni dai cittadini che si lamentano per il proliferare di questi parcheggiatori, organizzati e particolarmente insistenti quando non addirittura aggressivi», sottolinea Carlo Pileri, portavoce di iConsumatori. «Si tratta di una vera e propria estorsione, e come tale dovrebbe essere trattata dalle autorità, come del resto già sta avvenendo in altre città, dove il fenomeno è stato alla fine debellato». La scorsa estate il Comune aveva predisposto una serie di servizi straordinari dei vigili.Quest’anno, invece, i controlli non sono ancora partiti e l’illegalità la fa da padrona.

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June 23rd, 2014 at 12:24 pm

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Gay Village, si parte il 19 con Luxuria e la Marcuzzi: via alle olimpiadi gay.

 

Gay Village 2014

Tredici anni e dimostrarli tutti. Il Gay Village spegne la sua tredicesima candelina, inaugurando, giovedì 19, la sua nuova stagione. Tredici anni dopo l’esordio (nel 2002 a Testaccio) la manifestazione dell’estate romana approdata al parco del Ninfeo, all’Eur, con affluenze in costante crescita (200mila visitatori lo scorso anno), quest’anno punta in alto, organizzando, tre le altre cose, delle speciali Olimpiadi gay/etero-friendly. Saranno, infatti, i “Gay Village Games”, una sorta di giochi senza frontiera in chiave anti-omofobia, la vera novità di questo villaggio che, anno dopo anno, si è aperto a famiglie, eterosessuali e a chiunque creda nello spirito della manifestazione: “Chi è se stesso ha vinto”, lo slogan di questa edizione che si batte, in primis, per i pari diritti delle persone omosessuali e transessuali. Presentata, stamattina, dalla direttrice artistica, Vladimir Luxuria, e dalla “madre” di quello che lei ha definito il suo bambino («ormai adolescente»), Imma Battaglia, storica attivista per i diritti Glbt, oggi consigliera comunale, oltre che dal cast “tecnico-organizzativo” dell’evento. Che, quest’anno, è costato 2,5 milioni di euro e che impiega 400 addetti («tutti regolarmente assunti», ha detto la Battaglia, che ha anche sottolineato di aver ricevuto un contributo da Comune e Regione). «Dedichiamo questa conferenza a Danilo, il bimbo down rifiutato da un centro sportivo, e alle donne ammazzate dai loro uomini», ha dichiarato la Battaglia, che ha poi auspicato che «il disegno di legge sulle unioni civili di cui ha parlato il premier Renzi diventi qualcosa di concreto. Ciò significa – ha concluso – che la battaglia portata avanti anche in questi 13 anni di Gay Village sta cominciando a smuovere la situazione del riconoscimento dei diritti».

Si parte giovedì, quindi, per chiudere i battenti il 13 settembre: tre sere a settimana (giovedì, costo dell’ingresso 8 euro; venerdì 10 euro; sabato 18 euro). E sarà appunto lo sport il filo conduttore di questa manifestazione: allestito come un vero e proprio Tempio dello sport a tinte rainbow, ispirato all’architettura delle Olimpiadi nell’antica Grecia, il villaggio strizza l’occhio alla tradizione dei giochi olimpici, ma anche alle ultimissime trovate tecnologiche: le serate, infatti, saranno video-riprese da un drone (comandato dalla stessa Luxuria), una sorta di videocamera-elicottero che diffonderà le immagini riprese dall’alto su un maxi-schermo.

LA CAMPAGNA
E il tema sportivo è anche quello che ha ispirato la campagna di comunicazione, incentrata – per la prima volta – su un bacio tra due ragazze e due ragazzi (nello specifico, un pugile, un calciatore, una tennista e una pallavolista: tutti eterosessuali). «Una campagna che nessuno ha respinto – ha sottolineato Gianmarco Sandri, tra gli organizzatori e creativi dell’evento – pur essendo molto esplicita». «Tredici anni fa non sarebbe stata possibile – ha detto la Battaglia – ricordando come, in passato, siano state rifiutate campagne giudicate troppo audaci, pur non contenendo un bacio. Questa per noi, oggi, è una vittoria. Molto è ancora da fare, ad esempio bisogna discutere, il Comune, la delibera sulle unioni civili». La Battaglia ha anche rivolto un invito a Matteo Renzi a partecipare ad una serata (il presidente della Regione, Nicola Zingaretti, interverrà all’inaugurazione; il sindaco, Ignazio Marino, verrà a luglio). Anche quest’anno, la Battaglia celebrerà dei matrimoni tra uomini e donne.

GAY GAMES
I giochi senza frontiere a tematica gay partiranno il 20 giugno, si terranno ogni venerdì, e alterneranno giochi, riflessioni, folklore e gare, il cui obiettivo è quello di sensibilizzare il pubblico sull’omofobia. Ambizioso l’obiettivo degli organizzatori: spingere dei giocatori famosi a fare coming out sul palco allestito all’Eur. «E se non lo faranno loro, ci penseremo noi», scherza Luxuria (ma, forse, neanche troppo). Venerdì si terrà la cerimonia inaugurale, con tanto di torcia olimpica (disegnata dallo stilista Gai Mattiolo): «Una cerimonia che sarà certamente più inclusiva di quella di Sochi», ha detto Luxuria, che in Russia è stata fermata dalla polizia per aver esibito una bandiera arcobaleno. Tante le gare in programma: il 27 si terrà una gara di freccette omofobe, usando le sagome di Giovanardi e Putin; il 4 luglio, gara di calcio tra gay e lesbiche; l’11 luglio, corsa nel condom (rivisitazione di quella nei sacchi); il 18, drag wrestling e salto in alto col tubino, oltre al lancio della borsetta; il 25 luglio, sarà la volta della gara di corsa su tapis roulant tra i Dj del villaggio; il primo agosto, raccolta della saponetta; il 15 agosto, palo della Luxuria (premi per tutti, da conquistare in arrampicata); il 22 agosto gara di lotta lesbica; il 5 settembre, twerking e vogueing, oltre alla corsa sui tacchi. Si chiude il 12 settembre, con la premiazione.

GLI OSPITI
La serata inaugurale vedrà la presenza di Alessia Marcuzzi, invitata da Vladimir, sua ospite, come opinionista, alla passata edizione del Grande Fratello. Nell’ambito delle formule delle interviste spettacolo e della presentazione di libri, Luxuria incontrerà Margaret Mazzantini (il 26 giugno), Nicola Savino (28 giugno), Sabrina Impacciatore (5 luglio), le Iene Pio e Amedeo (10 luglio), Paola Minaccioni (23 agosto). La programmazione live, passerà dalla comicità di Carlo Gabardini (26 giugno), Francesca Reggiani (3 luglio), Michela Andreozzi (26 luglio), Karma B (31 luglio).

COMPETIZIONI E FESTIVAL

Dal 17 al 19 luglio andrà in scena Drag Factor, il concorso di Drag Queen lungo tre giorni, con 12 selezioni a livello nazionale, oltre 130 concorrenti. Dal 21 al 23 agosto, invece, tocca Venus Rising Festival, condito da una programmazione a tinte rose. I più bei ragazzi gay del mondo, invece, si sfideranno, dal 28 al 30 agosto, in Mister Gay World 2014. Per la prima volta in Italia, il concorso che vede sbarcare all’Eur 30 partecipanti da tutto il mondo. Dal 4 al 6 settembre arriva la quinta edizione del Gender Docu Festival, dedicato all’esplorazione dei temi e dei problemi legati all’identità di genere.

DISCOTECA
Ruolo chiave, ovviamente, è rivestito dalla parte dance. Quarantacinque Dj, provenienti da tutto il mondo, si alterneranno sulle consolle nei tre mesi dell’evento (dagli storici Paola Dee, Brezet, Fabrizio Marini ai protagonisti del talent top Dj come Shana Dee e Manuel Rotondo). I party più in voga dell’estate romana si sposteranno nel parco del Ninfeo: da Giam a Venus Rising, passando per Gloss, Miami, Gmf e tanti altri.

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June 17th, 2014 at 8:19 pm

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Gay Pride, in 200mila sfilano a Roma per i diritti.

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June 7th, 2014 at 1:38 pm

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Senza Rete/Il Gay Pride, un’iniezione di coraggio (ai giovani).

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June 3rd, 2014 at 9:25 pm

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Omofobia, il consiglio dice sì al patrocinio al Roma Pride.

I rappresentanti delle principali associazioni gay sono arrivati nell’aula Giulio Cesare battaglieri, dopo che, per due volte, era stato rinviato il consiglio comunale straordinario sull’omofobia. Calendarizzato per il 15 maggio – durante la settimana rainbow – il consiglio era stato sollecitato (e richiesto) da tutti i capigruppo di maggioranza e opposizione, dopo l’ennesimo suicidio di un ragazzo gay, a Roma. Ma, complici anche le elezioni europee e le criticità che il sindaco, Ignazio Marino, ha dovuto affrontare (dal bilancio al rimpasto), è stato fatto saltare.

Oggi la nuova convocazione con una discussione che è iniziata con oltre due ore di ritardo (e alla quale si è unito, intorno alle 20, lo stesso Marino). Con la conseguente protesta delle associazioni. Imma Battaglia, storica militante per i diritti Glbt, oltre che consigliera comunale di Sel, è arrivata persino a minacciare la sua stessa maggioranza: «Così non voto il bilancio». Minaccia da non sottovalutare, visti i problemi all’interno del Pd e le critiche mosse, in questi giorni, dai Democrat all’operato del sindaco. Ad aver indispettito, inoltre, le associazioni Glbt, è stato il rinvio della discussione, in aula, sull’istituzione del registro delle Unioni civili.

Alla fine, è stata approvata una mozione che, tra le altre cose, assegna, per la prima volta, il patrocinio del Comune al Roma Pride e prevede una serie di attività per promuovere la tolleranza e il rispetto nei confronti delle persone omosessuali.

IL RITARDO
A quattro giorni dal Roma Pride, la riunione dell’Assemblea Capitolina per la discussione dei temi della «discriminazione di genere, omofobia e diritti di uguaglianza», ha preso il via di fronte a diversi rappresentanti della comunità, con tanto di bandiere Rainbow. La seduta si è aperta in ritardo rispetto all’orario prestabilito per iniziale mancanza del numero legale. Prima dell’ultimo appello, che ha registrato un numero di consiglieri sufficiente per iniziare i lavori, la consigliera Battaglia, piccata per la mancanza di numero legale, ha detto ai suoi colleghi: «Io non vengo a votare il bilancio!”.

Proprio Battaglia insieme alla collega Pd Giulia Tempesta ha preparato una mozione che, se approvata, impegna il sindaco, tra le altre cose, «a sostenere i valori del Pride e a partecipare alla manifestazione del 7 giugno 2014 con i propri rappresentanti istituzionali». E poi anche a «prendere le adeguate misure affinchè si espanda nel vivere comune una coscienza vivace e aperta alle diversità sessuali e che a tal proposito vengano promosse nell’ambito della formazione scolastica, nello sport negli uffici pubblici, attività che abbiano come scopo la conoscenza dell’altro». «Sono allucinata e triste: abbiamo perso due ore, dovevamo iniziare alle 17 – ha detto la Battaglia – Io spero che almeno si riesca ad approvare la mozione».

Il coordinatore della maggioranza, Fabrizio Panecaldo, ha cercato di lanciare segnali di pace alla Battaglia: «Io penso che la calendarizzazione del registro per le unioni civili sia prossima, la discussione potrebbe avvenire già prima del bilancio».

LA PROTESTA
«Sogno unioni civili». È uno dei cartelli esposti in Aula Giulio Cesare durante la seduta. Nel pubblico qualcuno ha urlato: «Presidente Coratti, che stai facendo? Fate rispettare il regolamento! Legalità!». «Abbiamo esposto questo striscione – spiega Paolo Izzo segretario Radicali Roma – per rivendicare la discussione sul registro delle unioni civili e di tutte le altre delibere di iniziativa popolare, compresa quella sul testamento biologico, che giacciono in stato vegetativo nei cassetti del Campidoglio nonostante lo statuto del Consiglio preveda la loro calendarizzazione entro sei mesi dal deposito. Prima ancora della delibera per le unioni civili sottoscritta da esponenti di tutta la maggioranza e del M5S, nel 2012 più di ottomila persone avevano sottoscritto la nostra delibera di iniziativa popolare».

«Coratti dimettiti!», ha urlato un manifestante mentre un altro ha esposto un cartello con su scritto ‘Coratti basta parole!». «Così vogliamo sollecitare la discussione sul registro delle unioni civili a Roma e la sua approvazione rapida – ha detto Andrea Maccarrone, portavoce del Roma Pride -. La calendarizzazione delle delibere dipende dal presidente dell’Aula Coratti e dai capigruppo. Fino ad ora hanno rinviato ma non ci sembra che l’Aula fosse sovraccarica o in riunione permanente, tutt’altro».

LA MOZIONE
Poco prima delle 20, è stata approvata la mozione, presentata dalla stessa Battaglia e da Tempesta che, prevede una serie di iniziative in favore della comunità Glbt. Come, ad esempio, l’attivazione di politiche e azioni positive volte alla comprensione e valorizzazione delle differenze; il sostegno ai valori del «Pride» promuovendo con impegno la cultura del rispetto, aderendo al «Roma Pride 2014», concedendo il patrocinio e a darne pronta comunicazione alle associazioni promotrici; la partecipazione alla manifestazione del 7 giugno con i propri rappresentanti istituzionali; il rendere annuale l’impegno della Settimana Rainbow, che per la prima volta si è svolta quest’anno dal 12 al 18 maggio, con iniziative socio-culturali diffuse in tutta la città; il rendere disponibili case di accoglienza e locali per persone omosessuali e per vittime di tratta transessuale, in particolar modo quelli provenienti da confische di beni mafiosi. La mozione è stata approvata con 24 voti favorevoli, nessun contrario e un astenuto.

«Grande risultato oggi in Assemblea capitolina contro l’omofobia. Roma Capitale per la prima volta patrocinerà #Pride2014», ha commentato, con un tweet, il sindaco.

«Iniziative come quella di oggi contribuiscono a fare crescere nella nostra città la cultura dei diritti e la consapevolezza che molti diritti ancora non ci sono. Siamo impegnati per favorire l’educazione e il rispetto per le differenze, perché solo con il rispetto costruiremo una società in cui ognuno possa sentirsi accettato, riconosciuto per quello che è. Ora mi auguro che il consiglio faccia un altro passo avanti e calendarizzi rapidamente la delibera per l’istituzione del registro delle unioni civili», ha commentato l’Assessore alla Scuola, Infanzia, Giovani e Pari Opportunità Alessandra Cattoi. Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center, si aspetta che ora «vengano accolte anche le altre istanze della comunità lgbt e che Roma sia sempre di più una città dove i diritti hanno piena cittadinanza».

Dopo l’approvazione c’è stato un acceso battibecco tra il consigliere Ncd Marco Pomarici e uno dei presenti in aula, Guido Allegrezza, a causa di un ‘dito mediò. «Io sono stato aggredito due anni fa da gente omofoba – ha ricordato Allegrezza – Ho alzato il dito medio verso Pomarici a seduta terminata perchè dopo che noi abbiamo applaudito alla mozione ci ha rivolto parole che ci additavano come sprovveduti». Pomarici inizialmente ha chiesto l’identificazione di Allegrezza, ma poi tra i due c’è stato un chiarimento che ha allentato la tensione.

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June 3rd, 2014 at 9:19 pm

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Scuola, insulto omofobo davanti all’ingresso del Galileo Ferraris.

Una grossa scritta, realizzata con una vernice bianca di tipo indelebile, e un insulto omofobo. A denunciarne la presenza, sulla pavimentazione stradale davanti Istituto Tecnico Industriale Galileo Ferraris, all’Esquilino, sono stati gli stessi studenti, che hanno contattato la Help line contro l’omofobia del Gay Center. «Oltre all’insulto ‘frocio’, è indicato il cognome di un ragazzo del biennio, ennesimo brutto segnale di un clima, spesso molto difficile, che si registra nelle scuole», spiega Fabrizio Marrazzo, portavoce dell’associazione, che lancia un appello ai compagni: «Quella scritta è là da troppo tempo. Perché i ragazzi e le ragazze non si mobilitano per farla sparire?».

IL PROGETTO

Martedì, intanto, verranno premiati gli studenti che hanno partecipato al progetto anti-omofobia di Gay Center rivolto alle scuole. Sono 16 i video in concorso che sono stati votati on line, e che adesso vedranno un vincitore che sarà comunicato durante un incontro presso la Regione Lazio. Oltre al voto on-line i video saranno votati anche da una giuria composta da una serie di personalità: il produttore Andrea Occhipinti, lo sceneggiatore Ivan Cotroneo, le star del web “The Pills”, la cantante Baby K, il cantante Pier Ferrantini dei Velvet, l’attrice Nina Torresi, il presentatore televisivo Chef Rubio, dall’attore Fabio Morici, da un rappresentante dell’Unar e da Teresa Manes madre di Andrea. Responsabile media del progetto è Alessandro Guida. «La scuola – dice Marrazzo – continua ad essere una delle comunità dove è più importante intervenire per combattere e prevenire l’omofobia. Noi lo facciamo ormai da anni con progetti che vedono coinvolti migliaia di studenti. Anche quest’anno c’è stata una grande partecipazione da parte di ragazze e ragazzi che attraverso la realizzazione di video hanno comunicato il loro punto di vista sull’omofobia». «Gli insulti apparsi di fronte al Galileo Ferraris – sottolinea Marrazzo – ci fanno comprendere quanto sia importante continuare azioni di questo tipo, pertanto contatteremo la scuola per fare anche interventi con loro, e lanciamo l’appello dei loro coetanei dell’Istituto Tecnico Armellini che con il video “The talking Walls” invitano gli studenti a metterci la faccia ed a cancellare le scritte».

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June 3rd, 2014 at 9:18 pm

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