Appunti e spunti

Il blog di Marco Pasqua

Canile della Muratella, due persone indagate.

Maltrattamento di animali. Questo il reato per il quale due persone sono finite nel registro negli
indagati, secondo quanto si apprende, nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione del canile della Muratella e sulle condizioni in cui sono tenuti i suoi ospiti a quattro zampe, cani e gatti. L’inchiesta, coordinata dal
pm Maria Bice Barborini, ha già portato, lo scorso 21 gennaio, ad un’ispezione dei Nas della struttura nei pressi di Porta Portese e gestita per conto del Comune da un’associazione, nonché al trasferimento di alcuni ospiti del canile. In particolare per ora sono 15 gli animali che sono stati portati altrove: 14 gatti e un cane, tenuti in condizioni non idonee. A finire nel registro degli indagati sarebbero due persone da cui dipende la gestione del canile, e che ora dovranno fornire alcune spiegazioni su quanto rilevato dai Nas. Il reato di maltrattamento di animali è previsto all’articolo 544ter del codice penale: “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche ecologiche è punito con la reclusione da tre mesi a un anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro. La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi. La pena è aumentata della metà se dai fatti di cui al primo comma deriva la morte dell’animale”.

Le reazioni. “Senza voler entrare nel merito del procedimento in corso, e dei chiarimenti che coloro che
sarebbero indagati rispetto alla gestione del canile di Muratella dovranno fornire, ribadiamo tutte le forti criticità
da noi rilevate e sottolineate, anche in modo formale, presso gli uffici competenti dell’Amministrazione comunale, rispetto ad aspetti sostanziali e formali della gestione di Avcpp del canile. Riteniamo che quanto sta avvenendo debba richiamare l’attenzione sulla assoluta necessità di un radicale cambiamento nella gestione delle strutture adibite al ricovero di cani e gatti nel Comune di Roma”, dicono Andrea De Priamo e Fabrizio Santori, rispettivamente presidenti delle commissioni Ambiente e Sicurezza del Comune di Roma. Piergiorgio Benvenuti, Responsabile dei Rapporti Istituzionali e Coordinatore per il Lazio del Movimento Ecologista Europeo- Fare Ambiente chiede “una gestione dei canili maggiormente trasparente e rispondente alle esigenze degli animali ospitati, favorevoli all’indirizzo espresso dalla giunta comunale e dall’assessore De Lillo di affidamento al Bioparco di questi servizi, che da troppi anni sono rimasti monopolio di una singola associazione”.

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February 5th, 2010 at 10:08 pm

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Il Pd plaude allo sgombero dei rom e il web s’arrabbia.

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“Finalmente diciamo no al degrado. E’ finalmente avvenuto lo sgombero del campo nomadi di via degli Angeli. Inoltre dopo oltre 20 anni verrà effettuato il rifacimento della pavimentazione parrocchia S. Giuseppe
Cafasso”. Firmato PD. E’ questo il manifesto, scritta rossa su fondo bianco, che si riferisce allo sgombero di un campo rom a Torpignattara, avvenuto il 16 gennaio scorso. Manifesto che sta facendo discutere il web, fino a suscitare numerose proteste tra i militanti del Pd. C’è chi lo giudica non in linea con la politica di un partito di centrosinistra. Nel manifesto si spiega che lo sgombero è stato reso possibile “grazie alla campagna di mobilitazione” del Pd. Oltre a circolare in maniera virale su Facebook, l’immagine viene riproposta da molti blog. Il blogger Mattia Laconca (mattialaconcaprc.splinder.com), ad esempio, parla di manovra elettorale: “Il Pd magari con l’occasione riesce anche a strappare qualche decina di voti ai compagni di giochi del PDL”. E se Ladytux (ladytux.blogspot.com) lo definisce “un manifesto inquietante”, qualcun altro (ilrusso.blogspot.com) si limita a pubblicare la foto con un insulto, diretto al Pd. E i commentatori non sono da meno: “non e’ uno scherzo, vero? Stanno davvero festeggiando una deportazione”, si chiede un utente che si firma Punzy, mentre un altro ironizza: “Ma è davvero diventato il PDL meno L!”. Pensiero analogo ribadito su Friendfeed, dove l’utente “Ciocci” parla di una rincorsa verso il Pdl. “Pd fa vedere che quando vuole potrebbe governare come la destra”, sottolinea. Critiche che sono arrivate direttamente al capogruppo del Pd nel Municipio VI, Gianluca Santilli, fin sulla sua pagina Facebook. “Mi hanno massacrato”, dice l’esponente del Pd, che è anche presidente della commissione sicurezza del Municipio. Sempre lui, però, spiega che il senso del manifesto è stato frainteso. “Siamo contro gli sgomberi non concordati, organizzati senza un minimo di pianificazione – spiega al telefono – In questo caso avevamo 72 rom che vivevano in condizioni incivili, in un campo abusivo. Insieme al delegato capitolino alla sicurezza abbiamo visitato due volte il campo, e insieme ci siamo mossi per garantire a queste persone una sistemazione più dignitosa”. E il manifesto? Sarebbe stato realizzato da un presidente di circolo, senza essere stato concordato con i dirigenti locali del Pd. “Quando Alemanno ha sbagliato, lo abbiamo criticato, e continueremo a farlo – spiega Santilli – In questo caso, però, siamo stati noi ad incalzarlo perché si intervenisse per risolvere questa situazione”.

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February 5th, 2010 at 6:16 pm

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Maschere di Hitler e Mussolini, bufera sul Carnevale a Roma.

Hitler ed Eva Braun, ma anche Benito Mussolini e Claretta Petacci. Sono le coppie storiche protagoniste di un evento carnevalesco, che le porterà a sfilare per le strade di un municipio romano. “ Carnevale in Love” è il nome di un appuntamento che è stato pubblicizzato, in questi giorni, presso tutte le scuole elementari e medie del IX Municipio, provocando numerose proteste da parte dei docenti e dei dirigenti scolastici. A raccoglierle, la presidente del Municipio, Susanna Fantino, che si è detta “contrariata e amareggiata”, oltre che “offesa per lo sdoganamento di questi personaggi storici”. “Nei giorni scorsi – spiega – sono stati recapitati, presso le portinerie di tutte le scuole elementari e medie del nostro territorio, alcuni plichi, con il materiale relativo a questo ‘Carnevale in love’, previsto per il prossimo 14 febbraio, giorno di San Valentino. I suoi promotori, tra l’altro, lasciavano intendere che godesse di un appoggio istituzionale, nella fattispecie del municipio”. “Abbiamo ricevuto moltissime chiamate, oltre che di protesta, di richiesta di informazioni – continua la Fantino – i docenti ci chiedevano se ne sapessimo qualcosa”. Ma ad oggi l’organizzazione non ha avuto alcun contatto con la presidenza. “Si parla di una sfilata, ma noi non abbiamo mai autorizzato l’occupazione di suolo pubblico, che è di competenza del municipio. Anche ai vigili urbani non è arrivata nessuna richiesta”, evidenzia Fantino, che parla di “un vero e proprio giallo”. L’evento, secondo quanto spiega il plico portato nelle scuole e destinato ai bambini delle scuole dell’obbligo, è organizzato dall’associazione “Arte musica e cultura”. Un gruppo non nuovo a iniziative che fanno discutere, come quella dello scorso 8 marzo, quando in occasione della Festa della donna organizzò un concerto con Franco Califano. Oltre alle maschere di Hitler e Mussolini e delle loro compagne, vengono presentate anche quelle di Berlusconi con Veronica Lario e di Obama e Michelle (in tutto saranno 16). Madrina della sfilata sarà Carmen Russo. E tra i personaggi erano previsti anche la corte papalina, Palmiro Togliatti e consorte. “Avevamo programmato – ha spiegato il presidente dell’associazione, Enzo Longobardi – di far sfilare anche dei personaggi travestiti da Silvio Berlusconi assieme alle escort ma, così come per Hitler e Mussolini, probabilmente saremo costretti ad eliminare queste figure per evitare polemiche”. Longobardi precisa che l’iniziativa ha avuto “l’autorizzazione dal Gabinetto del sindaco del comune di Roma”. Ma l’indignazione della Fantino non si placa. “Un evento che ci impressiona per il messaggio insolente che vuole diffondere. Vengono presentati personaggi della televisione spazzatura, veline e danzatrici brasiliane, e per finire, si propone un concorso per eleggere Miss Facebook ultra quarantenne”, attacca l’esponente municipale romana. “Il nostro Municipio, informato dai direttori e dai presidi – afferma Fantino – è da sempre impegnato a divulgare una qualità della cultura che ha come obiettivi la crescita sociale, culturale ed etica dei nostri cittadini e non può certamente accettare, neanche per ironia, maschere-modello come Hitler e Mussolini, padri delle leggi razziali e di anni bui della nostra recente storia”. “A pochi giorni di distanza dalla giornata della Memoria – osserva la Fantino – crediamo di essere davanti ad un’offesa anche nei confronti della comunità ebraica romana. Come è possibile sdoganare Hitler e Mussolini, soprattutto agli occhi dei bambini? Mi sembra evidente che si vogliano normalizzare queste figure, circoscrivendole all’amore e alla relazione che hanno avuto. Ma la loro fama è legata a ben altri fatti”. I luoghi indicati per il “ Carnevale in Love” sono Villa Lazzaroni, la via Appia Nuova, Largo Tacchi Venturi, Largo Colli Albani. “Chi finanzia questo evento? Chi lo ha autorizzato?”, ci si chiede dal municipio.

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February 5th, 2010 at 3:15 pm

Australia, patria del peccato. Italiani pigri e avari.

Quando si tratta di commettere peccati, i campioni del mondo sono gli australiani. Almeno stando ad una singolare e controversa classifica, stilata da una rivista britannica, sulla base di un’analisi dei sette vizi capitali commessi in 35 nazioni. Gli australiani si sono aggiudicati il primo posto. L’Italia non rientra nella top ten e si piazza al ventunesimo posto. Ma il nostro Paese riesce a conquistarsi un discreto piazzamento per quanto riguarda l’avarizia (siamo i quinti al mondo) e l’accidia (decima posizione).

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La mappa globale del vizio, che compare sul numero di febbraio della rivista scientifica della BBC, “Focus”, è stata ottenuta analizzando alcune statistiche ufficiali relative ai comportamenti dei cittadini. Così, per determinare l’ira, i ricercatori hanno esaminato i livelli di crimine violento, raffrontando i dati sulle aggressioni, gli stupri e gli omicidi ogni mille abitanti. E se per la superbia si è considerato il tasso degli interventi di chirurgia plastica pro capite, oltre alla considerazione che si ha del proprio Paese, per la gola è stata analizzata la spesa annuale pro capite su cibi ricchi di calorie (come gli hamburger). La lussuria è stata calcolata partendo da quanto viene speso da ogni persona per il porno, mentre un indicatore di accidia è il numero di giorni di riposo retribuito a disposizione dei lavoratori in ognuna delle 35 nazioni analizzate. Infine, gli ultimi due peccati: l’invidia (qui si sono combinati i dati sui furti d’auto e rapine, visto che il peccato in questione porta a desiderare i beni altrui) e l’avarizia (quella di una nazione si calcola sulla base di quante persone vivono con un reddito inferiore del 50% rispetto al valore medio: se questo numero è alto, viene fatto notare, “molti vivono in povertà a vantaggio dei ricchi avari”). Per ogni peccato sono stati assegnati 10 punti alle nazioni col punteggio più alto, e poi via via valori decrescenti a seconda della loro posizione in classifica. Partendo da questi calcoli, che sono già stati criticati da esponenti politici e studiosi australiani, presumibilmente infastiditi da questi risultati, si è arrivati a stilare la top ten del peccato. A livello di classifica generale, dopo gli australiani (primi con 46 punti), ci sono gli americani, i canadesi, finlandesi, spagnoli, britannici, i giapponesi, i sudcoreani, mentre messicani e i sudafricani hanno lo stesso punteggio (12). Ma sono i primati individuali, nei singoli vizi, a riservare sorprese e conferme, almeno stando alle percezioni dell’immaginario collettivo. I più lussuriosi al mondo sarebbero i sudcoreani, mentre i più avari dovrebbero essere i messicani; i cittadini del Sud Africa sono campioni d’ira. E se gli americani sono in assoluto i più golosi, gli islandesi si aggiudicano ben due primi posti: per l’accidia e la superbia. Ultima nazione in classifica Taiwan, che dunque sarebbe la più virtuosa: l’unico suo piazzamento è un ottavo posto per la lussuria. La rivista, partendo dalla tesi secondo la quale la natura ha “programmato” l’uomo per essere peccatore, analizza il cervello e la correlazione con i vizi capitali di determinate sezioni, responsabili del nostro comportamento. Ma c’è chi osserva che questa mappa è poco attendibile. E’ il caso di un professore universitario australiano: “Risultati e criteri usati per stilare questa classifica sono discutibili”, ha detto Chilla Bulbeck. Piccata la portavoce del primo ministro australiano, che pare non aver apprezzato la medaglia d’oro come nazione peccatrice.

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February 4th, 2010 at 5:13 pm

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In hotel arrivano gli scaldaletto umani.

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Infilarsi in un letto caldo non è soltanto piacevole, ma, secondo gli psicologi, può anche facilitare un sonno riposante. Così, per offrire ai propri ospiti un soggiorno il più rilassante possibile, una grande catena di hotel del Regno Unito ha deciso di assumere degli speciali scaldaletto umani. Uomini e donne con il compito di infilarsi nel letto dei clienti, prima che questi siano pronti per andare a dormire. Quello che per adesso sarà soltanto un esperimento, il primo a livello mondiale, è già partito in due hotel di Londra e in uno di Manchester. Un modo per far fronte all’ondata di maltempo che sta interessando il Regno Unito. Il progetto è stato curato d’intesa con un esperto in materia, lo psicologo Chris Idzikowski, direttore di uno speciale centro che cura i disturbi del sonno, a Edimburgo. Secondo Idzikowski, il modo migliore per iniziare una notte di sonno è quello di sdraiarsi in un letto caldo: “La temperatura ottimale è di 20-24 gradi centigradi”. Forse preoccupati dagli incidenti che possono essere provocati dai tradizionali scaldaletto elettrici (in primis gli incendi domestici) i responsabili dell’Holiday Inn hanno deciso di formare una vera e propria squadra di “riscaldatori” umani. Il personale preposto indosserà anche una speciale tuta termica bianca, che coprirà tutto il loro corpo, e dovrebbe garantire un riscaldamento più rapido del letto (sono state concepite per massimizzare l’effetto calore). Le “sedute” durano circa cinque minuti e, secondo quanto spiega la direzione delle strutture, sono tutte incluse nel prezzo del pernottamento.

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Tre gli hotel nei quali si potrà contare su questo speciale servizio: l’Holiday Inn London Kensington Forum, l’Holiday Inn Kingston South e l’Holiday Inn Manchester Central Park. Le prenotazioni sono partite oggi anche se, per adesso, gli scaldaletto umani operano soltanto tra le 21 e le 23, fino al 25 gennaio. Sulla base del riscontro da parte dei clienti, e nell’ipotesi in cui il maltempo dovesse proseguire, si deciderà se e come prolungarlo.

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“Questo servizio – sottolinea l’esperto del sonno – dovrebbe aiutare gli ospiti a dormire meglio. Il corpo umano impiega molto più tempo a riscaldarsi, soprattutto quando si proviene da un ambiente nel quale ha nevicato”. “La gente vuole lasciarsi alle spalle il freddo – dichiara una portavoce della catena alberghiera – per infilarsi in un letto caldo. Questi scaldaletto umani sono paragonabili a un’enorme bottiglia d’acqua bollente piazzata sotto le coperte”. Non trattandosi in alcun modo di un servizio erotico, la portavoce puntualizza: “Usciranno dal letto prima che voi vi infiliate sotto le coperte”. Quanto alla possibilità che gli scaldaletto possano varcare i confini britannici, “mai dire mai – dice a Repubblica.it l’ufficio stampa – se anche l’Italia dovesse essere investita da un’ondata di maltempo, e se questo servizio dovesse essere apprezzato dalla clientela, potrebbe essere adottato dagli hotel italiani”.

Link al pezzo originale pubblicato su Repubblica.it

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January 18th, 2010 at 5:34 pm

Due sudcoreani i campioni del mondo di sms.

Sono due sud-coreani di 17 e 18 anni i nuovi campioni del mondo di scrittura di sms. Bae Yeong Ho e Ha Mok Min hanno stracciato la concorrenza, digitando 120 parole in due minuti e 26 secondi. La formazione sudcoreana ha battuto altre 12 squadre, provenienti da 13 Paesi, nell’ambito della speciale coppa del mondo sponsorizzata da una marca di telefoni cellulari. Nessun italiano ha partecipato alla competizione, che si è tenuta a New York. La terza edizione della LG Mobile World Cup è partita lo scorso mese di maggio con le qualificazioni che, mese dopo mese, hanno individuato i vari campioni nazionali della specialità. In tutto, duecentomila partecipanti: alla fine sono rimasti 26 “pollici sprint”, suddivisi in 13 squadre. Dall’America alla Corea, passando per Canada, Indonesia, Portogallo, Brasile, Russia, Sud Africa, Messico, Argentina, Spagna, Australia e Nuova Zelanda. L’ultimo appuntamento per gli “smessaggiatori” è stato giovedì, nella Gotham Hall. Cinque i round nei quali si è articolata la competizione, nel corso del quale sono stati testati la velocità, ma anche l’accuratezza dei messaggi scritti. Le migliori sei squadre sono quindi arrivate in finale, nel corso della quale l’obiettivo era quello di digitare il più velocemente possibile un testo di 120 parole, ciascuno nella propria lingua madre, e facendo attenzione a rispettare le punteggiature, oltre alle lettere maiuscole e minuscole. Tassativamente vietate le abbreviazioni, che sembrano andare tanto di moda quando si inviano sms. I cellulari utilizzati, ovviamente della marca che sponsorizzava l’evento, erano due: uno con una tastiera numerica, l’altro con una Qwerty. In tutto, un’ora di gara, con qualche sporadica pausa concessa ai pollici dei concorrenti, di età compresa tra i 14 e i 28 anni. A complicare il tutto, alcuni errori voluti nel testo da copiare: ai concorrenti il compito di correggerli man mano che lo riportavano sui loro cellulari. Alla fine, l’hanno spuntata i sud-coreani, che si sono portati a casa il premio da 100mila dollari. Al secondo posto, distanziati di 22 secondi, gli americani, cui sono andati 20mila dollari: la 16enne Kate Moore – che si vanta di spedire 12mila sms al mese, alla velocità di 3,5 caratteri al secondo – e Morgan Dynda, 14enne della Georgia. Terzi classificati gli argentini (premiati con 10mila dollari), seguiti dai brasiliani. Bae Yeong Ho, che è già stato incoronato campione nazionale per gli anni 2008 e 2009, ha intenzione di usare i soldi per studiare musica lirica e diventare un cantante d’opera. La sua compagna di squadra Ha, invece, vuole diventare ingegnere e userà la sua parte di premio per finanziarsi gli studi universitari. “Ogni singolo momento dei diversi round è stato molto intenso”, ha commentato il vincitore.

Nel corso del campionato del mondo, si è anche tenuta una gara per battere il record del mondo per l’invio più rapido di un singolo sms. L’impresa è riuscita, e Pedro Matias, 27enne del Portogallo, è entrato ufficialmente nel Guinness dei Primati per aver scritto un sms da 264 caratteri in un minuto e 59 secondi. Il precedente record del mondo era stato fissato nel 2005 da un finlandese che aveva impiegato 23 secondi in più. Secondo i dati resi noti dalla stessa LG, nel corso del 2009 sono stati inviati 2,5 trilioni di messaggi di testo (6,8 miliardi al giorno).

Link al pezzo originale scritto per Repubblica.it

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January 16th, 2010 at 3:56 pm

I lavori del futuro, dalla guida spaziale al creatore di parti umane.

Tempo vent’anni e le guide turistiche spaziali potrebbero diventare una realtà. Allo stesso modo, dei costruttori di auto volanti e dei creatori di parti di corpo umano, che potrebbero persino rendere possibile la sostituzione delle gambe “difettose” nei giocatori di calcio.
E’ il futuro del mondo del lavoro, secondo una ricerca voluta dal governo britannico, che ha permesso di stilare una lista di 20 nuove professioni. Un futuro neanche troppo remoto, visto che tutte queste nuove occupazioni potrebbero prendere piede già tra venti’anni, nel 2030. La ricerca, che è stata commissionata dal dipartimento per l’economia, l’innovazione e le abilità, anticipa anche un altro trend: nell’arco della loro carriera, i lavoratori potranno sperimentare in media dalle 8 alle 10 professioni, in cinque ambiti diversi.

Futurologi al servizio della medicina. Per stilare la lista dei lavori che verranno, la società “Fast Future” ha messo intorno ad un tavolo alcuni ” futurologi”, chiedendo loro, in prima istanza, di partire dall’analisi dei progressi in ambito scientifico e tecnologico, ma anche dalle previsioni dei mutamenti climatici. Alcuni degli sviluppi più interessanti sono stati individuati nel campo della medicina, visto che, secondo gli esperti, sarà possibile creare organi vivi ed arti, gestiti e realizzati dalla nuova figura professionale del “creatore di parti di corpo umano”.

I negozi di parti umane. Naturalmente, per favorire la commercializzazione delle parti umane, viene addirittura anticipata l’apertura di negozi appositi e persino di “centri per la riparazione” di quelle difettose. Rohit Talwar, dirigente della Fast Future, prevede la possibilità di dar vita a degli “arti di ricambio”, facendo notare anche l’utilità dell’operazione: “Se un calciatore viene 80 milioni, e due gambe di riserva costassero due milioni, la cosa sarebbe conveniente”. Per non parlare, poi, degli usi che si potrebbero fare in ambito militare sui soldati feriti.

Il “nanomedico” anti-cancro. Si affaccerà al mercato del lavoro anche la figura del “nanomedico”, che potrebbe occuparsi, tra le altre cose, di speciali dispositivi in grado di percorrere il corpo umano e distruggere le cellule cancerogene. La medicina saprà anche predire quando e se un arto potrebbe venire meno: “Per questo – suggerisce Talwar – si potrebbe sostituirlo in via preventiva, piuttosto che costringere il paziente a tre mesi di ricovero per guarire”. Un’altra figura medica sarà quella del “chirurgo della memoria”: come avviene per i computer, questi speciali dottori potranno intervenire chirurgicamente sui pazienti, per aumentare la loro memoria.

Il turismo spaziale. Progressi anche nello spazio: prospettive di lavoro si apriranno per guide turistiche, e non solo. “Con aziende già presenti nel mercato del turismo spaziale – nota la ricerca – si potrà aver bisogno di piloti e guide, ma anche architetti che dovranno costruire gli ambienti in cui vivranno e lavoreranno. Attualmente ci sono già dei progetti presso la University of Houston, per la realizzazione di mezzi per l’esplorazione spaziale e per una serra su Marte”.

I ladri di nuvole. Tante le possibilità legate all’ambiente, a cominciare dai poliziotti dei mutamenti climatici: speciali agenti che dovranno vigilare sugli eventuali comportamenti scorretti dei cittadini (già oggi vengono segnalati “furti di nubi” per dar vita ad acquazzoni). Per contenere gli effetti dei mutamenti climatici, inoltre, sarà importante formare ingegneri che non solo sapranno arrestarli, ma anche invertirli (viene suggerito che questi “potrebbero creare ombrelli giganti per deviare i raggi solari”).

L’agricoltore verticale. Altre professioni per le quali ci si potrà specializzare, includono quella di agricoltore verticale, specializzato in coltivazioni sui grattacieli; quella d esperto di quarantena, che dovrà agire nel caso di diffusione di virus mortali tra le popolazioni; il consulente per il benessere della terza età; il gestore di insegnanti virtuali, che sostituirà quelli in carne ed ossa con degli avatar; il manager virtuale, che si occuperà dei nostri profili sui social network, di e-mail e password; lo sviluppatore di auto volanti e il gestore di dati informatici, che dovrà far sì che questi vegano distrutti in maniera da tutelare la privacy degli utenti.

Lavoratori plurispecializzati. La ricerca evidenzia anche come i giovani saranno chiamati a specializzarsi in più campi: “La carriera in un solo settore – viene fatto notare – sarà una cosa del passato. I neo-laureati potranno trovarsi ad avere fino a 10 lavori diversi nel corso della loro carriera. La tecnologia fa progressi così grandi, che i mutamenti aziendali potrebbero far sparire una data professione da un giorno all’altro”.

L’economia del futuro. Sulla ricerca si è espresso anche il premier Gordon Brown, il cui fine, ha detto, “era quello di ispirare i giovani a specializzarsi per queste nuove professioni. Una priorità di questo governo, è quella di preparare il Regno Unito all’economia del futuro, per far sì che i giovani possano cogliere tutte le opportunità che arriveranno dalla scienza e dalla tecnologia”. Per il ministro della scienza e l’innovazione, Lord Drayson “questi lavori non fanno più parte del mondo dei sogni”. “Stiamo superando il confine tra fantascienza e realtà”, dicono gli autori di questa previsione.

Link al pezzo originale scritto per Repubblica.it

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January 15th, 2010 at 6:02 pm

Smartphone e prosciutto: i regali di Carlo e Camilla nel 2009.

E’ stato un benvenuto gastronomico quello che un anonimo cittadino italiano deve aver voluto dare al principe di Galles e alla duchessa di Cornovaglia, regalando loro un prosciutto. Il dono è stato consegnato alla coppia reale durante il viaggio in Italia, lo scorso mese di aprile, ed è stato reso noto adesso tramite la pubblicazione di tutti i regali ricevuti da Carlo e Camilla nel corso del 2009. Una pubblicazione rituale, quella fatta da Clarence House (la residenza ufficiale della coppia), che, ogni anno, la rende accessibile agli internauti tramite il suo sito.

L’elenco comprende complessivamente 265 regali, senza l’indicazione del loro prezzo, raccolti durante i viaggi in Cile, Brasile, Ecuador, Italia, Vaticano, Germania e Canada. Si va da una coppia di Blackberry identici al set per la fonduta al cioccolato, ma si trovano anche bottiglie di vino, una borsa e un cappello realizzati con bottiglie riciclate e gioielli per lei, oltre ad un modellino di Babbo Natale, la riproduzione di un orso polare e anche una coperta. I più gettonati sono stati i libri, in tutto 87. Quanto al prosciutto, un portavoce di Clarence House ha fatto sapere, tramite il quotidiano Daily Express, che questo è stato consumato con piacere nella residenza di campagna di Highgrove, nel Gloucestershire. In Italia, la coppia è arrivata lo scorso 26 aprile e qui ha incontrato, tra gli altri, il presidente della Repubblica e il Papa. Durante i quattro giorni di permanenza, il principe e la consorte hanno ricevuto complessivamente 19 omaggi. Nel caso di quelli istituzionali, viene sempre indicata la carica del donatore. Quando, invece, a fare un regalo è un privato cittadino, si registrano le sue generalità, ma non vengono poi rese pubbliche. E’ il caso del prosciutto, consegnato al principe Carlo. Durante la visita in Vaticano, Carlo e Camilla hanno ricevuto dal Santo Padre una medaglia in oro celebrativa del pontificato di Ratzinger, una stampa e alcuni rosari, mentre dal cardinale Bertone sono arrivate tre monete commemorative in argento. Sul fronte istituzionale, ci sono i regali del presidente Napolitano (una foto incorniciata, un vaso di vetro e un libro, di cui non viene specificato l’argomento), e quello del presidente della Camera, Gianfranco Fini (una mappa del Galles). Altri doni comprendono un anello d’oro, un altro vaso, libri, uno stemma in legno, due pergamene e la riproduzione in vetro di un’ancora.

E se in Germania, sempre ad aprile, la coppia ha ricevuto complessivamente sette regali (tra i quali un pallone da calcio), era decisamente andata meglio a marzo, in Brasile, dove la lista parla di 64 oggetti. Tra i tanti: una t-shirt della nazionale brasiliana di calcio, molti libri, una confezione di miele, un modellino di Babbo Natale, uno raffigurante un uomo ai fornelli e un terzo con una coppia su un toro, due calendari, un vassoio d’argento, i classici cioccolatini, dvd ma anche una chitarra. Sempre in Sud America, Carlo e Camilla sono stati in Cile ed Ecuador, dove hanno incontrato, oltre ai presidenti dei rispettivi Paesi, moltissimi rappresentanti di enti locali e di associazioni. E se il presidente del Cile li ha omaggiati con un libro, quello dell’Ecuador ha consegnato loro la riproduzione di una tartaruga.
Ma è durante il viaggio più recente in Canada che la coppia ha ricevuto il maggior numero di pensieri: nei dieci giorni di permanenza, dal 2 al 12 novembre, la lista ne riporta quasi 150. Secondo quanto reso noto da Clarence House, “i doni ufficiali possono essere usati”, anche se non vengono tecnicamente considerati proprietà dei reali. Inoltre, non possono essere venduti o scambiati. La merce deperibile può essere mangiata o data in beneficenza, oppure ceduta al personale. Se, invece, ha un valore superiore alle 150 sterline e non viene usata dai reali, dovrà necessariamente esser data in beneficenza. Quanto alla legittima curiosità circa l’impiego dei singoli doni, questa si scontra con una comprensibile riservatezza: “Non possiamo dire cosa viene fatto di ogni regalo”, fanno sapere da Clarence House. L’unica eccezione, a quanto pare, è per il prosciutto italiano, consumato e apprezzato dai reali.

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January 14th, 2010 at 5:03 pm

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Applicazioni per iPhone, dall’ecografia allo Yoga.

ARRIVANO fin dove neanche la fantasia oserebbe spingersi e viaggiano alla velocità di 350 download al secondo. Un mondo, quello delle applicazioni per iPhone e gli altri smartphone, la cui crescita sembra essere inarrestabile. Le ultime statistiche, diffuse pochi giorni fa dalla Apple, parlano di 3 miliardi di applicazioni vendute per iPhone e iPod Touch, tramite l’AppStore. Un dato che, se confrontato con i due miliardi di applicazioni del 28 settembre dello scorso anno, si traduce in un miliardo di download in appena tre mesi ed una media di 30 milioni di applicazioni al giorno.

Soltanto nel negozio virtuale della Apple, le applicazioni disponibili sono più di 100mila. Quelle offerte dal concorrente Google, tramite il suo sistema operativo per dispositivi mobili Android, sono più di 20mila; il catalogo della Palm, invece, ne offre più di mille. Venti le categorie all’interno delle quali il gigante di Cupertino ha racchiuso le sue applicazioni, disponibili in 77 Paesi del mondo (salvo censure: la Apple ha recentemente bloccato in Cina tutti i programmi destinati all’iPhone che riguardano sia il Dalai Lama sia il leader degli uighuri in esilio Rebiya Kader). Dal sesso all’economia, dai giochi alle notizie, oltre all’interazione sui social network: non c’è ambito che non sia in grado di offrire qualcosa al proprio smartphone, gratuitamente o a pagamento.

Secondo un recente sondaggio condotto tra i clienti americani della Apple, ogni utente ha in media 65 applicazioni per iPhone, e spende circa 80 dollari (solo il 7% ha scaricato soltanto applicazioni free). E poco importa se quelli che a volte sembrano essere bisogni indotti dalla rapidità e semplicità di un clic, rischino di far passare in secondo piano la funzione primaria di questi apparecchi, che è quella di comunicare. In alternativa, ci si può lasciare andare e inseguire, ad esempio, i suggerimenti che arrivano dal mondo della medicina. E’ il caso della proposta avanzata in questi giorni al Consumer Electronics Show di Las Vegas di un’applicazione che vuol dare la possibilità ai futuri padri “assenti” di assistere all’ecografia al feto del nascituro via iPhone. I video dell’esame potranno essere trasmessi ad amici e parenti, ma anche ai medici stessi, e, infine, ripubblicati attraverso i più tradizionali social network.

L’applicazione, sviluppata dal West Wireless Health Institute, è stata presentata insieme ad un sistema che permetterà, sempre via melafonino, di monitorare i parametri vitali dei pazienti negli ospedali (dai battiti cardiaci alla temperatura). E’ invece in vendita da tempo al prezzo di 32.99 euro, “Farmacia Plus”, applicazione tutta italiana che si basa su un archivio contenente migliaia di monografie complete relative a 6000 farmaci, per circa 13.000 formulazioni, con tanto di posologia e controindicazioni. Gli sviluppatori aggiornano ogni tre mesi l’archivio, elimando i farmaci fuori commercio e l’utente ha la possibilità di interagire con l’applicazione segnalando medicinali o altre informazioni utili (inclusi gli eventuali effetti collaterali). Dalla medicina agli scaffali dei negozi, la chiave è nel codice a barre: strumento “catturato” tramite il clic della macchina fotografica e usato per suggerire negozi che vendono quel prodotto ad un prezzo inferiore oppure semplicemente per proporre recensioni e video.

I telefonini che usano Android si servono di “Compare Everywhere”: una volta letto il codice a barre, si riceve una lista di negozi virtuali e reali che vendono quel prodotto ad un prezzo inferiore. Non c’è “saldo” che tenga: è il telefonino a dire se quella di fronte alla quale vi trovate, può davvero considerarsi un’offerta. L’equivalente per iPhone si chiama “Barcode reader” e, anche in questo caso, impiega la fotocamera come uno “scanner” in grado di leggere il codice a barre. Tante le possibilità offerte anche ai genitori alle prese con il primo figlio e, soprattutto, con l’impossibilità di poter monitorare dal vivo la culla 24 ore su 24. “Baby Monitor” trasferisce sull’iPhone i tradizionali microfoni piazzati nella stanza del bimbo: appena il bimbo si lamenta, il telefono chiama il numero che sarà stato registrato in memoria mettendo in collegamento il genitore apprensivo direttamente col proprio pargolo. E se “Baby Soothe” farà partire una serie di suoni per far rilassare (e addormentare) il piccolo, “Cry translator” ha l’ambizione di tradurre le urla e i lamenti del bambino, identificando, entro dieci secondi, uno dei suoi possibili cinque bisogni primari: fame, sonno, stress, noia o fastidio.

Sempre in ambito domestico, il melafonino si offre anche come alleato nella lotta estiva contro le zanzare. “Anti Mosquito” è un programma che riesce ad emettere dei suoni con una frequenza variabile tra 16.000 e 20.000 Hz, impercettibili dall’orecchio umano ma molto fastidiosi per le zanzare, che non si avvicineranno più. Contro i ladri – anche se potrebbe benissimo essere usato per osservare il vostro bimbo – c’è l’applicazione che trasforma il telefono in una telecamera di sicurezza. Dopo un lungo periodo di gestazione, prima dell’approvazione da parte della Apple (presumibilmente preccupata, tra le altre cose, da eventuali impieghi in chiave di ’spionaggio), “Security Cam” consente di scattare foto a intervalli prestabiliti in un determinato ambiente. Tra le modalità d’uso, Frequency Capture, che permette di impostare la frequenza con la quale la fotocamera deve scattare una foto; “Audio Trigger” che scatta una foto ogni volta che viene rilevato un rumore (si può scegliere il “livello” oltre il quale l’applicazione si deve attivare). Tra le applicazioni che, invece, si infilano sotto fin sotto le lenzuola c’è “Passion”: sostiene di essere in grado di dare voti alle prestazioni sessuali. Piazzata accanto al vostro letto, dopo il rapporto misura tre fattori: l’attività, la durata e l’orgasmo (valutato tramite il microfono). Per ognuna si riceve un voto da 0 a 10. L’ha sviluppata uno studente dell’università di Texas-Austin.

E se dopo il sesso ci si vuole rilassare, si può fare ricorso a “Pranayama”, che deve il nome alla respirazione suggerita dallo yoga. E, infatti, il programmino vi guiderà proprio nella respirazione. I suoi inventori citano addirittura una ricerca, secondo la quale attraverso 15 minuti giornalieri di esercizi e respirazione di questo tipo, si possono migliorare le proprie condizioni di salute, combattendo insonnia e depressione. Si seleziona uno dei vari livelli, il tipo di respirazione (inalazione/esalazione, oppure inalazione/ritenzione/esalazione) e la durata, e si verrà guidata da una musica per ogni tipo di attività. Ma ci si può anche rilassare durante un volo, e, soprattutto, cercare di superare la paura di volare, che, secondo una ricerca dell’Associazione europea disturbi attacchi di panico interessa due italiani su tre. In questo caso, c’è la mano della compagnia aerea del miliardario Richard Branson, la Virgin Atlantic, che per i più paurosi ha creato il corso “Flying Without Fear”, con una percentuale di successo, viene promesso, del 98%.  L’applicazione non fa altro che usare i principi ispiratori del corso e trasferirli sullo smartphone. Quando si è calmi, si può vedere un video che spiega all’utente le varie fasi del volo, oppure sentire le risposte alle domande più frequenti; nei momenti di panico, invece, si può fare ricorso ad alcuni esercizi di rilassamento. Se la situazione è critica, si può usare il tasto “Attack Button” che, una volta attivato, suggerirà alcune tecniche di respirazione e fornirà consigli pratici all’utente in preda all’ansia. In cima alla classifica delle applicazioni gratuite scaricate da AppsStore c’è Autovelox Live, per la localizzazione degli autovelox in tempo reale, sulle strade italiane ed europee. Non solo indica se il dispositivo è fisso o mobile, ma anche il limite di velocità su quella strada. Fornisce, inoltre, informazioni sul traffico, sui lavori stradali e sui possibili rallentamenti lungo le arterie stradali ed è disponibile anche per Android (col nome di Wikango Autovelox live).

Link al pezzo originale su Repubblica.it

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January 12th, 2010 at 6:31 pm

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Sequestrato dalla polizia postale il forum di Forza Nuova.

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(OMNIROMA) Roma, 30 nov – Sequestrato il forum non ufficiale di Forza Nuova, nel quale si riunivano i militanti del movimento di estrema destra. Il sequestro è stato effettuato oggi dalla polizia postale di Arezzo, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Forlì. L’ultimo messaggio è stato pubblicato sul forum poco dopo la mezzanotte di ieri. Da allora, il sito http://www.forzanuovaforum.it è irraggiungibile.
Su Indymedia si ipotizza che il sequestro sia avvenuto “in relazione al video hard tra Fiore e Mussolini Alessandra” e si parla di “una perquisizione a casa di un militante di Forza Nuova”, “intermediario alla vendita del video”.

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November 30th, 2009 at 1:55 pm

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Ku Klux Klan Italia, il sito e le reazioni del mondo politico.

 Il loro fine dichiarato è quello di dar vita ad uno Stato «bianco e cristiano» e, per raggiungere questo scopo, invitano tutti i «patrioti e nazionalisti italiani» a combattere in difesa della «stirpe bianca». Si ispirano ai principi xenofobi e razzisti del Ku Klux Klan (KKK) e, nel nostro Paese, hanno appena dato vita ad un “reame italiano”, alle dirette dipendenze degli “United northern and southern knights of the KKK”, la più importante ramificazione americana del KKK. Il loro punto di riferimento è un blog, sul quale sono raccolti i punti cardine che un “klansman” (come si fanno chiamare gli iscritti) deve rispettare. Un sito dove si attaccano persone di colore, ebrei e omosessuali e che è con ogni probabilità negli Usa ma viene gestito da italiani secondo un´informativa che verrà inviata alla Procura.
Che il Ku Klux Klan nutrisse già delle simpatie per l´Italia era emerso in un´intervista concessa, nell´ottobre scorso, a Repubblica, da Don Black, leader del Ku Klux Klan alla fine degli Anni Settanta e, dal 1995, a capo di “Stormfront”, il sito web del nazionalismo bianco. «Ci piace il vostro Paese: c´è molta eccitazione sul nostro sito per quello che sta succedendo da voi, siete i primi a reagire e a dimostrare che non vi fate sottomettere dagli immigrati», aveva detto l´animatore del più importante movimento del “potere bianco” americano. Parole che trovano conferma nelle loro pagine web: «La lotta per la nostra stirpe è esigente e la vittoria può essere raggiunta soltanto con dedizione e lealtà. Il nostro obiettivo è semplice ma forte, conservare il cristiano bianco, i suoi ideali e le sue tradizioni», scrive l´anonimo estensore di una serie di articoli nei quali si enunciano i principi di questo movimento, che considera gli omosessuali «colpevoli della crisi della nostra società». Chiamano a raccolta «uomini e donne cristiani, stanchi di lasciarsi espropriare di tutto quello per cui hanno duramente lavorato». Il loro credo, neonazista, è quello della superiorità della razza: «Al fine di poter essere mentalmente sano, un individuo necessita di una chiara identità e consapevolezza del proprio valore e affinché la nostra razza tutta possa essere forte e in salute le genti bianche di ogni dove devono sviluppare un senso di identità e valore razziale». Per entrare a far parte del movimento si deve compilare un modulo, allegare una foto a colori e copia di un documento, e inviare il tutto al quartier generale a Fraser, nel Michigan. L´accettazione ufficiale avviene dopo il superamento di un periodo di osservazione di 12 mesi. In Europa hanno costituito reami, oltre che in Italia, in Germania, Belgio e Regno Unito, mentre in America sono presenti in 29 Stati. Quest´anno ci sono già stati due “vertici”, tra i direttivi europei e quelli Usa. Faranno ricorso a varie forme di propaganda: dal volantinaggio in luoghi, spazi e modi leciti secondo la legge italiana, ma anche tramite il web (forum, siti, blog, e-mail.
Intanto, la Procura di Roma è stata chiamata ad indagare dopo una segnalazione presentata dall´Unar (l´ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali). Molte le reazioni del mondo politico. Il ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna, ha invitato a intervenire «per evitare la diffusione di messaggi così negativi e incivili». Giovanna Melandri, del Pd, sottolinea come non si debba «abbassare la guardia in una società che, troppo spesso, vede riemergere forme violente di intolleranza e di xenofobia», mentre la collega di partito Barbara Pollastrini e il Pdci chiedono l´intervento del ministro Roberto Maroni. Un invito a non sottovalutare il fenomeno viene dal presidente dell´Udc Rocco Buttiglione, per Massimo Donadi dell´Idv il problema è «contrastare attivamente la deriva xenofoba e razzista nel nostro Paese».

Pubblicato sull’edizione cartacea di Repubblica.

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November 3rd, 2009 at 1:09 pm

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Ku Klux Klan, le foto.

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Tanto per farsi un’idea. Cappucci bianchi e neri. La foto col tricolore, ovviamente, si riferisce ai militanti italiani.

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November 2nd, 2009 at 1:56 pm

Ku Klux Klan in Italia, “per salvare la stirpe bianca”.

Lanciano “un appello” a chiunque, in Italia, voglia difendere “la stirpe bianca”, perché “l’uomo bianco non è mai libero di esercitare il proprio potere nelle proprie terre e nazioni”. L’ombra del Ku Klux Klan (KKK), che, in America, riunisce xenofobi e razzisti nascosti dietro al tradizionale cappuccio bianco o colorato, si allunga anche sul nostro Paese, dove è stato fondato un “reame d’Italia”. Ad animarlo, è il movimento degli “United northern and southern knights of the KKK” (l’acronimo è Unsk), la più importante ramificazione americana del Ku Klux Klan, con il suo quartier generale a Fraser, nel Michigan. Già nel 2007, il KKK mosse i suoi primi passi in Europa, con il primo “reame ufficiale”. Dopo una serie di liti interne al movimento, questo venne sciolto. Fu allora che gli iscritti, prevalentemente italiani e tedeschi, si rivolsero agli United northern and southern knights (costituiti nel 2005 su impulso di un iscritto al KKK), per chiedere di essere ammessi al loro direttivo. “Dopo una breve trattativa – viene spiegato su un forum neonazista italiano, che li celebra – si decise di creare un Klan europeo parallelo e fraterno a quello americano. Questo venne convalidato e ufficialmente riconosciuto nel resto del mondo nell’agosto del 2008″. A oggi, oltre alle sedi in 29 stati americani, al reame italiano, ne esiste uno tedesco, uno in Belgio e nel Regno Unito. Anche se, avvisano, “contiamo di espanderci ulteriormente nei prossimi mesi”. Il coordinamento europeo è affidato a quello che viene definito “Reich” tedesco. Ogni singolo reame è autonomo, ma risponde al coordinamento europeo, che a sua volta riferisce alla casa-madre nel Michigan. Quest’anno hanno già avuto luogo due “vertici”, tra i direttivi europei e quelli americani. Nella sezione italiana del loro sito, si annuncia “l’apertura delle iscrizioni” e si lancia un appello ad aderire al movimento: “Se siete uomini o donne patrioti bianchi e ritenete di volervi impegnare per la vostra stirpe e per le generazioni future, se ne avete abbastanza di vedere la nostra discendenza, i nostri diritti e il nostro futuro calpestati e gettati via, se volete mettere fine a questo scempio, saremo felici di avervi con noi e di ascoltarvi. Aderisci alla lotta e salva i tuoi diritti quale cittadino bianco e cristiano. Riprendiamoci quello che ci è stato tolto e diamo ai nostri figli il futuro che meritano”. Per aderire bisogna compilare un modulo, allegando foto a colori e copia di un documento: l’accettazione ufficiale arriverà dopo il superamento di un periodo di osservazione di 12 mesi. All’atto dell’iscrizione si riceve il cosiddetto “libretto del periodo di prova”. La filosofia ricalca quella razzista dei “fratelli” americani: lotta e contrasto a “neri, immigrati, omosessuali” ma anche “ebrei”, per dar vita ad uno Stato “bianco e cristiano”. Agli ebrei, ad esempio, è tassativamente vietata l’iscrizione al movimento, perché ai Klansmen (come vengono definiti gli iscritti), interessano “solo i cristiani bianchi”. “Siamo fedeli ai principi del Ku Klux Klan, fondato nel 1865″, dicono nella sezione italiana del loro blog, e parlano di una “sacra missione”. Una missione che può essere così sintetizzata: “La lotta per la nostra stirpe è esigente e la vittoria può essere raggiunta soltanto con dedizione e lealtà. Il nostro obiettivo è semplice ma forte, conservare il cristiano bianco, i suoi ideali e le sue tradizioni. Siamo qui per guidare i nostri fratelli e le nostre sorelle bianche e ristabilire l’ordine in questa società collassata”. Secondo questi razzisti incappucciati, che si definiscono “nazionalisti fieri di essere italiani”, oggi “si parla molto di orgoglio nero, orgoglio ebraico, orgoglio ispanico e addirittura di orgoglio gay”, mentre “esiste solo un segmento maggioritario della popolazione che non viene incoraggiato ad essere orgogliosa della propria discendenza e delle conquiste dei suoi avi. Quel gruppo etnico è la razza bianca”. E via con una serie di considerazioni sui principi della superiorità della razza, alla base del credo neonazista: “Al fine di poter essere mentalmente sano, un individuo necessita di una chiara identità e consapevolezza del proprio valore e affinché la nostra razza tutta possa essere forte e in salute le genti bianche di ogni dove devono sviluppare un senso di identità e valore razziale. Quindi acquisite orgoglio nella vostra razza”. Come diffondere i principi xenofobi del KKK in Italia? Sono loro stessi a spiegarlo: “Data la natura storica pressoché sconosciuta della nostra associazione, il nostro primo obiettivo è quello di far giungere il nostro vero messaggio ai bravi cittadini italiani. Questo avverrà sotto forma di volantinaggi in luoghi, spazi e modi leciti secondo la legge italiana e tramite web (forum, siti, blog, e-mail)”. E, nell’ottica di questa propaganda via web, la sezione americana sta già provvedendo da tempo a inserire su Youtube i video con le loro cerimonie – inclusa quella nel corso della quale si brucia la croce. Duri attacchi vengono rivolti anche ai gay, “colpevoli” della crisi della nostra società: “L’omosessualità è irresponsabilità senza vergogna. E’ inutile negare che da quando è uscita dall’armadio è iniziata la crisi di salute della società. Gli omosessuali aggiungono una difficoltà tremenda al costo della sanità. Rifiutano di essere ragione di questa difficoltà, preferendo protestare per i benefici di governo invece di cambiare il loro comportamento, cioè pagando per i loro peccati”. Il cappuccio bianco che indossano serve a “tutelare il lavoro e la tranquilla vita quotidiana” degli iscritti: “Noi non desideriamo che i nostri membri cadano vittima di persecuzioni, aggressioni o discriminazioni”, spiegano, non nascondendo il timore verso “taluni personaggi e associazioni di sinistra” che potrebbero crear loro problemi. Cercando di anticipare quanti chiedono la loro messa al bando, rispondono con una domanda: “Dicono che i Klansmen dovrebbero essere espulsi dai loro posti di lavoro militari, nella polizia, nei vigili del fuoco e da tutte le forme elette di governo. Se un Klansman dovrebbe essere licenziato dal proprio posto di lavoro perché il Klan storicamente uccise dei neri allora non sarebbe forse sensato che anche un nero lo sia poiché essi hanno maggiore attitudine all’uccidersi a vicenda più di quanto ne possa avere un Klansman?”.

Link al pezzo originale pubblicato su Repubblica.it

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November 2nd, 2009 at 1:47 pm

Striscione per Stefano Cucchi, “basta omicidi di Stato”.

Striscione per Stefano Cucchi, "basta omicidi di Stato". by you.

Visto stamattina sulla Circonvallazione Trionfale.

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October 31st, 2009 at 1:35 pm

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Facebook chiude gruppo pro-Priebke.

Facebook chiude gruppo pro-Priebke. by you.

Era stato creato un anno fa: “Giustizia per Erich Priebke”, un gruppo su Facebook, in cui si esprimeva solidarietà per l’ex-ufficiale delle SS, condannato all’ergastolo per l’eccidio delle Fosse Ardeatine. Il gruppo era stato creato negli ambienti della destra estrema, dalla quale provenivano anche i suoi simpatizzanti. In tutto, poteva contare su seicento iscritti. Ma nei giorni scorsi, il gruppo (che era privato), è stato chiuso da Facebook. Secondo quanto riferito su un forum della destra estrema dal creatore del gruppo, Facebook avrebbe agito contro la pagina, perché “promuoveva messaggi di odio”. “Il gruppo ‘Giustizia per Erich Priebke’ – spiegava la nota di Facebook inviata al fondatore, A.M. – è stato rimosso perché violava le nostre Condizioni d’uso. Tra le altre cose, non sono consentiti gruppi che promuovono messaggi di odio, minacce o con contenuto osceno. Rimuoviamo anche i gruppi che attaccano individui o gruppi o che pubblicizzano un prodotto o un servizio”. A.M. ha comunicato di averne chiesto il ripristino. Ma questo non è l’unico gruppo che porta il nome di Priebke. Ne sono nati altri due, con pochi iscritti: “Erich Priebke, testimone ed eroe” (142 iscritti), “Giustizia per il capitano Priebke” (22 iscritti). La rimozione dei gruppi avviene quando un determinato numeri di utenti li ha segnalati agli amministratori del social network.

Pubblicato su Omniroma.

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October 30th, 2009 at 1:36 pm

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