Archive for March 21st, 2009
Apple, perché spendere 500 dollari solo per una mela?
Se lo chiede, provocatoriamente, Steve Ballmer, amministratore delegato di Microsoft, secondo il quale la crisi favorirebbe computer a prezzi più accessibili:
“Apple gained about one point, but now I think the tide has really turned back the other direction. The economy is helpful. Paying an extra $500 for a computer in this environment – same piece of hardware – paying $500 more to get a logo on it? I think that’s a more challenging proposition for the average person than it used to be”.
Stupro della Caffarella, la Bernardini “sgrida” i giornalisti.
Insolito comunicato stampa di Rita Bernardini, deputata dei Radicali/Pd e membro della commissione Giustizia. La parlamentare denuncia il fatto che molti – troppi – giornalisti le stiano chiedendo di poter incontrare i due rumeni arrestati ieri per la nota vicenda dello stupro della Caffarella.
“Da ieri pomeriggio il mio cellulare è grave raggiunto da telefonate di giornalisti di quotidiani grandi e piccoli che mi chiedono di fare visita, nel carcere di Regina Coeli, ai due ultimi rumeni arrestati per lo stupro della
Caffarella. Comprendo la frenesia dei giornalisti che le tentano tutte pur di avere notizie e particolari su un fatto di cronaca così grave; ma tengo a precisare che questo tipo di visite da parte dei parlamentari non rientrano in quelle previste dall’ordinamento penitenziario e dal suo regolamento. In particolare, il regolamento (DPR n.230 del 2000) stabilisce che le visite devono essere rivolte alla verifica delle condizioni di vita dei detenuti e che non è consentito trattare con imputati argomenti relativi al processo penale in corso. Ribadisco che la visita ispettiva che ho fatto insieme a Sergio D’Elia agli imputati dello stupro di Guidonia fu doverosa verifica perché ricevemmo, dall’interno del carcere, segnalazioni di pestaggi degli arrestati, segnalazioni che non sono arrivate per i primi due imputati della Caffarella (poi scagionati dalla prova del DNA), né per i due ultimi rumeni arrestati. Constato, invece, con rammarico che poca attenzione è prestata dalle testate giornalistiche alle visite ispettive di carattere generale che come radicali facciamo di continuo nelle carceri italiane ormai giunte al collasso per sovraffollamento, tanto che lo stesso Ministro della Giustizia Angelino Alfano ha affermato, ed è la prima volta che avviene nella storia italiana, che sono incostituzionali. Una bella inchiesta su questo, no?”
Che la Bernardini suggerisca questa piuttosto che quella inchiesta giornalistica può anche andar bene. Non comprendo, invece, il fatto che arrivi a “censurare” il comportamento dei giornalisti, colpevoli di tentarle “tutte pur di avere notizie e particolari”. Insomma, colpevoli di fare il loro lavoro. Alla radicale andrebbe ricordato che è stato anche grazie alle inchieste giornalistiche de Il Messaggero e la Repubblica, che si è arrivati a dimostrare che i due rumeni arrestati nella prima fase delle indagini non avevano violentato la ragazza.
Kill Bill 1 e 2, in un minuto.
Video degli studenti della “University of York Filmmaking Society“. Diretto da Joe Burgess, Rocco Sulkin e Will Tribble.
Gli occupanti del Rialto: “Continueremo nostra attività”.

Il giorno dopo l’intervento delle forze dell’ordine, che hanno apposto i sigilli al centro sociale Rialto, arrivano messaggi di solidarietà e richieste di chiarimenti da parte delle forze politiche. Se Vincenzo Vita preannuncia un’interrogazione parlamentare (“operazione dal sapore repressivo”, dice), il segretario del Prc, Paolo Ferrero esprime solidarietà, mentre gli assessori provinciali e regionali alla Cultura, Cecilia D’Elia e Giulia Rodano, criticano la decisione di apporre i sigilli alla struttura, parlando di “azione paradossale“. Ad esprimere il plauso alla Questura è Fabrizio Santori, presidente della Commissione Sicurezza del Comune di Roma: “Esprimiamo il nostro più vivo ringraziamento e plauso alle forze di polizia intervenute questa notte per ripristinare le regole in un quadrante della città che per lunghi anni è divenuto terra di nessuno. Le gravissime violazioni, sia di carattere amministrativo, che di carattere penale, ci consentono di definire tale operazione non solo giusta ma anche tempestiva. Per questo non comprendiamo come gli esponenti di centro sinistra continuino a tutelare frange di illegalità presenti da anni in questa città. Non comprendiamo inoltre come sia possibile che l’amministrazione capitolina avalli il progetto di spostare il centro sociale Rialto occupato all’interno dell’autoparco della polizia municipale in via delle Mura Portuensi. Uno spostamento che sottrarrebbe spazio alla logistica dei mezzi della polizia municipale, causando gravi carenze strutturali”. Sulla stessa lunghezza d’onda Giancarlo Miele, segretario nazioale dei Giovani per la Libertà – Forza Italia: “Lo sgombero di uno spazio come il Rialto è sacrosanto. Sono troppe le aree occupate e ‘off limits’ in eredità da Veltroni e dalla sinistra postsessantottina. Contiamo sul Sindaco Alemanno che saprà certamente riportare nell’alveo della normalità la situazione dei centri sociali a Roma”. Più bilanciata la comunità ebraica romana che, da un lato, “ringrazia le forze dell’ordine, ritenendo importante restituire, nel pieno rispetto delle regole, serenità e pace nel quartiere”, ma dall’altro auspica che “il centro possa proseguire nella sua ordinaria attività di promozione e di sviluppo culturale, nell’interesse delle cittadinanza tutta”.
Gli occupanti del centro di via S. Ambrogio, in mattinava avevano diramato un comunicato in cui fornivano la loro versione dei fatti. Si parla, tra le altre cose, di minacce subite da parte delle forze dell’ordine. Accuse ribadite stamattina da Luigi Tamborrino, uno dei responsabili del centro, nel corso di un incontro con gli assessori alla Cultura di Comune, Provincia e Regione al Cinema Farnese (incontro che era stato fissato da settimane, ma che si è comprensibilmente trasformato in un chiarimento istituzionale).
Sgomberato il Rialto S. Ambrogio.
E’ successo intorno alle 23. Una cinquantina di poliziotti, in tenuta anti-sommossa, si è presentata al centro nel complesso Monumentale di S. Ambrogio alla Massima, nell’ex-ghetto. Già lo scorso mese di febbraio, i vigili chiusero per un periodo la struttura. Questo il comunicato ufficiale degli occupanti:
“Entrati come per controllo amministrativo in realtà hanno ripreso con telecamere ogni attività del centro e fatto immediatamente uscire il pubblico in attesa dello spettacolo previsto, mentre un cordone di polizia impediva nel frattempo alle persone di entrare. Sono stati apposti sigilli agli spazi. Gli operatori del centro sono in questo momento praticamente barricati nelle sale rimaste agibili. Il centro Rialto da tempo sta attivandosi per trovare altro spazio in cui operare”.
Sabato – oggi – alle 10, al cinema Farnese, di Campo de’ Fiori, è previsto un incontro al quale dovrebbe partecipare qualche rappresentante dell’assessore capitolino alla cultura.





