Appunti e spunti

Il blog di Marco Pasqua

Facebook non parla italiano.

La gestione di Facebook, in Italia, è interamente in mano a robot, non troppo intelligenti, e a svariati ominidi americani. Tutto è automatizzato: dai messaggi di warning, alla sospensione dell’account (che scatta dopo tre warning, per la stessa presunta violazione delle condizioni d’uso). Il ruolo umano, in questo processo, è limitatissimo. Quasi nullo. Un po’ come avviene dalle parti di Google, quelli di Facebook hanno messo on-line una FAQ e una guida, e delegano a questi strumenti la risoluzione di buona parte delle rogne. Si può scrivere, ovvio, ricavandone, il più delle volte, una risposta copia-e-incolla. Quando si decide di farlo, cari italiani, fatelo in inglese. Scontato, no? Ho fatto una prova, e ho inviato una mail in italiano. La risposta che se ne ricava è questa:

“It appears that your language is currently unsupported. Unfortunately, at this time Facebook only provides customer support in English, French, German, Spanish, and Turkish. Please respond to this email with a translation of your question in one of our supported languages, and we’ll respond as soon as possible”.

Mi chiedo, a questo punto, come facciano a “vigilare” sui contenuti flaggati dagli utenti (foto e testi), in quanto osceni/violenti/insultanti. Ovvio che si affidino in toto ai robot. Ovvio che spariscano profili di personalità pubbliche. E che le foto da Gaza vengano rimosse (provocando la solita scontata ondata delirante di proteste del popolo anti-censura).Verrebbe quasi da dar ragione al senatore Gianpiero D’Alia e al suo emendamento, approvato lo scorso 5 febbraio. Almeno, dalle parti di Facebook, inizierebbero a prendere seriamente in considerazione la possibilità di non trattarci come una sorta di “colonia” minore. Cito Vittorio Zambardino:

“Ma forse Facebook farebbe bene a dotarsi al più presto di un ufficio di rappresentanza localizzato in Italia, con personale italiano, e non invece soltanto di una rete di raccolta pubblicitaria. Quasi 5 milioni di utenti di questo paese se lo meritano. E non volerlo fare ha un vago sapore colonialista, non molto gradevole”.

No related posts.

Related posts brought to you by Yet Another Related Posts Plugin.

Written by admin

March 4th, 2009 at 11:41 am

Posted in Notiziando,Web-bosità

Tagged with