Appunti e spunti

Il blog di Marco Pasqua

Gli occupanti del Rialto: “Continueremo nostra attività”.

Rialto

Il giorno dopo l’intervento delle forze dell’ordine, che hanno apposto i sigilli al centro sociale Rialto, arrivano messaggi di solidarietà e richieste di chiarimenti da parte delle forze politiche. Se Vincenzo Vita preannuncia un’interrogazione parlamentare (“operazione dal sapore repressivo”, dice), il segretario del Prc, Paolo Ferrero esprime solidarietà, mentre gli assessori provinciali e regionali alla Cultura, Cecilia D’Elia e Giulia Rodano, criticano la decisione di apporre i sigilli alla struttura, parlando di “azione paradossale“. Ad esprimere il plauso alla Questura è Fabrizio Santori, presidente della Commissione Sicurezza del Comune di Roma: “Esprimiamo il nostro più vivo ringraziamento e plauso alle forze di polizia intervenute questa notte per ripristinare le regole in un quadrante della città che per lunghi anni è divenuto terra di nessuno. Le gravissime violazioni, sia di carattere amministrativo, che di carattere penale, ci consentono di definire tale operazione non solo giusta ma anche tempestiva. Per questo non comprendiamo come gli esponenti di centro sinistra continuino a tutelare frange di illegalità presenti da anni in questa città. Non comprendiamo inoltre come sia possibile che l’amministrazione capitolina avalli il progetto di spostare il centro sociale Rialto occupato all’interno dell’autoparco della polizia municipale in via delle Mura Portuensi. Uno spostamento che sottrarrebbe spazio alla logistica dei mezzi della polizia municipale, causando gravi carenze strutturali”. Sulla stessa lunghezza d’onda Giancarlo Miele, segretario nazioale dei Giovani per la Libertà – Forza Italia: “Lo sgombero di uno spazio come il Rialto è sacrosanto. Sono troppe le aree occupate e ‘off limits’ in eredità da Veltroni e dalla sinistra postsessantottina. Contiamo sul Sindaco Alemanno che saprà certamente riportare nell’alveo della normalità la situazione dei centri sociali a Roma”. Più bilanciata la comunità ebraica romana che, da un lato, “ringrazia le forze dell’ordine, ritenendo importante restituire, nel pieno rispetto delle regole, serenità e pace nel quartiere”, ma dall’altro auspica che “il centro possa proseguire nella sua ordinaria attività di promozione e di sviluppo culturale, nell’interesse delle cittadinanza tutta”.

Gli occupanti del centro di via S. Ambrogio, in mattinava avevano diramato un comunicato in cui fornivano la loro versione dei fatti. Si parla, tra le altre cose, di minacce subite da parte delle forze dell’ordine. Accuse ribadite stamattina da Luigi Tamborrino, uno dei responsabili del centro, nel corso di un incontro con gli assessori alla Cultura di Comune, Provincia e Regione al Cinema Farnese (incontro che era stato fissato da settimane, ma che si è comprensibilmente trasformato in un chiarimento istituzionale).

“Preventivamente, tutte le vie di accesso all’isolato sono state anche chiuse da cordoni di agenti in tenuta antisommossa, unità cinofile, cellulari, che impedivano il passaggio e perquisivano i passanti come poi alcuni di loro ci hanno testimoniato. Una azione di polizia ben architettata, spacciata per normale controllo amministrativo.
I fatti sinteticamente come si sono svolti:
Si presentano in strada conducendo in questura i presenti all’ingresso, 5 compagni della struttura, dove vengono trattenuti per più di tre ore, fotografati, interrogati separatamente, vessati (“zecche di m…a”)  e minacciati (“/ti vengo a prendere a casa”). Al primo piano i membri rimasti vengono identificati, la polizia scientifica documenta con tre telecamere gli spazi dell’associazione, non trascurando di ispezionare anche gli spazi dove si trovano effetti personali dei presenti, al di fuori della vista di questi! Gli spazi si presentano silenziosi e popolati da una quarantina di compagni, invece sui sigilli è scritto “attività danzante” e “somministrazione”. Ma la serata non c’è mai stata, peccato. Allo spazio vengono apposti i sigilli per la seconda volta, dopo il tentativo di chiusura avvenuto nel febbraio 2008, quello su ordinanza del Questore poi revocato per ordine del Prefetto. L’anno scorso l’ordinanza di chiusura aveva per oggetto presunti “gravi disordini”, che avrebbero giustificato la chiusura immediata. Oggi la polizia municipale si presenta senza un’ordinanza, e applica un provvedimento amministrativo che ha per oggetto la mancanza di licenze dello spazio. Tutto ciò accade mentre, anche con la nuova giunta Alemanno, è in corso l’attuazione del protocollo d’intesa che dal 2004 lega il Rialto all’autoparco dei vigili urbani di Porta Portese. Tutto ciò dimostra – se ce ne fosse ancora bisogno – la totale incapacità dell’amministrazione comunale di affrontare il rapporto con le realtà indipendenti, e contestualmente la riproposizione dell’utilizzo della forza pubblica come risoluzione delle problematiche sociali. Il Rialto continuerà il suo percorso politico culturale sapendo bene che si è aperta una fase complessa e pericolosa per la tenuta democratica in questa città. Quando alle responsabilità politiche si sostituiscono le forze  dell’ordine corrono brutti tempi”.

Intanto, all’incontro con gli assessori comunali, provinciali e regionali alla Cultura, organizzato per le 10 di stamattina al cinema Farnese, arriva la puntualizzazione di Umberto Croppi, assessore capitolino alla Cultura, che sembra voler gettare acqua sul fuoco delle polemiche (di quanti vedono dietro a questa azione la mano del sindaco Alemanno), ma soprattutto lascia ben sperare per una soluzione positiva della vicenda:

“I sigilli sono stati messi soltanto all’attività commerciale, non a quella culturale, del centro sociale del Rialto. E’ stata un’iniziativa della questura, hanno utilizzato una vecchia ordinanza del Comune ma l’hanno tilizzata loro stanotte, senza neanche avvertirci. Io l’ho saputo stamattina. Per il Rialto – ha aggiunto – e’ in corso di perfezionamento una pratica che porterà al trasferimento nell’ex comando dei vigili urbani a Porta Portese in locali del Comune. L’operazione e’ ampiamente cofinanziata dal Comune”.

La Questura, invece, ha spiegato che l’intervento di stanotte è arrivato anche a seguito di numerosi esposti dei residenti sui rumori provenienti da quel centro e, di casi di violenza nei confronti degli avventori.

Al momento del controllo all’esterno del locale erano presenti circa 200 persone, e all’interno sono state controllate 40 persone. A seguito del controllo i locali destinati agli spettacoli danzanti sono stati sottoposti a sequestro preventivo ai sensi 321/3 bis c.p.p. ed a contestuale sequestro probatorio ex art. 354 c.p.p.. I locali destinati alla somministrazione di alimenti e bevande sono stati sottoposti a sequestro amministrativo dalla Polizia Municipale. Il controllo, avvenuto nell’ambito della serie d’interventi su piazza Campo de’ Fiori, piazza Navona e dintorni è stato necessario conseguentemente ad episodi di violenza nei confronti di avventori avvenuti negli ultimi due anni, nonché di continui esposti di residenti riguardo all’eccessive emissioni sonore, continui schiamazzi notturni e svariati reati contro persone e cose. Al momento dell’arrivo del personale si poteva notare, fuori dal locale, disciplinata da transenne poste sulla pubblica via, una fila di circa 200 persone che attendevano di poter accedere. Il flusso di tali avventori era regolato dalla presenza di 6 persone addette alla sicurezza. Per detto servizio venivano usate impropriamente transenne appartenenti al Comune. All’interno della sala posta al primo piano dello stabile erano presenti circa 40 persone alcune delle quali con lattine o bicchieri contenenti birra. Un’altra sala è stata attrezzata con strumenti idonei alla diffusione di musica”.

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Written by admin

March 21st, 2009 at 1:17 pm