Appunti e spunti

Il blog di Marco Pasqua

Quattro studenti fotograno la Terra con una digitale.

Foto Spazio

Armati di una macchina fotografica da sessanta euro, attaccata ad un pallone gonfiato a elio, quattro giovanissimi studenti spagnoli sono riusciti a scattare foto alla Terra da quasi 31 mila metri di altezza. E si tratta di immagini che nulla hanno da invidiare a quelle realizzate dalle sofisticatissime e costose apparecchiature della Nato. Il tutto per uno speciale compito in classe, sotto il coordinamento di un docente della loro scuola, la IES La Bisbal, nella Catalogna.

Gli autori di questo esperimento, che non nascondono di aver avuto un pizzico di fortuna, hanno 18 e 19 anni e il loro progetto è stato ribattezzato “Meteotek08″ (e dà anche il nome alla loro speciale sonda). Su una pagina web, all’interno del sito del loro istituto, Gerard Marull Paretas, Sergi Saballs Vil, Martm Gasull Morcillo e Jaume Puigmiquel Casamort hanno documentato per filo e per segno la loro impresa, iniziata nel maggio del 2008 e portata a termine il 28 febbraio scorso, con il “lancio”. Per fotografare la Terra, si sono semplicemente serviti di una macchina fotografica, di un pallone in lattice da 47 euro e di tanta buona volontà. I quattro, guidati dal professor Jordi Fanals Oriol, hanno gonfiato il pallone con dell’elio e vi hanno attaccato la macchina fotografica digitale, oltre a dei sensori elettronici (costruiti da loro stessi), in collegamento con Google Earth e in grado di inviare in tempo reale i dati agli studenti. “Quando abbiamo liberato il pallone, da Bujaraloz, alle 9.10 di mattina – raccontano i protagonisti dell’esperimento – ci chiedevamo se avrebbe superato i 10mila metri di altezza, che rappresentano la quota alla quale volano gli aerei civili”. Il risultato è stato sorprendente: il pallone è riuscito a raggiungere, a una velocità di 270 metri al minuto, quasi 31.000 metri di distanza dalla Terra (per l’esattezza 30.677 metri). Man mano che questo saliva di quota nella stratosfera, gli studenti riuscivano a seguire i suoi movimenti usando Google Earth e il trasmettitore attaccato al pallone. Il tutto, mentre venivano inviati anche i dati sulle condizioni atmosferiche alle diverse altezze. Raggiunta la quota di quasi 31.000 metri, il pallone ha iniziato a scendere. A quel punto, gli studenti hanno dovuto recuperarlo. Anche in questo caso sono stati fortunati: dopo circa due ore, il pallone è atterrato a circa 38 chilometri di distanza dal punto in cui l’avevano lanciato nello spazio. Non solo: l’apparecchiatura, sensori inclusi, erano ancora funzionante, e stava continuando a inviare i segnali. Dalla scheda della macchina fotografica i ragazzi hanno quindi scaricato sui loro computer le foto scattate in volo. Il progetto degli studenti è stato seguito dagli internauti tramite il loro sito. “Una grandissima esperienza – hanno detto – alla quale abbiamo dedicato moltissimo tempo, anche oltre l’orario dei corsi e durante le scorse vacanze estive. Ma l’esperimento ci è servito a capire che la pratica è molto importante, perché porta alla luce problemi che, spesso, non sono neanche citati nei libri di testo”.

Link al pezzo originale su Repubblica.it

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Written by admin

March 18th, 2009 at 12:45 pm