Appunti e spunti

Il blog di Marco Pasqua

Giornalisti-pirati, e la Medusa punta sulle proiezioni in lingua originale.

L’ufficio stampa di Medusa ha deciso di proiettare i film per la stampa in versione originale con i sottotitoli “per motivi legati a incresciosi episodi di pirateria audio avvenuti durante le proiezioni per la stampa quotidiana”. Secondo quanto riferisce l’agenzia AGI (che mi risulta essere stata l’unica a battere la notizia), in una nota interna vengono informati gli addetti stampa italiani che “a partire da oggi, tutti i film di produzione estera distribuiti da Medusa saranno proiettati in versione originale con sottotitoli italiani”. Claudio Trionfera, capo ufficio stampa di Medusa Film, ha poi corretto il tiro: “la nota non era rivolta ai giornalisti, ma era ad uso interno ed e’ stata diffusa in maniera impropria”. Ma la sostanza non cambia. La comunicazione ufficiale, che sara’ inviata alla stampa insieme alla convocazione per la prossima anteprima cinematografica, conterra’ anche le spiegazioni verso i professionisti che si occupano di cinema. “A seguito di due anteprime in contemporanea a Roma e Milano del film ‘Ballare per un sogno’ – spiega Trionfera all’Agi – ci siamo accorti che il giorno dopo e’ comparso in rete il film nella versione audio italiana. Qualcuno ha montato a tempo di record sulla versione originale, gia’ in rete da tempo perche’ il film e’ uscito negli Usa, quella piratata in una delle due anteprime stampa. Non e’ nostro stile escludere i giornalisti facendo selezioni estremamente selettive – continua – percio’ abbiamo preferito optare per versioni originali sottotitolate, che peraltro in molti prediligono”. Non ci sarebbe un intento offensivo nei confronti della categoria (per la proiezione in inglese? Suvvia, ci vuole altro ad offenderci!), ma solo “una decisione dettata dalla necessita’ di difenderci dalla pirateria, di fronte alla quale siamo del tutto indifesi”. “E’ ovvio – conclude Trionfera – che questi episodi sono da attribuire a persone che non sono ne’ giornalisti ne’ amanti di cinema. Ma la nostra filosofia non e’ quella di fare selezioni severe come gli americani e, quindi, per difenderci faremo come altri nostri colleghi e proietteremo i film sottotitolati”.

E, invece, l’errore italiano, a mio avviso, è tutto qui: le anteprime stampa sono ormai diventate la fiera degli inviti agli amici degli amici. Perché non pretendere, banalmente, l’esibizione del tesserino professionale? O, al limite, pretendere dalla testata per la quale si lavora, una richiesta ufficiale di accredito su carta intestata?

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Written by admin

April 8th, 2009 at 11:15 pm