Appunti e spunti

Il blog di Marco Pasqua

Stalking/ I casi del giorno in Italia (28 aprile).

StalkingTaranto/Microspia in casa della ex: arrestato. Un uomo di 48 anni e’ finito agli arresti domiciliari a Taranto, con l’accusa di minacce, interferenze illecite nella vita privata ed atti persecutori. L’uomo, dopo una relazione durata alcuni anni con una giovane donna, ha iniziato a perseguitarla, controllando ogni suo spostamento in ogni momento del giorno, senza lesinare minacce. La malcapitata, verso la fine di marzo, stanca ed impaurita dall’ossessiva presenza dell’uomo, lo ha denunciato. L’ex fidanzato ha pero’ proseguito le sue insistenze, fino a che, affiorati alcuni particolari della sua vita domestica, la donna e’ stata messa in allarme e ha controllato centimetro per centimetro la propria casa, scoprendo una radio-spia nascosta dietro il frigorifero. L’autorita’ giudiziaria ha disposto una perquisizione nell’appartamento dell’uomo, dove la polizia ha rinvenuto e sequestrato materiale tecnologico che permetteva di monitorare l’abitazione della donna. E’ stato anche accertato che lo “stalker” riusciva, attraverso un apposito software, a controllare il cellulare della sua ex ed in particolare tutti gli sms in entrata e in uscita. (Fonte: Agi).
Catania/Ammonimento del questore verso stalker. Il Questore di Catania ha formalizzato un provvedimento di ‘ammonimento’ nei confronti di un uomo, B.E. di 36 anni, residente a Paterno’, responsabile di atti persecutori (stalking) nei confronti dell’ex fidanzata. L’indagato e’ stato denunciato da una giovane donna, quale autore di numerosi episodi di molestie, presso il commissariato di Adrano. L’uomo e’ stato diffidato a tenere un comportamento conforme alla legge, desistendo da qualsiasi forma di condotta persecutoria o vessatoria, altrimenti nei suoi confronti si procedera’ penalmente d’ufficio. (Fonte: Sicilia Online).
Reggio Emilia/Accusato di stalking, scrive dal carcere al pm. Un frammento di lenzuolo al sostituto procuratore che indaga su di lui. Imbustato e allegato a una lettera che l’imprenditore arrestato due settimane fa con l’accusa di stalking nei confronti di una sua ex, ha inviato al pubblico ministero Maria Rita Pantani per gridarle la sua innocenza. Non solo: una lettera in cui si dice vittima di un complotto l’uomo l’ha spedita dal carcere anche al «Resto del Carlino». Missiva che comincia così: «Ho pochi giorni in cui riuscirò ancora a vivere». Ma torniamo al pezzo di lenzuolo spedito al pm: che significato ha? Un minimo di realismo fa pensare che il mittente abbia voluto lanciare un messaggio simbolico. Un messaggio di morte. La propria. Il caso era stato rivelato dal «Carlino» alcuni mesi fa. Una vedova ucraina di una quarantina d’anni aveva sporto denuncia in questura, assistita dall’avvocato Enrica Sassi. Da tempo qualcuno tempestava la donna di lettere, telegrammi, sms con tessere cinesi non rintracciabili: messaggi ingiuriosi a sfondo spesso pesantemente sessuale dove comparivano più o meno vaghe minacce di morte. E poi oggetti: una biscia, un topo, un organo genitale femminile di gomma infilzato di spilloni come un maleficio. Chi spediva tutta quella roba sconvolgente? Una persona che aveva un sacco di tempo a disposizione. E che si spinse persino a entrare nel garage della vedova appropriandosi di un busto del marito di lei e dell’alberello di Natale. La vittima di questa sorta di «stalking psicologico» (la donna non è mai stata toccata con un dito) aveva una sua precisa idea su chi potesse essere il suo persecutore e lo disse alla polizia. La divisione anticrimine del dottor Cesare Capocasa cominciò a indagare. E alla fine, dopo notevoli difficoltà nel rintracciare l’«obiettivo», è scattato il blitz. Gli agenti hanno arrestato l’imprenditore, accusandolo di atti persecutori.
NELL’INTERROGATORIO di garanzia, l’uomo, che è difeso dagli avvocati Francesco Arlotti e Giacomo Fornaciari, ha negato di essere lui l’autore della persecuzione. Ha sostenuto di essere vittima di un complotto della mafia russa, e che nessuna prova c’era che le telefonate e tutto il resto fossero riconducibili a lui. Ha spiegato di soffrire di claustrofobia e di non sopportare di star chiuso in cella. Prende dei medicinali per il cuore. I suoi legali hanno quindi presentato ricorso al tribunale del riesame, che a suo tempo, peraltro, si era espresso a favore di un ricorso del pm Pantani contro il rigetto della richiesta di custodia cautelare stabilito in un primo tempo dal gip Riccardo Nerucci, disponendo però solo il divieto di avvicinarsi all’abitazione della donna e di contattarla. L’arresto era stato compiuto in un secondo momento dopo nuovi episodi analoghi. I giudici del riesame si esprimeranno giovedì sulla richiesta di remissione in libertà (o in subordine una misura meno afflittiva). (Fonte: Il Resto del Carlino).
Verona/33enne ammonito per stalking. È stato adottato il primo provvedimento di ammonimento da parte del questore di Verona Vincenzo Stingone, in applicazione della nuova normativa in materia di atti persecutori, nei confronti di un veronese di 33 anni. La decisione è stata assunta a conclusione dell’istruttoria condotta dalla Divisione anticrimine della questura. Alla base del provvedimento vi sono i reiterati episodi di ’stalking’ indirizzati nei confronti della vittima, una veronese di 29 anni. In particolare, come esposto ai poliziotti dell’Ufficio Prevenzione generale, le ripetute molestie subite dalla stessa tramite sms, pedinamenti, scritte ingiuriose per la città, nonché danneggiamenti, hanno provocato nella donna, nel corso dei mesi, un grave stato di ansia e di paura, al punto da indurla a modificare le proprie abitudini di vita e cambiare l’attività lavorativa. La Divisione anticrimine garantirà controlli mirati per accertare la effettiva cessazione delle condotte persecutorie nei confronti della donna. (Fonte: l’Arena).
Sant’Antimo/Stalking tra colleghi di lavoro. Lui era pazzo di lei, lei invece, collega di lavoro, non volva saperne e per oltre un anno e mezzo ha subito una corte spietata, al punto che l’altro giorno, dopo averla seguita all’uscita da lavoro, ha provato a fermarla con la forza fisica, afferrandola prima per un braccio, poi avvinghiandole il collo. Solo grazie al tempestivo intervento di una pattuglia di carabinieri l’uomo, Antonio B., 31 anni incensurato, è stato bloccato e arrestato. Per lui l’accusa è di stalking; la vittima, 24 anni, operaia e collega del suo spasimante, ha denunciato un anno e mezzo di vessazioni e persecuzioni. Per diciotto lunghissimi mesi, stando a quanto a vittima ha poi riferito ai carabinieri, Antonio B. l’aveva corteggiata. Ma dalle semplici proposte di fidanzamento, puntualmente respinte dalla giovane operai, l’uomo era passato ad una strategia molto più invadente. Sms sul cellulare, telefonate ad ogni ora del giorno e della notte, appostamenti sotto casa, pedinamenti dall’uscita della fabbrica fino a sotto casa. Le telefonate spesso erano dai contenuti molesti. Oramai la situazione era divenuta ingovernabile, il comportamento di quel collega, aveva indotto la ragazza anche pensare di lasciare il lavoro per non incontrarlo più, fino all’episodio di ieri. Mentre la vittima si farà medicare all’ospedale Moscati di Aversa, l’uomo viene ascoltato dagli inquirenti. Per lui le accuse sono di lesioni personali e stalking. (Fonte: TeleClubItalia).

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Written by admin

April 28th, 2009 at 10:09 am