Terremoto, in molti negozi romani vendite proseguite anche durante funerali.
Il primo era stato Cesare Pambianchi, mercoledì scorso: il presidente della Confcommercio Roma aveva invitato “i commercianti romani a sospendere le attività commerciali, in concomitanza della celebrazione dei funerali di Stato per le vittime del terremoto in Abruzzo. Si tratta di un gesto di solidarietà e rispetto per il dolore causato da un evento tragico, che ha colpito non soltanto la regione Abruzzo ma l’anima di un intero Paese. Sono sicuro che i nostri associati accoglieranno con grande partecipazione un’iniziativa che dimostra profonda umanità e sensibilità in un momento così drammatico“. Ieri, invece, il sindaco, Gianni Alemanno, aveva invitato “tutti i cittadini, le organizzazioni sociali, culturali e produttive della città, le associazioni degli esercenti e le organizzazioni rappresentative dei commercianti a tenere conto del lutto nazionale, e ad esprimerlo nelle forme e nei modi che ritengono più opportune“.
E oggi? In via Nazionale, via Cavour e strade limitrofe la maggioranza dei negozi era aperta. C’è chi ha fatto finta di niente (arrivando a dire “non ne sapevamo nulla…”), chi si è limitato a spegnere le luci per un’ora. Alcuni hanno rispettato un minuto di silenzio. Diversa la situazione in via del Corso, dove invece l’appello a chiudere bottega è stato accolto da molti esercizi: ma anche qui non mancano le frequenti eccezioni di chi ha continuato l’attività di vendita.
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