Terremoto, lo stupidario tv dei giornalisti.
La brava Roberta Catania, cronista di nera – una che ha raccontato anni di omicidi e grandi tragedie umane – scrive oggi su Libero un pezzo che lascia l’amaro in bocca. Un articolo inquietante per la stessa categoria che sbeffeggia: quella dei giornalisti. “La seconda catastrofe: i giornalisti”, è il titolo del pezzo, che elenca tutte le “perle” regalate dai colleghi delle televisioni alla gente d’Abruzzo. Domande idiote, interrogativi retorici, in un campionario di insensibilità davvero imbarazzante.
Si comincia col giornalista travestito da prete, che è entrato nell’obitorio, con una macchinetta digitale nascosta. Ha fatto le sue foto, ma è stato tradito uscendo: è scoppiato a ridere, davanti ai parenti. Forse era fiero del suo “scoop”. E’ stato fermato e denunciato. E che dire della collega della Rai che, in piena notte, è entrata in una tenda di sfollati, per chiedere cosa si provasse a dormire sull’erba? La risposta è stata fin troppo educata: “Ma vai al diavolo, deficiente”. Alcuni, con telecamere al seguito, hanno ripreso gente che si stava lavando, nuda, dopo giorni. C’è stato chi ha svegliato una famiglia in piena notte per domandare: “E’ soddisfatto dei soccorsi o le è morto qualcuno?”. Nel pezzo, inoltre, si racconta di particolari sciacalli: quelli che hanno colpito la sala stampa, nella quale l’accesso è riservato solo ai giornalisti. Spariti una telecamera, un giubbino di pelle e un trasformatore.
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