Il giornalismo moralismo di Santoro smascherato da Aldo Grasso.
Su quella che è stata una delle puntate più deprecabili della storia di Annozero (una perla della serata: la brillante giornalista-inviata che prende Noemi per il braccio, con poco stile e tanta petulante arroganza, cercando di convincerla a parlare), Aldo Grasso – la cui proverbiale acidità a volte mi spaventa – ha colto nel segno. Ha centrato in pieno quello squallido moralismo di certi pseudoeroi di cartapesta della sinistra, che alla sinistra finiscono col far male più delle solite divisioni interne. Perché è anche grazie alla violenza verbale e concettuale dei Santoro, ai soliti banali teoremi precostituiti, che Berlusconi ha un consenso così ampio.
Scrive Grasso:
“Meno male che Michele c’è. E meno male che ci sono anche Marco Travaglio, Sandro Ruotolo, Alex Stille, la prode inviata Monica; se no, non sapremmo cos’è la libera informazione, la schiena dritta, il coraggio di sventare complotti e fiabe. Si limitassero a fare il loro lavoro, che a volte è persino apprezzabile, non ci sarebbe nulla da dire. Ma come aprono bocca, i Santoro boys sentono il dovere di indossare il manto da parata del giornalista-moralista: vi diciamo la verità e vi diciamo anche che voi, che non la pensate come noi, siete dei poveretti asserviti”.
Aggiungo una cosa: non la pensate come Santoro? Siete degli squallidi fascisti. Punto.
No related posts.
Related posts brought to you by Yet Another Related Posts Plugin.





