Archive for May, 2009
Il primo spot televisivo di Google per Chrome.
Per la prima volta, Google ha deciso di lanciare una campagna pubblicitaria televisiva. Si tratta di uno spot per promuovere Chrome, il suo browser per la navigazione internet. Il filmato, 30 secondi, è apparso nello scorso fine settimana su una serie di reti televisive statunitensi. “Dopo aver realizzato questo video per il web, abbiamo avuto molti riscontri positivi – ha detto un portavoce dell’azienda – Così abbiamo realizzato una campagna tv che ci auguriamo farà conoscere il nostro browser. Siamo curiosi di vedere come andrà questa prova e quali effetti concreti può avere la televisione sulla fama del nostro prodotto”.
Stalking/I casi del giorno in Italia (11 maggio).
Seregno/Vendicano l’amico accusato di stalking. Quando dallo stalking nasce…altro stalking. Una vicenda dai contorni piuttosto singolari, quella che hanno dovuto registrare alcuni giorni fa i carabinieri di Seregno. Riuscendo a venirne a capo, con un’indagine che ha portato all’arresto di due persone: P.F., donna di 35 anni, e G.P., uomo di 31 anni, entrambi residenti in città. Tutto prende spunto dall’arresto di metà aprile, di F.V., 43enne che abita al Crocione, per la nuova legge su molestie e persecuzioni. Manette mal digerite, dalla nuova fiamma del 43enne (cioè P.F.) e da un amico (G.P.). Questi due hanno iniziato a prendersela contro la giovane infermiera che lo aveva denunciato, mettendo in atto comportamenti persecutori nei suoi confronti, seguendola, importunandola telefonandole a tutte le ore, minacciandola di non permettersi mai più di rivolgersi alle forze dell’ordine. In una occasione, addirittura, l’uomo l’avrebbe costretta a salire in auto con lui e l’avrebbe minacciata pesantemente, se si fosse di nuovo recata dai carabinieri. Cosa che lei, invece, con coraggio ha fatto dando il via alla nuova operazione dei militari della stazione di Seregno: su ordinanza di custodia cautelare in carcere, hanno rintracciato in giro per la città l’uomo e la donna e li hanno portati al fresco. Con la stessa accusa di colui che volevano, in qualche modo, difendere o, meglio, vendicare. (Fonte: Il Giorno).
San Lazzaro di Savena/Perseguita impiegato: donna ai domiciliari. I carabinieri di San Lazzaro di Savena hanno notificato una ordinanza di aggravamento di misura cautelare per la donna che già da anni perseguitava un impiegato di una banca locale. Lei, 50enne della zona, già sottoposta al divieto di frequentare i luoghi della parte offesa e di comunicare con lui in ogni modo, ha violato ripetutamente le prescrizioni imposte dal Gip di Bologna recandosi ancora sul luogo di lavoro dell’uomo e inviandogli numerosissimi sms sul cellulare, nonostante lui lo avesse cambiato subito dopo la precedente prescrizione impostale a marzo. Il Gip di Bologna ha deciso per gli arresti domiciliari, rinnovando il divieto di avvicinamento nelle ore libere e di contatto telefonico con la persona offesa. (Fonte: Apcom).
Perseguitavano Michelle Hunziker/Due rinviati a giudizio. Per aver perseguitato e minacciato Michelle Hunziker, un cagliaritano di 30 anni e un romano di 36, sono stati rinviati a giudizio con un decreto di citazione diretta dal pm di Milano Antonio Lamanna. Ciascuno degli imputati avrà un suo processo. Per il primo, Fabrizio P., il prossimo 22 maggio si aprirà il dibattimento davanti al giudice monocratico della terza sezione penale. L’accusa è violenza privata – il reato che ora è stato sostituito con quello di stalking – per aver perseguitato, dal 2006 al 2008, in modo ossessivo e anche con minacce la showgirl svizzera.
Per il secondo imputato, Andrea S., il processo comincerà il 3 giugno e vedrà impegnati i giudici della quarta sezione penale del tribunale di Milano. L’uomo è accusato di minacce per una lettera e a un’e-mail inviate alla soubrette nel marzo dell’anno scorso. (Fonte: La Gazzetta di Parma).
Stalking/ I casi del giorno in Italia (10 maggio).
Varese/Perseguita la moglie dal 1993: arrestato. Sabato notte i carabinieri di Varese hanno arrestato un 45enne residente in città per il reato di maltrattamenti in famiglia e atti persecutori, più noto come “stalking”. Si tratta del primo arresto operato nel capoluogo lombardo dall’Arma per il reato di recente introduzione che prevede l’arresto per chi reiteratamente minaccia o molesta un soggetto suscitando una sofferenza psichica e serio timore per la propria incolumità. Ed è proprio questo il caso dell’uomo bloccato ieri dai militari che dal 1993 ha, in numerose occasioni, picchiato e minacciato la moglie provocandole lesioni e gravi disagi, diventando una vera persecuzione per la donna. Quest’ultima, nonostante continuasse a vivere con il marito, nel corso degli anni aveva presentato numerose denunce contro il coniuge per aggressioni e minacce fino a quando l’altra notte l’ennesimo intervento dei carabinieri per un’accesa lite tra la coppia, ha posto fine alla condotta ossessiva e violenta dell’uomo che è stato tratto in arresto e tarsferito nel carcere di Varese. (Fonte: Apcom).
Fermo/Ai domiciliari, insiste con stalking: finisce in carcere. I carabinieri di Fermo hanno rinchiuso in carcere un uomo che era gia’ agli arresti domiciliari per stalking nei confronti della sua ex. L’uomo – L.L., di 36 anni, di Civitanova Marche (Macerata) – e’ stato incarcerato per reiterazione del reato; avrebbe insistito nelle molestie, e il gip Carla Moriconi ha inasprito la pena cui L.L. era gia’ sottoposto. (Fonte: Ansa).
La Spezia/Primo ammonimento per uomo che tormentava ex. E’il primo provvedimento pilota adottato alla Spezia per un caso di stalking, in relazione al caso di una donna spezzina che ha ricevuto atti persecutori dal suo ex convivente di 44 anni. La donna, 46 anni, commessa in un negozio a Sarzana, si era rivolta alla Questura in quanto lamentava di essere vittima di continue e insistenti molestie da parte dell’ex convivente, A.D., spezzino. La Divisione anticrimine, diretta dal primo dirigente Gianni Triolo, ha avviato i primi accertamenti dopo che la breve convivenza tra i due si era interrotta nel marzo scorso. In più circostanze, la donna aveva notato di essere seguita continuamente dall’uomo nei suoi spostamenti, facendosi trovare negli stessi luoghi da lei frequentati, raggiungendola sul luogo di lavoro e cercando con insistenza di avere colloqui. E quando la donna non riusciva a evitarli, diventavano occasione per rivolgere insulti. Gli accertamenti si sono conclusi con l’adozione di un provvedimento di ammonimento a carico dell’uomo. Il questore Pasquale Ciullo, per la prima volta in ambito provinciale, ha adottato questo provvedimento, esercitando le nuove attribuzioni in base alla normativa in materia di stalking introdotta con il decreto legge numero 11 del 23 febbraio scorso e convertito in legge lo scorso 23 aprile. La vittima della vicenda era colpita da ansia e paura. Ecco perchè la decisione di richiedere l’intervento del questore in quanto la donna era vittima di atti persecutori. A.D., destinatario del provvedimento di ‘ammonimento’, in futuro dovrà astenersi dal portare avanti atteggiamenti e comportamenti invasivi della sfera personale della donna. Se l’uomo persevera in questi atteggiamenti, la legge prevede la perseguibilità d’ufficio e non più a querela: il responsabile verrà quindi indagato anche senza una specifica richiesta punitiva della vittima e il processo proseguirà a prescindere dalla volontà della vittima. E’ inoltre previsto un aggravamento della sanzione penale nei confronti dell’ammonito che porta la punibilità dai sei mesi ai quattro anni, con pena aumentata fino a un terzo. Chi si ritiene vittima di persecuzioni, può presentare al Questore o in un qualsiasi ufficio delle forze di polizia, una richiesta finalizzata a sottoporre ad ammonimento l’autore della condotta persecutoria. (Fonte: La Nazione).
Stalking/Polizia: in due mesi 150 denunce e 30 arresti.
Per il reato di stalking, nei due mesi di applicazione della nuova legge, la Polizia di Stato ha arrestato oltre 30 persone e denunciato in stato di libertà oltre 150 soggetti. Decine, invece, le persone ammonite dai Questori. Lo ha reso noto la Polizia, stamattina, spiegando che negli ultimi anni sono state intensificate le iniziative di collaborazione con gli enti e le associazioni che si occupano della tutela di soggetti deboli, contribuendo alla costituzione di una ‘rete’ di protezione per le vittime di violenza. Per ottenere una approfondita conoscenza del fenomeno il Servizio centrale operativo della Polizia ha realizzato un progetto denominato ‘S.I.L.Vi.A. – Stalking Risk Assessment for Victims and Authors’, avviato nel 2007 in collaborazione con il Centro Studi Cesvis, della Seconda Università degli Studi di Napoli. Dal monitoraggio effettuato dall’avvio della rilevazione (1° novembre 2007) all’entrata in vigore della nuova norma, alla Poliza risultano pervenute 354 segnalazioni, riguardanti 267 soggetti denunciati come autori di molestie assillanti (di cui 4 arrestati).
Come ha spiegato Chiara Giacomantonio, del Servizio Centrale Operativo: “Negli ultimi anni la Polizia di Stato ha intensificato le iniziative di collaborazione con gli enti e le associazioni che si occupano della tutela di soggetti deboli, contribuendo alla costituzione di una ‘rete’ di protezione per le vittime di violenza. Nell’azione di contrasto il ruolo principale e’ stato svolto dalle Squadre Mobili delle Questure che da oltre 10 anni, sono dotate di Sezioni Specializzate nelle indagini riguardanti i reati in danno di minori, le violenze sessuali, gli abusi e i maltrattamenti contro le donne, lo stalking. Nelle Sezioni e’ impiegato personale qualificato e che ha svolto specifici percorsi fondati sulla costruzione della relazione con la vittima”. “Il ruolo della Polizia di Stato e’ di fondamentale importanza per la vittima di stalking, che puo’ cadere nell’errore di isolarsi o di sottovalutare il problema. Chi subisce atti persecutori non deve aver timore di denunciare i fatti – ha sottolineato Giacomantonio – poiche’ dal confronto con gli operatori di polizia possono essere individuate mirate strategie di protezione, grazie agli strumenti previsti per il reato introdotto nel nostro ordinamento: ad esempio la misura di carattere preventivo denominata ‘ammonimento’ oppure, semplicemente, possono ottenersi informazioni sui Centri Antiviolenza piu’ vicini”.
(Fonte: Apcom e Adnkronos).
Stalking/ I casi del giorno in Italia (9 maggio).
Caserta/Tormentava altre donne: mamma finisce in manette. Le piace molestare le donne, così a caso e per gioco, tanto che dopo l’ennesima querela e aggressione nei confronti di una ragazza (alla quale ha fatto cadere tutti i denti) è stata arrestata per stalking e violenza personale. Si tratta della casertana Mariangela Fiorillo, figlia – dicono alla polizia -del noto pregiudicato Raffaele Fiorillo, detenuto. I poliziotti della squadra volante della questura di Caserta, al comando del dirigente Sepe, sono intervenuti in via Cilea, zona parco Cerasole, in seguito a una segnalazione. La donna è stata sorpresa poco dopo aver malmenato con calci,pugni e schiaffi la sua vittima, M. B., un’altra donna, mentre quest’ultima viaggiava a bordo della sua auto ed era in coda per il traffico. Mariangela Fiorillo, nota a Caserta con il nome di Laura, da alcuni mesi, a quanto pare, aveva preso di mira la malcapitata, tanto che per le precedenti aggressioni (verbali e con minacce) aveva sporto diverse querele alla polizia ed ai carabinieri di Caserta. Ieri pomeriggio, alle 16,30 circa, la Fiorillo, dopo aver notato che la sua vittima ormai usuale era alla guida della sua auto Ford Fiesta in colonna per il traffico, ha aperto la portiera ed ha aggredito M. B.. La vittima allertava il 113 e la Volante di turno, alle 16,45 circa, interveniva in via Cilea, bloccando e traendo in arresto la ventisettenne, che si trovava nel palazzo lì vicino, nell’intento di entrare nell’abitazione della sua amica di nome Giusy, luogo in cui voleva nascondersi e far perdere le proprie tracce. Dalle immediate indagini esperite dagli uomini della polizia giudiziaria in forza alla questura di Caserta, al cui cospetto veniva condotta l’arrestata e dove, successivamente, giungeva anche la vittima dell’aggressione, che sporgeva denuncia per la violenza e le lesioni (devastazione dei denti ) veniva accertato che la Fiorillo non aveva alcun valido motivo per aggredire la suddetta vittima e che era una delle tante donne da lei presa di mira. Dopo gli adempimenti di rito l’arrestata, essendo madre di minore di pochi mesi veniva sottoposta agli arresti domiciliari presso la sua abitazione a disposizione dell’autorità giudiziaria, dopo aver, ovviamente avvertito il pubblico ministero di turno. (Fonte: Caserta Sette).
Il giornalismo moralismo di Santoro smascherato da Aldo Grasso.
Su quella che è stata una delle puntate più deprecabili della storia di Annozero (una perla della serata: la brillante giornalista-inviata che prende Noemi per il braccio, con poco stile e tanta petulante arroganza, cercando di convincerla a parlare), Aldo Grasso – la cui proverbiale acidità a volte mi spaventa – ha colto nel segno. Ha centrato in pieno quello squallido moralismo di certi pseudoeroi di cartapesta della sinistra, che alla sinistra finiscono col far male più delle solite divisioni interne. Perché è anche grazie alla violenza verbale e concettuale dei Santoro, ai soliti banali teoremi precostituiti, che Berlusconi ha un consenso così ampio.
Scrive Grasso:
“Meno male che Michele c’è. E meno male che ci sono anche Marco Travaglio, Sandro Ruotolo, Alex Stille, la prode inviata Monica; se no, non sapremmo cos’è la libera informazione, la schiena dritta, il coraggio di sventare complotti e fiabe. Si limitassero a fare il loro lavoro, che a volte è persino apprezzabile, non ci sarebbe nulla da dire. Ma come aprono bocca, i Santoro boys sentono il dovere di indossare il manto da parata del giornalista-moralista: vi diciamo la verità e vi diciamo anche che voi, che non la pensate come noi, siete dei poveretti asserviti”.
Aggiungo una cosa: non la pensate come Santoro? Siete degli squallidi fascisti. Punto.
Ricerca critica la fondazione di Bill Gates: “E’ poco trasparente”.
Secondo molti, sparare su chi fa beneficenza è oltraggioso. Se poi il bersaglio è Bill Gates, si passa direttamente alla bestemmia. Non si è fatto grossi problemi il dottor David McCoy, del Centre for International Health and Development presso lo “University College London”, che ha pubblicato sulla prestigiosa rivista Lancet uno studio critico della fondazione di Bill Gates e della moglie. “Scarsa trasparenza” e “gestione bizzara dei fondi”, i due punti principali della sua ricerca, che ha analizzato come sono impiegate le risorse. La fondazione da 35 miliardi di dollari ha puntato sul sostegno, tra le altre cose, a programmi di ricerca contro malattie come l’Hiv e la malaria. Tra il 1998 e il 2007 sono stati distribuiti circa 9 miliardi di dollari. Per il Dr. McCoy, però, due terzi dei soldi sono andati ad “appena 20 organizzazioni”. I fondi vengono amministrati attraverso un “sistema informale di contatti personali, piuttosto che tramite un processo più trasparente basato su una valutazione indipendente e tecnica”. Di fatto, il modo in cui vengono selezionati i destinatori dei soldi “non è chiaro”. La fondazione, contattata dal Dr. McCoy, si è inizialmente rifiutata di commentare la ricerca. Gates ha risposto successivamente tramite un comunicato stampa, sottolineando di essere pronto a recepire eventuali critiche e di poter rivedere la sua policy, man mano che acquisce esperienza nel settore.
P.s. Segnalo la differenza di approccio alla notizia da parte del Telegraph e dell’Associated Press (che, immagino, abbia come cliente Gates):
Associated Press: “Un nuovo studio dimostra l’influenza globale della fondazione di Gates”
Telegraph: “Critiche alla fondazione multimiliardaria di Gates“.
Non ho dubbi su quale sia la vera notizia.
Stalking/ I casi del giorno in Italia (8 maggio).
Campobasso/Terzo caso di stalking in Molise: in manette pregiudicato. Violenze fisiche e psichiche reiterate nel tempo che avevano minato la donna (che non poteva nemmeno utilizzare la macchina) ed i quattro figli. Ieri però i carabinieri hanno arrestato e confinato ai domiciliari l’uomo che, malgrado i divieti della procura, continuava ad importunare la sua famiglia. Ad agire, come detto, i Carabinieri della Compagnia di Bojano, agli ordini del Capitano Giuseppe Ambrosone. La vicenda è in sostanza il terzo caso di «stalking» in Molise. L’uomo (G.L.S. le iniziali del 45enne) era già stato arrestato nell’agosto del 2008 per «maltrattamenti in famiglia e minacce». Le indagini dei militari guidati dal Maresciallo Rolando Rufo consentirono di accertare che l’uomo, in più occasioni, e fino al luglio 2008, con atti di violenza fisica e morale, aveva maltrattato la moglie, ripetutamente offendendola ed in alcune occasioni ricorrendo alla violenza fisica, accompagnando le azioni aggressive con reiterate minacce di morte. L’arrestato venne quindi confinato ai domiciliari presso l’abitazione della famiglia di origine; il 26 gennaio 2009 il Tribunale sostituì gli arresti domiciliari con la misura cautelare dell’allontanamento dalla casa familiare prescrivendo all’uomo di non avvicinarsi all’immobile nel quale vivono la moglie e le figlie, al luogo di lavoro della moglie ed alla scuola delle figlie. Il 16 marzo 2009 l’uomo è stato invece condannato dal Tribunale di Campobasso «per maltrattamenti in famiglia e danneggiamento» a due anni e due mesi di reclusione. Nonostante le misure disposte dal Tribunale l’uomo, nel tempo, come hanno anche accertato i Carabinieri della Stazione di Bojano, ha continuato a violare le prescrizioni, avvicinandosi sia alla moglie che alla casa di abitazione di questa. Pertanto i giudici del capoluogo, anche in seguito alle informative della Stazione Carabinieri di Bojano, ritenendo di dovere aggravare la misura già disposta a carico dell’uomo, hanno emesso ordinanza di misura cautelare personale detentiva nei confronti del 45enne, disponendone la sottoposizione al regime degli arresti nella abitazione della famiglia di origine. Il provvedimento è stato eseguito nella tarda mattinata di ieri dal personale dell’Aliquota Operativa del Norm, agli ordini del Luogotenente Leonardo Di Ielsi, e della Stazione Carabinieri di Bojano, guidati dal Maresciallo Rufo. (Fonte: Il Tempo).
Benevento/67enne denunciato per stalking nei confronti di due persone. La Squadra Mobile della Questura di Benevento ha denunciato in stato di libertà all’autorità giudiziaria un 67enne del posto accusato del reato di stalking (molestie e atti persecutori) ai danni di due persone. Le indagini hanno riguardato fatti avvenuti da aprile. L’uomo perseguitava insistentemente una donna da 8 anni perché non voleva aderire al suo assillante corteggiamento, credendo che avesse un rapporto sentimentale con un’altra persona. Quest’ultimo, da oltre un anno, era perseguitato a suo volta dal presunto rivale. Il denunciato aveva pedinato costantemente l’uomo, facendosi trovare sin dall’alba davanti la sua abitazione, a volta anche con oggetti idonei per un’aggressione. L’uomo, preso da timore, era caduto in uno stato di profonda depressione tanto da essere costretto continuamente a sollecitare l’intervento del 113. (Fonte: Il Quaderno).
Bologna/Perseguita fidanzata che lo vuole lasciare: arrestato. Non voleva che la fidanzata reggina di 34 anni lo lasciasse. E dopo averla insultata il giorno prima, ieri sera verso le 20 un senegalese clandestino di 31 anni e gia’ noto alle Forze dell’ordine per lesioni personali e rissa l’ha aggredita nel parco della Montagnola, nel centro di Bologna. L’ha presa per il collo e l’ha strattonata e solo l’intervento di alcuni presenti lo hanno convinto a mollare la presa e ad allontanarsi. Poco dopo il 113 ha bloccato l’africano in via del Pallone e l’ha arrestato non senza fatica per via della sua energica reazione. Il senegalese ha anche danneggiato a calci una volante mentre veniva accompagnato in Questura. La ragazza, giudicata guaribile in 10 giorni dai sanitari dell’ospedale Rizzoli, lo aveva gia’ denunciato il giorno prima perche’ l’aveva insultata e minacciata. Ieri il senegalese e’ stato arrestato per stalking, lesioni personali, danneggiamento aggravato e resistenza a pubblico ufficiale. (Fonte: Adnkronos).
Cimitile/Violenta e minaccia ex amica: arrestato. L’ha costretta a subire minacce, aggressioni e rapporti sessuali. Con l’accusa di stalking e violenza sessuale è stato arrestato a Cimitile, nel napoletano, un 34enne già noto alle forze dell’ordine. L’uomo è stato bloccato dopo la denuncia presentata da una 27enne del luogo, che era legata all’aggressore da un rapporto di amicizia. Secondo quanto accertato dai carabinieri, da diverse settimane, l’uomo aveva importunato la vittima aggredendola fisicamente e, in alcune circostanze, minacciandola anche con un coltello da cucina. La donna ha anche riferito di essere stata vittima di più violenze sessuali. Il 34enne è stato condotto presso il carcere napoletano di Poggioreale. (Fonte: Apcom).
Arcugnano/Divieto di dimora per un vicentino. Divieto di dimora per un 36enne vicentino, con precedenti, accusato di stalking. La vittima è una 37enne di Arcugnano, nel vicentino. L’uomo era stato denunciato dai carabinieri di Brendola per aver molestato e minacciato la donna, con cui aveva avuto una relazione sentimentale. Le molestie erano iniziate da luglio 2008. Lo scorso mese di marzo, l’uomo, secondo quanto accertato dai carabinieri, è entrato in casa della sua ex e, alla presenza dei suoi figli minori e di altre persone presenti, l’ha aggredita causandole lesioni lievi. La 37enne lo ha denunciato ai militari e ieri i carabinieri di Vicenza, hanno eseguito il provvedimento del Gip che gli ha ordinato di non dimorare e non accedere ai comuni di Arcugnano e Vicenza, con divieto di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla persona offesa e dai suoi figli e di comunicare con gli stessi e con parenti e amici della donna. (Fonte: Apcom).
Gmail ha crashato.

Dalle 12.10 circa gli account di Gmail non sono raggiungibili. Nel messaggio che si ricava tentando di accedere all’account, si parla di “errore temporaneo (500)”, e si spiega: “Siamo spiacenti, ma il tuo account Gmail non è temporaneamente disponibile. Ci scusiamo per il disagio e ti suggeriamo di riprovare tra qualche minuto”.
Alle 12.30, dopo circa 20 minuti, gli account sono tornati ad essere disponibili.
Accade anche nelle migliori famiglie.
Stalking/ I casi del giorno in Italia (7 maggio).
Vicenza/ Primo caso di stalking patrimoniale: città vietata a coppia. È il primo caso di stalking patrimoniale in Italia. Il gip Furlani ha firmato un provvedimento che inibisce a una coppia di amici, Luisa Pagello e il prof. Antonio Perrucci, di frequentare alcune zone della città dove vive una donna di 44 anni che da qualche settimana è al centro di una serie di presunti atti persecutori diventati, ai suoi occhi, sempre più preoccupanti. Il motivo? Lei da alcuni mesi è diventata intima dell’anziano e benestante suocero della signora Pagello, la quale teme che la “rivale” gli possa far perdere la testa e, con essa, anche parte della cospicua eredità al momento del trapasso. Perciò, sarebbe diventato oggetto di queste attenzioni moleste anche il suo figlioletto, che sarebbe stato spaventato quando la madre è stata insultata con urla da uno degli indagati, addirittura all’uscita del reparto di pediatria del San Bortolo. Con un provvedimento che non ha precedenti riguardo a una potenziale vertenza legata a una eredità, il gip ha fissato le aree della città – via Turra, la chiesa parrocchiale di Aracoeli in Borgo Scroffa e la zona di Saviabona – che sono state interdette al prof. Perrucci, 61 anni, via Bedeschi, e a Pagello, 54 anni, via Lago di Transimeno, entrambi difesi dall’avv. Laura Danieli. I due sarebbero legati dal vincolo dell’amicizia per sbarrare la ipotetica strada all’eredità all’amica del suocero della Pagello. Quando le offese, le ingiurie e le diffamazioni hanno raggiunto un livello a suo dire intollerabile, la donna si è rivolta all’avv. Fernando Cogolato che ha presentato un’articolata querela con fatti circostanziati che hanno indotto la procura a far scattare i provvedimenti coercitivi introdotti dalla recente legge che tutela dai persecutori. Nei prossimi giorni, come prevede il codice di procedura penale, i due indagati a piede libero si presenteranno davanti al giudice per rispondere alle contestazioni della procura. Il tribunale ha deciso di prevenire un aggravamento del pressing che sarebbe stato attuato dal prof. Perrucci e dalla signora Pagello con una misura che potrebbe anche aggravarsi qualora i due amici non dovessero tenere conto delle limitazioni territoriali loro inflitte. Gli episodi contestati sono ben dieci, a partire dal 16 marzo quando la Pagello al telefono ha insultato la parte offesa, attribuendole comportamenti sessuali viziosi. «Noi la rovineremo», avrebbe concluso la donna, che avrebbe avuto nel prof. Perrucci un suggeritore, come anche testimoniato dal fratello della parte offesa. L’indomani, mentre la denunciante era in zona Anconetta e stava parlando con una conoscente, è stata avvicinata dalla Pagello che l’avrebbe chiamata «p… e t…», «ladra se pensi di portare via i gioielli di famiglia». Subito dopo è arrivato Perrucci che le avrebbe detto che avrebbe fatto «di tutto per togliermi il figlio» e «mi farà crepare in carcere» perché «ha conoscenze potenti». Il 25 marzo, invece, la scena si sarebbe ripetuta in via Turra dove Luisa Pagello avrebbe avvicinato una conoscente della vittima per dirle di «stare attenta anche a suo marito perché quella è una p…». Cinque giorni dopo, invece, l’appostamento sarebbe stato davanti alla scuola del figlioletto con la solita razione di insulti. Fino all’episodio dell’8 aprile quando in pediatria al S. Bortolo la denunciante si è trovata davanti il prof. Perrucci che le avrebbe urlato all’uscita:«T…, i carabinieri ti stanno cercando». (Fonte: Il Giornale di Vicenza).
Perugia/Minaccia vittima con lama da 40 cm: arrestato. Si invaghisce della migliore amica della sua ragazza e la tormenta, pedinandola anche per tre mesi, fino all’arresto per stolking eseguito dagli agenti della Questura. Secondo la ricostruzione della polizia lo stalking andava avanti da circa tre mesi. Il protagonista di questa vicenda è Ferney Calero Munoz: lo straniero aveva ripetutamente telefonato, anche di notte, alla sua connazionale, pedinandola e bussando alla porta della sua abitazione. Nonostante che tra i due non c’era mai stata una storia d’amore né un feeling. Ieri sera la squadra mobile di Perugia – diretta da Giorgio Di Munno – hanno bloccato lo straniero che dalle telefonate ossessive stava passando alle vie di fatto. Era entrato da una finestra nell’appartamento della donna e le stava puntando un coltello di 40 centimetri alla gola. I poliziotti sono riusciti ad evitare il peggio. Grazie ad una tempestiva telefonata di alcuni vicini. (Fonte: Apcom).
Taranto/Molestie via Facebook: studentessa denuncia coetaneo. Si è presentata in tribunale, per presentare denuncia alla polizia giudiziaria, perchè quelle “attenzioni non gradite” da parte di un coetano conosciuto in comitiva ormai le rendevano la vita impossibile. Una studentessa universitaria tarantina di vent’anni ha deciso di chiedere aiuto alle forze dell’ordine perchè vittima dell’ennesimo caso di stalking che si sarebbe verificato dalle nostre parti. La ragazza ha presentato denuncia tramite l’avvocato Giuseppe Lecce, elencando con dovizia di particolari quegli “atti persecutori” che da mesi sarebbe stata costretta a subire da un innamorato che non si è riuscito a rassegnare al suo no. Il repertorio è quello classico: i messaggini sul cellulare, sempre più insistenti – e aggressivi. Le telefonate in serie, gli appostamenti sotto l’abitazione della donna e nei pressi della villa al mare, sino a veri inseguimenti. Ma lo spasimante respinto avrebbe fatto ricorso pure al social network di Facebook, per importunare telematicamente la studentessa e scaricare le immagini dal suo profilo. Già in passato la studentessa aveva lamentato di essere finita nel mirino del ragazzo che le era stato presentato da alcuni amici in comune, ed aveva perso la testa per lei (Fonte: Taranto Sera).
Montecchio/Botte alla compagna: interviene figlio 19enne per impedire accoltellamento. Lei una operaia ucraina di 38 anni, con un matrimonio finito in patria e due figli maggiorenni da mantenere. Lui, un operaio albanese di 46 anni, separato e con un recente passato segnato da problemi con la giustizia. A mettere fine al loro burrascoso rapporto che durava da quasi 4 anni sono stati i ripetuti maltrattamenti fisici e psicologici che l’uomo faceva subire alla donna. Violenze, minacce, vessazioni di ogni tipo. Dapprima alcune timide segnalazioni al Comandante della Stazione di Montecchio che sono sfociate in un paio di denunce per i maltrattamenti subiti. Poi le violenze sono aumentate e diventate insostenibili, non solo per la donna ma anche per uno dei suoi figli che abitava con loro. L’epilogo nella tarda serata di ieri a Montecchio. L’ennesima aggressione verbale e poi botte e minacce con coltelli e bottiglie. Il figlio 19enne è intervenuto per evitare una tragedia ed è riuscito con difficoltà a disarmare l’albanese in preda ad un vero e proprio attacco d’ira incontrollato. La donna si è ferita ad una mano per difendersi da un fendente mentre il ragazzo ha chiamato il 112. Considerato l’intervento della pattuglia, l’aggressore ha pensato bene di scappare con la propria autovettura. E’ iniziata così una vera e propria caccia all’uomo. Dopo qualche minuto è stato trovato dai carabinieri nel parcheggio di un centro commerciale del posto. Dapprima ha cercato di scappare ma vedendosi letteralmente circondato si è arreso. Per lui l’episodio era una normale lite familiare. L’uomo è stato subito arrestato e ora si attende il processo per direttissima. (Fonte: Il Resto del Carlino).
Bojano/ Perseguita la moglie: in manette 45enne. Finisce agli arresti domiciliari, G.L.S., 45enne, operaio di Bojano. L’uomo è accusato di stalking nei confronti della moglie e delle figlie. Nonostante le misure disposte dai giudici del tribunale locale nei mesi scorsi, ha continuato a violare le prescrizioni avvicinandosi sia alla moglie che alla casa dove questa abita, come hanno anche accertato i carabinieri della stazione locale. L’uomo fu già arrestato nell’agosto 2008 per maltrattamenti in famiglia e minacce: avrebbe offeso sua moglie e in alcuni casi l’avrebbe picchiata con minacce di morte, impedendole anche di usare l’auto. Il 26 gennaio 2009 il Tribunale ha disposto l’allontanamento dalla casa familiare prescrivendogli di non avvicinarsi a casa dove vivono la moglie e quattro figlie, e anche al luogo di lavoro della moglie e alla scuola delle figlie. Il 16 marzo scorso, il 45enne è stato condannato dal Tribunale di Campobasso “per maltrattamenti in famiglia e danneggiamento” a due anni e due mesi di reclusione. Nonostante ciò, ha continuato a violare le prescrizioni. Pertanto, il giudice monocratico ha deciso per la misura di custodia cautelare nella casa della famiglia d’origine. Il provvedimento è stato eseguito nella tarda mattinata di oggi dai carabinieri. (Fonte: Apcom).
Delegato alla Poesia lascia IDV e passa a UDC.
Direi che la notizia di questo comunicato non è il passaggio del consiglierere Alberto Recine dall’Italia dei Valori all’Unione di Centro, quanto lo scoprire che in un municipio di Roma esista un “delegato alla poesia”.
“Scelgo l’Unione di Centro per intraprendere un percorso politico fatto di valori e storia. Lascio il Partito dell’Italia dei Valori che, con la sua permanenza in una ‘maggioranza’ nella quale non mi sono mai riconosciuto, una maggioranza arrogante e sorda, non rispecchiava più da molto tempo i ‘valori’ per i quali mi ero messo in gioco. Anche la delega che mi è stata data alla Poesia, scorporandola dalla Cultura, era evidentemente un contentino dato alla mia persona per farmi stare buono. Comunque, al di là di queste motivazioni, la scelta è maturata dai miei ideali nostalgici di centro. Ho sempre apprezzato la politica e le persone dell’Onorevole Casini e dell’Onorevole Ciocchetti ed ho colto, ora, il momento favorevole per tornare in quella che definisco ‘la mia casa’”.
Stalking/ I casi del giorno in Italia (6 maggio).
Battipaglia/Stalking e violenza sessuale: arrestato. Costringe l’ex fidanzata a subire violenze sessuali e la picchia, ferendola al viso, per obbligarla a non denunciarlo. In manette a Battipaglia, nel salernitano, un pluripregiudicato S.B. 26enne, celibe e nullafacente. I carabinieri della stazione di Montecorvino Rovella lo hanno arrestato su disposizione del Gip di Salerno, che ha condiviso le risultanze delle indagini dei militari partite a ottobre 2008. La violenza sessuale è arrivata dopo altri episodi in cui l’uomo ha molestato e offeso la donna. Anche dopo la denuncia della ragazza il 26enne l’ha molestata e minacciata, procurandole un grave stato di ansia. Per questo motivo, la magistratura ha contestato al pregiudicato anche gli atti persecutori, lo stalking, previsto dall’art.612 bis del Codice penale. L’uomo si trova ora in carcere a Salerno. (Fonte: Apcom).
Ittiri/Minaccia i genitori invalidi: arrestato. E’ entrato nell’abitazione degli anziani genitori, pensionati ed invalidi entrambi, minacciandoli e molestandoli ripetutamente: hanno temuto davvero per la loro incolumità decidendo di chiedere aiuto ai carabinieri. I militari della stazione di Ittiri sono così intervenuti mettendo fine all’azione persecutoria del figlio. In carcere con l’accusa di stalking è finito Giommaria V., di 52 anni. Contro di lui i genitori avevano già sporto diverse denunce nell’autunno 2008, esasperati dalle continue minacce e richieste di denaro del congiunto. (Fonte: Unione Sarda).
Colorno/Sms e appostamenti per ex moglie: arrestato. Non voleva rassegnarsi a quella separazione, la moglie doveva tornare con lui. E allora ha deciso di farle passare due anni d’inferno: continue telefonate, sms, pedinamenti, persino appostamenti sotto casa o all’uscita del lavoro. Le richiesta, sempre la stessa: tornare insieme. Per la donna, nessun modo di fare ragionare l’ex marito e padre di sua figlia. Dopo due anni dalla separazione, i comportamenti molesti continuavano e si facevano sempre più pesanti. L’esasperazione l’ha portata a rivogersi ai carabinieri e a sporgere una denuncia per stalking. Una decisione che è servita: l’uomo, residente a Colorno, è stato colpito da un provvedimento di custodia cautelare notificatogli dai militari della locale stazione e si trova ora agli arresti domiciliari. (Fonte: Repubblica.it).
Benevento/Questore ammonisce marito stalker. Il questore di Benevento Francesco Nicola Santoro, ha adottato il cosiddetto ammonimento che è stato notificato ad un cittadino di Benevento lo scorso 23 aprile. “Il provvedimento – si legge in una nota della Questura – si è reso necessario per invitare un coniuge di Benevento a ” Tenere una condotta conforme alla legge” nei confronti della propria moglie con la quale è in corso un procedimento di separazione. L’Autorità provinciale di Pubblica Sicurezza ha recepito l’istanza di una donna del capoluogo che aveva esposto la propria condizione psicologica, determinata dalla condotta del marito che non accettava lo sviluppo negativo dei loro rapporti sentimentali. L’adozione del provvedimento si è resa necessaria per prevenire possibili rischi per la esponente”. L’ammonimento è di specifica competenza dell’Autorità di Pubblica Sicurezza che interviene a seguito di esposto della persona offesa prima che questa proponga querela per adire la via giudiziaria ed è mirata proprio, secondo la specifica competenza, alla prevenzione di possibili ulteriori comportamenti che infrangono la legge. “In questo settore – conclude la nota – l’attività di prevenzione della Questura è comunque particolarmente attenta, allo scopo di acquisire tutti gli elementi utili alla valutazione obbiettiva delle situazioni, spesso riportate senza obiettività e sull’onda emozionale. In ogni caso viene svolta ogni attività ed avviata ogni iniziativa allo scopo di prevenire possibili violenze fisiche e psicologiche”. (Fonte: Il Quaderno).
Americana ruba pezzo di Colosseo, ma poi lo restituisce.

“Avremmo dovuto farlo molto prima, ma ci scusiamo e restituiamo ciò che abbiamo preso al Colosseo 25 anni fa, affinché torni al luogo cui appartiene”. Recita così la lettera che accompagna il pacco recapitato oggi all’Agenzia Regionale di Promozione Turistica di Roma e del Lazio, firmata da “una cittadina americana”, e che è partita da Greensboro, North Carolina. Nel pacco, un pezzo di travertino, “una pietra che con mio marito prendemmo come souvenir”, scrive l’anonima signora che racconta di essersi sentita in colpa ogni volta che, guardando la sua collezione di souvenir “raccolti” nei viaggi di una vita, le cadeva l’occhio su quel pezzo sottratto al monumento simbolo di Roma. “Nel corso degli anni ho pensato che se tutti i visitatori di quel bellissimo monumento ne prendessero un pezzo, non ne rimarrebbe più nulla. Il nostro fu un gesto egoista e superficiale”. Il frammento, della giusta misura per entrare in una tasca, è ora in attesa di tornare alla Soprintendenza Archeologica di Roma, che è stata subito contattata dall’Agenzia Regionale di Promozione Turistica di Roma e del Lazio. Un caso senza precedenti, “di cui siamo molto contenti – dice il presidente dell’Agenzia Regionale di Promozione Turistica di Roma e del Lazio, Federica Alatri – perché stiamo facendo enormi sforzi economici e organizzativi per promuovere l’immagine di Roma e ci sentiamo confortati dal senso di responsabilità che questa persona ha mostrato”. “Il Colosseo, Roma e i suoi monumenti – sottolinea l’assessore al Turismo della Regione Lazio, Claudio Mancini – sono il sogno dei turisti di tutto il mondo. Il messaggio che arriva è che i visitatori della nostra città continuano ad averla a cuore anche dopo tanti anni. Ci piacerebbe rintracciare queste persone e invitarle per un nuovo viaggio nella Capitale”.
Un hamburger per Obama e Biden.
Sosta in un fast food, il “Ray’s Hell Burger”, per Barack Obama e il vice-presidente, Biden. Ovviamente con stampa al seguito.
Stalking/ I casi del giorno in Italia (5 maggio).
Savona/Condannato a rimanere a distanza di almeno 45 metri dall’ex. È stata la sua compagna per un po’ di tempo, poi di fronte alla fine del rapporto non si è rassegnato ed ha cominciato a molestarla. Ora, da qualche settimana, non può più avvicinarla. Neanche passarle al fianco e ignorarla. La procura ha infatti chiesto al gip l’applicazione di una misura cautelare piuttosto curiosa: il fidanzato respinto deve rimanere almeno a 45 metri di distanza dalla sua ex, pena l’aggravamento della sanzione. Protagonisti di una delle tante storie di stalking sono due commercianti alassini che hanno visto la loro storia d’amore naufragare dopo i primi momenti dolci. Un legame che per la ragazza si è ben presto trasformato in un incubo sul quale hanno indagato gli uomini del commissariato alassino. Un iter consueto, una sequenza di fotogrammi spesso identici in storie del genere, episodi caratterizzati da paura e sudditanza psicologica. Sarebbe stata una denuncia della donna a dare il via ad accertamenti e controlli. E secondo un rituale consueto in situazioni analoghe, l’uomo avrebbe cominciato a molestare la sua ex. Dapprima con tentativi di riconciliazione, poi in modo sempre più pesante fino a rendere impossibile la giornata della ragazza. L’inchiesta è scattata nei primi mesi di quest’anno e ad aprile il fascicolo è arrivato in procura. La situazione ha così spinto il magistrato di turno a chiedere al giudice delle indagini preliminari la misura cautelare del divieto di incontro ravvicinato nella speranza di convincere il giovane a recedere dal suo comportamento molesto. L’incubo in cui si è trovata a vivere la negoziante alassina rappresenta una situazione abbastanza diffusa negli ultimi anni, al punto da spingere il governo ad emanare una nuova legge, assai più restrittiva per quanto riguarda i casi di stalking. Nelle scorse settimane, proprio a Savona il questore Giovanni Trimarchi aveva ammonito un savonese molesto. Un primo passo per tentare di «convincere» il molestatore a smetterla prima di arrivare a sanzioni penalmente rilevanti. La storia dei due fidanzatini di Alassio non sembra rientrare nella nuova normativa ed è scattato il provvedimento restrittivo. (Fonte: Il Secolo XIX).
Carpaneto/Marocchino denunciato dopo aver iniziato persecuzione sentimentale. I carabinieri di Fiorenzuola e Carpaneto hanno denunciato per il reato di “stalking” un uomo di 40anni di nazionalità marocchina, residente a Carpaneto. La persecuzione sentimentale ai danni di una 50enne piacentina è iniziato dopo la separazione dei due che convivevano sotto lo stesso tetto. L’uomo ha iniziato un vero e proprio assedio nei confronti della donna, con minacce telefoniche e via sma, passando poi alle vie di fatto, fermando lei, un collega di lavoro e tentando di tagliare le gomme dell’auto della donna. La 50enne si è così rivolta ai carabinieri che hanno denunciato l’uomo secondo la legge contro lo stalking recentemente entrata in vigore. (Fonte: Piacenza Sera).
Lecce/Ucciso a coltellate: stava difendendo amico da stalking. Un uomo di 41 anni è stato ucciso mentre tentava di difendere un suo amico più giovane, nel corso di una violenta lite, all’origine della quale ci sarebbe un caso di “stalking”. La vittima, Sergio Tundo, di Galatina (Le), celibe, incensurato e titolare a Galatina ed a Minervino (Le), di due stazioni di rifornimento carburanti, è stato ucciso con una coltellata al cuore da Luce Gaetano Bianco, 51 anni, muratore incensurato di Gallipoli (Le). Questi, si era introdotto in casa di una vedova, con la quale aveva interrotto 4 anni prima una relazione, portando via alcuni capi di biancheria intima. Rientrata, la donna aveva scoperto il furto, e convinta che l’autore fosse Bianco, lo ha chiamato al telefono perché gliela riportasse subito. La donna ha anche avvisato il figlio, che si è fatto accompagnare a casa dall’amico più grande, Sergio Tundo, e quando Bianco è tornato è scaturita una accesa discussione. La donna ed il figlio gli avrebbero infatti intimato di non farsi più vedere, e di smetterla di continuare a dare fastidio alla vedova, così come avrebbe sempre fatto, durante i quattro anni seguiti alla separazione, con telefonate, pedinamenti e comparse improvvise davanti alla sua casa. Ad un certo punto, Bianco ha raggiunto la sua auto ed è tornato con un coltello a serramanico, col quale ha affrontato i due uomini, colpendo l’innocente Tundo ad una mano ed in pieno petto. Quindi è rientrato a Gallipoli in casa del fratello col quale vive, dove i carabinieri lo hanno rintracciato. Ai militari ha riferito di aver gettato il coltello nella campagna sul ciglio della strada che collega Gallipoli ad Alezio (Le), e di non aver avuto intenzione di uccidere, ma solo di spaventare i due uomini che lo avevano deriso ed umiliato. Il coltello non e’ stato ancora trovato. Bianco è stato rinchiuso nel carcere di borgo san Nicola a Lecce. (Fonte: Il Paese Nuovo).
Treviso/Perseguita collega: gip gli ordina di non avvicinarsi entro 500 metri. Un giovane trevigiano di 29 anni dovrà rimanere a distanza di 500 metri dall’abitazione e dal luogo di lavoro di una collega che ha tormentato con ripetute ed insistenti avance e che lo ha denunciato. Lo ha deciso il Gip, applicando le nuove norme in materia di stalking previste dall’articolo 612 bis del codice penale. Il giovane, a partire dal 2007, avrebbe molestato la ragazza con innumerevoli e continui sms ed espressioni verbali che, secondo la denuncia della sua vittima, sarebbero arrivate vicine alla minaccia. Non contento, si sarebbe anche spinto oltre, cercando di seguire la ragazza in vacanza, prenotandola nella stessa agenzia di viaggio, negli stessi giorni e verso la stessa destinazione. (Fonte: Melitoonline).





