Appunti e spunti

Il blog di Marco Pasqua

Stalking/ I casi del giorno in Italia (7 maggio).

StalkingVicenza/ Primo caso di stalking patrimoniale: città vietata a coppia. È il primo caso di stalking patrimoniale in Italia. Il gip Furlani ha firmato un provvedimento che inibisce a una coppia di amici, Luisa Pagello e il prof. Antonio Perrucci, di frequentare alcune zone della città dove vive una donna di 44 anni che da qualche settimana è al centro di una serie di presunti atti persecutori diventati, ai suoi occhi, sempre più preoccupanti. Il motivo? Lei da alcuni mesi è diventata intima dell’anziano e benestante suocero della signora Pagello, la quale teme che la “rivale” gli possa far perdere la testa e, con essa, anche parte della cospicua eredità al momento del trapasso. Perciò, sarebbe diventato oggetto di queste attenzioni moleste anche il suo figlioletto, che sarebbe stato spaventato quando la madre è stata insultata con urla da uno degli indagati, addirittura all’uscita del reparto di pediatria del San Bortolo. Con un provvedimento che non ha precedenti riguardo a una potenziale vertenza legata a una eredità, il gip ha fissato le aree della città – via Turra, la chiesa parrocchiale di Aracoeli in Borgo Scroffa e la zona di Saviabona – che sono state interdette al prof. Perrucci, 61 anni, via Bedeschi, e a Pagello, 54 anni, via Lago di Transimeno, entrambi difesi dall’avv. Laura Danieli. I due sarebbero legati dal vincolo dell’amicizia per sbarrare la ipotetica strada all’eredità all’amica del suocero della Pagello. Quando le offese, le ingiurie e le diffamazioni hanno raggiunto un livello a suo dire intollerabile, la donna si è rivolta all’avv. Fernando Cogolato che ha presentato un’articolata querela con fatti circostanziati che hanno indotto la procura a far scattare i provvedimenti coercitivi introdotti dalla recente legge che tutela dai persecutori. Nei prossimi giorni, come prevede il codice di procedura penale, i due indagati a piede libero si presenteranno davanti al giudice per rispondere alle contestazioni della procura. Il tribunale ha deciso di prevenire un aggravamento del pressing che sarebbe stato attuato dal prof. Perrucci e dalla signora Pagello con una misura che potrebbe anche aggravarsi qualora i due amici non dovessero tenere conto delle limitazioni territoriali loro inflitte. Gli episodi contestati sono ben dieci, a partire dal 16 marzo quando la Pagello al telefono ha insultato la parte offesa, attribuendole comportamenti sessuali viziosi. «Noi la rovineremo», avrebbe concluso la donna, che avrebbe avuto nel prof. Perrucci un suggeritore, come anche testimoniato dal fratello della parte offesa. L’indomani, mentre la denunciante era in zona Anconetta e stava parlando con una conoscente, è stata avvicinata dalla Pagello che l’avrebbe chiamata «p… e t…», «ladra se pensi di portare via i gioielli di famiglia». Subito dopo è arrivato Perrucci che le avrebbe detto che avrebbe fatto «di tutto per togliermi il figlio» e «mi farà crepare in carcere» perché «ha conoscenze potenti». Il 25 marzo, invece, la scena si sarebbe ripetuta in via Turra dove Luisa Pagello avrebbe avvicinato una conoscente della vittima per dirle di «stare attenta anche a suo marito perché quella è una p…». Cinque giorni dopo, invece, l’appostamento sarebbe stato davanti alla scuola del figlioletto con la solita razione di insulti. Fino all’episodio dell’8 aprile quando in pediatria al S. Bortolo la denunciante si è trovata davanti il prof. Perrucci che le avrebbe urlato all’uscita:«T…, i carabinieri ti stanno cercando». (Fonte: Il Giornale di Vicenza).
Perugia/Minaccia vittima con lama da 40 cm: arrestato. Si invaghisce della migliore amica della sua ragazza e la tormenta, pedinandola anche per tre mesi, fino all’arresto per stolking eseguito dagli agenti della Questura. Secondo la ricostruzione della polizia lo stalking andava avanti da circa tre mesi. Il protagonista di questa vicenda è Ferney Calero Munoz: lo straniero aveva ripetutamente telefonato, anche di notte, alla sua connazionale, pedinandola e bussando alla porta della sua abitazione. Nonostante che tra i due non c’era mai stata una storia d’amore né un feeling. Ieri sera la squadra mobile di Perugia – diretta da Giorgio Di Munno – hanno bloccato lo straniero che dalle telefonate ossessive stava passando alle vie di fatto. Era entrato da una finestra nell’appartamento della donna e le stava puntando un coltello di 40 centimetri alla gola. I poliziotti sono riusciti ad evitare il peggio. Grazie ad una tempestiva telefonata di alcuni vicini. (Fonte: Apcom).
Taranto/Molestie via Facebook: studentessa denuncia coetaneo. Si è presentata in tribunale, per presentare denuncia alla polizia giudiziaria, perchè quelle “attenzioni non gradite” da parte di un coetano conosciuto in comitiva ormai le rendevano la vita impossibile. Una studentessa universitaria tarantina di vent’anni ha deciso di chiedere aiuto alle forze dell’ordine perchè vittima dell’ennesimo caso di stalking che si sarebbe verificato dalle nostre parti. La ragazza ha presentato denuncia tramite l’avvocato Giuseppe Lecce, elencando con dovizia di particolari quegli “atti persecutori” che da mesi sarebbe stata costretta a subire da un innamorato che non si è riuscito a rassegnare al suo no. Il repertorio è quello classico: i messaggini sul cellulare, sempre più insistenti – e aggressivi. Le telefonate in serie, gli appostamenti sotto l’abitazione della donna e nei pressi della villa al mare, sino a veri inseguimenti. Ma lo spasimante respinto avrebbe fatto ricorso pure al social network di Facebook, per importunare telematicamente la studentessa e scaricare le immagini dal suo profilo. Già in passato la studentessa aveva lamentato di essere finita nel mirino del ragazzo che le era stato presentato da alcuni amici in comune, ed aveva perso la testa per lei (Fonte: Taranto Sera).
Montecchio/Botte alla compagna: interviene figlio 19enne per impedire accoltellamento. Lei una operaia ucraina di 38 anni, con un matrimonio finito in patria e due figli maggiorenni da mantenere. Lui, un operaio albanese di 46 anni, separato e con un recente passato segnato da problemi con la giustizia. A mettere fine al loro burrascoso rapporto che durava da quasi 4 anni sono stati i ripetuti maltrattamenti fisici e psicologici che l’uomo faceva subire alla donna. Violenze, minacce, vessazioni di ogni tipo. Dapprima alcune timide segnalazioni al Comandante della Stazione di Montecchio che sono sfociate in un paio di denunce per i maltrattamenti subiti. Poi le violenze sono aumentate e diventate insostenibili, non solo per la donna ma anche per uno dei suoi figli che abitava con loro. L’epilogo nella tarda serata di ieri a Montecchio. L’ennesima aggressione verbale e poi botte e minacce con coltelli e bottiglie. Il figlio 19enne è intervenuto per evitare una tragedia ed è riuscito con difficoltà a disarmare l’albanese in preda ad un vero e proprio attacco d’ira incontrollato. La donna si è ferita ad una mano per difendersi da un fendente mentre il ragazzo ha chiamato il 112. Considerato l’intervento della pattuglia, l’aggressore ha pensato bene di scappare con la propria autovettura. E’ iniziata così una vera e propria caccia all’uomo. Dopo qualche minuto è stato trovato dai carabinieri nel parcheggio di un centro commerciale del posto. Dapprima ha cercato di scappare ma vedendosi letteralmente circondato si è arreso. Per lui l’episodio era una normale lite familiare. L’uomo è stato subito arrestato e ora si attende il processo per direttissima. (Fonte: Il Resto del Carlino).
Bojano/ Perseguita la moglie: in manette 45enne. Finisce agli arresti domiciliari, G.L.S., 45enne, operaio di Bojano. L’uomo è accusato di stalking nei confronti della moglie e delle figlie. Nonostante le misure disposte dai giudici del tribunale locale nei mesi scorsi, ha continuato a violare le prescrizioni avvicinandosi sia alla moglie che alla casa dove questa abita, come hanno anche accertato i carabinieri della stazione locale. L’uomo fu già arrestato nell’agosto 2008 per maltrattamenti in famiglia e minacce: avrebbe offeso sua moglie e in alcuni casi l’avrebbe picchiata con minacce di morte, impedendole anche di usare l’auto. Il 26 gennaio 2009 il Tribunale ha disposto l’allontanamento dalla casa familiare prescrivendogli di non avvicinarsi a casa dove vivono la moglie e quattro figlie, e anche al luogo di lavoro della moglie e alla scuola delle figlie. Il 16 marzo scorso, il 45enne è stato condannato dal Tribunale di Campobasso “per maltrattamenti in famiglia e danneggiamento” a due anni e due mesi di reclusione. Nonostante ciò, ha continuato a violare le prescrizioni. Pertanto, il giudice monocratico ha deciso per la misura di custodia cautelare nella casa della famiglia d’origine. Il provvedimento è stato eseguito nella tarda mattinata di oggi dai carabinieri. (Fonte: Apcom).

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Written by admin

May 7th, 2009 at 10:39 pm