Gay Pride, Questura autorizza corteo. E si lavora a carro “Noemi”.
Sarà un corteo antifascista e antirazzista, quello che, sabato prossimo, porterà in strada la comunità Glbt (gay, lesbische, bisexual e transgender), e al quale sono invitati a partecipare tutti quelli che credono nei pari diritti per gli omosessuali. Le previsioni degli organizzatori di questo Gay Pride romano, il cui sito internet ha già crashato per eccesso di contatti, si aspettano “centinaia di migliaia di manifestanti”. E, tra i carri, dovrebbe trovare posto anche la vicenda di Noemi, la ragazza oggetto delle attenzioni del presidente del consiglio, Silvio Berlusconi. Anche se il comitato organizzatore deve ancora dire l’ultima parola, è probabile che una ballerina brasiliana (nome in codice: Naomi) si ispiri proprio alla 18enne di Casoria. Ci dovrebbe essere spazio anche per il sindaco, Gianni Alemanno che, secondo, gli organizzatori, si è impegnato “solo tardivamente per risolvere il problema del percorso del Pride”. Quel che è certo, per adesso, è che i costumi saranno inviati direttamente dal Brasile. Un Pride, quello di Roma, che nasce all’insegna dei divieti sul percorso. Tre, in tutto, nell’arco di circa due mesi e mezzo. I primi due, relativi alla zona di San Giovanni – richiesta dall’associazione Mario Mieli, ma rifiutata dalla Questura. Infine, il terzo, circa dieci giorni fa: da piazza della Repubblica a piazza Navona, passando per via dei Fori Imperiali (lo stesso del 2008). E proprio quest’ultimo percorso, alla fine, è stato concesso. Se gli organizzatori parlano di una chiara “retromarcia della Questura”, per la deputata del Pd, Anna Paola Concia, quello di via San Vitale è “un atto dovuto, che segna una vittoria delle associazioni Glbt”. Per l’esponente del Pd, intervenuta alla conferenza stampa indetta dal Mieli per presentare l’evento, “gli italiani dovrebbero ringraziare gli organizzatori di questo corteo, perché la civiltà veicolata dal Gay Pride fa bene a tutti”. Rossana Praitano, presidente del Mieli, sottolinea che “la vicenda romana ha dei contorni surreali: ad appena cinque giorni dalla sfilata, ci viene comunicato il percorso definitivo, che avevamo chiesto settimane fa. Ovvio che l’obiettivo fosse quello di indebolire la manifestazione con la burocrazia e le carte da bollo”. Un indebolimento che, però, non c’è stato, almeno secondo la Praitano, che ha ricevuto moltissime richieste di informazioni sulla sfilata. “La gente, non solo gay, ci ha chiamato, ci ha scritto e-mail, per avere informazioni – racconta – Il sito dell’evento ha crashato per eccesso di contatti. Segno che la città di Roma è vicina a questa manifestazione”. Da qui, la convinzione che, sabato 13 giugno (l’appuntamento è alle 15,30 in piazza della Repubblica, con partenza un’ora dopo), alla sfilata il cui slogan è “Liberi tutti, libere tutte”, interverranno moltissime persone non gay. “Per noi è stata una via Crucis – dice la Praitano – Abbiamo avuto complessivamente 12 incontri, in Questura e in Comune. Quando abbiamo chiesto l’intervento di Alemanno, ci è stato risposto che se ne occupava la Questura. Ma alla fine qualcosa deve essere successo, anche se è evidente che Alemanno ha dei problemi ad affrontare, sia politicamente che amministrativamente, la questione dei diritti dei gay”. Per il Mieli, potrebbe aver giocato a loro favore il ricorso al Tar, col quale si chiede, in sostanza, di rovesciare la decisione della Questura di non concedere il permesso alla sfilata. Ricorso che, viene annunciato, andrà comunque avanti: “Il nostro obiettivo è quello di ottenere un risultato di diritto, che impedisca in futuro situazioni di questo tipo”. Paola Concia non risparmia critiche al ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna, con la quale non ha avuto alcun contatto: “Per quanto mi riguarda, sulla vicenda del percorso negato, mi sono limitata a scrivere al ministro Maroni, al sindaco e al prefetto. Del resto, il ministro Carfagna ritiene che le politiche per i diritti dei gay non siano prioritarie per il suo ministero. Normale, dunque, che sul Pride di Roma, non abbia detto niente”. Oltre alla sfilata, sono anche previsti vari appuntamenti culturali collaterali. A cominciare dal festival internazionale di cinema trans-divergenti (l’11 giugno), passando per la mostra fotografica “di meraviglie ursine Wonderbear” (12 giugno) e il torneo Campo de’ Fiori (12 giugno). Infine, mercoledì 10 giugno, il torneo “un calcio al pregiudizio”, una partita di calcio tra donne vip e donne lesbiche e, il giorno dopo, un concerto del Roma Rainbow Choir nella chiesa “St. Paul’s Within the Walls”. Dopo il Pride romano sarà la volta di quello nazionale, a Genova, il 27 giugno. Ma il Mieli pensa già ad una data importante: a quella dell’Euro Pride 2011, che si terrà a Roma. “Dovremo prepararci ad accogliere milioni di persone da tutto il mondo”, avvisano gli organizzatori.
Link al pezzo originale su Repubblica.it
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