Appunti e spunti

Il blog di Marco Pasqua

Archive for July, 2009

Il Pd di Ostia contro l’”Erotika tour”.

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Il Pd di Ostia, spinto da un rigurgito vagamente bacchettoneggiante, lancia una crociata contro una manifestazione di cui, secondo gli esponenti del partito di centrosinistra, “Ostia non sentiva alcun bisogno”: l’Erotika Tour.

“Abbiamo appreso con grande sorpresa che dal 12 al 15 agosto si svolgerà ad Ostia, in un’area privata situata in Via Tancredi Chiaraluce, la manifestazione itinerante “Erotika Tour 2009”. Ci chiediamo se è questo il rilancio turistico del litorale romano di cui parlano il Sindaco Alemanno e il Presidente del Municipio Vizzani. Da una nostra ricerca di informazioni su questo evento e sulle autorizzazioni di cui necessita non abbiamo trovato alcuna notizia presso gli uffici del Municipio. Peraltro, la normativa comunale in materia di spettacoli prevede comunque, anche per quelli che si svolgono su aree private, il nulla osta da parte della polizia municipale e l’autorizzazione da parte del Dipartimento IV del Comune di Roma. L’amministrazione municipale e soprattutto quella comunale non possono quindi far finta di niente e devono prendere posizione su questa manifestazione, già ampiamente pubblicizzata sulla rete come se fosse già tutto in regola con i permessi. Lunedì prossimo presenteremo nella Conferenza dei Capigruppo in Municipio una mozione urgente per chiedere chiarimenti su una manifestazione di cui francamente Ostia non sentiva il bisogno. Non si tratta di fare crociate contro la libertà individuale, tuttavia pensiamo che le istituzioni debbano prendere le distanze da iniziative che banalizzano e mercificano il corpo umano con il solo scopo di guadagnare soldi. E’ un fatto di rispetto per la dignità umana, in particolare di quella delle donne, al quale non si può rispondere con una ipocrita alzata di spalle”.

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July 31st, 2009 at 4:30 pm

Aggressione metro, altre tre vittime. Avvocato lavora a denuncia di gruppo.

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Il giorno dopo aver raccontato di essere stata aggredita sulla linea A della metropolitana di Roma da una donna, nell’indifferenza dei passeggeri, l’avvocato Romina D’Ambrosio preannuncia una “denuncia collettiva”. Nella
giornata odierna, infatti, è stata contattata da altre tre donne, vittime anche loro di un’aggressione, presumibilmente da parte della stessa persona.  Mi hanno chiamata tre donne – spiega la D’Ambrosio – Due di loro erano state picchiate sulla metro A, un’altra all’interno della posta”. A picchiarle, stando alla descrizione fornita dalle tre donne, sarebbe stata la stessa persona. “La descrizione del suo aspetto, le modalità con cui le ha picchiate, prendendole prima a schiaffi e poi insultandole, mi fanno pensare che si tratti della stessa persona”, dice la D’Ambrosio, che precisa: “L’aggressione è avvenuta sempre nei pressi della fermata Barberini. “Tutte e tre le donne mi hanno lasciato il loro numero di telefono, e insieme sporgeremo denuncia, che preparerò io setssa – racconta la D’Ambrosio – Una di loro è stata picchiata sulla banchina, il giorno prima. Un’altra in metropolitana. La terza, in maniera ancora più
violenta, in un ufficio postale”. Dietro a queste aggressioni ci sarebbe una donna, sui 45 anni di età, con problemi psichici, sempre ben vestita, e residente nella zona di Labaro. “Una di loro è riuscita anche ad avere il suo nome, che ovviamente fornirò alla polizia – continua l’avvocato – In uno dei tre casi, è stata già sporta una denuncia alla polizia. Adesso, però, ci muoveremo insieme, perché ho come l’impressione che di fronte ad una denuncia individuale le Istituzioni siano meno reattive”. “Possibile che questa persona possa agire indisturbata nella metro e in strada?”, si chiede l’avvocato.

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July 30th, 2009 at 6:48 pm

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Avvocatessa aggredita su Metro A tra l’indifferenza generale.

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“Mi hanno presa a pugni e schiaffeggiata, in pieno giorno, e questo nell’indifferenza totale dei passeggeri”. A parlare è Romina D’Ambrosio, 38 anni, avvocato, che stamattina è stata protagonista di un’aggressione da parte di una donna, presumibilmente con problemi psichici. L’avvocato era salito sulla Metro B, alla fermata di Policlinico, poco prima delle 11. “Avevo appena donato il sangue, e stavo andando in tribunale, come faccio quasi ogni mattina”. Arrivata a Termini, sale sulla linea A della metro, direzione Battistini. “Il posto accanto a me era libero, e alla fermata Repubblica è stato occupato da una donna, sui 45 anni di età. Era curata, ben vestita, e mi aveva colpita perché stava leggendo un libro sugli abiti da sposa”. Alla fermata Barberini, però, succede l’inaspettato: “La donna si alza, e urlando ‘adesso basta’, mi dà uno schiaffo violentissimo. Io non capisco più niente, il cuore inizia a battere forte, mi chiedo cosa possa aver fatto”. Romina si alza in piedi, e va a rifugiarsi accanto ad un passeggero, di fronte a lei. Ma la donna non desiste, e la segue, continuando a schiaffeggiarla e persino a darle pugni sulla testa. Tre, quattro in tutto. “A quel punto mi aggrappo al mio vicino, un signore filippino, che però non reagisce, è immobile. Questa donna intanto continua ad imprecare”. Il tutto termina a Flaminio, dove la folle scende dalla metro. “Ma prima di varcare la porta, dà uno schiaffo ad una passeggera che era appena salita”. Romina decide di arrivare fino a Lepanto, e di rivolgersi alla vigilanza privata in servizio nella stazione: “Ma da loro non ricevo nessun aiuto. Anzi, mi rispondono con una battuta: ‘sarà colpa del caldo’. E si chiedono pure cosa possano mai fare per rintracciarla”. “E se quella donna al posto della rivista avesse avuto un coltello? E’ possibile che una persona così possa andarsene in giro liberamente a picchiare i passeggeri della metro?”. Quando Romina esce da Lepanto è in lacrime. Viene soccorsa da alcuni suoi colleghi, e, pochi minuti dopo, dalla polizia in servizio nel tribunale. La portano in infermeria, dove riscontrano alcuni lividi e uno stato di forte agitazione. “La polizia mi consiglia di sporgere denuncia, ma al commissariato Prati – spiega Romina – mi dicono che per far partire le indagini, serve un referto medico con almeno venti giorni di prognosi”. La vittima dell’aggressione, comunque, la sporgerà comunque, e nel pomeriggio si farà nuovamente visitare in un ospedale. “Quello che mi ha più ferita, comunque – dice – è stata l’indifferenza della gente. Il fatto che una donna, seduta davanti a me, abbia continuato tranquillamente a leggere il suo libro, come se nulla stesse accadendo davanti a lei”.

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July 29th, 2009 at 4:11 pm

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Dario Franceschini vuole esserti amico.

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Arrivata direttamente sulla mail di redazione. Un po’ triste.

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July 29th, 2009 at 11:30 am

Stalking, la campagna del ministero delle Pari Opportunità.

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La campagna del ministero contro lo stalking. by you.

E’ partita in questi giorni la campagna del ministero delle Pari Opportunità, visibile su alcuni settimanali a grande tiratura. Una campagna che lancia un messaggio chiaro: le persecuzioni, di ogni forma e natura, sono un reato. Particolare importante: si parla anche delle molestie via web, in particolare via email. Viene ribadito, in calce all’immagine portante, che la pena per gli stalker arriva a quattro anni di carcere.

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July 21st, 2009 at 11:57 am

La colonscopia si manda giù con una pillola.

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E’ uno degli esami diagnostici più fastidiosi, e al tempo stesso uno degli strumenti preventivi più importanti nella lotta al cancro del colon. Ma presto tutto potrebbe cambiare e la colonscopia potrebbe diventare facile come mandar giù un bicchiere d’acqua. Il tutto grazie ad una videocapsula, una vera e propria pillola da ingerire. Per dimostrarne la validità, è stato condotto uno studio multicentrico comparato europeo, alla quale ha preso parte il policlinico universitario Agostino Gemelli, di Roma, e i cui risultati sono stati pubblicati oggi sul New England Journal of Medicine. Complessivamente, sono stati presi in esame più di 300 pazienti, in tutta Europa. I risultati, dicono i medici, sono “molto incoraggianti”. “Il problema della colonscopia, oggi – spiega Cristiano Spada, dell’unità operativa di endoscopia digestiva chirurgica del ‘Gemellì – è che, in genere, è molto fastidiosa e a volte anche dolorosa. Per questo solo una piccola percentuale dei cinquantenni si sottopone a questa analisi, che invece dovrebbe essere di routine perché è molto importante per scoprire per tempo lesioni e polipi che potrebbero degenerare in malattie più gravi”. La videocapsula contiene due telecamere, due sorgenti luminose ed un’antenna, ed è già commercializzata: è lunga 31 mm e ha un diametro di 11 mm. Come spiega Guido Costamagna, che assieme a Cristiano Spada, Maria Elena Riccioni e Lucio Petruzziello, ha firmato l’articolo sul New England Journal of Medicine a nome del ‘Gemelli’ (unico centro italiano coinvolto nello studio), “presto potrà sostituire il fastidioso esame colonscopico”. I tempi? “A settembre – anticipa a Repubblica.it Costamagna, che dirige l’unità operativa di endoscopia digestiva – partiremo con un nuovo studio, che dovrà prendere in esame la seconda generazione di questo genere di videocapsule, ancora più evolute di quelle attuali. Il nostro ruolo, in quella ricerca, sarà ancora più importante, perché saremo i principali ‘investigatorì di questo metodo. In quel periodo la capsula riceverà anche il marchio CE, fondamentale per un utilizzo in ambito europeo. Penso che al massimo entro un anno, riusciremo ad offrire questo esame come valida alternativa alla colonscopia, naturalmente nel nostro centro”. Come una pillola, percorre tutto il tratto intestinale: “La qualità delle immagini è molto buona – spiega ancora Costamagna – Sicuramente c’è ancora da lavorare, ma già oggi riusciamo a identificare le più importanti patologie che possono colpire il colon”. Il suo funzionamento è semplicissimo: “Si ingerisce con l’aiuto di un bicchiere d’acqua. Dopo un paio di minuti la capsula si spegne per risparmiare le batterie e si riattiva dopo un’ora e tre quarti, giusto il tempo – come abbiamo verificato – per arrivare all’intestino tenue, che è a monte del colon. A quel punto inizia a inviare 4 immagini al secondo a un piccolo ricevitore che il paziente porta con sé. Normalmente al termine delle dieci ore, il tempo di durata delle batterie, la pillola è stata già espulsa: in questo modo siamo sicuri di non perdere nessuna parte del colon”.
Ovviamente, prima di assumere questa videocapsula, ci si dovrà sottoporre a una preparazione speciale, che consiste in una pulizia profonda dell’intestino, per permettere alle videocamere di vedere bene la superficie della mucosa. E, per adesso, uno dei problemi da superare, dicono i medici, è quello relativo alla soluzione ottimale per pulire il colon, oltre che quello del suo prezzo: “Si tratta di una tecnica costosa, più cara della colonscopia, ma questo può cambiare se la tecnologia prende piede – spiega Costamagna – Inoltre la capsula può essere impiegata solo per la diagnosi, ma per asportare un eventuale polipo per ora la colonscopia rimane l’unico metodo. Comunque, i risultati di questo studio europeo sono molto promettenti: la videocapsula sembra essere in grado di studiare accuratamente il colon con un enorme vantaggio rispetto alla colonscopia tradizionale: di non provocare assolutamente dolore”. Il cancro del colon, fanno sapere dal Gemelli, è il terzo tumore più frequentemente diagnosticato (dopo quello al polmone e quello alla prostata).

Link al pezzo originale su Repubblica.it

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July 16th, 2009 at 7:16 pm

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Anche l’amore ha un costo. Ecco il borsino delle emozioni.

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Tutto può avere un prezzo, persino il sentirsi dire “ti amo”. E’ la convinzione che ha ispirato gli autori di un libro, pubblicato nel Regno Unito, che ha cercato di calcolare in termini economici il valore di alcune emozioni e stati d’animo. Sei molto ricco, ma ancora non sai di esserlo si basa su uno studio commissionato dagli autori, Steve Henry e David Alberts, a una società specializzata nelle ricerche di mercato. Gli esperti della Brainjuicer hanno selezionato mille persone, alle quali è stato chiesto di assegnare un voto a 50 momenti della propria vita, confrontandole poi con la sensazione che si proverebbe nel vincere alla lotteria. A quel punto, si è arrivati ad elaborare un valore monetario per ognuno di quei 50 momenti e a stilare una classifica. Con esiti in qualche caso sorprendenti. Al primo posto, con un valore economico di circa 207mila euro, c’è la sensazione che proviamo quando ci viene detto che godiamo di buona salute e che non soffriamo di nessuna malattia. L’amore, in particolare il sentirsi dire “ti amo”, ha un valore stimabile in circa 188mila euro, e si piazza al secondo posto. Segue, a circa diecimila euro di distanza, la sensazione che si prova nel vivere una relazione stabile: poco più di 178mila euro. “Il nostro libro – hanno spiegato gli autori – è incentrato su un nuovo sistema di valori, alternativo ad un mero sistema finanziario. Con la crisi, le persone stanno sperimentando nuovi stili di vita, e stanno cercando qualcosa con cui sostituire i soldi”. Nell’elaborare questa singolare (e contestabilissima) classifica, gli autori “sono partiti dal considerare tutte le cose che sono davvero importanti per la gente”, al di là della crisi. “E’ stato interessante notare – continuano i due scrittori – che nel condurre la ricerca, poche persone, parlando delle cose realmente importanti, hanno citato i soldi. La maggior parte della gente faceva riferimento a situazioni familiari, come lo stare in compagnia con gli amici, il trascorrere del tempo libero in tranquillità, vedere i propri nipoti: erano questi i momenti davvero importanti. Quindi, da questo punto di vista, è possibile che un panettiere o un idraulico siano più ricchi di un banchiere o di un politico”. Tra le cose più importanti, per gli intervistati, c’è anche il vivere in un Paese sicuro (valore 149mila euro) e l’avere dei figli (142mila euro). Il sesso (121mila euro) vale poco meno di una risata (124 mila euro), mentre leggere un libro (61mila euro) batte nettamente un’uscita al cinema (24mila euro). Anche la felicità sul luogo di lavoro gioca un ruolo importante (stimabile in 42mila euro), ma tuttavia non è paragonabile al piacere che si prova nell’avere un animale da compagnia (90mila euro). Infine, una curiosità gastronomica: mangiare una tavoletta di cioccolata vale molto di più di un pasto tradizionale (47mila euro contro 36mila euro).

Link al pezzo originale su Repubblica.it

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July 13th, 2009 at 6:14 pm

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Berlusconi accusato di spiare le conversazioni al G8, sull’Independent.

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The Italian Prime Minister Silvio Berlusconi was at the receiving end of an unusual allegation yesterday when a senior Italian official claimed the Italian delegation had been secretly bugging the deliberations at the G8 summit – which protocol dictates are kept firmly off the record – to help Mr Berlusconi keep up.  The Financial Times reported on its website that the official, who wished to remain anonymous, had reported that aides to the Italian team had been listening to the proceedings through headphones in rooms near the conference rooms.  The confidentiality of the discussions is upheld each year. The only recent breach to have come to the media’s attention occurred when the then US president, George Bush, greeted the then British prime minister with the immortal words: “Yo Blair, how you doing?” at the St Petersburg G8 summit in July 2006. But a document referring to the recording suggested the Italians were unaware that they were committing a faux pas, believing only that they were introducing a novelty which should be kept quiet so that others did not request a listening service too. “Pay attention not to tell the other delegations about our facility,” warned the note, “otherwise they will all want it, and that is not possible”. The point of the recordings, it was suggested, was to enable the Italian summit sherpas to help Mr Berlusconi, who is the chairman of the plenary events, keep up to speed. But some Italian officials objected to the plan, claiming that it was tantamount to spying. The allegations were rejected by Mr Berlusconi’s spokesman, Marco Ventura: “What they say remains in the room. There is no channel of communication between the leaders and the outside, except for the digital pens.” Traditionally, the pens are the only form of communication permitted between the conference room and the aides outside. Mr Ventura continued: “There will not be any sort of secret channel between the president of the G8 [Mr Berlusconi] different from others.”

Link al pezzo.

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July 10th, 2009 at 2:20 pm

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Gli italiani e gli auricolari, sul Mirror.

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The G8 summit was rocked by a spy row yesterday amid claims the Italians wanted to use headphones to listen in on other negotiations. Aides of President Silvio Berlusconi, 72, were also alleged to have looked into using an audio link to transmit advice to him. The talks between world leaders are meant to be kept secret, with no recording or notes and each head of state accompanied by a single aide. Spokesman Marco Ventura denied there was an audio link. He said: “What they say remains in the room.” Asked if there was talk of a special link, he refused to comment.

Link al pezzo.

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July 10th, 2009 at 2:13 pm

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Italiani accusati di “origliare” il G8, sul Daily Mail.

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An extraordinary row has broken out at the G8 summit after Italian aides were accused of spying on secret meetings between other countries’ leaders. A team has been listening in through headphones on private sessions between various heads of state. Diplomatic meetings are traditionally held in the greatest secrecy to ensure they are kept confidential. Both conventional note-taking and recording are banned. Instead each leader is accompanied by an aide – known as the Sherpa – who relays messages to those outside the room through a digital pen. This contains a camera and wireless transmitter. Pictures are automatically taken of the user’s writing and then transmitted. In addition, images from the meetings are also broadcast on a video scene without sound. Messages to those outside the room are usually relayed through a digital pen. Delegates’ mouths are blacked out so words cannot be lip-read. But the Italians have breached strict protocol by covertly listening in on the meetings as well. It seems the operation has already raised concern among the host nation. A leaked memo warns the team responsible for the surveillance to ensure that no one else found out about the operation.
‘Pay attention not to tell the other delegations about our facility, otherwise they will all want it and that is not possible,’ it read.
Mr Berlusconi’s spokesman Marco Ventura has denied there was an audio link. ‘What they say remains in the room,’ he said. ‘There is no channel of communication between the leaders and the outside, except for the digital pens. ‘There will not be any sort of secret channel between the president of the G8 different from the others.’ There is only one occasion when previous occasion when secrecy at the G8 has been breached. That was when a microphone picked up an exchange between George Bush and Tony Blair at St Petersburg in 2006.

Qui il pezzo.

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July 10th, 2009 at 2:06 pm

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Berlusconi “spione”, su El Mundo.

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Berlusconi su El Mundo

La notizia del collegamento audio con la sala dei Grandi, è stata ripresa, tra gli altri, da El Mundo. Qui il pezzo.

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July 10th, 2009 at 12:21 pm

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Microfoni segreti nella sala del G8? Il piano.

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Il pezzo, pubblicato sul Financial Times del 10 luglio, che riferisce di un collegamento audio installato nella stanza dei Grandi. Notizia smentita da Palazzo Chigi. Smentita più di forma che di sostanza. Visto che l’audio è rimasto attivo durante tutta la durata del vertice.

Italians listen in to closed G8 talks

By Guy Dinmore in L’Aquila and Marco Pasqua in Rome

Published: July 8 2009 19:50 | Last updated: July 8 2009 23:33

Whenever G8 leaders gather for their annual talks, an elaborate ritual unfolds to ensure that the conversations within this elite club are kept confidential. There will be no recording or note-taking of their deliberations, and each head of government is accompanied by just one aide, the “Sherpa”, who is allowed to communicate with those outside the closed room only through a digital pen. It is a process that has been respected each year – only once, in St Petersburg in 2006, when a microphone picked up an exchange between then US president George W. Bush and Tony Blair, British prime minister at the time, has part of their conversation leaked out – and the Italian presidency insists that there is no change in procedure this time. But the Financial Times has learned from a senior official, who requested anonymity, that Italian aides did listen to Wednesday’s proceedings through headphones from nearby rooms. A document obtained by the FT, written earlier by a member of the organising team, urged discretion. “Pay attention not to tell the other delegations about our facility, otherwise they will all want it and that is not possible,” it read.

Plans to install the secret link caused concern among some Italian officials, who said it amounted to spying. The purpose of the audio link appeared to be to transmit quicker advice, via the Sherpa, to Silvio Berlusconi, chairman of the talks. Marco Ventura, spokesman for the prime minister’s office, flatly denied there was an audio link. “What they say remains in the room. There is no channel of communication between the leaders and the outside, except for the digital pens,” he said. “There will not be any sort of secret channel between the president of the G8 [Mr Berlusconi] different from the others.” Asked if there had been talk of a special link, Mr Ventura did not comment. Even more strange, a witness said, was the presence in the high-security area of Bruno Vespa, a veteran ­television host favoured by Mr Berlusconi, most recently in explaining his friendship with an 18-year-old model which led his wife to ask for a divorce. Mr Ventura denied Mr Vespa had been able to listen to the confidential talks.

Link al pezzo originale sul FT.

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July 10th, 2009 at 12:15 pm

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