Archive for August 23rd, 2009
Facebook cancella il gioco leghista “rimbalza il clandestino”.
Le polemiche e l’indignazione che hanno accompagnato la scoperta del gioco razzista “Rimbalza il clandestino” hanno sortito l’effetto desiderato: i gestori di Facebook sono intervenuti, cancellando l’applicazione. Il gioco, scaricabile, fino a ieri sera, dalla pagina ufficiale della Lega Nord, amministrata da Renzo Bossi, figlio di Umberto, sparisce così dal popolare social network, intervenuto dopo le moltissime segnalazioni degli utenti. Già venerdì, sempre su Facebook, era nato il gruppo “facciamo sparire il gioco leghista”. In poche ore, ha totalizzato oltre 4700 iscritti e continua a crescere. Moltissimi i clic di denuncia, tramite la stessa pagina di “Rimbalza il clandestino”, dove è disponibile, come per tutte le applicazioni di Facebook, un apposito bottoncino “segnala”. Il gioco è stato creato agli inizi di questa estate da Fabio Betti, 23enne di Leggiuno, coordinatore dei Giovani Padani del Medio Verbano e amico di Renzo Bossi. I due condividono la passione per l’informatica e, insieme, amministrano la pagina ufficiale della Lega su Facebook. Un gioco che hanno sviluppato insieme e che circola da settimane sui profili dei leghisti. Condividerlo è semplice: basta andare sulla sua pagina, e scegliere di pubblicarlo sotto forma di link. Lo scopo dell’applicazione è respingere le barche con i clandestini a bordo, cliccandoci sopra, e facendole sparire dallo schermo. Più se ne cancellano, e più si va avanti. Perde chi non riesce a contenere l’invasione dei “nemici”. In questo caso si riceve il classico messaggio di “game over”, insieme a un invito a ritentare la fortuna: “Prova ancora. Vedrai che la prossima volta riuscirai a dimostrare di essere un vero leghista”. Sul gruppo creato appositamente su Facebook al fine di far sparire l’odioso passatempo estivo leghista, gli iscritti non hanno avuto dubbi nel definirlo, come ha fatto Anna, “un vergognoso episodio di ignoranza nata dall’ignoranza”. Oltre ai commenti diretti contro il figlio di Bossi, molti hanno attaccato la Lega: “Stanno veramente varcando il limite, l’arroganza del potere gli sta dando alla testa. Disperati che muoiono in mare e loro ci giocano sopra, ignobile”, ha scritto un utente che si è firmato Carlo, mentre Atta ha manifestato il timore che “tutto passi per una ragazzata”. Qualcuno ha proposto: “Iniziamo a denunciare i leghisti per i crimini che stanno compiendo: vilipendio alla Costituzione, incitamento all’odio razziale, crimini contro l’umanità”. C’è stato anche chi ha fatto notare che “su Facebook c’è di ben più grave, soprattutto gruppi inneggianti a violenze ben peggiori, contro albanesi, rumeni, gay”. Ovviamente, questa mattina, viene espressa soddisfazione alla notizia che il gioco è stato cancellato. “Meno male che questo scempio è finito. Le vittorie sono queste. Internet permette questo e altro”, sottolinea Alessandro. E mentre alcuni parlano di “piccola grande vittoria”, altri propongono di proseguire nell’opposizione al gioco: “Essendo ancora presente il link sulla pagina della Lega, segnaliamo anche quella per razzismo”. Lo scopo sarebbe far sparire il Carroccio dal social network, cosa complicatissima. “Rimbalza il clandestino” aveva suscitato lo sdegno dell’opposizione, a poche ore dalla notizia dell’ennesima tragedia in mare nella quale, secondo i sopravvissuti, sarebbero morti 73 migranti. Dario Franceschini, segretario del Pd, parlando di un governo “xenofobo e razzista”, era stato netto: “Non è più tempo di archiviare tutto ciò come stupidaggini o propaganda estiva: questo si chiama razzismo”. Se il capogruppo dell’Udc al Senato, Giampiero D’Alia, aveva sollecitato “l’intervento dell’autorità giudiziaria e del ministro dell’Interno”, il responsabile educazione del Pd Giuseppe Fioroni aveva chiesto a tutte le forze politiche di “non sottostare al ricatto della Lega che trasforma, come fa il figlio di Bossi su Facebook, le sofferenze umane in un gioco”. Persino il quotidiano spagnolo El Mundo aveva dedicato spazio al passatempo virtuale, titolando: “La Lega nord italiana gioca ad affondare le zattere su Facebook”. L’Arci, invece, aveva promosso una denuncia nei confronti della Lega Nord e di Renzo Bossi per istigazione all’odio razziale. Polemiche che, però, non hanno scosso gli amministratori della pagina della Lega Nord. Lo stesso Fabio Betti, intervistato dal quotidiano La provincia di Varese, ha continuato a difendere la sua applicazione: “Ci rivolgiamo a un target giovane, ed è quindi inevitabile dover utilizzare un linguaggio semplificato e uno strumento, il gioco, in grado di attirare l’attenzione”.
oltreconfine/Un politico danese contro i meticci, depressione da shopping.

In Danimarca si vogliono sopprimere i meticci. Una proposta di legge per uccidere tutti i cani meticci. L’ha avanzata Flemming Moller, parlamentare del Partito Liberale. Proteste di animalisti e politici. “La stampa farà vedere foto di cuccioli uccisi, ma noi dovremo portare avanti il nostro piano”, ha dichiarato il deputato. (Telegraph)
Depressione causa shopping. Gli hanno diagnosticato la depressione, provocata, a detta dei medici, dalle sedute, troppo frequenti, di shopping cui viene costretto dalla fidanzata. Wu Cheng, 28 anni, adesso si sente male ogni volta che vede un negozio: “Mi manca il respiro. Ci frequentiamo da due anni, ma abbiamo trascorso almeno 12 mesi a fare shopping. Lei è ossessionata”. E’ successo a Chongqing, nella Cina centrale. (Mirror)
Furto religioso per un aborto. Aurelio Vallerillo-Sanchez, 39enne del Nebraska, è a processo per aver rubato un dipinto raffigurante la Vergine Maria. Dipinto che gli serviva per finanziare un aborto. L’uomo, infatti, aveva più volte violentato una 14enne, mettendola incinta. Da qui la decisione di rubare il quadro, per farle pagare un aborto. Il quadro è stato venduto in Messico per 3000 dollari – anche se il suo valore era di 100.000. (Huliq)
Sì agli schiaffi ai bambini. La maggioranza dei cittadini aventi diritto al voto, in Nuova Zelanda, ritiene che i genitori possano schiaffeggiare i figli. Il referendum li ha chiamati ad esprimersi su una legge introdotta 2 anni fa, che vieta gli schiaffi in famiglia (legge varata nel tentativo di far calare le percentuali di abusi sui bambini nel Paese). Il referendum, comunque, non è vincolante, e il primo ministro ha già dichiarato che non cambierà la legislazione vigente. Alla consultazione ha preso parte il 54% degli aventi diritto: il 90% ha votato contro la legge. (Bbc)
Il dramma del mercoledì, e non del lunedì. E’ mercoledì il peggior giorno della settimana, e non lunedì: è la conclusione alla quale sono arrivati due matematici americani. Il professor Christopher Danforth e Peter Dodds, della Vermont University, hanno analizzato 2,4 milioni di parole, provenienti da blog e social network, al fine di dare un punteggio alla “positività” espressa – da 0 a 10. Sabato e domenica hanno ottenuto buoni risultati, ma soprendentemente lunedì era il secondo giorno, quanto a felicità: e questo perché erano ancora “freschi” i ricordi del week end. (Telegraph)
Spariamo al cartello stradale. E’ l’ultima moda, nel Regno Unito: sparare contro i cartelli stradali, da macchine in movimento. Lo testimonia una ricerca della Rac Foundation, che ha analizzato 150 località, nell’arco di 18 mesi. Il dossier sarà ora esaminato dalla polizia e dal ministero dei Trasporti. (Telegraph)

Twitter per chi ha poco tempo. Si presenta come un sito “per gente impegnata”, e altro non fa che raccogliere in un’unica schermata l’attività dei propri followers, su Twitter. Basta cliccare sull’icona, e si ottiene l’ultimo aggiornamento disponibile. Vagamente inutile. (Twitter for busy people)





