Appunti e spunti

Il blog di Marco Pasqua

Archive for August 24th, 2009

oltreconfine/Nudi in televisione di giorno e Bob Dylan voce del gps.

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oltreilconf by you.

Record di camminata su vetri rotti. Nigel Jardine, 56enne dello Yorkshire, ha camminato per 29 chilometri sui vetri rotti, a piedi scalzi. Battuto il record del mondo. L’impresa è durata 27 ore e mezza. Ogni ora poteva riposare cinque minuti. Il ricavato sarà devoluto ad un’associazione che si batte per la tutela dei bambini. (Wharfedale & Airedale Observer)

Twitter sul water (nel Regno Unito). Un sondaggio si è chiesto come passino il tempo sul water i britannici. In tutto, 2000 le persone interpellate. Gli uomini sono più propensi a leggere il giornale delle donne (58 per cento contro il 29 per cento). Il 34% degli intervistati ha detto di aver spedito almeno un sms, mentre il 33% è stato al telefono, e il 7% ha fatto una ricerca sul web. Solo l’1% ha cambiato lo status su Twitter (Telegraph)

Bob Dylan voce del Gps. La leggenda della musica folk e rock potrebbe prestare la sua voce ai sistemi di navigazione Gps. Lo ha rivelato lo stesso 68enne – che ha venduto 70 milioni di album – dicendo che è stato contattato da due costruttori di auto. Dylan non sarebbe comunque la prima celebrità a prestare la voce a un sistema Gps. TomTom, società produttrice di navigatori satellitari, dà possibilità di scegliere tra Homer Simpson, il personaggio dei cartoni animati, e John Cleese, mentre alcuni siti Internet consentono di scaricare simulazioni delle voci di Sean Connery, Ozzy Osbourne e David Hasselhoff. (Telegraph)

Sì alle donne nude in Tv, di giorno. Un programma del Channel 4, nel Regno Unito, ha provocato numerose lamentele, perché ha trasmesso le immagini di donne nude, alle 12.30, lo scorso mese di luglio. I (37) telespettatori indignati si sono rivolti all’Ofcom, l’ente di regolamentazione delle telecomunicazioni del Regno Unito. Il quale ha stabilito che la nudità, in questo caso, era giustificata e, quindi, ammissibile. Nelle varie puntate di “Life Class: Today’s Nude” venivano trasmesse delle lezioni di disegno, che vedevano per protagoniste delle modelle nude. (Metro)

Gaffe regale. Il Duca di Edinburgo, noto per le sue gaffe, stavolta è scivolato su una barba. Durante una recente festa, a Buckingham Palace, si è intrattenuto con uno degli 8mila ospiti. Quando ha saputo che questi era uno stilista, l’88enne ha esclamato: “Non è stato lei a disegnare la sua barba, vero?”. (Telegraph)

Bancomat in dialetto. Cinque bancomat, nella zona di East London, offriranno da adesso l’opzione linguistica “cockney”, il dialetto londinese. L’opzione sarà disponibile per un periodo di prova di tre mesi. “Volevo introdurre un elemento divertente e di interese per le nostre macchine”, ha detto Ron Delnevo, managing director di Bank Machine. E’ la prima volta che un fornitore di servizi finanziari riconosce il cockney. (Ukpa)

Metro bollente a Londra. Chi crede che la metropolitana di Roma sia l’unica a soffrire il caldo, dovrebbe leggersi il rapporto della TFL (Transport for London). Analizzando le temperature, tra le 16 e le 19, sono state toccate punte di 35 gradi, nelle zone 1 e 2. La linea peggiore era la Central Line, seguita dalla Bakerloo. Il sindaco di Londra ha promesso che i primi treni con l’aria condizionata arriveranno nell’estate del 2010.  (Daily Mail)

Twitter, punti di vista. Due attori, due generazioni. Ben Stiller e Mickey Rooney, 90 anni, si confrontano per un minuto e mezzo su Twitter. Il primo cerca di far capire al secondo di cosa si tratti. Ma quest’ultimo non sembra capirne il senso. (Video)

Il burro-cacao che fa dimagrire. Si chiama Burner Balm ed è stato messo in vendita questa settimana nel Regno Unito. Promette di ridurre l’appetito, e garantisce perdite di peso “consistenti”. Costa cinque sterline. Ma i critici insorgono: false promesse. (Daily Mail)

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August 24th, 2009 at 6:55 pm

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Pochi soldi, due lavori. Le storie dei precari.

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 Sono laureati e, in alcuni casi, hanno anche conseguito un master. Sognano una carriera da ricercatori o da professionisti – architetti, giornalisti, manager. Ma per sopravvivere, anche a 700 euro al mese, devono accettare doppi o tripli lavori, spesso in nero, quasi sempre lontani dal loro percorso di studi. Giovani e meno giovani, dai 29 ai 62 anni, hanno inviato le loro storie a Repubblica.it, commentando i sacrifici che la cosiddetta”Generazione 1000 euro” deve fare per arrivare a fine mese. Chi non ce l’ha fatta, è fuggito all’estero e, oggi, ha uno stipendio che in Italia sarebbe stato un miraggio. E c’è anche chi ha rinunciato alla carriera da ricercatore, perché ha dovuto fare i conti con la realtà degli stipendi universitari, che non consentono a tutti di lasciare la casa dei genitori, per potersi permettere una vita da adulti indipendenti. Quello dei doppi lavori è un fenomeno che, a leggere i racconti dei lettori, non interessa soltanto i giovani. Perché chi perde un lavoro, superati i 40 anni, trova molto più difficile un ricollocamento in linea con la sua precedente carriera. Giacomo ha 62 anni e svolge un doppio lavoro da quando ne ha 18. “Oggi sono in pensione – scrive – ma continuo a lavorare e fare quello che dico io. Prima lo facevo perché non mi bastavano i soldi , oggi lo faccio perché purtroppo nella vita se non dai niente, o non puoi dare niente, non ricevi niente”. “Non bisogna parlare solo di giovani – avvisa un utente che si firma col nickname breakbyte – Io ho 41 anni con due bambini piccoli, laureato con venti anni di esperienza e posizioni manageriali alle spalle. Fino al 2000 senza problemi, da allora ho perso il lavoro due volte per aziende che chiudevano. Sopra i 35 anni è difficilisimo trovare un lavoro: non riescono più a sfruttarti come prima perché hai la famiglia”. Daniela, 43 anni, è di Palermo: tre figli, divorziata e una continua lotta con il bilancio familiare da far quadrare. “Per mantenere la mia famiglia sono costretta a svolgere due lavori diversi – scrive – Non possiamo permetterci molto, i miei figli si sono abituati a chiedere di ogni cosa ‘quanto costa?’ e a stare attenti ai prezzi le rare volte in cui andiamo a mangiare fuori. E’ frustrante far parte di chi economicamente e socialmente vive peggio dei genitori e soprattutto che non ha speranza di miglioramento”. “Celiateasdeale” di master ne ha conclusi due, oltre ad un dottorato di ricerca: nella sua Sicilia svolge “2/3 lavori contemporaneamente per poter metter da parte il necessario per i tempi bui, quando, scaduto il contratto a progetto di turno, ci si ritrova zelantemente a fare la fila dietro la porta giusta per poter avere accesso a una nuova elemosina”.

Erika ha 29 anni, è laureata in scienze della comunicazione, con master, giornalista pubblicista. “Il post-laurea è stata – scrive – un’agonia durata anni, 3 ore di sonno a notte perché per vivere avevo bisogno di fare la cameriera prima, consegna pizza poi, commessa durante. E dopo tanti sacrifici? Un lavoro part time mal pagato come giornalista, addetto stampa e tuttofare al mattino e commessa al pomeriggio in un negozio di telefonia mobile”. Anche “andreandrich” è laureato e ha un master, col massimo dei voti. Lui è finito con un contratto a progetto in uno studio di architettura, “dopo mesi di lavoro gratis”. Per mantenersi, arrotonda facendo le pulizie la sera. Ma, avvisa, non arriva “neanche a mille euro”. “Giosiarabesque” lavora 12 ore al giorno, dalle 8 alle 12, facendo la spola tra due città: dal Sud si è trasferita al Nord per lavorare come docente e come insegnante di danza classica a moderna. Dopo un’esperienza di precariato nella pubblica amministrazione, per 600 euro al mese, la 29enne Ilaria, di Roma, ha messo in piedi un’associazione che si occupa di cultura ed arte: ma il massimo che guadagna è 700 euro al mese. E “anneaux” quasi invidia chi ha un secondo lavoro: “Mi spiegate come si possono fare? Sono una donna di 48 anni, vivo a Palermo. Come badante devo lavorare 24 ore su 24 per miseri € 500. Mi dite come faccio a fare un altro lavoro?”.

Fatica per arrivare a fine mese chi ha scelto di dedicare la propria vita alla ricerca, nelle nostre università. Come “Daliz”, un laureato, che, con il suo dottorato di ricerca, guadagna 800 euro: “Mi vien da ridere per non piangere. Questo Paese è andato a rotoli. Conviene andare a vendere granite in spiaggia subito dopo la terza media”. E c’è già chi pensa ad un’altra carriera, come il 27enne “robhalford”: “Ho 27 anni e ho iniziato un dottorato di ricerca in Chimica. Il mio futuro è circondato dalla nebbia più totale. Ma una cosa mi è chiara: piuttosto che stare a fare anni di stage non pagati o mal pagati come schiavetto, meglio trovare altre persone nelle mie stesse condizioni e cercare di intraprendere un’attività insieme, con tutti i rischi e la fatica che ci possono essere”. Un altro ad aver rinunciato alla ricerca è “microliberismo”: “Sono un ex ricercatore, ho rinunciato nel 2005 alla ricerca perché il lavoro era precario e mal pagato”. La soluzione, per molti, è quella di cercare all’estero ciò che l’Italia non offre più a molti. “Diletta77″ è un medico oncologo di 32 anni. Da due anni vive in Inghilterra, “con grande soddisfazione professionale ed affettiva”. “Voglio rispondere a chi dice che i ricercatori fuggono dall’Italia attratti ‘dal profumo dei soldì invece di aiutare il proprio paese – sottolinea Diletta – Questo non è affatto glamour, è una scelta obbligata. La ricerca è un meraviglioso strumento di progresso culturale, sociale ed economico. Chi fa ricerca non cerca soldi ma l’opportunità di lavorare con risultati e senza compromettere la propria realizzazione come mogli/mariti e madri/padri”. “Marceporta” si è trasferito con la fidanzata in Olanda: “Io e la mia ragazza guadagnavamo in Italia 2200 euro in due. Da un anno e mezzo viviamo in Olanda e guadagnamo 6000 euro. Abbiamo 31 anni e qui vediamo una prospettiva di vita che in Italia era una chimera! Mi chiedo quale futuro ci sia in un paese che ai suoi govani offre questo”. Anche “Fabriciosa” è fuggito all’estero, subito dopo la laurea in lingue. Ha aperto una sua azienda, a 25 anni di età, e ai “giovani milleuristi – plurilaureati con QI180″ dice: “Andatevene dall’Italia prima che sopprimano le vostre idee. Andate in un paese dove vi lascino sviluppare le vostre idee e non fermatevi in un posto repressivo perché non potrai mai fare carriera a causa dei matusa che ci governano. Portate fuori la vostra intelligenza perché fuori la potete sviluppare come volete e non come vi si impone. All’estero se sei una persona che vale farai strada. In Italia se sei un figlio di un operaio che vale, rimarrai il figlio di un operaio. Laureato”. “Bisognerebbe invitare ciascuno dei nostri politici a vivere in questi Paesi per rendersi conto che l’Italia é ben lontana da questi livelli di civilta”, propone Alessandro, che da 7 anni vive a Parigi.

Link al pezzo originale su Repubblica.it

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August 24th, 2009 at 3:42 pm

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Facebook assume (500 persone entro il 2009).

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Facebook ha intenzione di aumentare del 50% il numero dei suoi dipendenti nel corso del 2009. Lo ha affermato all’agenzia Bloomberg l’amministratore delegato della società, Mark Zuckerberg, sottolineando che “per noi ci sono state buone circostanze” e, rimarcando, che “nessuno sta assumendo”. Per il popolare social network, al momento, lavorano circa mille dipendenti e Zuckerberg ha spiegato che sta cercando di “mantenere a freno i costi con l’obiettivo di ottenere il prossimo anno un positivo flusso di cassa”. All’inizio dell’estate, MySpace, controllato da News Corp, aveva annunciato l’intenzione di tagliare il 30% di posti di lavoro negli Stati Uniti e due terzi della forza lavoro a livello internazionale. Faecbook conta 250 milioni di utenti.

Chissà se ora si decideranno ad aprire un ufficio italiano, o se continueranno a trattarci come utenti di serie B da “controllare” a distanza con i loro robot. (Bloomberg)

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August 24th, 2009 at 12:43 pm

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I monarchici e il pesto contaminato.

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Che c’entra l’Alternativa Monarchica (maiuscolo?) col pesto contaminato? La risposta è nel seguente comunicato stampa. Vero.

“Il Partito della Alternativa Monarchica comunica che, a seguito di quanto riscontrato personalmente dal Reggente del nostro Partito, Matteo Cornelius Sullivan, esiste in commercio del pesto contaminato. Il pesto contaminato è commercializzato dalla Chef menu Delikatessa GmbH Austria e prodotto presso gli stabilimenti di Sori – Genova in via Corsi, 73. Trattandosi della seconda volta in cui si trova una confezione di detto pesto alla genovese contaminato da fibre di plastica (sottili fili di plastica trasparente), si ritiene che ciò non sia un caso e, come constatato in precedenti esperienze, si ritiene inutile segnalare alle inette e preposte istituzioni repubblicane quanto in oggetto. Si invitano pertanto i cittadini alla difesa fai da te, ovvero a diffondere l’allarme atto al non acquisto di prodotti della sopra indicata fabbrica. Non basta il fatto che il prezzo del cibo è schizzato alle stelle, nonostante la crisi economica, ma ora non si potrà neppure più dire che “in Italia si mangia bene”. Crolla così, in era repubblicana, l’ultimo mito del nostro Paese”. Firmato: Matteo Cornelius Sullivan (Reggente del Partito della Alternativa Monarchica)

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August 24th, 2009 at 12:09 am