Archive for September 9th, 2009
Milano/Conto record da 7mila euro per tre giapponesi.
Settemila e 265 euro: è il conto-record pagato in un locale notturno milanese, il Pussy Cat, da un turista, che si è rivolto alla sede di Tokyo dell’Agenzia italiana per il turismo, l’Enit. La somma, che è stata richiesta da un night club nella zona di via Gonzaga, è stata suddivisa in due scontrini: uno pari a 6.765 euro, l’altro di 500 euro. Del caso si sta occupando l’associazione per la difesa dei consumatori, Adoc, che ha ricevuto dall’Enit, lo scorso 2 settembre, tutta la documentazione, e per questo assisterà legalmente il giapponese. Quella che per l’associazione dei consumatori sarebbe l’ennesima truffa a danno di ignari turisti, risale allo scorso mese di dicembre, ma viene denunciata soltanto adesso grazie anche alla vasta eco che hanno avuto in Giappone altri casi analoghi, occorsi a Roma. In un primo momento, il turista, che era in compagnia di due colleghi, aveva pensato che il conto fosse pari a 80.000 yen (circa 600 euro). Soltanto dopo alcuni mesi, si è reso conto di aver pagato dieci volte tanto. Quando poi, lo scorso mese di luglio, ha letto sui giornali giapponesi dei turisti nipponici truffati in un noto ristorante del centro storico di Roma, ha pensato di andare fino in fondo. E ha così scritto una lettera all’Enit, in cui denuncia tutto l’accaduto. “La sera dell’11 dicembre – spiega il signor K., il titolare della carta di credito sulla quale è stata addebitata la somma – insieme a due colleghi, siamo entrati nel nightclub. Erano circa le 22. Non c’era quasi nessuno, e così ci siamo messi a nostro agio e abbiamo bevuto con calma”. Sicuramente hanno alzato un po’ troppo il gomito, particolare che viene ammesso nella stessa lettera. “Per il conto, ho chiesto al capo del locale – continua la missiva – e mi è stato chiesto di firmare e inserire il numero di sicurezza. Ci hanno fatto due scontrini, e, non sapendo bene il motivo, ho pensato che forse la prima transazione era andata a vuoto”. Quanto alla cifra record, dice: “Ho fatto male a non controllare il conto, ma senza pensare che veramente fosse da 800.000 yen, ho pensato che fosse pari a 80.000 yen”. Qualche giorno dopo, il giapponese si trasferisce a Torino, ma non riesce a pagare con la carta di credito: aveva superato il limite mensile di spesa. “Ma siccome a volte succede – spiega ancora – sono tornato in Giappone, senza pensare di fare un controllo”. Solo a gennaio, gli viene comunicato l’importo addebitato sulla carta: “Ho chiamato diverse volte quel locale, ma non sono mai riuscito a collegarmi”. La lettera girata all’Enit si conclude con una richiesta di aiuto e con una certezza: “Vi prego di fare qualcosa. Attualmente non ho intenzione di tornare a Milano”. Al giapponese che ha pagato il conto, l’Adoc ha suggerito di “descrivere i fatti in una denuncia, e di inoltrarla, tramite l’autorità consolare in Giappone, alla Procura della Repubblica di Milano”. “Siamo davanti ad un fatto grave – sottolinea Carlo Pileri, presidente dell’associazione – perché è assurdo che ci si approfitti di persone che non parlano la nostra lingua, e che hanno difficoltà a calcolare l’ammontare degli scontrini. Persone che, va detto, aiutano la nostra economia, visitando l’Italia. Purtroppo si tratta di errori che possono occorrere ovunque, anche nei taxi. Per questo bisogna puntare a sottoscrivere accordi con i ministeri e le associazioni di categoria”. E il caso è tutt’altro che isolato: “Dopo la vicenda dei giapponesi truffati a Roma, abbiamo attivato uno sportello dedicato ai turisti, in diverse lingue, e abbiamo ricevuto decine di segnalazioni analoghe. Per questo abbiamo dovuto creare un pool di avvocati, che si occupa specificatamente dell’assistenza legale per questo genere di truffe”.
Metro B, da ottobre a Roma convogli con aria condizionata.
“Dalla fine di ottobre cominceranno ad arrivare i nuovi treni moderni e con l’aria condizionata per la linea metropolitana B”. Lo ha fatto sapere l’assessore capitolino ai Trasporti, a Roma, Sergio Marchi, a margine della conferenza di presentazione dei lavori di restauro del nodo Termini. Marchi ha precisato che si tratta di 8 nuovi treni forniti dalla Caf. “Ne sara’ consegnato uno al mese”, ha concluso.
8 settembre, striscione di Militia contro Alemanno.
“8 settembre: un porco per i compagni, un traditore per i fascisti. Alemanno lurido infame”. E’ quanto recita uno striscione grande circa sei e firmato Militia, trovato stamattina sotto al cavalcavia di Batteria omentana. Sul posto i carabinieri della compagnia Parioli.
La risposta del sindaco: “Ieri erano scritte da sinistra, oggi di estrema destra, sono scritte di minoranze che non devono andare ad inquinare la vita ed il dibattito pubblico della nostra citta. Dobbiamo fare in modo che tutte le forze politiche acquisiscano quella consapevolezza per cui isolando violenti ed intolleranti si puo’ costruire un grande confronto, una grande dialettica anche aspra, ma che si ritrova sempre nel rispetto reciproco e nel rispetto dei valori della nostra nazione”.
Militia Christi vola su Lecco, e 30 indagati per commenti contro Beppino Englaro.
Il Movimento Politico Cattolico “Militia Christi” ha annunciato, ieri sera, che oggi farà volare su Lecco un aereo da turismo, dalle 13 13.45. L’aereo mostrerà uno striscione che recita: “Onore ad Eluana,vittima dell’eutanasia. Militia Christi”. “L’ iniziativa, oltre a ricordare la povera Eluana, vuole anche essere un mezzo per chiedere con forza, nell’ormai imminente dibattito alla Camera sul fine vita – spiega un comunicato stampa – che la futura legge assicuri senza ambiguità il dovere di fornire idratazione, alimentazione e cure ordinarie a chiunque, inqualsiasi situazione si trovi, sempre e comunque”.
E, intanto, stanno dando i primi frutti, le denunce presentate da Beppino Englaro alla magistratura lo scorso 9 febbraio. Il papà di Eluana aveva chiesto l’intervento dei magistrati, dopo aver scoperto sul web una serie di commenti insultanti, molti dei quali pubblicati in forma anonima. Adesso arriva la notizia che la polizia postale ha rintracciato, in tempi record, una trentina di persone, tutte indagate per diffamazione. Sotto accusa sono finiti mezza dozzina tra siti internet e blog. ”In sede penale – spiega il legale della famiglia Englaro – abbiamo ridotto a un solo esposto, presentato da Beppino e predisposto dal nostro studio, riducendo proprio all’osso tutto quanto detto e scritto in questa vicenda. In fase civile, invece, sempre per le parole pronunciate da molti, perchè ognuno in questi mesi ha detto la sua, non abbiamo ancora compiuto alcun passo. Casomai valuteremo cosa fare, perchè anche in questo caso alcune affermazioni possono rivestire un profilo diffamatorio”. Se quella di Beppino è una querela unica, altre otto, invece, sono state presentate da Amato De Monte, il primario udinese di rianimazione, guida dell’associazione Per Eluana che ha seguito la donna nel suo ultimo viaggio. A differenza di Beppino, il medico ha presentato querele per diffamazione, ed eventuale calunnia, per parole scritte e affermazioni su internet. Da quanto appreso, tra le trentina di responsabili di siti e blog ci sono anche esponenti del mondo cattolico. Alcuni siti finiti nel mirino della magistratura: “Ultimenotizie.tv”, il forum di “Panorama.it”, “Quotidiano.net”, “Myblog”, “Cattolicesimo.ue”, “Culturacattolica.it” e “Azioneetradizione.it”.
Obama agli studenti: attenti a quello che postate su Facebook.
Il presidente Usa Barack Obama ha incontrato, ieri, gli studenti della “Wakefield High School”, ad Arlington in Virginia. Dopo aver tenuto un discorso, ha risposto alle loro domande. Parlando, tra le altre cose, di Facebook. Rispondendo ad un quattordicenne, che gli chiedeva consiglio su come poter diventare presidente degli Stati Uniti, Obama ha risposto facendo riferimento al popolare social network: “Permettimi di darti qualche dritta pratica. Prima di tutto, vorrei che tutti faceste attenzione a quello che pubblicate su Facebook, perché nell’era di YouTube qualunque cosa voi facciate potrà essere ri-tirata fuori più avanti nella vostra vita”. E, ancora: “Quando si è giovani si commettono degli errori e si fanno cose stupide. Ho sentito di molte persone che pubblicano i fatti loro su Facebook e poi fanno domanda per un lavoro e qualcuno va a fare una ricerca su di loro”. Obama ha quindi fatto riferimento agli “errori” che ha commesso quando andava a scuola, ma non è entrato nei dettagli.
Un’indagine condotta a giugno da careerbuilder.com ha fatto emergere che il 45% dei datori di lavoro usa i siti di social network per cercare i candidati per un impiego e che Facebook, con 250 milioni di utenti in tutto il mondo, è il sito prescelto. Circa il 35% dei datori di lavoro intervistati aveva detto di aver trovato informazioni su questi siti che li avevano spinti a respingere alcune candidature, come fotografie inappropriate, informazioni sul consumo di alcol e droga dei candidati o cattive impressioni dei precedenti datori di lavoro, colleghi o clienti.





