Appunti e spunti

Il blog di Marco Pasqua

Archive for February 10th, 2010

Carnevale con Mussolini e Hitler, ancora polemiche.

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“Malgrado le smentite del sindaco, le maschere di Hitler, Mussolini, Eva Braun e Clara Petacci sfileranno comunque per le vie del nostro territorio”. A pochi giorni dalla polemica che ha accompagnato la notizia di una sfilata con le riproduzioni dei volti del Duce e del Führer, la presidente del IX Municipio, Susi Fantino, denuncia che l’evento si svolgerà, come da programma, il 14 febbraio. E questo nonostante il sindaco, lo scorso 4 febbraio, si fosse espresso in maniera netta: “Ritengo sia di pessimo gusto per una manifestazione gioiosa come il carnevale l’utilizzo di maschere che rievocano personaggi che ricordano momenti tragici della Storia nazionale e internazionale. Ho dato disposizione agli uffici per proibire l’esibizione di queste maschere di cattivo gusto”.

La Fantino, che per prima aveva segnalato l’invio di materiale pubblicitario sulla sfilata a tutte le scuole del Municipio, riferisce di aver ricevuto ieri una richiesta ufficiale di parere da parte del gabinetto del sindaco. Una richiesta di occupazione di suolo pubblico per domenica 14 febbraio, che conferma in pieno la stessa manifestazione “Carnevale in love”. L’evento, rivela la Fantino, è stato finanziato dal Comune con 225mila euro, “regalati all’associazione Arte musica e spettacolo” per la sua organizzazione. Somma contestata dalla presidente, che evidenzia come i “municipi, senza fondi”, siano “in esercizio provvisorio, con gravi difficoltà nel garantire ai propri cittadini i servizi essenziali”. Alla richiesta avanzata del Comune, il municipio ha già dato “parere negativo”. “Ma questo non è vincolante – sottolinea la Fantino – e, come già avvenne con un evento analogo, organizzato l’anno scorso dalla stessa associazione insieme a Franco Califano, il Comune può concedere l’occupazione di suolo pubblico”. Tre i luoghi previsti, dove ci saranno installazioni, sfilate e palchi: Villa lazzaroni, largo Tacchi Venturi, largo Colli Albani. Il tutto animato da personaggi del mondo dello spettacolo, in maschera e non. A cominciare dalla madrina, Carmen Russo.

Immediate le reazioni dal mondo politico, a cominciare dall’assessore regionale alla Cultura, Giulia Rodano, che critica “la politica culturale del sindaco”. “Il Comune di Roma ha erogato 225mila euro a un’associazione per la realizzazione di una sfilata di carnevale ispirata alle vite dei peggiori dittatori che l’Europa abbia conosciuto. E’ a dir poco inaccettabile che la Giunta di Alemanno voglia anche sdoganare le pagine peggiori della storia di Roma, promuovendo un’immagine pericolosamente giocosa e intimista delle vite di Hitler e Mussolini, che non possono mai, in nessun modo essere scisse dai drammi che hanno causato a migliaia di famiglie della nostra città”. Per il gruppo capitolino del Pd parla Massimiliano Valeriani, consigliere comunale, secondo il quale la manifestazione “smaschera il sindaco di Roma. Ancora una volta Alemanno, dunque, racconta bugie e agisce seguendo il solito cliché. Prima ha preso le distanze dal fatto, poi ha assicurato pubblicamente che l’iniziativa non si sarebbe svolta e alla fine scopriamo che tutto è rimasto come prima. Quindi o le parole del sindaco non contano nulla, oppure Alemanno mente sapendo di mentire anche a Carnevale”.

Chiedono “spiegazioni” ufficiali anche il consigliere provinciale e segretario di zona del Pd, Massimiliano Massimiliani e il vicepresidente del Municipio Roma IX, Gianluca Menghi: “Quello che sta succedendo è l’ennesimo atto di forza e di arroganza da parte dell’amministrazione centrale ai danni di un municipio governato dal centro sinistra. Alemanno soffoca completamente l’autonomia dei municipi, tagliando drasticamente le voci dei bilanci municipali da destinare alla cultura salvo far planare dall’alto manifestazioni di questo tipo, senza nessun fondamento culturale e mai come in questo caso ingiuriose verso la cultura di un Paese che non trova nulla di comico e carnevalesco nelle maschere di due dittatori che hanno mostrato il volto più crudele dell’umanità”. Per il consigliere regionale del Pd, Giovanni Carapella, “la sfilata nazi-fascista, a spese della comunità”, è una “‘carnevalata’ sguaiata, offensiva, che ben rappresenta gli spiriti e gli intenti di chi oggi si sente legittimato a disporre della città e dei suoi spazi per fare propaganda di ideologie che si sono rese responsabili di avvenimenti fra i più ignominiosi e funesti del nostro passato”. “Polemiche infondate”, sottolinea l’ufficio stampa del Comune, precisando che il finanziamento comunale “ammonta a 100mila euro iva compresa”. Dal Campidoglio viene fatto notare che “gli uffici competenti hanno ricevuto da parte dell’Associazione organizzatrice un documento, protocollo 8718, con il quale gli organizzatori, scusandosi per le polemiche suscitate, confermano il ritiro di queste maschere dalla sfilata”. “Inoltre, con protocollo 8779, il Gabinetto del Sindaco, nel concedere l’autorizzazione alla manifestazione nel suo complesso, ha evidenziato la seguente prescrizione: “Si rappresenta agli organizzatori che non dovranno essere utilizzate maschere di natura e/o riferimento politico e comunque tali da risultare offensive per la sensibilità pubblica, quali ad esempio Adolf Hitler e Eva Braun, Benito Mussolini e Claretta Petacci’”, conclude la nota del Campidoglio. La presidente del Municipio, però, controreplica: “Nella richiesta di occupazione di suolo pubblico, che ci è arrivata ieri, si parla ancora dello stesso progetto, e vengono citate le maschere di Hitler e Mussolini”. “In ogni caso il nostro parere negativo rispetto a questo evento non cambia – dice la Fantino – perché siamo stati informati tardivamente. I 100mila euro di finanziamento, comunque, restano una cifra spropositata”.

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February 10th, 2010 at 9:10 pm

Un altro vescovo: “No alla comunione ai gay”.

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Niente comunione ai “gay conclamati”, perché “l’omosessualità è un disordine” e i precetti della Chiesa non devono essere contraddetti. Per monsignor Simone Scatizzi, vescovo emerito di Pistoia, i preti dovrebbero rifiutarsi di somministrare la comunione ai gay. Parlando oggi con il sito religioso Pontifex, a proposito degli omosessuali “che proclamano la loro condizione e la praticano”, l’esponente cattolico sostiene: “Il principio generale é che la conclamata e ostentata omosessualità é un peccato che esclude la comunione”. Le parole del vescovo fanno il giro del web, suscitando reazioni e sdegno da parte della comunità GLBT, che già aveva registrato, lo scorso 25 gennaio, un’analoga presa di posizione. Parlando con lo stesso sito, infatti, il vescovo emerito di Grosseto, monsignor Giacomo Babini, era stato ancora più esplicito, arrivando anche a chiamare in causa il governatore della Puglia, Nichi Vendola: “La pratica conclamata della omosessualità é un peccato gravissimo, costituisce uno scandalo e bisogna negare la comunione a tutti coloro che la professino, senza alcuna remora, proprio in quanto pastori di anime. Io non darei mai la comunione ad uno come Vendola”. L’ultima presa di posizione, in ordine di tempo, è del 79enne Scatizzi, già protagonista, nel 2005, di un’aspra polemica contro i gay, “colpevoli”, a suo dire, della “crisi della virilità”. “L’omosessualità in quanto tale é un disordine. E su questo non ci sta discussione”, afferma categorico il religioso, salvo poi concedere che “con gli omosessuali é necessario usare delicatezza e misericordia e alla fine il giudice ultimo é Dio, pertanto sulla Terra nessuno é autorizzato ad emettere sentenze”. Il vescovo emerito di Lucera-Troia, monsignor Francesco Zerrillo, sembra andare oltre, arrivando a criticare persino le leggi contro l’omofobia. “Io non le ritengo giuste – ha tuonato il porporato, parlando il 2 febbraio con lo stesso sito – in quanto non é mai assimilabile, dunque omologabile, ciò che é la normalità, ovvero la famiglia eterosessuale fondata da uomo e donna e quella omosessuale che famiglia non é, per la semplicissima ragione che non é in grado di ottemperare alla riproduzione. L’atto sessuale é volto a questo e non alla ricerca di lussuria”. Secondo Zerrillo bisognerebbe invitare il gay credente a non chiedere la comunione, “per non alimentare lo scandalo”: “Se davanti a me, specie in un centro piccolo in cui tutti sanno tutto di tutto, il dare la comunione ad una persona del genere può causare scandalo é quindi meglio non darla . Sarebbe saggio generalmente prevenire queste cose o al massimo amministrarla e poi dirgli amico non provarci più, per scongiurare uno scandalo ancora maggiore”. Aveva parlato invece di “pratica aberrante” il collega emerito di Grosseto, monsignor Giacomo Babini: “Mi fa ribrezzo parlare di queste cose e trovo la pratica omosessuale aberrante, come la legge sulla omofobia che di fatto incoraggia questo vizio contro natura. I vescovi e i pastori devono parlare chiaro, guai al padre che non corregge suo figlio. Penso che dare le case agli omosessuali, come avvenuto a Venezia, sia uno scandalo, e colui che apertamente rivendica questa sua condizione dà un cattivo esempio e scandalizza”. Cosa dovrebbero fare i gay? “Pentirsi di questo orribile difetto”, l’invito di Babini. Durissimi i commenti degli utenti in calce a queste interviste, fatte circolare in maniera virale su Facebook, i forum e i blog. “Una persona non può e non dovrà mai vergognarsi di quello che è. Dio ama tutti indistintamente e lei predica odio, incita le masse ignoranti alla violenza e contribuisce a rendere l’Italia un paese razzista, omofobo, antisemita”, scrive un utente, mentre un altro aggiunge: “La chiesa dovrebbe essere simbolo di pace e non di intolleranza, lasci l’anello che porta con tanta prosopopea e riprenda in mano il Vangelo. Volgete lo sguardo alle mele marce che ci sono tra di voi (preti pedofili, ecc.) e non prendetevela con chi, realmente, è capace di amare”. “Vi rendete conto, signori, che voi stessi avete detto che Dio è amore? gli omosessuali non hanno bisogno di misericordia o di perdono, vi prego. Ora è veramente troppo”, scrive l’utente “frangisca” commentando le parole di Scatizzi. Il quale sembra avere solo un consiglio per gli omosessuali: “Sarebbe opportuno che i gay si lasciassero portare sulla via della guarigione e della conversione”. Interviene il presidente dell’Arcigay”Ormai la strategia offensiva e discriminatoria del Vaticano è chiara: fare dire delle cose orribili a vescovi in pensione sul sito Pontifex, emanazione dei lefebvriani, per attaccare la dignità delle persone omosessuali”.

Link al pezzo originale su Repubblica.it

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February 10th, 2010 at 3:58 pm