Appunti e spunti

Il blog di Marco Pasqua

Preso ladro delle Pietre d’inciampo, abitava di fronte a luogo furto.

E’ stato individuato dai carabinieri della stazione Roma Piazza Farnese – presso i quali era stata presentata denuncia – l’autore del furto delle tre pietre della memoria, dedicate alle sorelle Graziella, Letizia ed Elvira Spizzichino, rubate lo scorso 12 gennaio in via S.Maria in Monicelli 67. E proprio a questo civico, vivrebbe il responsabile di questo gesto, che oltraggia la memoria delle vittime della Shoah. Secondo quanto si è appreso, l’uomo, un 41enne, si è giustificato dicendo che il suo non voleva essere un gesto antisemita, ma dettato da motivi estetici perché le targhe davanti al portone avrebbero “reso quel posto simile ad un cimitero”. L’uomo ha anche detto che scriverà una lettera di scuse alla Comunità ebraica e al Comune. La sua posizione è al vaglio dei militari.

Gianni Alemanno si è immediatamente congratulato con i carabinieri “per le indagini che hanno permesso di identificare l’autore del furto oltraggioso delle tre pietre della memoria. Apprendo con soddisfazione che non è stato un gesto antisemita, anche se ci tengo a precisare che a Roma non sono tollerati atti di questo tipo. Senza memoria del passato non c’è futuro. Come sindaco ho il dovere di lavorare quotidianamente affinché in questa città crescano, attraverso il dialogo e la conoscenza reciproca, la tolleranza, il rispetto e il senso di una comune appartenenza. L’Amministrazione capitolina si rende disponibile a ricevere in Campidoglio l’autore del gesto e i familiari per suggellare le scuse ufficiali”.

“Valuteremo la lettera di scuse che ha detto di volere inviare alla comunità ebraica. E spetterà ai familiari delle persone oggetto di questo atto vandalico stabilire se accettarle e con quali modalità. Ma mi permetto di suggerire questo personaggio che forse, prima di chiedere scusa alla comunità ebraica, chieda scusa alla città intera. Mai come in questo caso Roma si è sentita offesa per un gesto ignobile”. Lo ha detto il presidente della Comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici. “Questa vicenda – aggiunge – non è una partita tra la comunità ebraica e ignoti vandali, ma un fatto che offende la memoria collettiva” e sottolinea: “Esiste un clima non facile. La rete è piena di mondezza e istiga all’odio. Nuovamente anch’io sono stato oggetto di minacce da alcuni siti, pochi giorni fa è toccato allo scomparso Saviotti e al magistrato Corasaniti. La nostra pazienza si è esaurita. Non accetteremo ulteriori provocazioni. Vigileremo, e non reciteremo, come alcuni dicono, il ruolo delle vittime. Non amiamo piangere: ma il passaggio dalle parole, dalle battute infelici, alle stragi come quella che abbiamo a Firenze è purtroppo facile. C’è gente che vive nella cultura odio. Saremo pronti a difenderci nelle sedi legali opportune, chi si macchierà di altri gesti deprecabili dovrà risponderne nelle aule. E noi siamo convinti che in quelle sedi non saremo soli”. Pacifici coglie l’occasione per ringraziare i carabinieri “che hanno portato avanti indagine con estrema velocità e impegno e per la celerità della risoluzione del caso» e “le istituzioni pubbliche che si sono mobilitate”, dal sindaco Gianni Alemanno, al presidente della Provincia Nicola Zingaretti, a quello della Regione Renata Polverini e a quello del municipio Orlando Corsetti. “Rimane l’amarezza per un gesto incredibile – conclude Pacifici – di cui cercheremo di capire. Mi sembra bizzarra la motivazione che ha inizialmente dato. Speriamo di capire cosa lo ha spinto a fare questo dalla sua lettera”.

(Omniroma)

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Written by admin

January 17th, 2012 at 6:12 pm

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