Su di me.
Marco Pasqua è un giornalista – in his mid-thirties (fa più figo) - naturalizzato romano ma nato in Germania.
Fondamentalmente un rompipalle. Molto dipende dalle condizioni meteo e dalla situazione del conto corrente. Eventualmente anche dalla lettura dei quotidiani e dallo sciopero dei mezzi.
Laureato all’American University of Rome, dopo aver capito come funzionava questo pazzo mondo (del giornalismo) nell’ormai defunto “Ultime Notizie” (grafica insuperabile), ho iniziato a scrivere nel 1999 per la cronaca romana de “Il Tempo” (in un anno e mezzo, circa 1500 articoli pubblicati). Successivamente ho iniziato il mio praticantato a “Il Velino“, dove ho curato un notiziario settimanale di Ambiente e uno di Salute. Dal 2003 lavoro nell’agenzia di stampa Omniroma – la prima, in Italia, ad avere un focus locale – dove sono il caporedattore. Inviato all’estero al seguito di Walter Veltroni pre-segreteria-Pd (dal 2004 alla fine del 2007).
Collaboro dal 2007 con Repubblica.it. Mi occupo, tra le altre cose, di antisemitismo, negazionismo, xenofobia e omofobia, e monitoro i deliri di neofascisti e neonazisti sul web e nelle vita reale. Ho scritto anche di esteri e tecnologia.
Freelancer wherever there’s someone curious about curiosities. Ho firmato incursioni su Vanity Fair e Panorama. Scrivo in italiano, ma parlo anche inglese e tedesco. A volte, però, gli italiani non li capisco proprio.
Nel 2009, ho pubblicato due pezzi sul Financial Times, insieme al corrispondente da Roma del prestigioso quotidiano finanziario, Guy Dinmore. Col primo, pubblicato sul sito web e sull’edizione cartacea, alla fine di marzo, abbiamo anticipato integralmente la bozza finale della risoluzione che si sarebbe firmata a Londra, dai grandi del mondo, durante il G20. Con il secondo abbiamo svelato come l’Italia “spiasse” i lavori del G8, a l’Aquila, all’insaputa degli altri leader. Quest’ultimo (uscito su web e cartaceo) è stato ripreso da tutti i grandi quotidiani del mondo, dal Daily Mail a El Mundo.
Appassionato di web, esterofilo (con moderazione), facebookista e altri -isti analoghi. Navigo nel virtuale tra una puntatina e l’altra nel reale. Però non so nuotare. Ho aperto un blog perché passata la moda dei blog penso sia giusto riproporla. Come si sta facendo con le Converse.
Se sei arrivato fino a qui vuol dire che ci tenevi molto.





