Archive for the ‘Esteri’ Category
Australia, patria del peccato. Italiani pigri e avari.
Quando si tratta di commettere peccati, i campioni del mondo sono gli australiani. Almeno stando ad una singolare e controversa classifica, stilata da una rivista britannica, sulla base di un’analisi dei sette vizi capitali commessi in 35 nazioni. Gli australiani si sono aggiudicati il primo posto. L’Italia non rientra nella top ten e si piazza al ventunesimo posto. Ma il nostro Paese riesce a conquistarsi un discreto piazzamento per quanto riguarda l’avarizia (siamo i quinti al mondo) e l’accidia (decima posizione).
La mappa globale del vizio, che compare sul numero di febbraio della rivista scientifica della BBC, “Focus”, è stata ottenuta analizzando alcune statistiche ufficiali relative ai comportamenti dei cittadini. Così, per determinare l’ira, i ricercatori hanno esaminato i livelli di crimine violento, raffrontando i dati sulle aggressioni, gli stupri e gli omicidi ogni mille abitanti. E se per la superbia si è considerato il tasso degli interventi di chirurgia plastica pro capite, oltre alla considerazione che si ha del proprio Paese, per la gola è stata analizzata la spesa annuale pro capite su cibi ricchi di calorie (come gli hamburger). La lussuria è stata calcolata partendo da quanto viene speso da ogni persona per il porno, mentre un indicatore di accidia è il numero di giorni di riposo retribuito a disposizione dei lavoratori in ognuna delle 35 nazioni analizzate. Infine, gli ultimi due peccati: l’invidia (qui si sono combinati i dati sui furti d’auto e rapine, visto che il peccato in questione porta a desiderare i beni altrui) e l’avarizia (quella di una nazione si calcola sulla base di quante persone vivono con un reddito inferiore del 50% rispetto al valore medio: se questo numero è alto, viene fatto notare, “molti vivono in povertà a vantaggio dei ricchi avari”). Per ogni peccato sono stati assegnati 10 punti alle nazioni col punteggio più alto, e poi via via valori decrescenti a seconda della loro posizione in classifica. Partendo da questi calcoli, che sono già stati criticati da esponenti politici e studiosi australiani, presumibilmente infastiditi da questi risultati, si è arrivati a stilare la top ten del peccato. A livello di classifica generale, dopo gli australiani (primi con 46 punti), ci sono gli americani, i canadesi, finlandesi, spagnoli, britannici, i giapponesi, i sudcoreani, mentre messicani e i sudafricani hanno lo stesso punteggio (12). Ma sono i primati individuali, nei singoli vizi, a riservare sorprese e conferme, almeno stando alle percezioni dell’immaginario collettivo. I più lussuriosi al mondo sarebbero i sudcoreani, mentre i più avari dovrebbero essere i messicani; i cittadini del Sud Africa sono campioni d’ira. E se gli americani sono in assoluto i più golosi, gli islandesi si aggiudicano ben due primi posti: per l’accidia e la superbia. Ultima nazione in classifica Taiwan, che dunque sarebbe la più virtuosa: l’unico suo piazzamento è un ottavo posto per la lussuria. La rivista, partendo dalla tesi secondo la quale la natura ha “programmato” l’uomo per essere peccatore, analizza il cervello e la correlazione con i vizi capitali di determinate sezioni, responsabili del nostro comportamento. Ma c’è chi osserva che questa mappa è poco attendibile. E’ il caso di un professore universitario australiano: “Risultati e criteri usati per stilare questa classifica sono discutibili”, ha detto Chilla Bulbeck. Piccata la portavoce del primo ministro australiano, che pare non aver apprezzato la medaglia d’oro come nazione peccatrice.
Link al pezzo originale su Repubblica.it
In hotel arrivano gli scaldaletto umani.

Infilarsi in un letto caldo non è soltanto piacevole, ma, secondo gli psicologi, può anche facilitare un sonno riposante. Così, per offrire ai propri ospiti un soggiorno il più rilassante possibile, una grande catena di hotel del Regno Unito ha deciso di assumere degli speciali scaldaletto umani. Uomini e donne con il compito di infilarsi nel letto dei clienti, prima che questi siano pronti per andare a dormire. Quello che per adesso sarà soltanto un esperimento, il primo a livello mondiale, è già partito in due hotel di Londra e in uno di Manchester. Un modo per far fronte all’ondata di maltempo che sta interessando il Regno Unito. Il progetto è stato curato d’intesa con un esperto in materia, lo psicologo Chris Idzikowski, direttore di uno speciale centro che cura i disturbi del sonno, a Edimburgo. Secondo Idzikowski, il modo migliore per iniziare una notte di sonno è quello di sdraiarsi in un letto caldo: “La temperatura ottimale è di 20-24 gradi centigradi”. Forse preoccupati dagli incidenti che possono essere provocati dai tradizionali scaldaletto elettrici (in primis gli incendi domestici) i responsabili dell’Holiday Inn hanno deciso di formare una vera e propria squadra di “riscaldatori” umani. Il personale preposto indosserà anche una speciale tuta termica bianca, che coprirà tutto il loro corpo, e dovrebbe garantire un riscaldamento più rapido del letto (sono state concepite per massimizzare l’effetto calore). Le “sedute” durano circa cinque minuti e, secondo quanto spiega la direzione delle strutture, sono tutte incluse nel prezzo del pernottamento.

Tre gli hotel nei quali si potrà contare su questo speciale servizio: l’Holiday Inn London Kensington Forum, l’Holiday Inn Kingston South e l’Holiday Inn Manchester Central Park. Le prenotazioni sono partite oggi anche se, per adesso, gli scaldaletto umani operano soltanto tra le 21 e le 23, fino al 25 gennaio. Sulla base del riscontro da parte dei clienti, e nell’ipotesi in cui il maltempo dovesse proseguire, si deciderà se e come prolungarlo.
“Questo servizio – sottolinea l’esperto del sonno – dovrebbe aiutare gli ospiti a dormire meglio. Il corpo umano impiega molto più tempo a riscaldarsi, soprattutto quando si proviene da un ambiente nel quale ha nevicato”. “La gente vuole lasciarsi alle spalle il freddo – dichiara una portavoce della catena alberghiera – per infilarsi in un letto caldo. Questi scaldaletto umani sono paragonabili a un’enorme bottiglia d’acqua bollente piazzata sotto le coperte”. Non trattandosi in alcun modo di un servizio erotico, la portavoce puntualizza: “Usciranno dal letto prima che voi vi infiliate sotto le coperte”. Quanto alla possibilità che gli scaldaletto possano varcare i confini britannici, “mai dire mai – dice a Repubblica.it l’ufficio stampa – se anche l’Italia dovesse essere investita da un’ondata di maltempo, e se questo servizio dovesse essere apprezzato dalla clientela, potrebbe essere adottato dagli hotel italiani”.
Link al pezzo originale pubblicato su Repubblica.it
Due sudcoreani i campioni del mondo di sms.
Sono due sud-coreani di 17 e 18 anni i nuovi campioni del mondo di scrittura di sms. Bae Yeong Ho e Ha Mok Min hanno stracciato la concorrenza, digitando 120 parole in due minuti e 26 secondi. La formazione sudcoreana ha battuto altre 12 squadre, provenienti da 13 Paesi, nell’ambito della speciale coppa del mondo sponsorizzata da una marca di telefoni cellulari. Nessun italiano ha partecipato alla competizione, che si è tenuta a New York. La terza edizione della LG Mobile World Cup è partita lo scorso mese di maggio con le qualificazioni che, mese dopo mese, hanno individuato i vari campioni nazionali della specialità. In tutto, duecentomila partecipanti: alla fine sono rimasti 26 “pollici sprint”, suddivisi in 13 squadre. Dall’America alla Corea, passando per Canada, Indonesia, Portogallo, Brasile, Russia, Sud Africa, Messico, Argentina, Spagna, Australia e Nuova Zelanda. L’ultimo appuntamento per gli “smessaggiatori” è stato giovedì, nella Gotham Hall. Cinque i round nei quali si è articolata la competizione, nel corso del quale sono stati testati la velocità, ma anche l’accuratezza dei messaggi scritti. Le migliori sei squadre sono quindi arrivate in finale, nel corso della quale l’obiettivo era quello di digitare il più velocemente possibile un testo di 120 parole, ciascuno nella propria lingua madre, e facendo attenzione a rispettare le punteggiature, oltre alle lettere maiuscole e minuscole. Tassativamente vietate le abbreviazioni, che sembrano andare tanto di moda quando si inviano sms. I cellulari utilizzati, ovviamente della marca che sponsorizzava l’evento, erano due: uno con una tastiera numerica, l’altro con una Qwerty. In tutto, un’ora di gara, con qualche sporadica pausa concessa ai pollici dei concorrenti, di età compresa tra i 14 e i 28 anni. A complicare il tutto, alcuni errori voluti nel testo da copiare: ai concorrenti il compito di correggerli man mano che lo riportavano sui loro cellulari. Alla fine, l’hanno spuntata i sud-coreani, che si sono portati a casa il premio da 100mila dollari. Al secondo posto, distanziati di 22 secondi, gli americani, cui sono andati 20mila dollari: la 16enne Kate Moore – che si vanta di spedire 12mila sms al mese, alla velocità di 3,5 caratteri al secondo – e Morgan Dynda, 14enne della Georgia. Terzi classificati gli argentini (premiati con 10mila dollari), seguiti dai brasiliani. Bae Yeong Ho, che è già stato incoronato campione nazionale per gli anni 2008 e 2009, ha intenzione di usare i soldi per studiare musica lirica e diventare un cantante d’opera. La sua compagna di squadra Ha, invece, vuole diventare ingegnere e userà la sua parte di premio per finanziarsi gli studi universitari. “Ogni singolo momento dei diversi round è stato molto intenso”, ha commentato il vincitore.
Nel corso del campionato del mondo, si è anche tenuta una gara per battere il record del mondo per l’invio più rapido di un singolo sms. L’impresa è riuscita, e Pedro Matias, 27enne del Portogallo, è entrato ufficialmente nel Guinness dei Primati per aver scritto un sms da 264 caratteri in un minuto e 59 secondi. Il precedente record del mondo era stato fissato nel 2005 da un finlandese che aveva impiegato 23 secondi in più. Secondo i dati resi noti dalla stessa LG, nel corso del 2009 sono stati inviati 2,5 trilioni di messaggi di testo (6,8 miliardi al giorno).
I lavori del futuro, dalla guida spaziale al creatore di parti umane.
Tempo vent’anni e le guide turistiche spaziali potrebbero diventare una realtà. Allo stesso modo, dei costruttori di auto volanti e dei creatori di parti di corpo umano, che potrebbero persino rendere possibile la sostituzione delle gambe “difettose” nei giocatori di calcio.
E’ il futuro del mondo del lavoro, secondo una ricerca voluta dal governo britannico, che ha permesso di stilare una lista di 20 nuove professioni. Un futuro neanche troppo remoto, visto che tutte queste nuove occupazioni potrebbero prendere piede già tra venti’anni, nel 2030. La ricerca, che è stata commissionata dal dipartimento per l’economia, l’innovazione e le abilità, anticipa anche un altro trend: nell’arco della loro carriera, i lavoratori potranno sperimentare in media dalle 8 alle 10 professioni, in cinque ambiti diversi.
Futurologi al servizio della medicina. Per stilare la lista dei lavori che verranno, la società “Fast Future” ha messo intorno ad un tavolo alcuni ” futurologi”, chiedendo loro, in prima istanza, di partire dall’analisi dei progressi in ambito scientifico e tecnologico, ma anche dalle previsioni dei mutamenti climatici. Alcuni degli sviluppi più interessanti sono stati individuati nel campo della medicina, visto che, secondo gli esperti, sarà possibile creare organi vivi ed arti, gestiti e realizzati dalla nuova figura professionale del “creatore di parti di corpo umano”.
I negozi di parti umane. Naturalmente, per favorire la commercializzazione delle parti umane, viene addirittura anticipata l’apertura di negozi appositi e persino di “centri per la riparazione” di quelle difettose. Rohit Talwar, dirigente della Fast Future, prevede la possibilità di dar vita a degli “arti di ricambio”, facendo notare anche l’utilità dell’operazione: “Se un calciatore viene 80 milioni, e due gambe di riserva costassero due milioni, la cosa sarebbe conveniente”. Per non parlare, poi, degli usi che si potrebbero fare in ambito militare sui soldati feriti.
Il “nanomedico” anti-cancro. Si affaccerà al mercato del lavoro anche la figura del “nanomedico”, che potrebbe occuparsi, tra le altre cose, di speciali dispositivi in grado di percorrere il corpo umano e distruggere le cellule cancerogene. La medicina saprà anche predire quando e se un arto potrebbe venire meno: “Per questo – suggerisce Talwar – si potrebbe sostituirlo in via preventiva, piuttosto che costringere il paziente a tre mesi di ricovero per guarire”. Un’altra figura medica sarà quella del “chirurgo della memoria”: come avviene per i computer, questi speciali dottori potranno intervenire chirurgicamente sui pazienti, per aumentare la loro memoria.
Il turismo spaziale. Progressi anche nello spazio: prospettive di lavoro si apriranno per guide turistiche, e non solo. “Con aziende già presenti nel mercato del turismo spaziale – nota la ricerca – si potrà aver bisogno di piloti e guide, ma anche architetti che dovranno costruire gli ambienti in cui vivranno e lavoreranno. Attualmente ci sono già dei progetti presso la University of Houston, per la realizzazione di mezzi per l’esplorazione spaziale e per una serra su Marte”.
I ladri di nuvole. Tante le possibilità legate all’ambiente, a cominciare dai poliziotti dei mutamenti climatici: speciali agenti che dovranno vigilare sugli eventuali comportamenti scorretti dei cittadini (già oggi vengono segnalati “furti di nubi” per dar vita ad acquazzoni). Per contenere gli effetti dei mutamenti climatici, inoltre, sarà importante formare ingegneri che non solo sapranno arrestarli, ma anche invertirli (viene suggerito che questi “potrebbero creare ombrelli giganti per deviare i raggi solari”).
L’agricoltore verticale. Altre professioni per le quali ci si potrà specializzare, includono quella di agricoltore verticale, specializzato in coltivazioni sui grattacieli; quella d esperto di quarantena, che dovrà agire nel caso di diffusione di virus mortali tra le popolazioni; il consulente per il benessere della terza età; il gestore di insegnanti virtuali, che sostituirà quelli in carne ed ossa con degli avatar; il manager virtuale, che si occuperà dei nostri profili sui social network, di e-mail e password; lo sviluppatore di auto volanti e il gestore di dati informatici, che dovrà far sì che questi vegano distrutti in maniera da tutelare la privacy degli utenti.
Lavoratori plurispecializzati. La ricerca evidenzia anche come i giovani saranno chiamati a specializzarsi in più campi: “La carriera in un solo settore – viene fatto notare – sarà una cosa del passato. I neo-laureati potranno trovarsi ad avere fino a 10 lavori diversi nel corso della loro carriera. La tecnologia fa progressi così grandi, che i mutamenti aziendali potrebbero far sparire una data professione da un giorno all’altro”.
L’economia del futuro. Sulla ricerca si è espresso anche il premier Gordon Brown, il cui fine, ha detto, “era quello di ispirare i giovani a specializzarsi per queste nuove professioni. Una priorità di questo governo, è quella di preparare il Regno Unito all’economia del futuro, per far sì che i giovani possano cogliere tutte le opportunità che arriveranno dalla scienza e dalla tecnologia”. Per il ministro della scienza e l’innovazione, Lord Drayson “questi lavori non fanno più parte del mondo dei sogni”. “Stiamo superando il confine tra fantascienza e realtà”, dicono gli autori di questa previsione.
Link al pezzo originale scritto per Repubblica.it
Smartphone e prosciutto: i regali di Carlo e Camilla nel 2009.
E’ stato un benvenuto gastronomico quello che un anonimo cittadino italiano deve aver voluto dare al principe di Galles e alla duchessa di Cornovaglia, regalando loro un prosciutto. Il dono è stato consegnato alla coppia reale durante il viaggio in Italia, lo scorso mese di aprile, ed è stato reso noto adesso tramite la pubblicazione di tutti i regali ricevuti da Carlo e Camilla nel corso del 2009. Una pubblicazione rituale, quella fatta da Clarence House (la residenza ufficiale della coppia), che, ogni anno, la rende accessibile agli internauti tramite il suo sito.
L’elenco comprende complessivamente 265 regali, senza l’indicazione del loro prezzo, raccolti durante i viaggi in Cile, Brasile, Ecuador, Italia, Vaticano, Germania e Canada. Si va da una coppia di Blackberry identici al set per la fonduta al cioccolato, ma si trovano anche bottiglie di vino, una borsa e un cappello realizzati con bottiglie riciclate e gioielli per lei, oltre ad un modellino di Babbo Natale, la riproduzione di un orso polare e anche una coperta. I più gettonati sono stati i libri, in tutto 87. Quanto al prosciutto, un portavoce di Clarence House ha fatto sapere, tramite il quotidiano Daily Express, che questo è stato consumato con piacere nella residenza di campagna di Highgrove, nel Gloucestershire. In Italia, la coppia è arrivata lo scorso 26 aprile e qui ha incontrato, tra gli altri, il presidente della Repubblica e il Papa. Durante i quattro giorni di permanenza, il principe e la consorte hanno ricevuto complessivamente 19 omaggi. Nel caso di quelli istituzionali, viene sempre indicata la carica del donatore. Quando, invece, a fare un regalo è un privato cittadino, si registrano le sue generalità, ma non vengono poi rese pubbliche. E’ il caso del prosciutto, consegnato al principe Carlo. Durante la visita in Vaticano, Carlo e Camilla hanno ricevuto dal Santo Padre una medaglia in oro celebrativa del pontificato di Ratzinger, una stampa e alcuni rosari, mentre dal cardinale Bertone sono arrivate tre monete commemorative in argento. Sul fronte istituzionale, ci sono i regali del presidente Napolitano (una foto incorniciata, un vaso di vetro e un libro, di cui non viene specificato l’argomento), e quello del presidente della Camera, Gianfranco Fini (una mappa del Galles). Altri doni comprendono un anello d’oro, un altro vaso, libri, uno stemma in legno, due pergamene e la riproduzione in vetro di un’ancora.
E se in Germania, sempre ad aprile, la coppia ha ricevuto complessivamente sette regali (tra i quali un pallone da calcio), era decisamente andata meglio a marzo, in Brasile, dove la lista parla di 64 oggetti. Tra i tanti: una t-shirt della nazionale brasiliana di calcio, molti libri, una confezione di miele, un modellino di Babbo Natale, uno raffigurante un uomo ai fornelli e un terzo con una coppia su un toro, due calendari, un vassoio d’argento, i classici cioccolatini, dvd ma anche una chitarra. Sempre in Sud America, Carlo e Camilla sono stati in Cile ed Ecuador, dove hanno incontrato, oltre ai presidenti dei rispettivi Paesi, moltissimi rappresentanti di enti locali e di associazioni. E se il presidente del Cile li ha omaggiati con un libro, quello dell’Ecuador ha consegnato loro la riproduzione di una tartaruga.
Ma è durante il viaggio più recente in Canada che la coppia ha ricevuto il maggior numero di pensieri: nei dieci giorni di permanenza, dal 2 al 12 novembre, la lista ne riporta quasi 150. Secondo quanto reso noto da Clarence House, “i doni ufficiali possono essere usati”, anche se non vengono tecnicamente considerati proprietà dei reali. Inoltre, non possono essere venduti o scambiati. La merce deperibile può essere mangiata o data in beneficenza, oppure ceduta al personale. Se, invece, ha un valore superiore alle 150 sterline e non viene usata dai reali, dovrà necessariamente esser data in beneficenza. Quanto alla legittima curiosità circa l’impiego dei singoli doni, questa si scontra con una comprensibile riservatezza: “Non possiamo dire cosa viene fatto di ogni regalo”, fanno sapere da Clarence House. L’unica eccezione, a quanto pare, è per il prosciutto italiano, consumato e apprezzato dai reali.
Hollywood contro Twitter, stop a fughe di notizie.
TWITTER preoccupa le major cinematografiche americane, che hanno deciso di prendere provvedimenti per porre un freno alle fughe di notizie sui film in produzione. Un modo per evitare che le star, impegnate sui set, possano lasciarsi sfuggire informazioni riservate, per la gioia dei loro fan sul web. Per questo alcune case di produzione hanno deciso di far inserire nei loro contratti delle clausole legali ad hoc: gli attori, in sostanza, devono impegnarsi a non pubblicare sui social network, da Twitter a Facebook, notizie sui film in lavorazione. E ad essere interessati da questo provvedimento restrittivo di Hollywood, sono anche star del calibro di Cameron Diaz e Mike Myers. Del resto, la Twitter-mania sembra aver coinvolto moltissimi personaggi noti. C’è chi si diverte a stuzzicare i suoi fan, pubblicando scatti hot, come nel caso di Paris Hilton; e chi alterna momenti più intimi ai classici aggiornamenti sulla propria attività professionale, come la coppia formata da Demi Moore e Ashton Kutcher. Tutti con un loro nutrito seguito, costituito in alcuni casi da milioni di followers (come vengono definite le persone che hanno scelto di seguire un dato profilo sul sito di micro-blogging). Ma a spaventare le major non sono tanto i topless o gli scatti dalla camera da letto, quanto le fughe di notizie sulle trame e le sorti dei personaggi, nei film come nelle serie tv. Come quella di cui si è reso protagonista Greg Grunberg, protagonista della popolare serie Heroes, che ha condiviso con il suo milione di followers alcune importanti novità sull’ultima puntata della terza stagione. Ryan Seacrest, presentatore di American Idol, è, invece, riuscito ad anticipare la notizia delle dimissioni del potentissimo co-presidente della NBC, Ben Silverman. Per questo motivo, secondo quanto riferisce l’Hollywood Reporter, gli avvocati della Disney avrebbero inserito, in un loro recente contratto, una clausola che pretende l’impegno alla riservatezza, anche per quanto attiene eventuali aggiornamenti pubblicati sui “media interattivi, come Facebook, Twitter o altri social network o blog”. Lo stesso ha fatto la sua concorrente DreamWorks, altro gigante di Hollywood, che ha invitato i suoi sceneggiatori a non anticipare via web i loro comunicati stampa. Ma l’invito interessa anche le grandi star. Gli stessi Myers e la Diaz, ingaggiati dalla DreamWorks per il prossimo Shrek, sono stati chiamati a dare precise garanzie di riservatezza. Quella che potrebbe essere una nuova offensiva di Hollywood contro i social network è “solo agli inizi”, come sottolinea un avvocato specializzato in contratti cinematografici. “Hollywood ha una lunga tradizione di controllo su ciò che le star dicono ai media. Stiamo vivendo una nuova fase, che deve ancora essere controllata”, sottolinea il legale. Questa linea dura contro spoiler e anticipazioni, potrebbe spiegare la decisione presa recentemente dalla cantante e attrice Miley Cyrus, protagonista di “Hannah Montana” (sitcom prodotta proprio dalla Disney), di cancellare il suo account Twitter. Non si tratta del primo provvedimento anti-social network. Nelle scorse settimane, ha fatto discutere la decisione del commissioner della NBA, David Stern, di porre dei limiti agli aggiornamenti su Twitter e Facebook. Ai giocatori viene permesso di interagire sui social network fino a 45 minuti prima dell’inizio della partita. Il divieto scatta in quel momento e dura fino alla fine delle interviste con i media.
Studio americano: “Chi segna tanto, vede la porta più grande”.
Il bomber di razza vede la porta “più grande”, il grande tennista percepisce la pallina come se fosse enorme, al bravo “kicker” del football Usa la “U” dove deve passare il “field goal” sembra grandissima, nel baseball il lanciatore vincente coglie un’area di “strike” molto più larga della realtà. Sport e paesi diversi, ma i “detti” sulle dimensioni apparenti dei “bersagli” delle varie discipline, ci sono in tutte le lingue e, adesso, sembrano aver trovato una spiegazione scientifica. Fare ripetutamente centro – che sia la porta di un campo da football americano o una buca da golf – può infatti cambiare, nel giocatore, la percezione delle dimensioni di quell’obiettivo. E’ la conclusione alla quale è arrivata una ricercatrice della Purdue University, Jessica Witt, secondo la quale nei giocatori di varie discipline sportive, la percezione della realtà dipende non solo dalle informazioni visive oggettive (le dimensioni delle porte sono le stesse per tutti), ma anche dai risultati conseguiti dalla singola persona. Chi segna di più, in sostanza, tenderà a vedere la porta più larga e più facile da centrare. In questa ricerca ci si è concentrati sul football americano, e in particolare sui field goal: il calcio che indirizza il pallone tra i pali e sopra la traversa della porta, posta nella metà campo avversaria. I “kicker” migliori che riescono a mettere a segno molti field goal anche da distanze “proibitive”, finiscono col percepire la porta come fosse più grande e più vicina. Un po’ come quando si dice che i calciatori, dopo una serie di goal mancati, hanno la sensazione che la porta sia divenuta più piccola. La Witt, i cui risultati sono stati pubblicati su “Perception”, ha preso in esame un gruppo di 23 giocatori non professionisti, e li ha messi su un campo da football, chiedendo loro di cercare di indirizzare il pallone sopra la traversa. La psicologa ha scoperto che nei giocatori che riuscivano a mettere a segno una serie di field goal, cambiava la percezione soggettiva delle dimensioni della porta. Al contrario, quelli che non riuscivano a fare centro, per diverse volte, iniziavano a credere che i pali fossero più lontani e più ravvicinati tra di loro. Un fatto che, fa notare la Witt, sembra coincidere con la testimonianza di molti atleti, i quali, quando giocano bene, iniziano a vedere palle da baseball grandi come ananas e buche da golf “larghe come dei secchielli”. Ma queste loro testimonianze sono sempre state viste con scetticismo da parte degli scienziati, relativamente restii ad accettare il principio secondo il quale i risultati conseguiti sul campo possano alterare la percezione visiva. “Questo atteggiamento radicale – ha spiegato la psicologa a Wired – dipende dal fatto che si è sempre creduto che la percezione dipendesse esclusivamente da ciò che l’occhio vedeva”. Quindi: stesse dimensioni della porta per tutti, stessa percezione in tutti i giocatori. “Nei miei studi – sottolinea la ricercatrice – manteniamo costanti le informazioni visive, ovvero ciò che il giocatore vede, mentre cambia la performance del singolo”. Nonostante uno scetticismo precostituito nei confronti di questo nuovo principio, secondo la Witt tutti gli sportivi hanno sperimentato sulla loro pelle la cosiddetta percezione soggettiva. “Una distanza di cento metri – sottolinea – percorsa nell’ambito di una gara più lunga, con più giri intorno ad un campo, può sembrare infinitamente più lunga rispetto ad una gara di soli cento metri netti”. La Witt si è fatta aiutare da un ex giocatore di football, Travis Dorsch, per testare e misurare le percezioni dei volontari prima e dopo aver tirato almeno 10 field goal. Per fare ciò, si è usato un modellino raffigurante i pali e la traversa della porta da football, e si è chiesto ai giocatori di aggiustare larghezza e altezza in funzione di ciò che vedevano sul campo. “Il risultato è che le dimensioni percepite prima di calciare i field goal non combaciavano mai con quelle post-calcio – si spiega nell’abstract della ricerca -. Dopo 10 tentativi, le dimensioni di quella porta iniziavano ad essere correlate ai risultati conseguiti”. E, altro elemento importante, sulla loro percezione influiva anche il modo in cui veniva sbagliato il calcio. Se, infatti, non calciavano il pallone abbastanza in alto, la traversa veniva percepita come fosse più alta; se, invece, sbagliavano e tiravano fuori dai pali, lateralmente, iniziavano a percepire la porta come fosse più piccola. “Ci siamo anche chiesti se cambiasse la percezione della realtà, al di là della porta stessa – sottolinea la ricercatrice – Il risultato è che cambia solo la percezione dell’obiettivo che si vuole conseguire”. Questa non è la prima ricerca del genere. Già in passato la Witt aveva studiato la correlazione tra rendimento e percezione nei giocatori di softball e quelli di golf. E’, però, la prima volta che viene scoperto un legame tra determinati errori (pallone calciato troppo vicino o troppo lateralmente) e la percezione delle dimensioni della porta. Il prossimo obiettivo sarà capire se i giocatori professionisti riescono a migliorare il loro rendimento in campo, agendo sulla percezione dell’obiettivo del gioco. In sostanza: i golfisti che vedono buche enormi, sono destinati a fare centro con maggiore facilità degli altri? Lo stesso, ovviamente, potrebbe valere per i calciatori: se la porta sembra più larga, è anche più facile fare goal?
La polizia inglese mette all’asta su eBay gli oggetti confiscati.
Gioielli, elettrodomestici e videogiochi confiscati a criminali e, adesso, rivenduti all’asta su eBay. Ad affidarsi al popolare sito dedicato alla compravendita di qualsiasi genere di prodotto è la polizia del Leicestershire, nel Regno Unito. L’iniziativa ha avuto così tanto successo, in termini di contatti, che si è progressivamente deciso di aumentare il numero di oggetti messi all’asta, e di variare la loro tipologia. I proventi di queste vendite vengono in parte girati al governo centrale, mentre una percentuale serve a finanziare le attività delle stesse forze dell’ordine nella contea del Leicestershire. “Vogliamo dare l’opportunità alla gente di comprare all’asta oggetti di grande valore a prezzi competitivi finanziando, con ciò, nuove iniziative nella lotta al crimine”, ha spiegato Dharmendra Bhakta, detective della polizia del Leicestershire. La pagina web, creata sul più famoso sito di e-commerce della rete sarebbe, secondo quanto riferito dalla stessa polizia, la prima del genere, nel Regno Unito. Nella fase iniziale di lancio, sono stati messi in vendita esclusivamente elettrodomestici, come televisori, ma anche console per videogiochi. Ma da quando il sito ha attirato sempre più internauti, si è deciso di passare a vendere anche gioielli. Tutti confiscati, grazie al Proceeds of Crime Act (POCA), una legge del 2002 che riguarda i proventi della criminalità e che, nel Regno Unito, ha portato all’istituzione di un’apposita agenzia per il recupero dei beni. Spesso si tratta di oggetti acquistati con “denaro sporco”. A oggi, sono aperte le aste per quattordici oggetti, tra i quali un televisore al plasma e un lettore dvd; ma si può anche puntare su un orologio in oro, con prezzo di partenza fissato in circa 8000 euro, e su alcune catenine in oro. Non mancano alcune offerte, che sembrano particolarmente convenienti: una videocamera è in vendita a circa 25 euro. “Tutti i prodotti saranno consegnati entro tre giorni lavorativi, dal ricevimento del pagamento – viene spiegato sul sito – è anche possibile ritirarli presso la sede centrale della polizia, in orario di ufficio”. Le prospettive, per la pagina web dedicata, sono di crescita. Basti pensare che soltanto nel 2008, la polizia e i tribunali del Leicestershire, hanno confiscato, grazie al POCA, beni per oltre tre milioni di euro. Auto di lusso, moto, abiti e addirittura case. La polizia ha fatto sapere che prossimamente potrebbe estendere ulteriormente la gamma di prodotti all’asta, sino ad includere le automobili. “Il sito continuerà a crescere – spiega un ufficiale che si occupa della gestione di questi beni – ai clienti diciamo che possono comprare in tutta tranquillità, perché sul nostro sito non vengono venduti oggetti rubati o smarriti. Tutti sono stati acquistati in maniera legittima, ma con denaro sporco”. Ai potenziali acquirenti viene ricordato che quei soldi serviranno anche a garantire la loro sicurezza: “Il ricavato – viene spiegato sul sito della polizia – non solo tornerà nelle tasche dello Stato, ma permetterà di finanziare ulteriori indagini e sarà di beneficio per tutta la comunità”.
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Edoardo III, un software svela mistero di Shakespeare e Kyd.
Un software anti-plagio svela un mistero letterario e storico, che si trascina ormai dai più di 400 anni. Brian Vickers, studioso di William Shakespeare, ormai non ha più dubbi: l’Edoardo III, pubblicato per la prima volta in forma anonima nel 1596, fu scritto a quattro mani. Il poeta e drammaturgo di Stratford-upon-Avon avrebbe collaborato con il collega Thomas Kyd. Una conclusione alla quale Vickers, ricercatore presso l’università di Londra, è arrivato utilizzando “Pl@giarism”, il software che riesce a smascherare gli studenti copioni, scovando le frasi “riprese” da altre opere. Come ricorda il quotidiano britannico Times, che ha reso noto lo studio di Vickers, il giallo dell’Edoardo III (titolo originale “The Reign of King Edward III”), è stato parzialmente risolto alla fine degli anni Novanta, quando l’opera è stata ufficialmente inserita nella raccolta completa dei testi scritti da Shakespeare. E questo nonostante molti studiosi continuassero a mettere in dubbio l’ipotesi che il famoso drammaturgo, la cui “mano” era solo in parte visibile nell’opera, avesse potuto collaborare con qualcun altro. Adesso, il programma potrebbe permettere di porre fine a questa antica diatriba letteraria. Sviluppato dall’università di Maastricht, consente di individuare le cosiddette “impronte linguistiche”: frasi ripetute, di almeno tre parole, che identificano una data opera. Vickers sostiene che in testi scritti da autori diversi, si trovano generalmente tra le 10 e le 20 corrispondenze, perché certe frasi sono di uso comune. Nel caso dell’Edoardo III, invece, sono state trovate 200 “impronte”, tra questo e le opere di Shakespeare scritte prima del 1596. “Con 200 corrispondenze – ha detto lo studioso, parlando con il Times – si può essere relativamente sicuri”. Il software, però, è importante anche perché svela chi fu l’autore che collaborò alla scrittura dell’Edoardo III. “Tutti erano in grado di riconoscere nelle scene di quest’opera alcuni elementi propri di Shakespeare – ha sottolineato Vickers – ma nessuno sapeva perché alcuni versi non sembravano essere stati scritti da lui”. Secondo “Pl@giarism” la risposta arriva dalla produzione letteraria di Thomas Kyd: sono 200 le corrispondenze tra l’Edoardo III e i testi firmati da questo drammaturgo vissuto nella seconda metà del Cinquecento. Per il programma anti-copioni, il 40% dell’opera (corrispondente a 4 scene), fu scritto da Shakespeare; il rimanente 60%, invece, porta inequivocabilmente la firma di Kyd. Non tutti, però, sono d’accordo con le conclusioni della ricerca: c’è, infatti, chi mette in dubbio l’efficacia di questo software. E’ il caso di Stanley Wells, presidente della fondazione “Shakespeare Birthplace Trust”: “Sinceramente sono scettico e non credo che si sia raggiunto un livello tale, per il quale queste indagini, che si servono di un programma informatico, possano dimostrare la paternità di un’opera”.
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Obama agli studenti: attenti a quello che postate su Facebook.
Il presidente Usa Barack Obama ha incontrato, ieri, gli studenti della “Wakefield High School”, ad Arlington in Virginia. Dopo aver tenuto un discorso, ha risposto alle loro domande. Parlando, tra le altre cose, di Facebook. Rispondendo ad un quattordicenne, che gli chiedeva consiglio su come poter diventare presidente degli Stati Uniti, Obama ha risposto facendo riferimento al popolare social network: “Permettimi di darti qualche dritta pratica. Prima di tutto, vorrei che tutti faceste attenzione a quello che pubblicate su Facebook, perché nell’era di YouTube qualunque cosa voi facciate potrà essere ri-tirata fuori più avanti nella vostra vita”. E, ancora: “Quando si è giovani si commettono degli errori e si fanno cose stupide. Ho sentito di molte persone che pubblicano i fatti loro su Facebook e poi fanno domanda per un lavoro e qualcuno va a fare una ricerca su di loro”. Obama ha quindi fatto riferimento agli “errori” che ha commesso quando andava a scuola, ma non è entrato nei dettagli.
Un’indagine condotta a giugno da careerbuilder.com ha fatto emergere che il 45% dei datori di lavoro usa i siti di social network per cercare i candidati per un impiego e che Facebook, con 250 milioni di utenti in tutto il mondo, è il sito prescelto. Circa il 35% dei datori di lavoro intervistati aveva detto di aver trovato informazioni su questi siti che li avevano spinti a respingere alcune candidature, come fotografie inappropriate, informazioni sul consumo di alcol e droga dei candidati o cattive impressioni dei precedenti datori di lavoro, colleghi o clienti.
“Presidente italiano”, la satira degli egiziani contro Berlusconi.
Circola, da qualche giorno, questo perfido video egiziano, dal titolo “Presidente italiano”, dedicato appunto al nostro presidente del consiglio. Lo ha ideato Yussam Abdel-Rahman, personaggio noto nella tv dell’Egitto. La canzone è incentrata sulle avventure erotiche di Silvio Berlusconi, e gioca molto sulle sue “ossessioni sessuali” (lo si definisce “in calore come un somarello”). Vi compare anche Berlusconi, con bandana e maglia tricolore e non manca Noemi. Per la cronaca: secondo Amnesty International, Human Rights Watch e Freedom House, l’Egitto è da considerarsi paese non libero, viste le frequenti violazioni dei diritti umani, civili, politici.
oltreconfine/Licenziata perché scrive maiuscolo, uccide la moglie per colpa di Facebook

Licenziata perché scrive maiuscolo. Vicki Walker è stata licenziata dopo che numerosi colleghi si lamentavano del fatto che le sue e-mail fossero scritte in maiuscolo (il che, secondo la netetiquette, equivale ad urlare). La donna, che lavorava come ragioniera per un’azienda sanitaria, si è quindi rivolta ad un tribunale, che le ha riconosciuto un risarcimento di 8mila euro e ha definito ingiusto il licenziamento, risalente al 2007. Vicki, di Auckland, era anche solita evidenziare con colori diversi alcune frasi chiave (Telegraph)
Uccide la moglie perché passa troppo su Facebook. Brian Lewis è accusato di aver strangolato la moglie 26enne Hayley Jones, “colpevole”, a suo dire, di dedicare troppo tempo al social network. I fatti sono avvenuti il 12 marzo scorso, e il processo è iniziato in questi giorni, nel Galles del Sud. L’uomo si proclama innocente. Ma il 31enne è inchiodato da numerose prove. Ma ad inchiodare il 31enne, padre di 4 figli, è la chiamata che ha fatto il 12 marzo per chiamare i soccorsi, e durante la quale confessava di averla uccisa. (Telegraph)
Contrordine: i cellulari non fanno male ai bambini. L’uso di un cellulare, da parte di un bambino, non è dannoso, ed è paragonabile al farsi un bagno o degli esercizi. Lo sostiene un nuovo opuscolo informatico del Dipartimento della Salute britannico, pubblicato dal Daily Mail. Nella sua versione precedente, l’opuscolo sosteneva che secondo le ricerche di settore l’uso del cellulare puo’ “interessare l’attività del cervello”. Il tutto è stato sostituito
dall’espressione: “Non c’è alcuna prova scientifica che i cellulari provochino il cancro”. Ma è polemica tra le associazioni che si occupa dell’argomento. Una di loro chiede che l’uso del cellulare sia sconsigliato ai bambini sotto i 10 anni di età. (Daily Mail)
Prete metodista fa coming out durante la messa. Il reverendo metodista David Weekley, di Portland, ha fatto coming out durante l’omelia della domenica, di fronte a circa 200 fedeli. L’uomo, che ha 50 anni, ha confidato di esser nato donna, e di aver iniziato il processo di cambio di sesso 10 anni prima di diventare prete. Al termine della sua storia, i fedeli lo hanno applaudito. (Advocate)

Kit sopravvivenza per gatti in caso di terremoto. E’ ideale per il padrone paranoico, che vuole avere un cane/gatto pronto in caso di terremoto. Lo commercializzano i giapponesi Oyagokoro, che hanno immesso sul mercato tre tipi di kit, di diverse misure. Ogni modello contiene, tra le altre cose, un cappottino impermeabile, speciali scarponi proteggi-zampine, e olio per l’aromaterapia per curare lo stress. Il prezzo di un kit oscilla tra le 100 e le 400 sterline. (Telegraph)
A 9 anni ruba l’auto dei genitori. “Mi hanno fatto arrabbiare”: così si è giustificato agli agenti di polizia un bimbo di Greenfield, nell’Indiana, dopo un inseguimento notturno con la polizia, avvenuto sabato scorso. Gli agenti, per fermarlo, hanno dovuto bucargli una ruota della gomma, con un bastone a punta. “Volevano che rientrassi a casa”, ha poi detto. Da qui la decisione di rubare le chiavi dell’auto dalla borsetta della madre, mentre questa dormiva. (The Indy Channel)
Minorenne denuncia prete per molestie. Una ragazza di 16 anni ha denunciato per molestie un prete di North Las Vegas, che le avrebbe anche offerto 20 dollari per tacere. I primi casi di abusi sarebbero avvenuti quando la bimba aveva 10 anni, e sarebbero proseguiti per altri 4 anni. L’uomo, Ladislao “Constantine” Morales, 56 anni, è stato arrestato. I due si sono conosciuti nel centro evangelico, dove la ragazza andava a studiare dopo scuola. Morales la accompagnava spesso a casa e la andava a prendere. Il prete ha ammesso di averla massaggiata e di essere andato con lei in un motel, ma solo “per fare i compiti”. (Fox5Vegas)
oltreconfine/Il mostro di Loch Ness in Australia, e i Captcha pubblicitari Microsoft.

Captcha pubblicitari per la Microsoft. La Microsoft avrebbe depositato un brevetto relativo a dei CAPTCHA (i sistemi di sicurezza che cercano di limitare lo spam automatico) la cui soluzione non sono sequenze casuali di numeri o lettere, bensì i nomi di marchi e prodotti contenuti in una pubblicità che viene mostrata ai navigatori. Il Brevetto, intitolato “Advertisement based human interactive proof” è stato depositato nel febbraio del 2008 e reso pubblico il 13 agosto scorso. (Geek.com)

E in Australia spuntò il mostro di Loch Ness. Anche Sydney avrebbe la sua Nessie, come si chiamerebbe il mostro di Loch Ness. Lo zoologo Rex Gilroy ha sostenuto di aver visto il gigante sul fiume Hawkesbury. L’animale misterioso aveva la stessa forma, col collo allungato, del mostro con più avvistamenti nella storia animale. Secondo il ricercatore, che è sulle tracce di questo animale dal 1965, si tratterebbe di un plesiosauro risalente al periodo giurassico. (Daily Telegraph)

Le eruzioni vulcaniche fanno bene al clima. La Royal Society sostiene che le eruzioni vulcaniche, con le milioni di tonnellate di polvere immesse nell’aria, possono ridurre le conseguenze negative dei cambiamenti climatici. Le particelle che contraddistinguono le eruzioni, infatti, possono contribuire a mantenere costante la temperatura del nostro pianeta. (Times)
Il blog più noioso al mondo. A differenza di tanti che non si rendono conto di esserlo (ma basta farsi un giro nella top 100 di Blogbabel – che ormai non segue più nessuno), un blog che palesemente dichiara la propria pallosità. E ha ragione a farlo. (Dullestblog)
Sala d’attesa dentistica. Un dentista cinese ha realizzato una singolare opera, usando 24mila denti umani. Presumibilmente “prelevati” ai suoi pazienti.
Polemica per il gioco dei barboni. Sta facendo discutere, in Francia, un videogioco nel quale ci si trasforma in barboni, e bisogna fare soldi, rubando e sconfiggendo gli altri clochard. Per molti, il gioco è razzista nei confronti dei senza-casa. Clodogame, questo il suo nome, mette ogni utente nella condizioni di dover diventare il “re delle strade” di Parigi e, infine, di potersi trasferire nel palazzo di Versailles. I giocatori devono attaccare gli altri clochard, rubare i soldi, scassinare i distributori automatici, e così via. (Telegraph)
Dopo abusi, Comune vieta Facebook. Il Comune di Portsmouth ha vietato ai dipendenti di accedere a Facebook, dopo aver scoperto che, in un mese, avevano trascorso 572 ore, l’equivalente di 71 giorni di lavoro, sul popolare social network. Le regole precedenti davano la possibilità ai 4500 dipendenti di accedervi durante le pause-pranzo, o nei momenti liberi. Adesso, invece, dovranno chiedere un permesso speciale per potersi connettere a Facebook. (Telegraph)
A 10 anni uccide il padre, perché “troppo severo”. Un ragazzino di dieci anni di Belen, nel New Mexico, ha affermato di aver ucciso il padre perché non ne poteva più della sua severità e dei continui rimproveri. Il bambino si trova in custodia presso il Dipartimento Statale per i Minori, con l’accusa di omicidio di primo grado. Byron Hilburn, 42 anni, è stato trovato morto giovedì sera con una ferita d’arma da fuoco alla testa, nella sua casa di Belen, a 56 chilometri da Albuquerque. A chiamare la polizia è stato proprio suo figlio, che ha poi confessato l’omicidio. I servizi sociali, dal 2003, avevano ricevuto sette chiamate che segnalavano abusi e abbandono di minori. Gli assistenti pero’, durante le diverse visite a casa, non avevano mai trovati lividi o altri segni di maltrattamenti. I vicini hanno descritto Hilburn come una persona “normale”. (AP)
oltreconfine/Se la preghiera non cura l’appendicite, uno Yeti filmato in Polonia.

Morto d’appendicite, la preghiera non l’ha aiutato. I magistrati della contea di Okanogan attendono la relazione dello sceriffo sulla morte di un 17enne, ucciso da un’appendicite nella sua abitazione. Zachery “Zakk” Swezey non ha ricevuto alcun trattamento medico, durante un’agonia durata tre giorni, perché la famiglia, che fa parte della chiesa “First Born” crede nella guarigione tramite la preghiera. Al ragazzo, morto lo scorso di marzo, hanno voluto “dare libertà di scelta: se pregare o chiamare un dottore. Non vogliamo costringere i nostri figli, devono poter scegliere. E Zachery non ci ha mai detto che voleva andare dal medico”. Qualcosa di analogo era già capitato in passato, nella stessa famiglia: un altro figlio s’era rotto la gamba, e scelse di non andare dal medico. (Seattle Times)
L’avviso della Forestale americana è razzista e viene ritirato. Ha fatto discutere un avviso del Forest service americano, che ha invitato i cittadini del Colorado a prestare attenzione ai “campeggiatori che mangiano tortillas, bevono birra Tecate e suonano musica spagnola”. I soggetti in questione, veniva fatto notare, potevano essere dei potenziali coltivatori di marijuana. Un avviso che arriva dopo la scoperta, in una foresta del Colorado, di 14.000 piante. Ma il warning federale ha provocato le ire del “Colorado Latino Forum”, secondo il quale l’ente che vigila sulle foreste era stato razzista, puntando il dito e mettendo in pericolo solo i campeggiatori ispanici. Dopo le proteste, l’avviso è stato immediatamente ritirato. (AP)
In Polonia spunta uno Yeti. Gli “esperti di yeti” sono diretti in Polonia, dopo uno strano avvistamento sui Tatra. Da secoli, c’erano voci su uno “Yeti polacco”, ma adess, per la prima volta, la creatura è stata catturata in un video, pubblicato su Youtube (sotto). Il filmato è stato realizzato dal 27enne Piotr Kowalski, di Varsavia. Il ragazzo era a spasso sulle montagne, quando ha visto la creatura. (Austrian Times)
Alieni sui cieli della Germania? Indagine della polizia su una curiosa denuncia: un alieno avrebbe fatto la pipì sui mobili da giardino di un tedesco di Hagenburg, nella Bassa Sassonia. Heinz Langer, il proprietario di casa, ha sostenuto che sui mobili erano apparse macchie nere, gialle e violette: il tutto proveniva dal cielo. Particolare curioso: lo stesso Langer ha notato in zona aerei militari. “Secondo lui c’era un legame tra quegli aerei e le macchie”, ha spiegato la polizia. Peccato che secondo i militari, che hanno confermato la loro presenza in zona, quei liquidi non provenissero dai loro velivoli. Le sostanze cadute dal cielo, adesso, saranno sottoposte ad un esame chimico. (Austrian Times)
Rubano iPhone, arrestati grazie a Gps. Lo hanno rapinato dell’iPhone e dei soldi, ma non hanno fatto i conti con il chip interno al telefono della Apple, che permette di localizzare il dispositivo mobile. E’ successo a Pittsburgh, dove l’uomo, subito dopo aver subito la rapina, ha chiamato la polizia. A quel punto, usando il proprio computer, ha localizzato i malviventi. I tre sono stati arrestati. (The Pittsburgh Channel)
Pendolari e vacanze, il tempo è lo stesso. Il tempo trascorso dal pendolare medio, nel Regno Unito, sui mezzi pubblici/privati è praticamente uguale a quello passato in vacanza. Lo dice una ricerca dei Democratici Liberali. I 25 milioni di pendolari impiegano 169,3 ore l’anno (equivalenti a 23 giorni di lavoro) per andare e tornare dal lavoro. (Telegraph)
Il cancro al polmone si scopre con l’alito. Il funzionamento sarà come quello degli etilometri: si soffierà dentro allo speciale “Breathlyser” e si potrà sapere se nel corpo è presente un tumore ai polmone. L’apparecchio, sviluppato dal Technion-Israel Institute of Technology, è una sorta di “naso elettronico” che puo’ captare alcuni segnali di allarme nell’alito delle persone che soffrono di questo tumore. La macchina è stata testata su 62 volontari: di questi, due terzi presentavano un tumore. I risultati sono pubblicati su Nature Nanotechnology. (Telegraph)
oltreconfine/Londra spegne i semafori, sms vietati per chi guida a New York.

Londra spegne i semafori. Alcuni semafori londinesi della zona di Westminster saranno spenti, nell’ambito di un progetto, voluto dal sindaco, Boris Johnson, volto a fluidificare il traffico. L’esperimento potrebbe portare, in caso di esito positivo, alla rimozione di 100 semafori nel cuore della capitale. Le strade sottoposte alla sperimentazione saranno monitorate, per un periodo di 6 settimane, da 12 telecamere a circuito chiuso. Nelle ore notturne, i semafori saranno spenti. (Telegraph)
Stop alle chiamate dei telemarketers in America. A partire da martedì prossimo, le telefonate “automatizzate” (o robocalls) per vendere prodotti o servizi, saranno illegali. Almeno in America. Le aziende che si serviranno di questo strumento, rischieranno 16.000 dollari di multa a telefonata. Le segnalazioni di telefonate di questo tipo si possono fare tramite il sito della Federal Trade Commission americana (che ha anche messo a disposizione un numero telefonico). Ma ci sono delle eccezioni: saranno ancora ammesse telefonate da politici, annunci di servizio, chiamate informative (una chiamata con la quale si informa un cittadino che il proprio volo è stato annullato, sarà ammessa), da parte delle banche, dei gestori telefonici e delle organizzazioni di beneficenza. (Cnn)

Chi sostiene il Gay Pride di Budapest? Una settimana di festeggiamenti, dal 30 agosto al 6 settembre. E’ quanto prevede il prossimo Budapest Pride. L’anno scorso ci furono numerosi incidenti, firmati da gruppi fascisti. Anche nel 2007 ci furono numerosi incidenti. Da qui, il sostegno di alcune ambasciate straniere, presenti a Budapest, per l’iniziativa di quest’anno. In un comunicato stampa congiunto, hanno espresso il loro sostegno al pride, le ambasciate di Stati Uniti, Regno Unito, Canada, Australia, Svezia, Spagna, Slovenia, Norvegia, Paesi Bassi, Sud Africa, Francia e Germania. Italia esclusa, ovviamente. (PinkNews)
New York, sms fuorilegge per chi è al volante. Vietato mandare sms mentre si guida, a New York. Il governatore David A Paterson ha firmato la legge che ha come obiettivo quello di ridurre il numero di incidenti. Non sarà quindi possibile inviare ma neanche leggere sms mentre l’auto è in movimento. Si rischia una multa di 150 dollari. (Wpix)
Fbi risolve omicidio del 1973. William Floyd Zamastil, 57 anni, è stato riconosciuto responsabile dell’omicidio della 22enne Leesa Jo Shaner, avvenuto nel 1973 a Fort Huachuca, in Arizona. Dal giorno della sua morte, il padre della vittima, un agente dell’FBI, ha fatto di tutto per trovare l’assassino (arrivando ad offrire una ricompensa di 10.000 dollari a chiunque avesse fornito informazioni utili a trovarlo). Due anni fa, dopo la sua morte, un altro agente dell’FBI ha continuato la “caccia” all’uomo, creando anche un sito web. Zamastil si trova già in carcere, dove sta scontando una condanna all’ergastolo per il rapimento, lo stupro e l’omicidio di un’altra donna. Sarebbe stato lui a confessare ad un altro carcerato di aver ucciso Leesa Jo Shaner. Nell’ottobre del 2008, inoltre, il dipartimento della giustizia del Wisconsin aveva destinato 500.000 dollari per usare le tecniche del DNA nel tentativo di risolvere i cosiddetti “cold cases”. Uno di questi casi era proprio quello di Zamastil. (Kpho)
Indagini della polizia su uno strano obitorio nel Galles. La polizia del Galles ha aperto un’indagine sull’obitorio dell’università del Galles, a Cardiff, dopo che questo mese è stato scoperto un cadavere senza cervello. Una legge, istituita nel 2004, vieta il prelievo di organi e tessuti senza il consenso dei familiari. (Telegraph)
Soldato spiazza Gordon Brown sulle tasse. Un piccolo agguato, almeno per quanto attiene la comunicazione istituzionale: a tenderlo al premier britannico Gordon Brown, un soldato del suo Paese. E’ successo durante la visita odierna di Brown ai contingenti impegnati in Afghanistan. Il primo ministro era a pranzo, nella base militare di Lashkar Gah, quando gli si è avvicinato il 20enne Dean Byfield, chiedendogli, senza mezzi termini: “Perché dobbiamo pagare le tasse mentre siamo qui?”. La risposta di Brown, formalmente ineccepibile: “Siccome lei è un dipendente britannico, i suoi guadagni vengono tassati nel Paese dal quale proviene, anche quando è all’estero”. (Telegraph)






