Appunti e spunti

Il blog di Marco Pasqua

Archive for the ‘Commenti’ Category

Camillo Langone e il trollismo retribuito.

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Camillo Langone è fortunato. E’ riuscito a inventarsi un nuovo modo di guadagnarsi il pane quotidiano. Il trollismo retribuito. Scrivi idiozie, insulta una categoria di persone (prima le donne, poi i gay), e vedrai che farai parlar di te, rendendo felici i tuoi datori di lavoro. I giornali che ti pagano quelle idiozie camuffate da pensieri di intellettuale antitutto e tutti, vedranno, infatti, aumentarsi le visite e le indicizzazioni delle loro pagine. SEO felici, pagnotta guadagnata. Offese gratuite prodotte.

Italia, 2011.

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December 2nd, 2011 at 1:21 pm

Saya, come trasformare un caso clinico in un caso politico.

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Il merito, va detto subito, è tutto di quel furbone (!) di Domenico Scilipoti. Non fosse stato per la “stampella” del governo Berlusconi, un personaggio come Gaetano Saya, anima nera dell’MSI-Dn e del Partito Nazionalista Italiano (numero di iscritti? Siam prossimi allo zero), ex capo di una polizia parallela sopravvalutata dai più, sarebbe stato trattato per quello che è: un caso clinico. Insomma, un signore che se ne va in giro ad insultare (non è neanche originale: “più cappi al collo per tutti”, pare essere lo slogan del coraggioso tastierista neofascista) e a vomitare rabbiose invettive contro chiunque osi – a ragione – criticare e denunciare il programma neofascista dei suoi anacronistici partitucoli, non meriterebbe neanche queste righe. E’ toccato al sottoscritto, ma anche ad Alessandro Gilioli, collega de l’Espresso, e ad altri blogger, fare i conti con la reazione malata del soggetto, che evidentemente conosce assai poco il codice penale (e civile). Un uomo, Saya, così coraggioso, nella vita reale, che quando, lo scorso week end, ha radunato a Genova i suoi fedelissimi (quattro malinconici gatti), non ha neanche osato comunicare sul suo sitarello l’indirizzo del raduno: la paura di essere contestato deve aver avuto la meglio. Ora bisogna dire grazie ad un deputato della Repubblica, per averlo elevato al rango di interlocutore privilegiato del “Movimento di responsabilità nazionale”, il partito che sorregge la maggioranza Berlusconi. Già. Domani, come anticipato da Repubblica.it, Saya, in compagnia della moglie, Maria Antonietta Cannizzaro (formalmente presidente dell’MSI-Dn), incontrerà Scilipoti in un hotel romano (per adesso sconosciuto: vedi sopra). Qui presenterà alla stampa interessata il senso della nuova “alleanza” all’interno del centrodestra berlusconiano.

Fa sorridere Scilipoti quando dice: “Potremo camminare insieme, a patto che Saya abbandoni certi estremismi”. Forse Scilipoti ha problemi a navigare sul web. Perché se avesse un computer, potrebbe rendersi conto che l’unico “cammino” che puo’ fare col capo delle legioni per la sicurezza della Patria (manipolo di babbei che esiste solo nella mente di Saya) è quello per portarlo direttamente in un ospedale.

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September 28th, 2011 at 12:16 pm

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Saya, deliri e minacce d’agosto.

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In un contesto democratico e civile, soggetti, partiti e idee come quelle difese da Gaetano Saya, non dovrebbero trovare spazio. Dovrebbero esser considerati deliri anti-storici di una persona che, nel 2011, sostiene ancora di voler cacciare immigrati e gay e che, a tal proposito, è pronta ad arruolare volontari per le sue “legioni”. In Italia, invece, persone così, offrono la guida di un partito nazionalista ad uno Scilipoti di turno il quale, assai poco “responsabilmente”, se ne dice onorato. Il web riserva queste sorprese ma, per fortuna, l’attenzione delle forze democratiche è ancora alta. Il ricordo degli anni bui del fascismo è ancora vivo, e brucia. Alla magistratura toccherà ora il compito di indagare sulle affermazioni xenofobe e razzista del missino Saya, già finito in carcere, nel 2005, per la vicenda della cosiddetta polizia parallela. Saya, da parte sua, non sapendo bene come replicare all’ondata di indignazione che i pezzi di Repubblica.it hanno sollevato (comunità ebraica, Ugei, parlamentari del Pd, politici locali di Sel, Pd e Idv: a proposito, dov’è il Pdl?), ha fatto ciò che un neofascista degno di tal nome sa fare meglio: insultare, con volgari riferimenti omofobi, e minacciare di morte chi ha descritto i suoi folli piani (sotto, lo screenshot con l’apprezzamento per il lavoro svolto). E ringrazio Gay.it e Daniele Nardini per averne dato conto (insieme a Lettera43 e a Sicilia Informazioni).

Se il collega della “Zanzara”, di Radio 24, che ieri lo ha intervistato, dandogli la possibilità di insultare Paola Concia (“malata e pervertita”) e il ministro Mara Carfagna (volgari insulti sessisti), avesse dialetticamente contestato le sue bizzarre tesi, forse, sarebbe stato più corretto verso quanti sono stati “colpiti” dalla sua ondata d’odio.

Bisogna puntare il faro della democrazia e della civiltà sulle fogne dalle quali provengono questi rigurgiti omofobi e razzisti. Questo non è folklore.

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August 23rd, 2011 at 2:08 pm

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Aggressioni omofobe, quando la smentita non smentisce niente.

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La guerra a suon di comunicati stampa e denunce in Procura, tra Arcigay e Fabrizio Marrazzo, neo portavoce di Gay Center, è cosa nota e certamente non fa bene al movimento omosessuale. Una guerra che, però, non dovrebbe mai spingere nessuna delle parti a cercare di giocare “sporco”.

Ieri, Marrazzo, che gestisce la Gay Help Line (d’intesa con le istituzioni locali che lo finanziano, in primis la Regione Lazio) ha denunciato tre casi di omofobia. In tutti e tre gli episodi ha raccolto la testimonianza di altrettanti ragazzi, che, però, non hanno voluto sporgere denuncia, per paura di ritorsioni o perché non volevano far sapere di essere omosessuale. Scelte che non condivido (a che servirebbe una legge contro l’omofobia, se le persone non sono disposte a denunciare di essere vittime di violenza omofoba?). Il primo caso è stato registrato domenica 17 in via dei Fori Imperiali. Chi conosce la zona, sa che là vicino c’è la Gay Street – in via San Giovanni in Laterano. Marrazzo, in tutte le interviste che ha rilasciato – inclusa quella a Repubblica.it – ha rimarcato il fatto che il lancio di uova e vetri, all’indirizzo di un ragazzo omosessuale, era avvenuto in via dei Fori Imperiali. Nella serata di ieri, però, Arcigay ha cercato di “smosciare” la notizia (in gergo giornalistico): smentendola. Una smentita farlocca, in realtà. Perché nel comunicato, redatto insieme ad una portavoce della Gay Street, si smentisce soltanto “che episodi di omofobia siano recentemente avvenuti in via di S.Giovanni in Laterano”.

Peccato che nessuno dei giornalisti che, ieri, hanno riportato la notizia abbiano mai parlato di un’aggressione avvenuta in quella via. Una “smentita” che è stata sbugiardata da Danilo Nota, combattivo esponente dell’Idv, tra i primi a prestare soccorso al giovane aggredito in via dei Fori Imperiali: “Per quanto riguarda le ferite, chi ritiene che domenica sera non sia accaduto nulla non a Gay Street, ma nei dintorni del Colosseo – ha scritto su Facebook – può contattarmi e gli invierò le foto del braccio prima ancora di essere lavato e medicato, che non ritengo giusto nè bello pubblicare in bacheca”.

Quando la smentita non smentisce niente, viene il dubbio che dietro ci sia una malafede francamente un po’ sospetta.

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July 20th, 2011 at 2:03 am

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Sulmona, e Arcigay Pescara “perdonò” il sindaco.

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Nessuna persona raziocinante ha nutrito il minimo dubbio sulla veridicità del filmato, nel quale l’allora consigliere comunale di An a Sulmona, Fabio Federico, definiva l’omosessualità un’aberrazione genetica. Particolare poi confermato in una telefonata registrata. Durante il sit-in, che si è tenuto ieri a Sulmona, il sindaco è sceso in strada a incontrare le associazioni omosessuali. Ritrattando, in parte, la sua “sparata” iniziale. Se avesse chiesto “scusa”, ci avrebbe fatto una figura migliore. Gli unici a dar credito alla sua versione “vittimistica” (“e’ stato un caso montato ad arte”), a quanto pare, sono stati quelli di Arcigay Pescara, tramite il presidente. In una singolare nota pubblicata su Facebook, il presidente di Arcigay Pescara, attribuiva il clamore della vicenda ad un fantomatico “scontro politico” a Sulmona. Scontro che, ovviamente, nulla ha a che vedere con il pezzo-denuncia, che partiva da due verità granitiche: il video, del 2006; la telefonata col sindaco, che confermava di “pensare, ancora oggi, quelle stesse cose”.

Se il sindaco ha cambiato idea, e si è reso conto di aver detto una baggianata, bisogna gioirne. Ma il dubbio che la sua sia stata una retromarcia dettata da puro calcolo politico (vari esponenti del Pdl avevano preso le distanze dalle sue affermazioni), resta.

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June 22nd, 2011 at 12:21 pm

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Giovanardi non si sente imbecille, e chiede aiuto a Schifani.

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Carlo Giovanardi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio, se l’è presa. Ce l’aveva messa proprio tutta, per far dimenticare le sue affermazioni antigay delle settimane (ma anche mesi, anni) passate. Così, di fronte alle scritte insultanti apparse in Bocconi, ieri, interpellato dai giornalisti, aveva dichiarato: “Il mondo è pieno di imbecilli, che vanno isolati”. Bene, bravo. Se non fosse Giovanardi. Paola Concia (Pd), ovviamente, gli fa notare che la sua condanna suona un po’ stonata, da uno che si batte contro ogni tipo di diritto per le persone Glbt. E così, secca, gli dice: “Giovanardi fa parte di quella stessa categoria di persone”. Cioè: gli imbecilli. Non l’avesse mai fatto. Giovanardi è arrivato a chiamare in causa nientepopàdimeno che presidente del Senato – addirittura – e sollecitando provvedimenti. Contro la Concia. Ecco il testo della lettera inviata alla seconda carica dello Stato. Ai limiti del paradosso.

“Mercoledì 25 maggio ho condannato le deliranti scritte contro i gay apparse sui muri della Bocconi, denunciando il fatto che purtroppo il mondo è pieno di imbecilli, che offendono e aggrediscono chi non la pensa come loro. Leggo con dispiacere su Repubblica che l’on. Paola Concia afferma che: ‘Giovanardi rientra nella categoria di quelli che lui definisce imbecilli’ perchè sono: ‘mesi che, puntualmente insulta gli omosessuali’, mentre Aurelio Mancuso di Equality mi indica come ‘mandante morale di queste espressioni pubbliche’. La mia convinta difesa del principio Costituzionale che ‘la famiglia è una società naturale, fondata sul matrimonio’, fra un uomo e una donna, e la mia contrarietà, recentemente condivisa dalla maggioranza parlamentare, ad aggravanti specifiche per i reati anche di opinione che riguardino esclusivamente omosessuali e transessuali, mai hanno sconfinato in frasi irriguardose ma si sono sempre accompagnate alla difesa del principio della piena libertà di ognuno di vivere come vuole o con chi vuole, senza subire discriminazioni di sorta. Spero che l’on. Concia, con la quale ho più volte solidarizzato quando qualcuno le ha mancato di rispetto, sia stata male interpretata da Repubblica. In caso contrario chiedo un tuo autorevole intervento perchè mentre posso sopportare la campagna di odio e la marea di insulti nei miei confronti provenienti da militanti poco informati, non ritengo ammissibile che espressioni di questo tipo possano essere usate da colleghi parlamentari”.

A Giovanardi dico: la Concia non è stata male interpretata, e, anzi, aggiungo che la deputata sa spiegarsi benissimo. A parlare è stata soltanto la coerentissima rabbia di una donna, lesbica, insultata in strada con la compagna, e cittadina di uno Stato che non protegge i gay da insulti e violenze e minacce.

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May 26th, 2011 at 10:41 pm

Il giornalismo moralismo di Santoro smascherato da Aldo Grasso.

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Su quella che è stata una delle puntate più deprecabili della storia di Annozero (una perla della serata: la brillante giornalista-inviata che prende Noemi per il braccio, con poco stile e tanta petulante arroganza, cercando di convincerla a parlare), Aldo Grasso – la cui proverbiale acidità a volte mi spaventa – ha colto nel segno. Ha centrato in pieno quello squallido moralismo di certi pseudoeroi di cartapesta della sinistra, che alla sinistra finiscono col far male più delle solite divisioni interne. Perché è anche grazie alla violenza verbale e concettuale dei Santoro, ai soliti banali teoremi precostituiti, che Berlusconi ha un consenso così ampio.

Scrive Grasso:

“Meno male che Michele c’è. E meno male che ci sono anche Marco Travaglio, Sandro Ruotolo, Alex Stille, la prode inviata Monica; se no, non sapremmo cos’è la libera informazione, la schiena dritta, il coraggio di sventare complotti e fiabe. Si limitassero a fare il loro lavoro, che a volte è persino apprezzabile, non ci sarebbe nulla da dire. Ma come aprono bocca, i Santoro boys sentono il dovere di indossare il manto da parata del giornalista-moralista: vi diciamo la verità e vi diciamo anche che voi, che non la pensate come noi, siete dei poveretti asserviti”.

Aggiungo una cosa: non la pensate come Santoro? Siete degli squallidi fascisti. Punto.

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May 9th, 2009 at 12:39 am

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G8 in Abruzzo, il sogno di Berlusconi.

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«Sarebbe giusto spostare il G8 della Maddalena qui a L’Aquila».

Sono le parole di Silvio Berlusconi, che vorrebbe far esaminare al Consiglio dei ministri, nel capoluogo abruzzese, la possibilità di organizzare il maxi-evento proprio in Abruzzo. A molti l’ipotesi sembrerebbe insensata (il primo a criticarla è stato il ministro alle Infrastrutture, Matteoli), visti i lavori (e i soldi) che hanno già interessato la zona della Maddalena. Di Pietro ha parlato della “solita marchetta” di Berlusconi, mentre il sindaco della Maddalena – ovviamente – parla di “scelta illogica e incommentabile”. Quel che è certo, è che al premier, la location isolana non è mai piaciuta: non a caso venne scelta dal precedente governo Prodi. E le voci su un cambio di location sono sempre circolate (Napoli e Roma le altre due opzioni). Adesso, con il terremoto, la possibilità di liberarsi da tutti i problemi logistici della Maddalena (l’ospitalità, gli spostamenti), e di far confluire sull’Abruzzo i fondi destinati all’evento. Fonti governative sostengono che quella di Berlusconi non è una provocazione, ma un’idea che si cercherà di concretizzare. Intanto con uno studio sulla sua fattibilità. E Bertolaso, capo della protezione civile, non sarebbe più costretto a estenuanti trasferte l’Aquila-La Maddalena.

Il punto è: che ne sarà dei soldi spesi, ad oggi, per La Maddalena e per i bandi già assegnati ?

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April 23rd, 2009 at 12:01 pm

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Morgan e Sgarbi, incontro tra “Arte, genio e follia”.

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Ricevo questo invito/comunicato stampa:

“InContro tra Arte, Genio e Follia”: A Siena, faccia a faccia Sgarbi – Morgan. Lunedì 4 maggio alle 21.00 in Piazza Duomo, il grande evento organizzato da Comune di Siena e Fondazione Monte dei Paschi di Siena. Un faccia a faccia tra il critico d’arte Vittorio Sgarbi e il cantante – mattatore di X Factor Morgan”.

La domanda, adesso, è un’altra: chi è il genio? chi l’artista? chi il folle?

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April 23rd, 2009 at 11:31 am

Annozero, Vauro sospeso per la vignetta sui cimiteri.

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Davvero questa vignetta sui cimiteri meritava la sospensione di Vauro da Annozero?

vauro090409_7 by you.

Ne ho viste di peggiori, se proprio vogliamo fare una classifica (basata su un fantomatico tasso di … ?). Del resto dalle nostre parti, morte e religione sono argomenti tabù. Non era comunque meglio tirar fuori un’altra scusa, per “punire” il programma e dare un contentino al fronte anti-Santoro? Ma pare servisse un capro espiatorio pronta-consegna, consumo immediato.

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April 15th, 2009 at 2:02 pm

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Giornalisti-pirati, e la Medusa punta sulle proiezioni in lingua originale.

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L’ufficio stampa di Medusa ha deciso di proiettare i film per la stampa in versione originale con i sottotitoli “per motivi legati a incresciosi episodi di pirateria audio avvenuti durante le proiezioni per la stampa quotidiana”. Secondo quanto riferisce l’agenzia AGI (che mi risulta essere stata l’unica a battere la notizia), in una nota interna vengono informati gli addetti stampa italiani che “a partire da oggi, tutti i film di produzione estera distribuiti da Medusa saranno proiettati in versione originale con sottotitoli italiani”. Claudio Trionfera, capo ufficio stampa di Medusa Film, ha poi corretto il tiro: “la nota non era rivolta ai giornalisti, ma era ad uso interno ed e’ stata diffusa in maniera impropria”. Ma la sostanza non cambia. La comunicazione ufficiale, che sara’ inviata alla stampa insieme alla convocazione per la prossima anteprima cinematografica, conterra’ anche le spiegazioni verso i professionisti che si occupano di cinema. “A seguito di due anteprime in contemporanea a Roma e Milano del film ‘Ballare per un sogno’ – spiega Trionfera all’Agi – ci siamo accorti che il giorno dopo e’ comparso in rete il film nella versione audio italiana. Qualcuno ha montato a tempo di record sulla versione originale, gia’ in rete da tempo perche’ il film e’ uscito negli Usa, quella piratata in una delle due anteprime stampa. Non e’ nostro stile escludere i giornalisti facendo selezioni estremamente selettive – continua – percio’ abbiamo preferito optare per versioni originali sottotitolate, che peraltro in molti prediligono”. Non ci sarebbe un intento offensivo nei confronti della categoria (per la proiezione in inglese? Suvvia, ci vuole altro ad offenderci!), ma solo “una decisione dettata dalla necessita’ di difenderci dalla pirateria, di fronte alla quale siamo del tutto indifesi”. “E’ ovvio – conclude Trionfera – che questi episodi sono da attribuire a persone che non sono ne’ giornalisti ne’ amanti di cinema. Ma la nostra filosofia non e’ quella di fare selezioni severe come gli americani e, quindi, per difenderci faremo come altri nostri colleghi e proietteremo i film sottotitolati”.

E, invece, l’errore italiano, a mio avviso, è tutto qui: le anteprime stampa sono ormai diventate la fiera degli inviti agli amici degli amici. Perché non pretendere, banalmente, l’esibizione del tesserino professionale? O, al limite, pretendere dalla testata per la quale si lavora, una richiesta ufficiale di accredito su carta intestata?

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April 8th, 2009 at 11:15 pm

Terremoto, e il Tg1 si vantò degli ascolti.

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Il video viene postato nelle ultime ore su Facebook e su molti blog - ed è tra i più commentati su Youtube. La giornalista, fiera, elenca i dati di ascolto del Tg1, da “record”. Dati ottenuti grazie al terremoto.

Era proprio necessario?

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April 7th, 2009 at 1:40 pm

Stupro della Caffarella, la Bernardini “sgrida” i giornalisti.

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Insolito comunicato stampa di Rita Bernardini, deputata dei Radicali/Pd e membro della commissione Giustizia. La parlamentare denuncia il fatto che molti – troppi – giornalisti le stiano chiedendo di poter incontrare i due rumeni arrestati ieri per la nota vicenda dello stupro della Caffarella.

“Da ieri pomeriggio il mio cellulare è grave raggiunto da telefonate di giornalisti di quotidiani grandi e piccoli che mi chiedono di fare visita, nel carcere di Regina Coeli, ai due ultimi rumeni arrestati per lo stupro della
Caffarella. Comprendo la frenesia dei giornalisti che le tentano tutte pur di avere notizie e particolari su un fatto di cronaca così grave; ma tengo a precisare che questo tipo di visite da parte dei parlamentari non rientrano in quelle previste dall’ordinamento penitenziario e dal suo regolamento. In particolare, il regolamento (DPR n.230 del 2000) stabilisce che le visite devono essere rivolte alla verifica delle condizioni di vita dei detenuti e che non è consentito trattare con imputati argomenti relativi al processo penale in corso. Ribadisco che la visita ispettiva che ho fatto insieme a Sergio D’Elia agli imputati dello stupro di Guidonia fu doverosa verifica perché ricevemmo, dall’interno del carcere, segnalazioni di pestaggi degli arrestati, segnalazioni che non sono arrivate per i primi due imputati della Caffarella (poi scagionati dalla prova del DNA), né per i due ultimi rumeni arrestati. Constato, invece, con rammarico che poca attenzione è prestata dalle testate giornalistiche alle visite ispettive di carattere generale che come radicali facciamo di continuo nelle carceri italiane ormai giunte al collasso per sovraffollamento, tanto che lo stesso Ministro della Giustizia Angelino Alfano ha affermato, ed è la prima volta che avviene nella storia italiana, che sono incostituzionali. Una bella inchiesta su questo, no?”

Che la Bernardini suggerisca questa piuttosto che quella inchiesta giornalistica può anche andar bene. Non comprendo, invece, il fatto che arrivi a “censurare” il comportamento dei giornalisti, colpevoli di tentarle “tutte pur di avere notizie e particolari”. Insomma, colpevoli di fare il loro lavoro. Alla radicale andrebbe ricordato che è stato anche grazie alle inchieste giornalistiche de Il Messaggero e la Repubblica, che si è arrivati a dimostrare che i due rumeni arrestati nella prima fase delle indagini non avevano violentato la ragazza.

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March 21st, 2009 at 4:01 pm

Matteo Renzi come Panariello.

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Il paragone è di Sabina Guzzanti che, nel suo ultimo post, dedicato ai movimenti studenteschi, scrive:

“Ho visto Renzi ad anno zero m’è sembrato una specie di Panariello”.

Per quanto mi riguarda, sull’ultimo Magazine del Corriere ho letto l’ultima intervista di Vittorio Zincone a questo giovane e la conclusione è che dà risposte da vecchio.

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March 18th, 2009 at 1:27 pm