Archive for the ‘Commenti’ Category
Il giornalismo moralismo di Santoro smascherato da Aldo Grasso.
Su quella che è stata una delle puntate più deprecabili della storia di Annozero (una perla della serata: la brillante giornalista-inviata che prende Noemi per il braccio, con poco stile e tanta petulante arroganza, cercando di convincerla a parlare), Aldo Grasso – la cui proverbiale acidità a volte mi spaventa – ha colto nel segno. Ha centrato in pieno quello squallido moralismo di certi pseudoeroi di cartapesta della sinistra, che alla sinistra finiscono col far male più delle solite divisioni interne. Perché è anche grazie alla violenza verbale e concettuale dei Santoro, ai soliti banali teoremi precostituiti, che Berlusconi ha un consenso così ampio.
Scrive Grasso:
“Meno male che Michele c’è. E meno male che ci sono anche Marco Travaglio, Sandro Ruotolo, Alex Stille, la prode inviata Monica; se no, non sapremmo cos’è la libera informazione, la schiena dritta, il coraggio di sventare complotti e fiabe. Si limitassero a fare il loro lavoro, che a volte è persino apprezzabile, non ci sarebbe nulla da dire. Ma come aprono bocca, i Santoro boys sentono il dovere di indossare il manto da parata del giornalista-moralista: vi diciamo la verità e vi diciamo anche che voi, che non la pensate come noi, siete dei poveretti asserviti”.
Aggiungo una cosa: non la pensate come Santoro? Siete degli squallidi fascisti. Punto.
G8 in Abruzzo, il sogno di Berlusconi.
«Sarebbe giusto spostare il G8 della Maddalena qui a L’Aquila».
Sono le parole di Silvio Berlusconi, che vorrebbe far esaminare al Consiglio dei ministri, nel capoluogo abruzzese, la possibilità di organizzare il maxi-evento proprio in Abruzzo. A molti l’ipotesi sembrerebbe insensata (il primo a criticarla è stato il ministro alle Infrastrutture, Matteoli), visti i lavori (e i soldi) che hanno già interessato la zona della Maddalena. Di Pietro ha parlato della “solita marchetta” di Berlusconi, mentre il sindaco della Maddalena – ovviamente – parla di “scelta illogica e incommentabile”. Quel che è certo, è che al premier, la location isolana non è mai piaciuta: non a caso venne scelta dal precedente governo Prodi. E le voci su un cambio di location sono sempre circolate (Napoli e Roma le altre due opzioni). Adesso, con il terremoto, la possibilità di liberarsi da tutti i problemi logistici della Maddalena (l’ospitalità, gli spostamenti), e di far confluire sull’Abruzzo i fondi destinati all’evento. Fonti governative sostengono che quella di Berlusconi non è una provocazione, ma un’idea che si cercherà di concretizzare. Intanto con uno studio sulla sua fattibilità. E Bertolaso, capo della protezione civile, non sarebbe più costretto a estenuanti trasferte l’Aquila-La Maddalena.
Il punto è: che ne sarà dei soldi spesi, ad oggi, per La Maddalena e per i bandi già assegnati ?
Morgan e Sgarbi, incontro tra “Arte, genio e follia”.

Ricevo questo invito/comunicato stampa:
“InContro tra Arte, Genio e Follia”: A Siena, faccia a faccia Sgarbi – Morgan. Lunedì 4 maggio alle 21.00 in Piazza Duomo, il grande evento organizzato da Comune di Siena e Fondazione Monte dei Paschi di Siena. Un faccia a faccia tra il critico d’arte Vittorio Sgarbi e il cantante – mattatore di X Factor Morgan”.
La domanda, adesso, è un’altra: chi è il genio? chi l’artista? chi il folle?
Annozero, Vauro sospeso per la vignetta sui cimiteri.
Davvero questa vignetta sui cimiteri meritava la sospensione di Vauro da Annozero?

Ne ho viste di peggiori, se proprio vogliamo fare una classifica (basata su un fantomatico tasso di … ?). Del resto dalle nostre parti, morte e religione sono argomenti tabù. Non era comunque meglio tirar fuori un’altra scusa, per “punire” il programma e dare un contentino al fronte anti-Santoro? Ma pare servisse un capro espiatorio pronta-consegna, consumo immediato.
Giornalisti-pirati, e la Medusa punta sulle proiezioni in lingua originale.
L’ufficio stampa di Medusa ha deciso di proiettare i film per la stampa in versione originale con i sottotitoli “per motivi legati a incresciosi episodi di pirateria audio avvenuti durante le proiezioni per la stampa quotidiana”. Secondo quanto riferisce l’agenzia AGI (che mi risulta essere stata l’unica a battere la notizia), in una nota interna vengono informati gli addetti stampa italiani che “a partire da oggi, tutti i film di produzione estera distribuiti da Medusa saranno proiettati in versione originale con sottotitoli italiani”. Claudio Trionfera, capo ufficio stampa di Medusa Film, ha poi corretto il tiro: “la nota non era rivolta ai giornalisti, ma era ad uso interno ed e’ stata diffusa in maniera impropria”. Ma la sostanza non cambia. La comunicazione ufficiale, che sara’ inviata alla stampa insieme alla convocazione per la prossima anteprima cinematografica, conterra’ anche le spiegazioni verso i professionisti che si occupano di cinema. “A seguito di due anteprime in contemporanea a Roma e Milano del film ‘Ballare per un sogno’ – spiega Trionfera all’Agi – ci siamo accorti che il giorno dopo e’ comparso in rete il film nella versione audio italiana. Qualcuno ha montato a tempo di record sulla versione originale, gia’ in rete da tempo perche’ il film e’ uscito negli Usa, quella piratata in una delle due anteprime stampa. Non e’ nostro stile escludere i giornalisti facendo selezioni estremamente selettive – continua – percio’ abbiamo preferito optare per versioni originali sottotitolate, che peraltro in molti prediligono”. Non ci sarebbe un intento offensivo nei confronti della categoria (per la proiezione in inglese? Suvvia, ci vuole altro ad offenderci!), ma solo “una decisione dettata dalla necessita’ di difenderci dalla pirateria, di fronte alla quale siamo del tutto indifesi”. “E’ ovvio – conclude Trionfera – che questi episodi sono da attribuire a persone che non sono ne’ giornalisti ne’ amanti di cinema. Ma la nostra filosofia non e’ quella di fare selezioni severe come gli americani e, quindi, per difenderci faremo come altri nostri colleghi e proietteremo i film sottotitolati”.
E, invece, l’errore italiano, a mio avviso, è tutto qui: le anteprime stampa sono ormai diventate la fiera degli inviti agli amici degli amici. Perché non pretendere, banalmente, l’esibizione del tesserino professionale? O, al limite, pretendere dalla testata per la quale si lavora, una richiesta ufficiale di accredito su carta intestata?
Terremoto, e il Tg1 si vantò degli ascolti.
Il video viene postato nelle ultime ore su Facebook e su molti blog - ed è tra i più commentati su Youtube. La giornalista, fiera, elenca i dati di ascolto del Tg1, da “record”. Dati ottenuti grazie al terremoto.
Era proprio necessario?
Stupro della Caffarella, la Bernardini “sgrida” i giornalisti.
Insolito comunicato stampa di Rita Bernardini, deputata dei Radicali/Pd e membro della commissione Giustizia. La parlamentare denuncia il fatto che molti – troppi – giornalisti le stiano chiedendo di poter incontrare i due rumeni arrestati ieri per la nota vicenda dello stupro della Caffarella.
“Da ieri pomeriggio il mio cellulare è grave raggiunto da telefonate di giornalisti di quotidiani grandi e piccoli che mi chiedono di fare visita, nel carcere di Regina Coeli, ai due ultimi rumeni arrestati per lo stupro della
Caffarella. Comprendo la frenesia dei giornalisti che le tentano tutte pur di avere notizie e particolari su un fatto di cronaca così grave; ma tengo a precisare che questo tipo di visite da parte dei parlamentari non rientrano in quelle previste dall’ordinamento penitenziario e dal suo regolamento. In particolare, il regolamento (DPR n.230 del 2000) stabilisce che le visite devono essere rivolte alla verifica delle condizioni di vita dei detenuti e che non è consentito trattare con imputati argomenti relativi al processo penale in corso. Ribadisco che la visita ispettiva che ho fatto insieme a Sergio D’Elia agli imputati dello stupro di Guidonia fu doverosa verifica perché ricevemmo, dall’interno del carcere, segnalazioni di pestaggi degli arrestati, segnalazioni che non sono arrivate per i primi due imputati della Caffarella (poi scagionati dalla prova del DNA), né per i due ultimi rumeni arrestati. Constato, invece, con rammarico che poca attenzione è prestata dalle testate giornalistiche alle visite ispettive di carattere generale che come radicali facciamo di continuo nelle carceri italiane ormai giunte al collasso per sovraffollamento, tanto che lo stesso Ministro della Giustizia Angelino Alfano ha affermato, ed è la prima volta che avviene nella storia italiana, che sono incostituzionali. Una bella inchiesta su questo, no?”
Che la Bernardini suggerisca questa piuttosto che quella inchiesta giornalistica può anche andar bene. Non comprendo, invece, il fatto che arrivi a “censurare” il comportamento dei giornalisti, colpevoli di tentarle “tutte pur di avere notizie e particolari”. Insomma, colpevoli di fare il loro lavoro. Alla radicale andrebbe ricordato che è stato anche grazie alle inchieste giornalistiche de Il Messaggero e la Repubblica, che si è arrivati a dimostrare che i due rumeni arrestati nella prima fase delle indagini non avevano violentato la ragazza.
Matteo Renzi come Panariello.
Il paragone è di Sabina Guzzanti che, nel suo ultimo post, dedicato ai movimenti studenteschi, scrive:
“Ho visto Renzi ad anno zero m’è sembrato una specie di Panariello”.
Per quanto mi riguarda, sull’ultimo Magazine del Corriere ho letto l’ultima intervista di Vittorio Zincone a questo giovane e la conclusione è che dà risposte da vecchio.





