Archive for the ‘Giornalisteggiando’ Category
Holywar, insulti contro Profumo e Mancuso: proseguono deliri di Olsen.
Alfred Olsen, odiatore di professione, distributore di idiozie virali di stampo neonazista, animatore di un movimento di resistenza popolare con numero di iscritti molto prossimo allo zero, ma, soprattutto, mente e mani del sito Holywar (cloaca virtuale nella quale può dar sfogo al suo odio ormai patologico contro gli ebrei), ha aggiornato oggi le sue liste di proscrizione. Già note dalla fine degli anni Novanta, da quando l’Olsen – ispiratore di un altro pazzo tristemente noto alle cronache, il terrorista norvegese Anders Behring Breivik – raccoglie i nomi di personalità di religione ebraica al solo scopo di intimidirle e insultarle. Oggi è toccato al ministro Profumo, ad Aurelio Mancuso, presidente di Equality, e al sottoscritto. A me e a Mancuso – storico attivista del movimento Glbt – ha riservato una vignetta in stile Holywar. Deliri che non meritano troppe attenzioni (se non quella, giusta e doverosa, delle forze dell’ordine) e che, oggi, hanno suscitato la reazione del presidente della comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici (più volte attaccato da Olsen), ma anche di Nichi Vendola, di Paola Concia, Emanuele Fiano, Imma Battaglia, del presidente della Provincia di Milano (Podestà) e di Antonio Mazzocchi, deputato del Pdl.
Olsen non fa paura, neanche un po’ pena, e va trattato per quello che è: un nazista da isolare.
(la notizia si trova su Lettera43 e, grazie all’Ansa, sui siti del Corriere della Sera, dell’Unità)
Camillo Langone e il trollismo retribuito.

Camillo Langone è fortunato. E’ riuscito a inventarsi un nuovo modo di guadagnarsi il pane quotidiano. Il trollismo retribuito. Scrivi idiozie, insulta una categoria di persone (prima le donne, poi i gay), e vedrai che farai parlar di te, rendendo felici i tuoi datori di lavoro. I giornali che ti pagano quelle idiozie camuffate da pensieri di intellettuale antitutto e tutti, vedranno, infatti, aumentarsi le visite e le indicizzazioni delle loro pagine. SEO felici, pagnotta guadagnata. Offese gratuite prodotte.

Italia, 2011.
Ossigeno per l’informazione e le minacce di Gaetano Saya.
“Adinolfi aggredito da otto giovani Sallusti”.
Anche il New York Times si becca il suo pesce d’aprile.

La notizia era di quelle gustose, almeno per chi si occupa di web. Un avvocato-blogger è stato assunto dalla Casa Bianca in qualità di “blogger-giuridico”. Lui si chiama Eric Turkewitz, e aveva anche creato un sito, molto credibile. Il New York Times, nello specifico il blog City Room, c’è cascato in pieno, titolando: “Quando gli avvocati bloggano”. L’avvocato aveva persino creato un tweet di comodo. Alla fine, City Room ha rimosso l’articolo (è il bello del web), con una nota, in cui si parlava del pesce d’aprile e si attendeva una telefonata di conferma dalla Casa Bianca. Ovviamente, Washington ha smentito tutto.
Per quanto riguarda Omniroma, due pesci scongiurati (uno, molto creativo, sulla lupa capitolina). Sempre perché la gente, il primo aprile, non c’ha una mazza da fare.
“Svastica sotto casa di Pacifici”, ma risale a nove mesi fa.
Poco dopo le 13 di oggi, l’agenzia stampa Ansa, per prima, batteva la notizia che una svastica era stata disegnata sul portone dell’abitazione di Riccardo Pacifici. La svastica sarebbe stata realizzata con una speciale vernice, “visibile solo in controluce” (fatto che rappresenterebbe,di per sè, una novità). La notizia, come comprensibile, fa partire una serie di comunicati stampa di solidarietà, tra gli esponenti politici locali.
La svastica, però, è roba vecchia, di nove mesi circa: risale, infatti, al gennaio scorso. Allora, come avviene in questi casi, venne subito cancellata. Ma rimuovendola, il solvente molto potente deve aver lasciato una sorta di “segno”, a forma di svastica. Quello stesso mese, per l’esattezza il 21 gennaio, Fiamma Nirenstein firmò un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno, nella quale elencava una serie di azioni antisemite, tra le quali quella del 5 gennaio, così sintetizzata: “Una svastica viene disegnata sul portone di ingresso della casa del presidente della Comunità ebraica di Roma Riccardo Pacifici”.
Così, un’ora e mezzo dopo, arriva la precisazione dello stesso Riccardo Pacifici: “La svastica risale a nove mesi fa”. Seguiva anche una nota della stessa comunità: “Per dovere di cronaca siamo obbligati a precisare che la notizia data oggi da alcune agenzie di stampa circa la svastica ritrovata sul portone di casa del Presidente della comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, risale ad alcuni mesi fa, quando sì era preferito non rendere nota la cosa. Ieri, il portone sembrava di nuovo imbrattato mentre dai confronti con l’arma dei carabinieri si è capito che si trattava di una vecchia svastica, già denunciata alle forze dell’ordine. Ringraziamo il mondo politico, che in modo bipartisan ha condannato e espresso solidarietà al Presidente. Attendiamo comunque l’esito delle indagini della Digos, riguardo all’episodio dei mesi trascorsi”.
Se la Reuters scambia un pene per una coda.

Davanti al Legoland Discovery Centre, a Berlino, è piazzata, dal 2007, una giraffa. L’animale è stato realizzato usando i famosi mattoncini Lego. I turisti si divertono a staccarle la coda, che pare essere diventata una sorta di souvenir da portare a casa (souvenir costoso: per ricostruirla ci vogliono 3000 euro e una settimana di lavoro). Questa la storia. Ma nel primo take, mandato in rete dalla Reuters, al posto della coda, si parla di pene. E peccato che quell’animale in Lego non ne sia fornito. E così ecco la correzione:
09:23 25 Aug 09 RTRS-CORRECTED – German Lego giraffe tail repeatedly stolen (Correcting to ‘tail’ from ‘penis’)

Il problema è che la notizia, nel frattempo, era stata ripresa da vari siti.
“Aspetta 12 figli”, ma era una bufala.
Ieri ne hanno scritto un po’ tutti, a cominciare dalle nostre principali agenzie di stampa – Apcom, Ansa, Adnkronos e Agi. La donna tunisina che aspetta 12 figli non poteva non far gola, in un mese tradizionalmente povero di notizie. A inzuppare il biscotto per primi, va detto, sono stati i giornali britannici, che hanno diffuso la notizia. Oggi, però, è venuto fuori che la signora in questione s’era inventata tutto. A sostenerlo un’inchiesta del ministero della Salute tunisino, che, sempre ieri, ha inviato un suo delegato a parlare con la presunta-futura-mamma. La prima agenzia, oggi, a riferire dei “dubbi” del ministero della salute tunisino è stata l’Adnkronos.
Come scrive il Daily Telegraph, oggi: “La donna, A.F., 34 anni, aveva riferito ai medici della sua città, Gafsa, di attendere 12 figli. Ma un’indagine del ministero della Salute ha dimostrato che la donna ha problemi psicologici e probabilmente non è neanche incinta. Al funzionario del ministero ha detto di essere al nono mese: peccato che il suo fisico non sia quello di una donna incinta di 12 neonati. La donna si è rifiutata di sottoporsi ad una visita medica, e dal giorno dell’incontro col funzionario si è resa irreperibile“.
Corriere della Sera, riproduzione riservata.
Da qualche giorno – l’ho notato solo oggi – in calce ad ogni articolo pubblicato sul Corriere della Sera è stata inserita la dicitura: “Riproduzione riservata”, accompagnata dal simbolo del Copyright. La stessa formula compare nella versione on-line del quotidiano, sui pezzi firmati dai giornalisti (e non quelli ricavati usando le agenzie). Se non mi sbaglio, è il primo quotidiano ad adottare la formula sulla sua edizione cartacea.
Ma non basterebbe un avvertimento nella gerenza? In via Solferino sono davvero così spaventati da eventuali ”scopiazzatori”?
Nonostante la crisi, Bloomberg assume.
Bloomberg scommette sul futuro e, nonostante qualche modesto calo nella vendita dei suoi terminali, decide di assumere. L’agenzia di informazione finanziaria è convinta di potersi espandere, come spiega oggi al Financial Times il presidente dell’azienda, Peter Grauer. La vendita di terminali – quelli attraverso i quali si accede alle notizie – ha fatto segnare un – 2,5% (su circa 300.000 abbonati). La vendita di terminali incide per l’85% sui profitti della Bloomberg. E, comunque, quest’anno saranno assunte 950 persone, in particolare per i nuovi uffici ad Abu Dhabi, in Angola, a Belgrado, Doha, Riyadh e Tallinn (che si vanno ad aggiungere alle 145 sedi esistenti).
Conde Nast/Chiude il magazine Portfolio.

La Conde Nast ha deciso di chiudere la rivista business “Portfolio”, e il relativo sito, Portfolio.com. Lanciata nel maggio 2007, nasceva in contrapposizione a magazine quali Fortune, Forbes e BusinessWeek. Ora l’editore ha comunicato che quello di maggio sarà l’ultimo numero. Come ha spiegato in una nota il Chief Executive del colosso editoriale, Charles H. Townsend, i profitti erano “al di sotto di un livello necessario per continuare con le pubblicazioni”. Secondo quanto riferisce Gawker, l’azienda ha investito 100 milioni di dollari per il lancio di Portfolio, tra grandi firme e stipendi da favola. Già lo scorso mese di ottobre, la rivista aveva licenziato il 20% del personale.
Poliziotto arresta giornalista televisivo.
Un poliziotto arresta un giornalista di KVIA-TV e il cameramen per aver interferito col suo lavoro. L’agente, dopo la denuncia del giornalista, trasmessa anche dalla CNN, è stato tolto dalla strada e messo in ufficio, mentre è in corso un’indagine interna.
Metro/La vignetta su Hawking che non piace a tutti.
La versione britannica del free press Metro ha pubblicato ieri questa vignetta, a proposito delle condizioni di salute di Stephen Hawking. Diciamo che non è piaciuta a tutti.

Salute e disabilità, due temi sui quali gli scherzi, quasi sempre, vengono mal tollerati.
Giornalista vince il Pulitzer, ma perde il lavoro.
Uno pensa: un giornalista vincitore di un Pulitzer dovrebbe come minimo avere il lavoro garantito a vita. Errore. Basta vedere quello che è successo a Paul Giblin. Insieme a Ryan Gabrielson ha ottenuto in queste ore l’ambito premio giornalistico, con una storia pubblicata sull’East Valley Tribune (in cinque puntate, raccontava come uno sceriffo combatteva l’immigrazione clandestina, trascurando il contrasto agli altri reati). Peccato che Giblin sia stato licenziato lo scorso mese di ottobre, quando il suo giornale ha dovuto tagliare il personale del 40%, oltre a ridurre le pubblicazioni a 4 giorni a settimana (oggi esce appena tre giorni a settimana). Giblin, comunque, non si è dato per vinto, e insieme ad altri colleghi – anche loro licenziati – ha fondato il sito “Arizona Guardian“. L’ennesima fuga/ripiego nell’on-line. Stucchevole il commento dell’editore, che ha licenziato il giornalista: “Di fronte alle scelte che abbiamo dovuto prendere, sarebbe stato meglio se le cose fossero andato in modo diverso. Ma certo questa situazione non sminuisce il lavoro fatto dai giornalisti su questo progetto, e il premio che hanno ricevuto”.
Anselmi all’Ansa, Calabresi alla Stampa, le previsioni di Bechis.
Italia Oggi, in edicola domani, anticipa le nomine (di cui si parla da giorni) ai vertici delle più importanti realtà editoriali italiane. Il pezzo (Titolo: “Comanda Berlusconi, ma vince De Benedetti”) è a firma del direttore del quotidiano, Franco Bechis, che sottolinea il “successo” di molti ex di “Repubblica”.
Giulio Anselmi, attuale direttore de La Stampa ed ex direttore dell’Espresso (dal cui gruppo che controlla Repubblica è stato sostenuto), diventerà dopodomani presidente della più importante agenzia di stampa italiana, l’Ansa, battendo il candidato voluto da palazzo Chigi: Marcello Sorgi. Entro l’estate direttore della stessa agenzia diventerà Luigi Contu, caporedattore di Repubblica. Direttore de La Stampa diventerà Mario Calabresi, corrispondente da New York per Repubblica. In corsa per un Tg Rai c’è Mario Orfeo, nato e cresciuto a Repubblica.








