Archive for the ‘Notiziando’ Category
Ragazza romana suicida, il preside: “Si era lamentata di mal di testa”.
“Una ragazza normale, anzi, paradossalmente troppo normale. Si era appena lamentata di avere mal di testa. Poi è corsa in un’altra stanza, e si è buttata di sotto”. Marcello Montagna è il preside dell’istituto Niccolò Machiavelli, di Roma, la scuola nella quale studiava la 18enne M.S.. La ragazza, secondo quanto riferisce il dirigente scolastico, si è lanciata dalla finestra di un hotel londinese, giovedì, intorno all’ora di cena. Era in gita, insieme a 45 compagni e tre professori. “Bei voti, nessuno screzio con i compagni – continua Montagna, 65 anni, da 6 anni alla guida della scuola – Non riusciamo a darci una spiegazione”.La ragazza studiava nella sede di piazza dell’Immacolata, a San Lorenzo, e frequentava il liceo classico. A Londra, secondo quanto riferisce il preside, c’erano in tutto tre classi di studenti: la seconda e terza liceo classico, e una quinta pedagogico. “Era una ragazza splendida, anche secondo quanto ricordano i professori e i compagni”, continua Montagna. Quanto alla dinamica, il dirigente scolastico dice di averla appresa dai professori che accompagnavano il gruppo. “Era ora di cena, perché la professoressa di greco – racconta – aveva detto alla ragazza di mangiare. A un certo punto lei si è lamentata di aver del mal di testa. ‘Non mi sento bene’, avrebbe detto. E’ stato poco dopo che si è alzata ed è andata di fretta in un’altra stanza. La professoressa di greco l’ha seguita. E’ stato allora che si è buttata di sotto”. “Non è stata lasciata sola – dice ancora il dirigente scolastico – Nessuno riesce a spiegarsi l’accaduto”. Un fatto, dice il preside, che ha scosso l’intero istituto. La notizia si è diffusa in poche ore, via Facebook o sms, tra tutti i conoscenti della ragazza. “Quattro anni fa – dice amareggiato il preside – potevo andare in pensione. Ho preferito andare avanti. Ecco, oggi mi pento di averlo fatto”.
Carnevale con Mussolini e Hitler, ancora polemiche.
“Malgrado le smentite del sindaco, le maschere di Hitler, Mussolini, Eva Braun e Clara Petacci sfileranno comunque per le vie del nostro territorio”. A pochi giorni dalla polemica che ha accompagnato la notizia di una sfilata con le riproduzioni dei volti del Duce e del Führer, la presidente del IX Municipio, Susi Fantino, denuncia che l’evento si svolgerà, come da programma, il 14 febbraio. E questo nonostante il sindaco, lo scorso 4 febbraio, si fosse espresso in maniera netta: “Ritengo sia di pessimo gusto per una manifestazione gioiosa come il carnevale l’utilizzo di maschere che rievocano personaggi che ricordano momenti tragici della Storia nazionale e internazionale. Ho dato disposizione agli uffici per proibire l’esibizione di queste maschere di cattivo gusto”.
La Fantino, che per prima aveva segnalato l’invio di materiale pubblicitario sulla sfilata a tutte le scuole del Municipio, riferisce di aver ricevuto ieri una richiesta ufficiale di parere da parte del gabinetto del sindaco. Una richiesta di occupazione di suolo pubblico per domenica 14 febbraio, che conferma in pieno la stessa manifestazione “Carnevale in love”. L’evento, rivela la Fantino, è stato finanziato dal Comune con 225mila euro, “regalati all’associazione Arte musica e spettacolo” per la sua organizzazione. Somma contestata dalla presidente, che evidenzia come i “municipi, senza fondi”, siano “in esercizio provvisorio, con gravi difficoltà nel garantire ai propri cittadini i servizi essenziali”. Alla richiesta avanzata del Comune, il municipio ha già dato “parere negativo”. “Ma questo non è vincolante – sottolinea la Fantino – e, come già avvenne con un evento analogo, organizzato l’anno scorso dalla stessa associazione insieme a Franco Califano, il Comune può concedere l’occupazione di suolo pubblico”. Tre i luoghi previsti, dove ci saranno installazioni, sfilate e palchi: Villa lazzaroni, largo Tacchi Venturi, largo Colli Albani. Il tutto animato da personaggi del mondo dello spettacolo, in maschera e non. A cominciare dalla madrina, Carmen Russo.
Immediate le reazioni dal mondo politico, a cominciare dall’assessore regionale alla Cultura, Giulia Rodano, che critica “la politica culturale del sindaco”. “Il Comune di Roma ha erogato 225mila euro a un’associazione per la realizzazione di una sfilata di carnevale ispirata alle vite dei peggiori dittatori che l’Europa abbia conosciuto. E’ a dir poco inaccettabile che la Giunta di Alemanno voglia anche sdoganare le pagine peggiori della storia di Roma, promuovendo un’immagine pericolosamente giocosa e intimista delle vite di Hitler e Mussolini, che non possono mai, in nessun modo essere scisse dai drammi che hanno causato a migliaia di famiglie della nostra città”. Per il gruppo capitolino del Pd parla Massimiliano Valeriani, consigliere comunale, secondo il quale la manifestazione “smaschera il sindaco di Roma. Ancora una volta Alemanno, dunque, racconta bugie e agisce seguendo il solito cliché. Prima ha preso le distanze dal fatto, poi ha assicurato pubblicamente che l’iniziativa non si sarebbe svolta e alla fine scopriamo che tutto è rimasto come prima. Quindi o le parole del sindaco non contano nulla, oppure Alemanno mente sapendo di mentire anche a Carnevale”.
Chiedono “spiegazioni” ufficiali anche il consigliere provinciale e segretario di zona del Pd, Massimiliano Massimiliani e il vicepresidente del Municipio Roma IX, Gianluca Menghi: “Quello che sta succedendo è l’ennesimo atto di forza e di arroganza da parte dell’amministrazione centrale ai danni di un municipio governato dal centro sinistra. Alemanno soffoca completamente l’autonomia dei municipi, tagliando drasticamente le voci dei bilanci municipali da destinare alla cultura salvo far planare dall’alto manifestazioni di questo tipo, senza nessun fondamento culturale e mai come in questo caso ingiuriose verso la cultura di un Paese che non trova nulla di comico e carnevalesco nelle maschere di due dittatori che hanno mostrato il volto più crudele dell’umanità”. Per il consigliere regionale del Pd, Giovanni Carapella, “la sfilata nazi-fascista, a spese della comunità”, è una “‘carnevalata’ sguaiata, offensiva, che ben rappresenta gli spiriti e gli intenti di chi oggi si sente legittimato a disporre della città e dei suoi spazi per fare propaganda di ideologie che si sono rese responsabili di avvenimenti fra i più ignominiosi e funesti del nostro passato”. “Polemiche infondate”, sottolinea l’ufficio stampa del Comune, precisando che il finanziamento comunale “ammonta a 100mila euro iva compresa”. Dal Campidoglio viene fatto notare che “gli uffici competenti hanno ricevuto da parte dell’Associazione organizzatrice un documento, protocollo 8718, con il quale gli organizzatori, scusandosi per le polemiche suscitate, confermano il ritiro di queste maschere dalla sfilata”. “Inoltre, con protocollo 8779, il Gabinetto del Sindaco, nel concedere l’autorizzazione alla manifestazione nel suo complesso, ha evidenziato la seguente prescrizione: “Si rappresenta agli organizzatori che non dovranno essere utilizzate maschere di natura e/o riferimento politico e comunque tali da risultare offensive per la sensibilità pubblica, quali ad esempio Adolf Hitler e Eva Braun, Benito Mussolini e Claretta Petacci’”, conclude la nota del Campidoglio. La presidente del Municipio, però, controreplica: “Nella richiesta di occupazione di suolo pubblico, che ci è arrivata ieri, si parla ancora dello stesso progetto, e vengono citate le maschere di Hitler e Mussolini”. “In ogni caso il nostro parere negativo rispetto a questo evento non cambia – dice la Fantino – perché siamo stati informati tardivamente. I 100mila euro di finanziamento, comunque, restano una cifra spropositata”.
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Un altro vescovo: “No alla comunione ai gay”.
Niente comunione ai “gay conclamati”, perché “l’omosessualità è un disordine” e i precetti della Chiesa non devono essere contraddetti. Per monsignor Simone Scatizzi, vescovo emerito di Pistoia, i preti dovrebbero rifiutarsi di somministrare la comunione ai gay. Parlando oggi con il sito religioso Pontifex, a proposito degli omosessuali “che proclamano la loro condizione e la praticano”, l’esponente cattolico sostiene: “Il principio generale é che la conclamata e ostentata omosessualità é un peccato che esclude la comunione”. Le parole del vescovo fanno il giro del web, suscitando reazioni e sdegno da parte della comunità GLBT, che già aveva registrato, lo scorso 25 gennaio, un’analoga presa di posizione. Parlando con lo stesso sito, infatti, il vescovo emerito di Grosseto, monsignor Giacomo Babini, era stato ancora più esplicito, arrivando anche a chiamare in causa il governatore della Puglia, Nichi Vendola: “La pratica conclamata della omosessualità é un peccato gravissimo, costituisce uno scandalo e bisogna negare la comunione a tutti coloro che la professino, senza alcuna remora, proprio in quanto pastori di anime. Io non darei mai la comunione ad uno come Vendola”. L’ultima presa di posizione, in ordine di tempo, è del 79enne Scatizzi, già protagonista, nel 2005, di un’aspra polemica contro i gay, “colpevoli”, a suo dire, della “crisi della virilità”. “L’omosessualità in quanto tale é un disordine. E su questo non ci sta discussione”, afferma categorico il religioso, salvo poi concedere che “con gli omosessuali é necessario usare delicatezza e misericordia e alla fine il giudice ultimo é Dio, pertanto sulla Terra nessuno é autorizzato ad emettere sentenze”. Il vescovo emerito di Lucera-Troia, monsignor Francesco Zerrillo, sembra andare oltre, arrivando a criticare persino le leggi contro l’omofobia. “Io non le ritengo giuste – ha tuonato il porporato, parlando il 2 febbraio con lo stesso sito – in quanto non é mai assimilabile, dunque omologabile, ciò che é la normalità, ovvero la famiglia eterosessuale fondata da uomo e donna e quella omosessuale che famiglia non é, per la semplicissima ragione che non é in grado di ottemperare alla riproduzione. L’atto sessuale é volto a questo e non alla ricerca di lussuria”. Secondo Zerrillo bisognerebbe invitare il gay credente a non chiedere la comunione, “per non alimentare lo scandalo”: “Se davanti a me, specie in un centro piccolo in cui tutti sanno tutto di tutto, il dare la comunione ad una persona del genere può causare scandalo é quindi meglio non darla . Sarebbe saggio generalmente prevenire queste cose o al massimo amministrarla e poi dirgli amico non provarci più, per scongiurare uno scandalo ancora maggiore”. Aveva parlato invece di “pratica aberrante” il collega emerito di Grosseto, monsignor Giacomo Babini: “Mi fa ribrezzo parlare di queste cose e trovo la pratica omosessuale aberrante, come la legge sulla omofobia che di fatto incoraggia questo vizio contro natura. I vescovi e i pastori devono parlare chiaro, guai al padre che non corregge suo figlio. Penso che dare le case agli omosessuali, come avvenuto a Venezia, sia uno scandalo, e colui che apertamente rivendica questa sua condizione dà un cattivo esempio e scandalizza”. Cosa dovrebbero fare i gay? “Pentirsi di questo orribile difetto”, l’invito di Babini. Durissimi i commenti degli utenti in calce a queste interviste, fatte circolare in maniera virale su Facebook, i forum e i blog. “Una persona non può e non dovrà mai vergognarsi di quello che è. Dio ama tutti indistintamente e lei predica odio, incita le masse ignoranti alla violenza e contribuisce a rendere l’Italia un paese razzista, omofobo, antisemita”, scrive un utente, mentre un altro aggiunge: “La chiesa dovrebbe essere simbolo di pace e non di intolleranza, lasci l’anello che porta con tanta prosopopea e riprenda in mano il Vangelo. Volgete lo sguardo alle mele marce che ci sono tra di voi (preti pedofili, ecc.) e non prendetevela con chi, realmente, è capace di amare”. “Vi rendete conto, signori, che voi stessi avete detto che Dio è amore? gli omosessuali non hanno bisogno di misericordia o di perdono, vi prego. Ora è veramente troppo”, scrive l’utente “frangisca” commentando le parole di Scatizzi. Il quale sembra avere solo un consiglio per gli omosessuali: “Sarebbe opportuno che i gay si lasciassero portare sulla via della guarigione e della conversione”. Interviene il presidente dell’Arcigay”Ormai la strategia offensiva e discriminatoria del Vaticano è chiara: fare dire delle cose orribili a vescovi in pensione sul sito Pontifex, emanazione dei lefebvriani, per attaccare la dignità delle persone omosessuali”.
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Canile della Muratella, due persone indagate.
Maltrattamento di animali. Questo il reato per il quale due persone sono finite nel registro negli
indagati, secondo quanto si apprende, nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione del canile della Muratella e sulle condizioni in cui sono tenuti i suoi ospiti a quattro zampe, cani e gatti. L’inchiesta, coordinata dal
pm Maria Bice Barborini, ha già portato, lo scorso 21 gennaio, ad un’ispezione dei Nas della struttura nei pressi di Porta Portese e gestita per conto del Comune da un’associazione, nonché al trasferimento di alcuni ospiti del canile. In particolare per ora sono 15 gli animali che sono stati portati altrove: 14 gatti e un cane, tenuti in condizioni non idonee. A finire nel registro degli indagati sarebbero due persone da cui dipende la gestione del canile, e che ora dovranno fornire alcune spiegazioni su quanto rilevato dai Nas. Il reato di maltrattamento di animali è previsto all’articolo 544ter del codice penale: “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche ecologiche è punito con la reclusione da tre mesi a un anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro. La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi. La pena è aumentata della metà se dai fatti di cui al primo comma deriva la morte dell’animale”.
Le reazioni. “Senza voler entrare nel merito del procedimento in corso, e dei chiarimenti che coloro che
sarebbero indagati rispetto alla gestione del canile di Muratella dovranno fornire, ribadiamo tutte le forti criticità
da noi rilevate e sottolineate, anche in modo formale, presso gli uffici competenti dell’Amministrazione comunale, rispetto ad aspetti sostanziali e formali della gestione di Avcpp del canile. Riteniamo che quanto sta avvenendo debba richiamare l’attenzione sulla assoluta necessità di un radicale cambiamento nella gestione delle strutture adibite al ricovero di cani e gatti nel Comune di Roma”, dicono Andrea De Priamo e Fabrizio Santori, rispettivamente presidenti delle commissioni Ambiente e Sicurezza del Comune di Roma. Piergiorgio Benvenuti, Responsabile dei Rapporti Istituzionali e Coordinatore per il Lazio del Movimento Ecologista Europeo- Fare Ambiente chiede “una gestione dei canili maggiormente trasparente e rispondente alle esigenze degli animali ospitati, favorevoli all’indirizzo espresso dalla giunta comunale e dall’assessore De Lillo di affidamento al Bioparco di questi servizi, che da troppi anni sono rimasti monopolio di una singola associazione”.
Il Pd plaude allo sgombero dei rom e il web s’arrabbia.

“Finalmente diciamo no al degrado. E’ finalmente avvenuto lo sgombero del campo nomadi di via degli Angeli. Inoltre dopo oltre 20 anni verrà effettuato il rifacimento della pavimentazione parrocchia S. Giuseppe
Cafasso”. Firmato PD. E’ questo il manifesto, scritta rossa su fondo bianco, che si riferisce allo sgombero di un campo rom a Torpignattara, avvenuto il 16 gennaio scorso. Manifesto che sta facendo discutere il web, fino a suscitare numerose proteste tra i militanti del Pd. C’è chi lo giudica non in linea con la politica di un partito di centrosinistra. Nel manifesto si spiega che lo sgombero è stato reso possibile “grazie alla campagna di mobilitazione” del Pd. Oltre a circolare in maniera virale su Facebook, l’immagine viene riproposta da molti blog. Il blogger Mattia Laconca (mattialaconcaprc.splinder.com), ad esempio, parla di manovra elettorale: “Il Pd magari con l’occasione riesce anche a strappare qualche decina di voti ai compagni di giochi del PDL”. E se Ladytux (ladytux.blogspot.com) lo definisce “un manifesto inquietante”, qualcun altro (ilrusso.blogspot.com) si limita a pubblicare la foto con un insulto, diretto al Pd. E i commentatori non sono da meno: “non e’ uno scherzo, vero? Stanno davvero festeggiando una deportazione”, si chiede un utente che si firma Punzy, mentre un altro ironizza: “Ma è davvero diventato il PDL meno L!”. Pensiero analogo ribadito su Friendfeed, dove l’utente “Ciocci” parla di una rincorsa verso il Pdl. “Pd fa vedere che quando vuole potrebbe governare come la destra”, sottolinea. Critiche che sono arrivate direttamente al capogruppo del Pd nel Municipio VI, Gianluca Santilli, fin sulla sua pagina Facebook. “Mi hanno massacrato”, dice l’esponente del Pd, che è anche presidente della commissione sicurezza del Municipio. Sempre lui, però, spiega che il senso del manifesto è stato frainteso. “Siamo contro gli sgomberi non concordati, organizzati senza un minimo di pianificazione – spiega al telefono – In questo caso avevamo 72 rom che vivevano in condizioni incivili, in un campo abusivo. Insieme al delegato capitolino alla sicurezza abbiamo visitato due volte il campo, e insieme ci siamo mossi per garantire a queste persone una sistemazione più dignitosa”. E il manifesto? Sarebbe stato realizzato da un presidente di circolo, senza essere stato concordato con i dirigenti locali del Pd. “Quando Alemanno ha sbagliato, lo abbiamo criticato, e continueremo a farlo – spiega Santilli – In questo caso, però, siamo stati noi ad incalzarlo perché si intervenisse per risolvere questa situazione”.
Maschere di Hitler e Mussolini, bufera sul Carnevale a Roma.
Hitler ed Eva Braun, ma anche Benito Mussolini e Claretta Petacci. Sono le coppie storiche protagoniste di un evento carnevalesco, che le porterà a sfilare per le strade di un municipio romano. “ Carnevale in Love” è il nome di un appuntamento che è stato pubblicizzato, in questi giorni, presso tutte le scuole elementari e medie del IX Municipio, provocando numerose proteste da parte dei docenti e dei dirigenti scolastici. A raccoglierle, la presidente del Municipio, Susanna Fantino, che si è detta “contrariata e amareggiata”, oltre che “offesa per lo sdoganamento di questi personaggi storici”. “Nei giorni scorsi – spiega – sono stati recapitati, presso le portinerie di tutte le scuole elementari e medie del nostro territorio, alcuni plichi, con il materiale relativo a questo ‘Carnevale in love’, previsto per il prossimo 14 febbraio, giorno di San Valentino. I suoi promotori, tra l’altro, lasciavano intendere che godesse di un appoggio istituzionale, nella fattispecie del municipio”. “Abbiamo ricevuto moltissime chiamate, oltre che di protesta, di richiesta di informazioni – continua la Fantino – i docenti ci chiedevano se ne sapessimo qualcosa”. Ma ad oggi l’organizzazione non ha avuto alcun contatto con la presidenza. “Si parla di una sfilata, ma noi non abbiamo mai autorizzato l’occupazione di suolo pubblico, che è di competenza del municipio. Anche ai vigili urbani non è arrivata nessuna richiesta”, evidenzia Fantino, che parla di “un vero e proprio giallo”. L’evento, secondo quanto spiega il plico portato nelle scuole e destinato ai bambini delle scuole dell’obbligo, è organizzato dall’associazione “Arte musica e cultura”. Un gruppo non nuovo a iniziative che fanno discutere, come quella dello scorso 8 marzo, quando in occasione della Festa della donna organizzò un concerto con Franco Califano. Oltre alle maschere di Hitler e Mussolini e delle loro compagne, vengono presentate anche quelle di Berlusconi con Veronica Lario e di Obama e Michelle (in tutto saranno 16). Madrina della sfilata sarà Carmen Russo. E tra i personaggi erano previsti anche la corte papalina, Palmiro Togliatti e consorte. “Avevamo programmato – ha spiegato il presidente dell’associazione, Enzo Longobardi – di far sfilare anche dei personaggi travestiti da Silvio Berlusconi assieme alle escort ma, così come per Hitler e Mussolini, probabilmente saremo costretti ad eliminare queste figure per evitare polemiche”. Longobardi precisa che l’iniziativa ha avuto “l’autorizzazione dal Gabinetto del sindaco del comune di Roma”. Ma l’indignazione della Fantino non si placa. “Un evento che ci impressiona per il messaggio insolente che vuole diffondere. Vengono presentati personaggi della televisione spazzatura, veline e danzatrici brasiliane, e per finire, si propone un concorso per eleggere Miss Facebook ultra quarantenne”, attacca l’esponente municipale romana. “Il nostro Municipio, informato dai direttori e dai presidi – afferma Fantino – è da sempre impegnato a divulgare una qualità della cultura che ha come obiettivi la crescita sociale, culturale ed etica dei nostri cittadini e non può certamente accettare, neanche per ironia, maschere-modello come Hitler e Mussolini, padri delle leggi razziali e di anni bui della nostra recente storia”. “A pochi giorni di distanza dalla giornata della Memoria – osserva la Fantino – crediamo di essere davanti ad un’offesa anche nei confronti della comunità ebraica romana. Come è possibile sdoganare Hitler e Mussolini, soprattutto agli occhi dei bambini? Mi sembra evidente che si vogliano normalizzare queste figure, circoscrivendole all’amore e alla relazione che hanno avuto. Ma la loro fama è legata a ben altri fatti”. I luoghi indicati per il “ Carnevale in Love” sono Villa Lazzaroni, la via Appia Nuova, Largo Tacchi Venturi, Largo Colli Albani. “Chi finanzia questo evento? Chi lo ha autorizzato?”, ci si chiede dal municipio.
Link al pezzo originale su Repubblica.it
In hotel arrivano gli scaldaletto umani.

Infilarsi in un letto caldo non è soltanto piacevole, ma, secondo gli psicologi, può anche facilitare un sonno riposante. Così, per offrire ai propri ospiti un soggiorno il più rilassante possibile, una grande catena di hotel del Regno Unito ha deciso di assumere degli speciali scaldaletto umani. Uomini e donne con il compito di infilarsi nel letto dei clienti, prima che questi siano pronti per andare a dormire. Quello che per adesso sarà soltanto un esperimento, il primo a livello mondiale, è già partito in due hotel di Londra e in uno di Manchester. Un modo per far fronte all’ondata di maltempo che sta interessando il Regno Unito. Il progetto è stato curato d’intesa con un esperto in materia, lo psicologo Chris Idzikowski, direttore di uno speciale centro che cura i disturbi del sonno, a Edimburgo. Secondo Idzikowski, il modo migliore per iniziare una notte di sonno è quello di sdraiarsi in un letto caldo: “La temperatura ottimale è di 20-24 gradi centigradi”. Forse preoccupati dagli incidenti che possono essere provocati dai tradizionali scaldaletto elettrici (in primis gli incendi domestici) i responsabili dell’Holiday Inn hanno deciso di formare una vera e propria squadra di “riscaldatori” umani. Il personale preposto indosserà anche una speciale tuta termica bianca, che coprirà tutto il loro corpo, e dovrebbe garantire un riscaldamento più rapido del letto (sono state concepite per massimizzare l’effetto calore). Le “sedute” durano circa cinque minuti e, secondo quanto spiega la direzione delle strutture, sono tutte incluse nel prezzo del pernottamento.

Tre gli hotel nei quali si potrà contare su questo speciale servizio: l’Holiday Inn London Kensington Forum, l’Holiday Inn Kingston South e l’Holiday Inn Manchester Central Park. Le prenotazioni sono partite oggi anche se, per adesso, gli scaldaletto umani operano soltanto tra le 21 e le 23, fino al 25 gennaio. Sulla base del riscontro da parte dei clienti, e nell’ipotesi in cui il maltempo dovesse proseguire, si deciderà se e come prolungarlo.
“Questo servizio – sottolinea l’esperto del sonno – dovrebbe aiutare gli ospiti a dormire meglio. Il corpo umano impiega molto più tempo a riscaldarsi, soprattutto quando si proviene da un ambiente nel quale ha nevicato”. “La gente vuole lasciarsi alle spalle il freddo – dichiara una portavoce della catena alberghiera – per infilarsi in un letto caldo. Questi scaldaletto umani sono paragonabili a un’enorme bottiglia d’acqua bollente piazzata sotto le coperte”. Non trattandosi in alcun modo di un servizio erotico, la portavoce puntualizza: “Usciranno dal letto prima che voi vi infiliate sotto le coperte”. Quanto alla possibilità che gli scaldaletto possano varcare i confini britannici, “mai dire mai – dice a Repubblica.it l’ufficio stampa – se anche l’Italia dovesse essere investita da un’ondata di maltempo, e se questo servizio dovesse essere apprezzato dalla clientela, potrebbe essere adottato dagli hotel italiani”.
Link al pezzo originale pubblicato su Repubblica.it
Due sudcoreani i campioni del mondo di sms.
Sono due sud-coreani di 17 e 18 anni i nuovi campioni del mondo di scrittura di sms. Bae Yeong Ho e Ha Mok Min hanno stracciato la concorrenza, digitando 120 parole in due minuti e 26 secondi. La formazione sudcoreana ha battuto altre 12 squadre, provenienti da 13 Paesi, nell’ambito della speciale coppa del mondo sponsorizzata da una marca di telefoni cellulari. Nessun italiano ha partecipato alla competizione, che si è tenuta a New York. La terza edizione della LG Mobile World Cup è partita lo scorso mese di maggio con le qualificazioni che, mese dopo mese, hanno individuato i vari campioni nazionali della specialità. In tutto, duecentomila partecipanti: alla fine sono rimasti 26 “pollici sprint”, suddivisi in 13 squadre. Dall’America alla Corea, passando per Canada, Indonesia, Portogallo, Brasile, Russia, Sud Africa, Messico, Argentina, Spagna, Australia e Nuova Zelanda. L’ultimo appuntamento per gli “smessaggiatori” è stato giovedì, nella Gotham Hall. Cinque i round nei quali si è articolata la competizione, nel corso del quale sono stati testati la velocità, ma anche l’accuratezza dei messaggi scritti. Le migliori sei squadre sono quindi arrivate in finale, nel corso della quale l’obiettivo era quello di digitare il più velocemente possibile un testo di 120 parole, ciascuno nella propria lingua madre, e facendo attenzione a rispettare le punteggiature, oltre alle lettere maiuscole e minuscole. Tassativamente vietate le abbreviazioni, che sembrano andare tanto di moda quando si inviano sms. I cellulari utilizzati, ovviamente della marca che sponsorizzava l’evento, erano due: uno con una tastiera numerica, l’altro con una Qwerty. In tutto, un’ora di gara, con qualche sporadica pausa concessa ai pollici dei concorrenti, di età compresa tra i 14 e i 28 anni. A complicare il tutto, alcuni errori voluti nel testo da copiare: ai concorrenti il compito di correggerli man mano che lo riportavano sui loro cellulari. Alla fine, l’hanno spuntata i sud-coreani, che si sono portati a casa il premio da 100mila dollari. Al secondo posto, distanziati di 22 secondi, gli americani, cui sono andati 20mila dollari: la 16enne Kate Moore – che si vanta di spedire 12mila sms al mese, alla velocità di 3,5 caratteri al secondo – e Morgan Dynda, 14enne della Georgia. Terzi classificati gli argentini (premiati con 10mila dollari), seguiti dai brasiliani. Bae Yeong Ho, che è già stato incoronato campione nazionale per gli anni 2008 e 2009, ha intenzione di usare i soldi per studiare musica lirica e diventare un cantante d’opera. La sua compagna di squadra Ha, invece, vuole diventare ingegnere e userà la sua parte di premio per finanziarsi gli studi universitari. “Ogni singolo momento dei diversi round è stato molto intenso”, ha commentato il vincitore.
Nel corso del campionato del mondo, si è anche tenuta una gara per battere il record del mondo per l’invio più rapido di un singolo sms. L’impresa è riuscita, e Pedro Matias, 27enne del Portogallo, è entrato ufficialmente nel Guinness dei Primati per aver scritto un sms da 264 caratteri in un minuto e 59 secondi. Il precedente record del mondo era stato fissato nel 2005 da un finlandese che aveva impiegato 23 secondi in più. Secondo i dati resi noti dalla stessa LG, nel corso del 2009 sono stati inviati 2,5 trilioni di messaggi di testo (6,8 miliardi al giorno).
Sequestrato dalla polizia postale il forum di Forza Nuova.

(OMNIROMA) Roma, 30 nov – Sequestrato il forum non ufficiale di Forza Nuova, nel quale si riunivano i militanti del movimento di estrema destra. Il sequestro è stato effettuato oggi dalla polizia postale di Arezzo, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Forlì. L’ultimo messaggio è stato pubblicato sul forum poco dopo la mezzanotte di ieri. Da allora, il sito http://www.forzanuovaforum.it è irraggiungibile.
Su Indymedia si ipotizza che il sequestro sia avvenuto “in relazione al video hard tra Fiore e Mussolini Alessandra” e si parla di “una perquisizione a casa di un militante di Forza Nuova”, “intermediario alla vendita del video”.
Ku Klux Klan Italia, il sito e le reazioni del mondo politico.
Il loro fine dichiarato è quello di dar vita ad uno Stato «bianco e cristiano» e, per raggiungere questo scopo, invitano tutti i «patrioti e nazionalisti italiani» a combattere in difesa della «stirpe bianca». Si ispirano ai principi xenofobi e razzisti del Ku Klux Klan (KKK) e, nel nostro Paese, hanno appena dato vita ad un “reame italiano”, alle dirette dipendenze degli “United northern and southern knights of the KKK”, la più importante ramificazione americana del KKK. Il loro punto di riferimento è un blog, sul quale sono raccolti i punti cardine che un “klansman” (come si fanno chiamare gli iscritti) deve rispettare. Un sito dove si attaccano persone di colore, ebrei e omosessuali e che è con ogni probabilità negli Usa ma viene gestito da italiani secondo un´informativa che verrà inviata alla Procura.
Che il Ku Klux Klan nutrisse già delle simpatie per l´Italia era emerso in un´intervista concessa, nell´ottobre scorso, a Repubblica, da Don Black, leader del Ku Klux Klan alla fine degli Anni Settanta e, dal 1995, a capo di “Stormfront”, il sito web del nazionalismo bianco. «Ci piace il vostro Paese: c´è molta eccitazione sul nostro sito per quello che sta succedendo da voi, siete i primi a reagire e a dimostrare che non vi fate sottomettere dagli immigrati», aveva detto l´animatore del più importante movimento del “potere bianco” americano. Parole che trovano conferma nelle loro pagine web: «La lotta per la nostra stirpe è esigente e la vittoria può essere raggiunta soltanto con dedizione e lealtà. Il nostro obiettivo è semplice ma forte, conservare il cristiano bianco, i suoi ideali e le sue tradizioni», scrive l´anonimo estensore di una serie di articoli nei quali si enunciano i principi di questo movimento, che considera gli omosessuali «colpevoli della crisi della nostra società». Chiamano a raccolta «uomini e donne cristiani, stanchi di lasciarsi espropriare di tutto quello per cui hanno duramente lavorato». Il loro credo, neonazista, è quello della superiorità della razza: «Al fine di poter essere mentalmente sano, un individuo necessita di una chiara identità e consapevolezza del proprio valore e affinché la nostra razza tutta possa essere forte e in salute le genti bianche di ogni dove devono sviluppare un senso di identità e valore razziale». Per entrare a far parte del movimento si deve compilare un modulo, allegare una foto a colori e copia di un documento, e inviare il tutto al quartier generale a Fraser, nel Michigan. L´accettazione ufficiale avviene dopo il superamento di un periodo di osservazione di 12 mesi. In Europa hanno costituito reami, oltre che in Italia, in Germania, Belgio e Regno Unito, mentre in America sono presenti in 29 Stati. Quest´anno ci sono già stati due “vertici”, tra i direttivi europei e quelli Usa. Faranno ricorso a varie forme di propaganda: dal volantinaggio in luoghi, spazi e modi leciti secondo la legge italiana, ma anche tramite il web (forum, siti, blog, e-mail.
Intanto, la Procura di Roma è stata chiamata ad indagare dopo una segnalazione presentata dall´Unar (l´ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali). Molte le reazioni del mondo politico. Il ministro delle Pari Opportunità, Mara Carfagna, ha invitato a intervenire «per evitare la diffusione di messaggi così negativi e incivili». Giovanna Melandri, del Pd, sottolinea come non si debba «abbassare la guardia in una società che, troppo spesso, vede riemergere forme violente di intolleranza e di xenofobia», mentre la collega di partito Barbara Pollastrini e il Pdci chiedono l´intervento del ministro Roberto Maroni. Un invito a non sottovalutare il fenomeno viene dal presidente dell´Udc Rocco Buttiglione, per Massimo Donadi dell´Idv il problema è «contrastare attivamente la deriva xenofoba e razzista nel nostro Paese».
Pubblicato sull’edizione cartacea di Repubblica.
Ku Klux Klan, le foto.




Tanto per farsi un’idea. Cappucci bianchi e neri. La foto col tricolore, ovviamente, si riferisce ai militanti italiani.




Ku Klux Klan in Italia, “per salvare la stirpe bianca”.
Lanciano “un appello” a chiunque, in Italia, voglia difendere “la stirpe bianca”, perché “l’uomo bianco non è mai libero di esercitare il proprio potere nelle proprie terre e nazioni”. L’ombra del Ku Klux Klan (KKK), che, in America, riunisce xenofobi e razzisti nascosti dietro al tradizionale cappuccio bianco o colorato, si allunga anche sul nostro Paese, dove è stato fondato un “reame d’Italia”. Ad animarlo, è il movimento degli “United northern and southern knights of the KKK” (l’acronimo è Unsk), la più importante ramificazione americana del Ku Klux Klan, con il suo quartier generale a Fraser, nel Michigan. Già nel 2007, il KKK mosse i suoi primi passi in Europa, con il primo “reame ufficiale”. Dopo una serie di liti interne al movimento, questo venne sciolto. Fu allora che gli iscritti, prevalentemente italiani e tedeschi, si rivolsero agli United northern and southern knights (costituiti nel 2005 su impulso di un iscritto al KKK), per chiedere di essere ammessi al loro direttivo. “Dopo una breve trattativa – viene spiegato su un forum neonazista italiano, che li celebra – si decise di creare un Klan europeo parallelo e fraterno a quello americano. Questo venne convalidato e ufficialmente riconosciuto nel resto del mondo nell’agosto del 2008″. A oggi, oltre alle sedi in 29 stati americani, al reame italiano, ne esiste uno tedesco, uno in Belgio e nel Regno Unito. Anche se, avvisano, “contiamo di espanderci ulteriormente nei prossimi mesi”. Il coordinamento europeo è affidato a quello che viene definito “Reich” tedesco. Ogni singolo reame è autonomo, ma risponde al coordinamento europeo, che a sua volta riferisce alla casa-madre nel Michigan. Quest’anno hanno già avuto luogo due “vertici”, tra i direttivi europei e quelli americani. Nella sezione italiana del loro sito, si annuncia “l’apertura delle iscrizioni” e si lancia un appello ad aderire al movimento: “Se siete uomini o donne patrioti bianchi e ritenete di volervi impegnare per la vostra stirpe e per le generazioni future, se ne avete abbastanza di vedere la nostra discendenza, i nostri diritti e il nostro futuro calpestati e gettati via, se volete mettere fine a questo scempio, saremo felici di avervi con noi e di ascoltarvi. Aderisci alla lotta e salva i tuoi diritti quale cittadino bianco e cristiano. Riprendiamoci quello che ci è stato tolto e diamo ai nostri figli il futuro che meritano”. Per aderire bisogna compilare un modulo, allegando foto a colori e copia di un documento: l’accettazione ufficiale arriverà dopo il superamento di un periodo di osservazione di 12 mesi. All’atto dell’iscrizione si riceve il cosiddetto “libretto del periodo di prova”. La filosofia ricalca quella razzista dei “fratelli” americani: lotta e contrasto a “neri, immigrati, omosessuali” ma anche “ebrei”, per dar vita ad uno Stato “bianco e cristiano”. Agli ebrei, ad esempio, è tassativamente vietata l’iscrizione al movimento, perché ai Klansmen (come vengono definiti gli iscritti), interessano “solo i cristiani bianchi”. “Siamo fedeli ai principi del Ku Klux Klan, fondato nel 1865″, dicono nella sezione italiana del loro blog, e parlano di una “sacra missione”. Una missione che può essere così sintetizzata: “La lotta per la nostra stirpe è esigente e la vittoria può essere raggiunta soltanto con dedizione e lealtà. Il nostro obiettivo è semplice ma forte, conservare il cristiano bianco, i suoi ideali e le sue tradizioni. Siamo qui per guidare i nostri fratelli e le nostre sorelle bianche e ristabilire l’ordine in questa società collassata”. Secondo questi razzisti incappucciati, che si definiscono “nazionalisti fieri di essere italiani”, oggi “si parla molto di orgoglio nero, orgoglio ebraico, orgoglio ispanico e addirittura di orgoglio gay”, mentre “esiste solo un segmento maggioritario della popolazione che non viene incoraggiato ad essere orgogliosa della propria discendenza e delle conquiste dei suoi avi. Quel gruppo etnico è la razza bianca”. E via con una serie di considerazioni sui principi della superiorità della razza, alla base del credo neonazista: “Al fine di poter essere mentalmente sano, un individuo necessita di una chiara identità e consapevolezza del proprio valore e affinché la nostra razza tutta possa essere forte e in salute le genti bianche di ogni dove devono sviluppare un senso di identità e valore razziale. Quindi acquisite orgoglio nella vostra razza”. Come diffondere i principi xenofobi del KKK in Italia? Sono loro stessi a spiegarlo: “Data la natura storica pressoché sconosciuta della nostra associazione, il nostro primo obiettivo è quello di far giungere il nostro vero messaggio ai bravi cittadini italiani. Questo avverrà sotto forma di volantinaggi in luoghi, spazi e modi leciti secondo la legge italiana e tramite web (forum, siti, blog, e-mail)”. E, nell’ottica di questa propaganda via web, la sezione americana sta già provvedendo da tempo a inserire su Youtube i video con le loro cerimonie – inclusa quella nel corso della quale si brucia la croce. Duri attacchi vengono rivolti anche ai gay, “colpevoli” della crisi della nostra società: “L’omosessualità è irresponsabilità senza vergogna. E’ inutile negare che da quando è uscita dall’armadio è iniziata la crisi di salute della società. Gli omosessuali aggiungono una difficoltà tremenda al costo della sanità. Rifiutano di essere ragione di questa difficoltà, preferendo protestare per i benefici di governo invece di cambiare il loro comportamento, cioè pagando per i loro peccati”. Il cappuccio bianco che indossano serve a “tutelare il lavoro e la tranquilla vita quotidiana” degli iscritti: “Noi non desideriamo che i nostri membri cadano vittima di persecuzioni, aggressioni o discriminazioni”, spiegano, non nascondendo il timore verso “taluni personaggi e associazioni di sinistra” che potrebbero crear loro problemi. Cercando di anticipare quanti chiedono la loro messa al bando, rispondono con una domanda: “Dicono che i Klansmen dovrebbero essere espulsi dai loro posti di lavoro militari, nella polizia, nei vigili del fuoco e da tutte le forme elette di governo. Se un Klansman dovrebbe essere licenziato dal proprio posto di lavoro perché il Klan storicamente uccise dei neri allora non sarebbe forse sensato che anche un nero lo sia poiché essi hanno maggiore attitudine all’uccidersi a vicenda più di quanto ne possa avere un Klansman?”.
Link al pezzo originale pubblicato su Repubblica.it
Striscione per Stefano Cucchi, “basta omicidi di Stato”.
Facebook chiude gruppo pro-Priebke.

Era stato creato un anno fa: “Giustizia per Erich Priebke”, un gruppo su Facebook, in cui si esprimeva solidarietà per l’ex-ufficiale delle SS, condannato all’ergastolo per l’eccidio delle Fosse Ardeatine. Il gruppo era stato creato negli ambienti della destra estrema, dalla quale provenivano anche i suoi simpatizzanti. In tutto, poteva contare su seicento iscritti. Ma nei giorni scorsi, il gruppo (che era privato), è stato chiuso da Facebook. Secondo quanto riferito su un forum della destra estrema dal creatore del gruppo, Facebook avrebbe agito contro la pagina, perché “promuoveva messaggi di odio”. “Il gruppo ‘Giustizia per Erich Priebke’ – spiegava la nota di Facebook inviata al fondatore, A.M. – è stato rimosso perché violava le nostre Condizioni d’uso. Tra le altre cose, non sono consentiti gruppi che promuovono messaggi di odio, minacce o con contenuto osceno. Rimuoviamo anche i gruppi che attaccano individui o gruppi o che pubblicizzano un prodotto o un servizio”. A.M. ha comunicato di averne chiesto il ripristino. Ma questo non è l’unico gruppo che porta il nome di Priebke. Ne sono nati altri due, con pochi iscritti: “Erich Priebke, testimone ed eroe” (142 iscritti), “Giustizia per il capitano Priebke” (22 iscritti). La rimozione dei gruppi avviene quando un determinato numeri di utenti li ha segnalati agli amministratori del social network.
Pubblicato su Omniroma.
Influenza A, in palestra romana si consiglia di mantenere “distanza di un metro”.
Un vademecum per i propri iscritti, con una serie di raccomandazioni su come evitare di contrarre il
virus della nuova influenza A(H1N1). Lo ha fatto preparare una palestra romana, che, nella sede di via Giolitti, lo ha fatto affiggere all’ingresso degli spogliatoi maschili e femminili. In un messaggio firmato dalla direzione, “si raccomanda” ai propri iscritti di “mantenere una distanza di un metro dal proprio interlocutore”, e di “evitare di abbracciarsi e baciarsi”. La mini-guida anti-influenzale prosegue: si raccomanda di “coprirsi la bocca e il naso con un fazzoletto di carta al momento di starnutire e di tossire; di evitare di portarsi le mani sporche a contatto con gli occhi, il naso e la bocca”. E, dal momento che viene anche consigliato di “lavarsi le mani regolarmente e accuratamente con acqua e sapone antibatterico”, nei bagni si è provveduto a sostituire il sapone tradizionale con un noto prodotto
antibatterico. Sono anche presenti una serie di “campanelli d’allarme”, di fronte ai quali il socio dovrebbe rivolgersi al suo medico: “febbre improvvisa oltre i 38°”, “brividi, dolori muscolari e articolari”, “raffreddore”, “sensazione di vertigine e disturbi respiratori”, “mal di pancia, diarrea e vomito”. I consigli ricalcano quelli presenti sul sito del ministero della Salute, secondo il quale la distanza di sicurezza tra due persone dovrebbe essere di almeno 50 cm, “che diventano 1,5 metri – 2 metri se la persona tossisce o starnutisce un metro se la persona infetta starnutisce”. Una distanza che, nel caso del ministero, si consiglia di tenere solo “con persone che presentano sintomi di influenza”.
Pubblicato su Omniroma.






