Archive for the ‘Notiziando’ Category
Aggressione omofoba Reggio Calabria, polizia individua i responsabili.
Claudio era stato aggredito, lo scorso 13 aprile, mentre si trovava con degli amici fuori da un pub di Reggio Calabria. Aggressione a sfondo omofobo, subito denunciata alle autorità. E’ di poco fa la notizia che la polizia è riuscita a risalire agli autori di quel gesto. Si tratta di due giovani, denunciati per lesioni personali ed ingiuria.
La Squadra Mobile di Reggio Calabria, 3^ Sezione “Reati contro la Persona, in danno di Minori e Reati Sessuali”, al termine di complesse attività investigative, ha denunciato in stato di libertà, gli autori dell’aggressione omofoba in danno di Claudio, occorsa in data 13 aprile u.s., nei pressi di un bar in zona Villa Zerbi, di questo centro. A seguito delle lesioni riportate, la persona è stata trasportata, da un amico, presso il Pronto Soccorso cittadino, per le cure del caso. Nell’occorso, la vittima ha riportato un trauma al setto nasale, con frattura e deviazione del setto. L’individuazione dei soggetti coinvolti, è avvenuta grazie ad una meticolosa ricostruzione dei fatti operata da personale dipendente, che a seguito della testimonianza di numerosi soggetti presenti sul luogo dell’evento, è riuscito a delimitare i contorni della vicenda. Pertanto M.G. e S.A. sono stati denunciati in stato di libertà, in quanto ritenuti responsabili del reato di lesioni personali ed ingiuria nei confronti del ragazzo.
Agesci, ordine degli psicologici critico su posizioni seminario.
L’Ordine degli psicologi della Lombardia interviene sulla vicenda degli atti del seminario organizzato dall’Agesci per fornire le prime linee guida sul tema dell’omosessualità. In particolare, esprime un parere negativo sulle tesi sostenute dagli psicoterapeuti invitati. Ecco la loro nota.
L’Ordine degli Psicologi della Lombardia ritiene opportuno sottolineare che alcune affermazioni sull’omosessualità fatte dai relatori al seminario, e riportate dalla stampa, vanno considerate con attenzione per quanto riguarda il ruolo dello Psicologo. Si fa riferimento, in particolare, alle parole di padre Francesco Compagnoni, Assistente ecclesiastico nazionale del MASCI (Movimento Adulti Scouts Cattolici Italiani) il quale ha affermato che: “se il ragazzo o la ragazza presenta in diversi modi tendenze omosessuali secondo me bisognerebbe parlare con i genitori e invitare un esperto con cui consigliarsi. In linea generale uno psicologo dell’età evolutiva o ancora meglio un pedagogista. Non si può semplicemente evitare il problema non affrontandolo….”. Si considerano anche le dichiarazioni dello psicologo Contardo Seghi, che vanno misurate e confrontate con il Codice Deontologico della professione di Psicologo. In merito a queste affermazioni, la dottoressa Carlotta Longhi, Segretario dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia, premettendo che, “in quanto psicologi e psicoterapeuti condanniamo ogni tentativo di patologizzare l’omosessualità, che l’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce una ‘variante naturale del comportamento umano’”, dichiara: “il consiglio di riferirsi allo psicologo dell’età evolutiva per il semplice fatto che un ragazzo scout si dichiari omosessuale significa dare per scontato che il ragazzo o la famiglia non abbiano le risorse per far fronte e gestire un orientamento sessuale non maggioritario visto come qualcosa di problematico in sé. Inoltre, in merito alla sottolineatura da parte dei relatori della necessità di una prudenza da parte dei capi scout nel dichiararsi ai ragazzi, evidenziamo che questa indicazione si pone in contrasto con gli orientamenti teorici e clinici più recenti (si veda, per esempio, Margherita Graglia, Omofobia. Strumenti di analisi e di intervento, 2012) che vedono nella visibilità in ambito familiare, lavorativo ma anche educativo delle persone omosessuali un fattore di protezione da problemi psicologici e, quindi, una condizione di benessere, sia personale che comunitario. Inoltre, il coming out dei capi scout insegna ai ragazzi eterosessuali la legittimità ad essere lesbica o gay, prevenendo forme di omofobia e bullismo omofobo“.
Riguardo alle cosiddette “terapie riparative dell’omosessualità”, le quali presuppongono, appunto, che l’omosessualità sia una “patologia da curare”, già il 12 maggio del 2010 il Consiglio dell’Ordine degli Psicologi della Lombardia aveva deliberato di assumere la seguente posizione ufficiale: “L’Ordine degli Psicologi della Lombardia difende la libertà dei terapeuti di esplorare senza posizioni pregiudiziali l’orientamento sessuale dei propri clienti, segnalando che qualunque corrente psicoterapeutica mirata a condizionare i propri clienti verso l’eterosessualità o verso l’omosessualità è contraria alla deontologia professionale ed al rispetto dei diritti dei propri pazienti. Segnala inoltre che le cosiddette ‘terapie riparative’, rivolte a clienti aventi un orientamento omosessuale, rischiano, violando il codice deontologico della professione, di forzare i propri pazienti nella direzione di ‘cambiare’ o reprimere il proprio orientamento sessuale, invece di analizzare la complessità di fattori che lo determinano e favorire la piena accettazione di se stessi.”
Agesci, il rifiuto al confronto con i gay cristiani di “Nuova proposta”.
La linea dell’Agesci, in risposta al pezzo di Repubblica.it sulle linee-guida emerse dal seminario sull’omosessualità, è stata abbastanza fiacca: “Quelle del seminario non sono le conclusioni definitive, abbiamo solo avviato un percorso di conoscenza” (qui il testo esteso). Bene, bravi. Purtroppo dimenticano di specificare una cosa sola, fondamentale: “Ci dissociamo dalle affermazioni omofobe contenute nella relazione del prete e dello psicoterapeuta che hanno preso parte a quel seminario”. Il risultato è che, così facendo, si avallano – più o meno esplicitamente – tesi che rappresentano un insulto nei confronti di gay e lesbiche. Non solo. C’è un particolare, che non tutti sanno e che, in fondo, smaschera l’apertura tardiva (per adesso solo a parole) che ha fatto seguito alla pubblicazione degli atti del seminario: a ridosso del convegno dell’Agesci, l’associazione di omosessuali cristiani di “Nuova Proposta” si era offerta di prendere parte ad un confronto sul tema. La loro richiesta non ha mai ricevuto risposta.
Il comunicato di Nuova Proposta:
L’Associazione Nuova Proposta – gruppo di omosessuali cristiani operante nella Capitale da oltre 20 anni per l’accoglienza delle persone che faticano a coniugare con serenità la propria fede e la propria affettività – esprimono sconcerto sui contenuti emersi dal seminario organizzato dall’AGESCI sull’omosessualità e si interrogano su come queste posizioni possano convivere con le finalità del patto Associativo dell’AGESCI. Le donne e gli uomini di Nuova Proposta, associazione di omosessuali cristiani attiva a Roma da più di vent’anni, sono rimasti sbigottiti e stupiti dalle posizioni assunte dai relatori che hanno partecipato al Seminario Omosessualità: Nodi da sciogliere nelle Comunità Capi organizzato dall’AGESCI (Associazione Guide e Scout Cattolici Italiani) e riassunte dall’articolo apparso recentemente (4 maggio 2012) sul sito repubblica.it. “Il nostro stupore – dicono dall’associazione – si fa particolarmente forte, avendo avuto negli anni numerose occasioni di confronto con diversi gruppi scout di Roma e ben conoscendo i valori incarnati dal Patto Associativo dell’AGESCI, con cui l’associazione si propone di ‘contribuire… alla crescita dei ragazzi come persone significative e felici’”. Se le posizioni di non accoglienza degli adulti omosessuali espresse dai relatori e fatte proprie dai quadri associativi sono queste, quale speranza di “crescita come persone significative e felici” viene offerta alle ragazze ed ai ragazzi che stanno scoprendo la propria identità omosessuale? Sono questi gli atteggiamenti con i quali un capo scout dovrebbe guardare all’omosessualità ed ai ragazzi lui affidati? Sono davvero queste le linee-guida di un’associazione che dichiara, sempre nel suo Patto Associativo, di “operare… per la dignità di ogni persona”, che afferma la “volontà di vedere l’altro come fratello” e che “cerca di rendere liberi, nel pensare e nell’agire, da quei modelli culturali, economici e politici che condizionano ed opprimono, da ogni accettazione passiva di proposte e di ideologie e da ogni ostacolo che ne impedisca la crescita”?
Ci spiace inoltre di non aver avuto risposta ad una lettera da noi inviata all’AGESCI, proprio in occasione del convegno oggetto dell’articolo, in cui offrivamo la nostra disponibilità ad un sereno incontro di confronto e di conoscenza reciproca, convinti, sempre, che solo la Verità renda Liberi.
Agesci, Comune di Jerzu non concederà spazi a scout (omofobi).
E’ una decisione assai poco italiana, quella presa dal bravo Gianluigi Piras, assessore alle politiche giovanili del Comune di Jerzu, in Sardegna. Una decisione europea, a tutela della comunità Glbt italiana. Dopo la denuncia delle linee-guida dell’Agesci in tema di omosessualità, l’assessore ha preso carta e penna e ha messo nero su bianco che il Comune non concederà più spazi agli scout dell’Agesci. Un divieto con una clausola (di civiltà): “salvo apposita comunicazione del singolo gruppo scout, richiedente la concessione, a dissociarsi e a non applicare le linee guida indicate negli atti del seminario – proposta educativa ‘omosessualità: nodi da sciogliere nelle comunità capi’ del 12 novembre 2011″.
Quindi: spazi per tutte quelle associazioni che si dissoceranno dalle omofobe conclusioni del seminario sull’omosessualità promosso dall’Agesci.
(sotto, tutto il provvedimento del Comune di Jerzu)
Reggio Calabria, ospedale avvia indagine su frasi omofobe infermiere.
L’azienda ospedaliera Bianchi Melacrino Morelli di Reggio Calabria ha deciso di avviare un’indagine interna per ricostruire quanto accaduto nel nosocomio dove è stato condotto Claudio, il 28enne gay, aggredito da un gruppo di coetanei e poi umiliato da un infermiere (che gli ha suggerito di rivolgersi ad uno psicologo oppure di iniziare una cura ormonale per diventare etero). La decisione è stata resa nota, oggi, dal sindaco di Reggio Calabria, Demetrio Arena, dopo essersi sentito telefonicamente con il direttore generale dell’Azienda ospedaliera e dopo aver incontrato i rappresentanti di Arcigay. “Oltre allo sdegno immediatamente sorto per ciò che è successo – è scritto in una nota del Comune di Reggio Calabria – il sindaco ha manifestato la solidarietà a Claudio, giovane vittima dell’aggressione, insieme all’augurio di una pronta guarigione”. “La nostra – ha detto Arena – non è una città omofoba, e i comportamenti scellerati di qualche bullo dalla mentalità distorta non possono essere assunti a simbolo di una intera comunità. Detti episodi, che altrove sono una drammatica realtà, da noi si sono verificati molto raramente; è proprio per questo che bisogna reagire con forza e decisione affinchè non prenda piede anche da noi la cultura dell’intolleranza. Spero che i responsabili di un gesto cosi vigliacco siano al più presto identificati e puniti con la massima severità che il caso richiede”. L’Amministrazione comunale ha anche annunciato che seguirà l’evolversi giudiziario della vicenda, al fine di costituirsi parte civile nei confronti dei responsabili dell’aggressione se verranno individuati dalle indagini della Polizia di Stato. Il sindaco ha, infine, evidenziato come sia necessario “che tutte le istituzioni educative, con la famiglia in primo luogo, debbano essere ancora più attive nel condannare l’omofobia e simili atteggiamenti di violenza, accrescendo nei giovani il senso del rispetto. Solo se impareremo a rispettare le opinioni, i sentimenti, gli orientamenti degli altri – ha concluso- vivremo in una società più giusta e in cui ognuno può sentirsi libero e sereno. Fino ad allora chiederemo sempre ad alta voce rispetto per tutti e tutto. Una comunità che non pratica il rispetto, quello vero e non quello ammantato di superbia, non può definirsi certamente civile”.
Holywar, procura apre inchiesta.
Un’inchiesta è stata aperta dalla Procura sulla diffusione sul sito “HolyWar” di una lista i nomi di 163 professori di 26 università italiane definiti “molto pericolosi” e collaboratori dell’intelligence israeliana. L’inchiesta, aperta dal pm Luca Tescaroli, ipotizza allo stato contro ignoti il reato di istigazione all’odio razziale ed è stata aperta sulla base di un’informativa della Digos che sta procedendo alle verifiche insieme alla polizia postale. Due le liste pubblicate sul sito web: una indica soggetti accusati di essere “devoti” a Israele, filosofi, storici, letterati, economisti, giuristi, intellettuali; l’altra elenca persone accusate di essere “complici” di Israele, direttori di giornali, editorialisti, cronisti, semiologi, filosofi, scrittori, deputati, parlamentari europei, esponenti della comunità ebraica. Il pm Tescaroli è lo stesso che indaga su un’altra black-list pubblicata nel dicembre scorso sul sito StormFront.
(Omniroma)
Vattani richiamato a Roma dal ministero degli Esteri.
Il ministero degli Esteri ha richiamato a Roma Mario Vattani, il console generale d’Italia a Osaka che aveva pubblicamente manifestato la sua fede fascista e per questo era stato deferito. La notizia è stata data dall’Agenzia Italia. Ora il figlio di Umberto Vattani, uno dei diplomatici più potenti d’Italia, è stato richiamato per mettersi a disposizione della Commissione disciplinare della Farnesina, che sta esaminando il caso. Dovrebbe giungere nella capitale al più tardi domani. Sin dall’inizio il ministro degli Esteri Giulio Terzi aveva chiesto che la procedura fosse la più rapida possibile, sempre nel pieno rispetto dei diritti di Vattani. Interpellata dall’Ansa, la Farnesina si è limitata a ricordare che “il Ministro Giulio Terzi aveva, il 29 dicembre scorso, dato disposizioni di deferire il Console Mario Vattani alla Commissione di disciplina, sottolineando la necessità che la relativa procedura seguisse il suo corso, nel pieno rispetto della normativa vigente, con ogni possibile rapidità e secondo criteri di trasparenza”. Sul richiamo, invece, nessun commento ufficiale.
Sulla vicenda era intervenuto, ieri sera, Gianni Alemanno – di cui Vattani era stato il consigliere diplomatico. Si e’ trattato di “una brutta performance”, ha detto il sindaco, riferendosi al concerto tenuto all’evento di CasaPound. “Vattani è un diplomatico – ha aggiunto intervenendo alla trasmissione “Che tempo che fa” – La Farnesina ha aperto un provvedimento disciplinare e quindi credo ci debbano essere sanzioni”. Richiami nostalgici “sono una di quelle cose che vanno archiviate definitivamente”, ha concluso il sindaco che, con queste parole, ha di fatto scaricato il suo ex “ministro degli Esteri”.
Terzi sul console fascio-rock: “Probabili sanzioni molto pesanti”.
Il ministro degli esteri Giulio Terzi ritiene “probabili sanzioni molto pesanti” per Mario Vattani. Parlando questa sera a Otto e Mezzo, Terzi ha detto che “sta cercando di accelerare il più possibile” i tempi della commissione disciplinare che ha in esame il caso. Mario Vattani, console italiano in Giappone, ha pubblicamente manifestato la sua adesione ad una organizzazione che si richiama in maniera esplicita alla Repubblica di Salò. Oer questo era stato già deferito dalla Farnesina. “Appena ho avuto notizia dell’happening rock che si è svolto nel maggio dell’anno scorso, quindi cinque mesi prima” che Vattani venisse assegnato alla sede di Osaka, “ho convocato il direttore generale del personale per chiedergli di sottomettere la questione alla commissione di disciplina” ha ribadito Terzi. “E’ una decisione del tutto eccezionale” ha osservato il capo della diplomazia, che una simile procedura sia stata avviata “per un funzionario diplomatico che peraltro – secondo Terzi – durante la sua carriera ha dato prove di grandissima competenza e di grande attaccamento al servizio”. Quello del console – frontman del gruppo musicale di estrema destra ‘Sotto fascia semplice’ – è stato “indubbiamente un atto molto riprovevole e inaccettabile” ha constatato Terzi, assicurando di volersi accertare che “la commissione di disciplina possa deliberare rapidamente”. Certo, ha proseguito il ministro, “ci sono delle procedure” che vanno rispettate “perchè viviamo in uno stato di diritto” e non è giusto fare “processi sommari o mediatici”
Casa Pound si affida ai bambini africani.
Il giorno dopo la strage di Firenze, Casa Pound si lecca le ferite – a livello di immagine – e punta sulla “controinformazione”. Oltre alla convocazione di una conferenza stampa – oggi alle 12 – sui profili Facebook dei militanti ha iniziato a circolare una singolare immagine. A questo scatto, è affidato il compito di chiarire che Casa Pound non è razzista.
Basterà una foto?
Che Guevara e i Giovani padani.
Scritte contro i fascisti sulla tomba del Duce a Predappio.

Graffitari in azione, ieri notte, a San Cassiano, fuori dalla tomba di Mussolini. «Fascismo e clero complici corrotti», «L’unico fascista buono è quello morto» e anche «Fascisti assassini a morte»: le tre scritte rivenute dal custode. Il sindaco di Predappio (PD), ha fatto sapere a Il Resto del Carlino di voler fare installare delle telecamere all’ingresso del cimitero: “Questa turpe azione di vigliacchi è frutto di ignoranza, pregiudizio e isolamento. E’ triste vedere che dei deficienti abbiano profanato il nostro cimitero, ci riposano tutti i predappiesi. Non permetteremo altre profanazioni. Vale anche per le pagliacciate, slogan e comizi politici”. Indaga la Digos. Anarchici, estremisti di sinistra o semplicemente dei balordi: tutte le ipotesi sono in piedi.


Radio Rock fa parlare Casa Pound, e il Qube taglia ogni rapporto.
Si rompe un’alleanza “storica”, nel nome della musica, tra la discoteca romana Qube e Radio Rock. A provocare la frattura, un’intervista dell’emittente a Gianluca Iannone, leader di Casa Pound, la controversa organizzazione vicina alla destra estrema. Una decisione che viene salutata con favore dai responsabili di Muccassassina, la storica serata Glbt che si tiene proprio al Qube.
Il Circolo di Cultura Omosessuale Mieli, a seguito della decisione di Radio Rock di intervistare Gianluca Iannone di Casa Pound e la conseguente messa in onda dell’intervista sulle frequenze della radio, condivide a pieno la scelta della discoteca Qube di interrompere ogni rapporto con l’emittente radio. Crediamo che la scelta di Radio Rock sia inconciliabile con la stessa natura della discoteca Qube, che non per caso ospita da anni organizzazioni e feste, tra le quali la più importante serata glbt italiana, Muccassassina, che hanno nel proprio dna una natura libertaria, democratica, antisessita e antirazzista. Riteniamo quindi un errore l’apertura di Radio Rock al presidente di un gruppo lontanissimo dagli ideali e dalle pratiche politiche nostre e di altre realtà che alla discoteca Qube sono da sempre benenute. Molti dj e collaboratori di Radio Rock si sono dissociati dalla scelta editoriale dell’emittente e si sono dimessi. Queste stesse persone continueranno ad organizzare le prossime serate alla discoteca Qube, con il nome Rock Am. Esprimendo la totale solidarietà ai nostri amici che non fanno parte più di Radio Rock, invitiamo contemporaneamente tutti a partecipare alle prossime serate targate Rock Am presso la discoteca Qube.
Brother Net, la condanna del Grande Oriente d’Italia.
Buona parte degli iscritti a “Brother Net”, il social network aperto esclusivamente ai massoni italiani, provenivano dal Grande Oriente d’Italia. Per questo, ieri, il gran Maestro Gustavo Raffi ha voluto prendere le distanze dall’iniziativa, che pure conosceva: ogni settimana, infatti, nel bollettino del Grande Oriente d’Italia, il sito era pubblicizzato dal suo amministratore, che ne spiegava le finalità (quelle riportate nel pezzo di Repubblica.it).
“La Massoneria non è un ente di collocamento né una camera di compensazione per cricche, conventicole e disperati in cerca d’autore. L’iniziativa di ‘Brother Net’, indicato da alcuni media come ‘primo social network riservato esclusivamente ai massoni italiani’, si colloca al di fuori della linea di pensiero, di principi e di azione del Grande Oriente d’Italia – Palazzo Giustiniani, che pertanto si riserva ogni iniziativa a tutela del suo buon nome. Nei confronti di chiunque”.









