Archive for the ‘Notiziando’ Category
Auto blu, alla Camera dei Deputati sono 20.
La Presidenza della Camera dei deputati ha trasmesso questa mattina al Ministro per la Pubblica amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta una nota dettagliata sul numero e sui costi complessivi di tutte autovetture attualmente a sua disposizione. Il parco macchine di Montecitorio è attualmente composto da 20 vetture, di cui 2 blindate. Il numero delle autovetture in dotazione è in diminuzione sia rispetto al 2008 (22) sia rispetto al 2009 (21). Tali vetture sono destinate prioritariamente ai servizi di trasporto per i parlamentari aventi titolo e possono essere utilizzate altresì per le esigenze dell’Amministrazione (a tale riguardo va precisato che, con la sola eccezione del Segretario generale, a nessun dirigente dell’Amministrazione è riservato l’uso dell’autovettura di servizio). Esse sono acquisite attraverso contratti di noleggio a lungo termine in cui il canone – oltre al noleggio delle autovetture – comprende altre voci: manutenzione ordinaria e straordinaria delle stesse, assicurazione RCA, furto e incendio e Kasko, traino e soccorso stradale, gestione sinistri, assolvimento tassa di possesso e vettura sostitutiva in caso di fermo.
In applicazione delle disposizioni approvate dai competenti organi di direzione politica, al Presidente della Camera è riservato l’uso della autovettura di servizio. Il diritto a utilizzare le medesime autovetture spetta per esigenze di servizio ai deputati titolari di incarichi istituzionali. Nessuno degli aventi diritto dispone pertanto di un’autovettura dedicata a tempo pieno e in esclusiva. Complessivamente, hanno diritto attualmente a utilizzare l’autovettura della Camera dei deputati 63 parlamentari: si tratta dei componenti dell’Ufficio di Presidenza; dei Presidenti delle Commissioni, dei Comitati e delle Giunte nonché degli organi di giurisdizione interna e delle delegazioni parlamentari presso assemblee parlamentari di organizzazioni internazionali; dei deputati già Presidenti della Camera in precedenti legislature (attualmente nessuno di questi utilizza la autovettura di servizio); dei Presidenti dei Gruppi parlamentari e delle componenti politiche del Gruppo misto.
Gli autisti del Reparto autorimessa di Montecitorio sono attualmente 28: entro la fine del 2010 tale numero, anche per effetto dei pensionamenti, è destinato a scendere fino alle 25 unità.
Le spese relative alle attività di gestione dell’autorimessa (comprensive di quelle di carburante) sono state di 474.909,90 euro nel 2008, di 375.177,79 euro nel 2009 e di 130.542,00 euro dal 1 gennaio al 30 aprile 2010.
Allo scopo di garantire il servizio in situazioni di sovraccarico della richiesta, il servizio interno è integrato con il ricorso all’autonoleggio con conducente. A tal fine la Camera dei deputati ha stipulato appositi contratti che, senza individuare minimi garantiti a favore delle ditte, fissano le tariffe per le singole tipologie di servizi e stabiliscono precisi requisiti di qualità. Il costo medio di ciascun servizio è attualmente pari a 49,69 euro, in riduzione rispetto al 2008. Le spese relative ai servizi erogati tramite il ricorso ai contratti di noleggio con conducente sono state di 94.538,12 euro nel 2008, di 171.708,68 euro nel 2009 e di 58.834,17 euro dal 1 gennaio al 30 aprile 2010.
(Fonte: Comunicato stampa Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione)
Donazione sangue gay, interviene il ministro Fazio.
Una settimana dopo l’articolo-denuncia di Repubblica, sul rifiuto dell’ospedale Gaetano Pini di accettare una donazione di sangue da un gay (pezzo oggi “clonato” dal sito Corriere della Sera, che ha riproposto la stessa notizia), interviene il ministro della Salute Fazio. Un intervento che, in realtà, dice poco. Una semplice richiesta di chiarimenti al Consiglio Superiore di Sanità. Sotto, la nota:
Il ministro della Salute Prof. Ferruccio Fazio in merito a notizie relative all’esclusione dalla donazione di sangue di persone dichiaratamente omosessuali che si è verificata presso il Policlinico di Milano ha posto un quesito al Consiglio Superiore di Sanità per chiarire gli ambiti interpretativi delle norme europee e nazionali in merito ai “comportamenti a rischio” che possono determinare l’esclusione permanente o temporanea dalla donazione del sangue.
Ospedale rifiuta sangue gay, interviene commissione parlamentare.
Dopo la notizia del rifiuto, da parte dell’ospedale Gaetano Pini, di ricevere il sangue da un donatore gay, oggi l’intervento della commissione parlamentare competente.
“L’orientamento sessuale non è a priori un motivo di esclusione dalla donazione di sangue”. Lo ha affermato oggi in una nota Leoluca Orlando, presidente della Commissione sugli errori sanitari e i disavanzi sanitari regionali, in merito al divieto fatto ad un giovane omosessuale di donare sangue per trasfusioni all’ospedale Gaetano Pini di Milano. La Commissione, si legge nella nota “invierà una richiesta di relazione all’assessore alla Sanità della Regione Lombardia, Luciano Bresciani”. La Commissione ricorda quindi che “al giovane in questione, che da 8 anni donava regolarmente il sangue, è stata impedito l’ennesimo prelievo, perchè gay”. “L’orientamento sessuale – sottolinea quindi il presidente Orlando – non è a priori un motivo di esclusione dalla donazione di sangue. Per questo vogliamo avere chiarimenti, dall’assessore Bresciani, in merito ad una decisione che lede il principio di non discriminazione previsto dalla Costituzione italiana, dal diritto europeo e da quello internazionale”.
Il sito della Guzzanti e la manina dell’hacker.

Così si presenta su Google il sito di Sabina Guzzanti, i cui codici, evidentemente, sono stati “ritoccati” da qualche abile manina.
Bari/Insulti omofobi a ragazza etero, indaga la Digos.

In un Paese sempre più omofobo, capita anche che Chiara, una ragazza eterosessuale, si becchi degli insulti omofobi, presumibilmente dal suo ex. Nel giro di qualche settimana, il ragazzo ha preso di mira i muri di via Trento, imbrattandoli con insulti a carattere omofobico. Al secondo intervento di pulitura, Enrico Fusco, attivista di Arcigay, si è rivolto alla Digos, che ha aperto un’indagine. Non dovrebbe essere difficile arrivare a lui, più complicato coglierlo in flagranza di reato.
In questi casi, la cosa migliore è presentare una denuncia per stalking.
Gayvillage, danneggiate auto in sosta.
Almeno tre auto sono state danneggiate nella notte tra sabato e domenica, quando al Gayvillage si è tenuta la festa in onore del Gay Pride romano. A denunciarlo, su Facebook, Danilo Nota, responsabile diritti civili giovani Idv Lazio, che ha pubblicato le foto dei vetri infranti. Lo stesso ha anche presentato una denuncia ai carabinieri di via Clitunno. “Hanno spaccato il finestrino della mia Honda Civic per niente – dice Danilo – Hanno lasciato tutto dentro: chiavi di casa, documenti, radio, soldi e occhiali, era tutto a posto. Unico particolare: la mia auto era parcheggiata davanti all’ingresso del Village”. Nella zona ci sono anche altre manifestazioni dell’estate romana. “Ma la mia auto – osserva Nota – era parcheggiata proprio di fronte all’ingresso del Gayvillage”. Altre due macchine hanno subito una sorte analoga: finestrino rotto, in un caso, specchietto retrovisore staccato nell’altro, sempre in via delle Tre Fontane e in via Romolo Murri. “Un’altra auto era di un mio amico – dice il ragazzo – e anche nel caso suo non hanno rubato niente”.
“Come avviene in tutte le grandi città italiane, c’è un problema: quello dei parcheggiatori abusivi, che litigano in continuazione. Sono anche arrivati ad accoltellarsi”. Per Imma Battaglia, presidente di Dìgayproject e organizzatrice del Gayvillage, per trovare una spiegazione ai danneggiamenti delle auto, denunciati dal giovane esponente dell’IDV, bisogna andare a guardare nel mondo dei parcheggiatori. “Abbiamo aumentato la sicurezza – osserva la Battaglia – Sabato, in occasione della festa post-Pride abbiamo avuto oltre seimila persone, e alla nostra security non è stato segnalato nessun problema”. La Battaglia fa anche notare come sia stato istituito un servizio di navette, tra Colosseo e Gayvillage, che vuole risolvere il problema del congestionamento delle auto: “L’invito è ad usarlo sempre di più, proprio per evitare il problema della sosta”. “Il Gayvillage – conclude la militante Glbt – è un luogo stra-sicuro, quindi nessuna preoccupazione”.
Pubblicato su Omniroma
Inchiesta affitti, interviene il ministro Carfagna.
Il giorno dopo l’inchiesta pubblicata da Repubblica, il ministro Mara Carfagna prende posizione e, supera, quanto a “sensibilità”, politica e umana, molte associazioni GLBT, ancora troppo affaccendate con le polemiche post-Pride. Ecco le dichiarazioni del ministro, pubblicate oggi sul quotidiano.
“Sono episodi inaccettabili, indegni di un paese civile e democratico come è il nostro”. Secondo il ministro Carfagna, occorre investire su una cultura della “non discriminazione, come abbiamo fatto con la campagna contro l’omofobia in cui dicevamo: non essere tu quello diverso”. Ma ancora non basta, così il passo successivo dopo tavoli di lavoro con le organizzazioni che si occupano del mondo omosessuale e transgender sarà “creare grazie all’Unar e in sinergia con molte Regioni ed enti locali, una rete efficiente di centri territoriali anti discriminazione”. Sino ad oggi l’Unar, l’Ufficio nazionale anti discriminazioni razziali, è intervenuto più volte contro giornali e siti web che pubblicavano annunci tipo “non si affitta agli immigrati”, sanzionandoli. Ora, questa l’idea, allargherà il suo raggio d’azione ricevendo le segnalazioni dalle associazioni e interverrà anche per chi viene discriminato per il suo orientamento sessuale.
Gaza, la guerra in diretta su Twitter.
“La Flotilla si trova in linea retta a 145 chilometri da Gaza”. E’ l’ultimo aggiornamento su Twitter 1 del Free Gaza Movement, prima dell’attacco israeliano alla “Freedom Flotilla”, il convoglio di navi in missione umanitaria. Pochi minuti dopo questo tweet – sono passate le 4 di mattina – inizia, da parte degli attivisti della Ong che si batte per “rompere l’assedio a Gaza”, la cronaca dell’assalto del commando inviato da Israele. Una cronaca che è anche la denuncia di un attacco contro civili disarmati, alcuni dei quali colpiti da proiettili mentre stavano dormendo.
“Gli israeliani stanno sparando contro civili disarmati”, recita uno status sul sito di microblogging, mentre pochi minuti dopo viene fornito un link per seguire in streaming 2 i feriti presenti su una delle navi. Lo streaming continuerà a funzionare anche dopo che gli israeliani avranno preso controllo dell’imbarcazione turca. “I commando dell’esercito israeliano stanno sbarcando da un elicottero sulla barca turca – continuano gli attivisti di Free Gaza Movement – La barca è circondata da navi. Sulla barca hanno iniziato a sparare contro civili disarmati”. Sempre su Twitter viene subito smentita la versione degli israeliani, secondo la quale i soldati avrebbero risposto al fuoco partito dalle navi del convoglio diretto a Gaza: “E’ una bugia. Un video dimostra che i soldati sbarcano in coperta e iniziano a sparare. Non c’è stato nessun fuoco da parte nostra. Gli israeliani hanno sparato contro dei civili che stavano dormendo”. Sempre su Twitter si racconta che molte ore prima dell’attacco, gli israeliani avevano già stabilito alcuni contatti, sia via radio che visivamente, con la Flotilla: “Due navi israeliane stanno venendo verso di noi. Ci hanno chiesto chi fossimo, e poi sono sparite”.
Poco dopo l’attacco, sul blog Tales to Tell 3, scritto da un’attivista australiana, compare il primo post: “Sono disarmati e si trovano in acque internazionali – scrive intorno alle quattro di mattina, riferendosi al convoglio umanitario – Sto pensando a cosa potrei fare. Sono le quattro e non posso neanche prendere un treno. Per favore, guardate, parlate e agite, adesso”. Poche ore dopo, pubblica un video 4 attraverso Youtube, nel quale si vede la bandiera bianca fatta sventolare dagli attivisti su una delle navi: “Nonostante ciò, Israele continua a sparare”. Nell’homepage di Witness Gaza 5 un video messaggio denuncia: “Il governo israeliano sta violando diversi articoli della convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare”, mentre nei commenti viene rilanciato l’appello delle Ong alla comunità internazionale, perché Israele “interrompa il suo attacco brutale contro i civili intenti a consegnare aiuti umanitari ai palestinesi imprigionati a Gaza”. Su una mappa viene anche riportata una richiesta di aiuto lanciata da una delle navi attaccate dagli israeliani.
Il blog Window Into Palestine 6 pubblica un video-messaggio che era stato registrato, in via cautelativa, prima dell’attacco degli israeliani, da parte della volontaria Caoimhe Butterly: “Se state vedendo questo video, significa che la Flotilla è stata attaccata oppure bloccata in mare. Se questo è accaduto, abbiamo bisogno del vostro aiuto per una mobilitazione che traduca la solidarietà emotiva in azioni concrete”. Il blog “Live From occupied Palestine” 7 lascia intendere, già prima della partenza della Freedom Flotilla, che le intenzioni degli israeliani non sono delle migliori: “Israele – si legge in un post datato sabato 29 maggio – ha annunciato che bloccherà le navi, e ha avviato un blitz di propaganda, per sottolineare che gli aiuti non sono necessari, visto che a Gaza non c’è nessuna crisi umanitaria”. Il blog dell’italiano Stefano Arrigoni è fermo alla partenza del convoglio umanitario. In un pezzo scritto per Peace Reporter, dal titolo “In riva al mare, mentre le navi della solidarietà provano a salpare verso la Striscia”, Arrigoni ricorda i precedenti attacchi degli israeliani contro gli attivisti che volevano portare aiuti a Gaza. “Nient’affatto arresi, quegli attivisti ci riprovano in questi giorni uniti in una coalizione internazionale denominata Freedom Flottila: 9 navi, tonnellate di aiuti umanitari necessari per una popolazione ridotta allo stremo, circa 800 passeggeri”. Nei commenti al post c’è chi, appresa la notizia da Helsinki, sottolinea la necessità di azioni concrete: “Troviamoci con le bandiere e il sangue di bue di fronte alle ambasciate israeliane di tutto il mondo. Questa strage non verrà mai dimenticata”. Una mobilitazione che corre anche sulla pagina italiana di Free Gaza 8, sulla quale vengono già riportate le varie manifestazioni organizzate in Italia a partire da queste ore.
Link alla notizia pubblicata su Repubblica.it
Ragazza romana suicida, il preside: “Si era lamentata di mal di testa”.
“Una ragazza normale, anzi, paradossalmente troppo normale. Si era appena lamentata di avere mal di testa. Poi è corsa in un’altra stanza, e si è buttata di sotto”. Marcello Montagna è il preside dell’istituto Niccolò Machiavelli, di Roma, la scuola nella quale studiava la 18enne M.S.. La ragazza, secondo quanto riferisce il dirigente scolastico, si è lanciata dalla finestra di un hotel londinese, giovedì, intorno all’ora di cena. Era in gita, insieme a 45 compagni e tre professori. “Bei voti, nessuno screzio con i compagni – continua Montagna, 65 anni, da 6 anni alla guida della scuola – Non riusciamo a darci una spiegazione”.La ragazza studiava nella sede di piazza dell’Immacolata, a San Lorenzo, e frequentava il liceo classico. A Londra, secondo quanto riferisce il preside, c’erano in tutto tre classi di studenti: la seconda e terza liceo classico, e una quinta pedagogico. “Era una ragazza splendida, anche secondo quanto ricordano i professori e i compagni”, continua Montagna. Quanto alla dinamica, il dirigente scolastico dice di averla appresa dai professori che accompagnavano il gruppo. “Era ora di cena, perché la professoressa di greco – racconta – aveva detto alla ragazza di mangiare. A un certo punto lei si è lamentata di aver del mal di testa. ‘Non mi sento bene’, avrebbe detto. E’ stato poco dopo che si è alzata ed è andata di fretta in un’altra stanza. La professoressa di greco l’ha seguita. E’ stato allora che si è buttata di sotto”. “Non è stata lasciata sola – dice ancora il dirigente scolastico – Nessuno riesce a spiegarsi l’accaduto”. Un fatto, dice il preside, che ha scosso l’intero istituto. La notizia si è diffusa in poche ore, via Facebook o sms, tra tutti i conoscenti della ragazza. “Quattro anni fa – dice amareggiato il preside – potevo andare in pensione. Ho preferito andare avanti. Ecco, oggi mi pento di averlo fatto”.
Carnevale con Mussolini e Hitler, ancora polemiche.
“Malgrado le smentite del sindaco, le maschere di Hitler, Mussolini, Eva Braun e Clara Petacci sfileranno comunque per le vie del nostro territorio”. A pochi giorni dalla polemica che ha accompagnato la notizia di una sfilata con le riproduzioni dei volti del Duce e del Führer, la presidente del IX Municipio, Susi Fantino, denuncia che l’evento si svolgerà, come da programma, il 14 febbraio. E questo nonostante il sindaco, lo scorso 4 febbraio, si fosse espresso in maniera netta: “Ritengo sia di pessimo gusto per una manifestazione gioiosa come il carnevale l’utilizzo di maschere che rievocano personaggi che ricordano momenti tragici della Storia nazionale e internazionale. Ho dato disposizione agli uffici per proibire l’esibizione di queste maschere di cattivo gusto”.
La Fantino, che per prima aveva segnalato l’invio di materiale pubblicitario sulla sfilata a tutte le scuole del Municipio, riferisce di aver ricevuto ieri una richiesta ufficiale di parere da parte del gabinetto del sindaco. Una richiesta di occupazione di suolo pubblico per domenica 14 febbraio, che conferma in pieno la stessa manifestazione “Carnevale in love”. L’evento, rivela la Fantino, è stato finanziato dal Comune con 225mila euro, “regalati all’associazione Arte musica e spettacolo” per la sua organizzazione. Somma contestata dalla presidente, che evidenzia come i “municipi, senza fondi”, siano “in esercizio provvisorio, con gravi difficoltà nel garantire ai propri cittadini i servizi essenziali”. Alla richiesta avanzata del Comune, il municipio ha già dato “parere negativo”. “Ma questo non è vincolante – sottolinea la Fantino – e, come già avvenne con un evento analogo, organizzato l’anno scorso dalla stessa associazione insieme a Franco Califano, il Comune può concedere l’occupazione di suolo pubblico”. Tre i luoghi previsti, dove ci saranno installazioni, sfilate e palchi: Villa lazzaroni, largo Tacchi Venturi, largo Colli Albani. Il tutto animato da personaggi del mondo dello spettacolo, in maschera e non. A cominciare dalla madrina, Carmen Russo.
Immediate le reazioni dal mondo politico, a cominciare dall’assessore regionale alla Cultura, Giulia Rodano, che critica “la politica culturale del sindaco”. “Il Comune di Roma ha erogato 225mila euro a un’associazione per la realizzazione di una sfilata di carnevale ispirata alle vite dei peggiori dittatori che l’Europa abbia conosciuto. E’ a dir poco inaccettabile che la Giunta di Alemanno voglia anche sdoganare le pagine peggiori della storia di Roma, promuovendo un’immagine pericolosamente giocosa e intimista delle vite di Hitler e Mussolini, che non possono mai, in nessun modo essere scisse dai drammi che hanno causato a migliaia di famiglie della nostra città”. Per il gruppo capitolino del Pd parla Massimiliano Valeriani, consigliere comunale, secondo il quale la manifestazione “smaschera il sindaco di Roma. Ancora una volta Alemanno, dunque, racconta bugie e agisce seguendo il solito cliché. Prima ha preso le distanze dal fatto, poi ha assicurato pubblicamente che l’iniziativa non si sarebbe svolta e alla fine scopriamo che tutto è rimasto come prima. Quindi o le parole del sindaco non contano nulla, oppure Alemanno mente sapendo di mentire anche a Carnevale”.
Chiedono “spiegazioni” ufficiali anche il consigliere provinciale e segretario di zona del Pd, Massimiliano Massimiliani e il vicepresidente del Municipio Roma IX, Gianluca Menghi: “Quello che sta succedendo è l’ennesimo atto di forza e di arroganza da parte dell’amministrazione centrale ai danni di un municipio governato dal centro sinistra. Alemanno soffoca completamente l’autonomia dei municipi, tagliando drasticamente le voci dei bilanci municipali da destinare alla cultura salvo far planare dall’alto manifestazioni di questo tipo, senza nessun fondamento culturale e mai come in questo caso ingiuriose verso la cultura di un Paese che non trova nulla di comico e carnevalesco nelle maschere di due dittatori che hanno mostrato il volto più crudele dell’umanità”. Per il consigliere regionale del Pd, Giovanni Carapella, “la sfilata nazi-fascista, a spese della comunità”, è una “‘carnevalata’ sguaiata, offensiva, che ben rappresenta gli spiriti e gli intenti di chi oggi si sente legittimato a disporre della città e dei suoi spazi per fare propaganda di ideologie che si sono rese responsabili di avvenimenti fra i più ignominiosi e funesti del nostro passato”. “Polemiche infondate”, sottolinea l’ufficio stampa del Comune, precisando che il finanziamento comunale “ammonta a 100mila euro iva compresa”. Dal Campidoglio viene fatto notare che “gli uffici competenti hanno ricevuto da parte dell’Associazione organizzatrice un documento, protocollo 8718, con il quale gli organizzatori, scusandosi per le polemiche suscitate, confermano il ritiro di queste maschere dalla sfilata”. “Inoltre, con protocollo 8779, il Gabinetto del Sindaco, nel concedere l’autorizzazione alla manifestazione nel suo complesso, ha evidenziato la seguente prescrizione: “Si rappresenta agli organizzatori che non dovranno essere utilizzate maschere di natura e/o riferimento politico e comunque tali da risultare offensive per la sensibilità pubblica, quali ad esempio Adolf Hitler e Eva Braun, Benito Mussolini e Claretta Petacci’”, conclude la nota del Campidoglio. La presidente del Municipio, però, controreplica: “Nella richiesta di occupazione di suolo pubblico, che ci è arrivata ieri, si parla ancora dello stesso progetto, e vengono citate le maschere di Hitler e Mussolini”. “In ogni caso il nostro parere negativo rispetto a questo evento non cambia – dice la Fantino – perché siamo stati informati tardivamente. I 100mila euro di finanziamento, comunque, restano una cifra spropositata”.
Link al pezzo originale su Repubblica.it
Un altro vescovo: “No alla comunione ai gay”.
Niente comunione ai “gay conclamati”, perché “l’omosessualità è un disordine” e i precetti della Chiesa non devono essere contraddetti. Per monsignor Simone Scatizzi, vescovo emerito di Pistoia, i preti dovrebbero rifiutarsi di somministrare la comunione ai gay. Parlando oggi con il sito religioso Pontifex, a proposito degli omosessuali “che proclamano la loro condizione e la praticano”, l’esponente cattolico sostiene: “Il principio generale é che la conclamata e ostentata omosessualità é un peccato che esclude la comunione”. Le parole del vescovo fanno il giro del web, suscitando reazioni e sdegno da parte della comunità GLBT, che già aveva registrato, lo scorso 25 gennaio, un’analoga presa di posizione. Parlando con lo stesso sito, infatti, il vescovo emerito di Grosseto, monsignor Giacomo Babini, era stato ancora più esplicito, arrivando anche a chiamare in causa il governatore della Puglia, Nichi Vendola: “La pratica conclamata della omosessualità é un peccato gravissimo, costituisce uno scandalo e bisogna negare la comunione a tutti coloro che la professino, senza alcuna remora, proprio in quanto pastori di anime. Io non darei mai la comunione ad uno come Vendola”. L’ultima presa di posizione, in ordine di tempo, è del 79enne Scatizzi, già protagonista, nel 2005, di un’aspra polemica contro i gay, “colpevoli”, a suo dire, della “crisi della virilità”. “L’omosessualità in quanto tale é un disordine. E su questo non ci sta discussione”, afferma categorico il religioso, salvo poi concedere che “con gli omosessuali é necessario usare delicatezza e misericordia e alla fine il giudice ultimo é Dio, pertanto sulla Terra nessuno é autorizzato ad emettere sentenze”. Il vescovo emerito di Lucera-Troia, monsignor Francesco Zerrillo, sembra andare oltre, arrivando a criticare persino le leggi contro l’omofobia. “Io non le ritengo giuste – ha tuonato il porporato, parlando il 2 febbraio con lo stesso sito – in quanto non é mai assimilabile, dunque omologabile, ciò che é la normalità, ovvero la famiglia eterosessuale fondata da uomo e donna e quella omosessuale che famiglia non é, per la semplicissima ragione che non é in grado di ottemperare alla riproduzione. L’atto sessuale é volto a questo e non alla ricerca di lussuria”. Secondo Zerrillo bisognerebbe invitare il gay credente a non chiedere la comunione, “per non alimentare lo scandalo”: “Se davanti a me, specie in un centro piccolo in cui tutti sanno tutto di tutto, il dare la comunione ad una persona del genere può causare scandalo é quindi meglio non darla . Sarebbe saggio generalmente prevenire queste cose o al massimo amministrarla e poi dirgli amico non provarci più, per scongiurare uno scandalo ancora maggiore”. Aveva parlato invece di “pratica aberrante” il collega emerito di Grosseto, monsignor Giacomo Babini: “Mi fa ribrezzo parlare di queste cose e trovo la pratica omosessuale aberrante, come la legge sulla omofobia che di fatto incoraggia questo vizio contro natura. I vescovi e i pastori devono parlare chiaro, guai al padre che non corregge suo figlio. Penso che dare le case agli omosessuali, come avvenuto a Venezia, sia uno scandalo, e colui che apertamente rivendica questa sua condizione dà un cattivo esempio e scandalizza”. Cosa dovrebbero fare i gay? “Pentirsi di questo orribile difetto”, l’invito di Babini. Durissimi i commenti degli utenti in calce a queste interviste, fatte circolare in maniera virale su Facebook, i forum e i blog. “Una persona non può e non dovrà mai vergognarsi di quello che è. Dio ama tutti indistintamente e lei predica odio, incita le masse ignoranti alla violenza e contribuisce a rendere l’Italia un paese razzista, omofobo, antisemita”, scrive un utente, mentre un altro aggiunge: “La chiesa dovrebbe essere simbolo di pace e non di intolleranza, lasci l’anello che porta con tanta prosopopea e riprenda in mano il Vangelo. Volgete lo sguardo alle mele marce che ci sono tra di voi (preti pedofili, ecc.) e non prendetevela con chi, realmente, è capace di amare”. “Vi rendete conto, signori, che voi stessi avete detto che Dio è amore? gli omosessuali non hanno bisogno di misericordia o di perdono, vi prego. Ora è veramente troppo”, scrive l’utente “frangisca” commentando le parole di Scatizzi. Il quale sembra avere solo un consiglio per gli omosessuali: “Sarebbe opportuno che i gay si lasciassero portare sulla via della guarigione e della conversione”. Interviene il presidente dell’Arcigay”Ormai la strategia offensiva e discriminatoria del Vaticano è chiara: fare dire delle cose orribili a vescovi in pensione sul sito Pontifex, emanazione dei lefebvriani, per attaccare la dignità delle persone omosessuali”.
Link al pezzo originale su Repubblica.it
Canile della Muratella, due persone indagate.
Maltrattamento di animali. Questo il reato per il quale due persone sono finite nel registro negli
indagati, secondo quanto si apprende, nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione del canile della Muratella e sulle condizioni in cui sono tenuti i suoi ospiti a quattro zampe, cani e gatti. L’inchiesta, coordinata dal
pm Maria Bice Barborini, ha già portato, lo scorso 21 gennaio, ad un’ispezione dei Nas della struttura nei pressi di Porta Portese e gestita per conto del Comune da un’associazione, nonché al trasferimento di alcuni ospiti del canile. In particolare per ora sono 15 gli animali che sono stati portati altrove: 14 gatti e un cane, tenuti in condizioni non idonee. A finire nel registro degli indagati sarebbero due persone da cui dipende la gestione del canile, e che ora dovranno fornire alcune spiegazioni su quanto rilevato dai Nas. Il reato di maltrattamento di animali è previsto all’articolo 544ter del codice penale: “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche ecologiche è punito con la reclusione da tre mesi a un anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro. La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi. La pena è aumentata della metà se dai fatti di cui al primo comma deriva la morte dell’animale”.
Le reazioni. “Senza voler entrare nel merito del procedimento in corso, e dei chiarimenti che coloro che
sarebbero indagati rispetto alla gestione del canile di Muratella dovranno fornire, ribadiamo tutte le forti criticità
da noi rilevate e sottolineate, anche in modo formale, presso gli uffici competenti dell’Amministrazione comunale, rispetto ad aspetti sostanziali e formali della gestione di Avcpp del canile. Riteniamo che quanto sta avvenendo debba richiamare l’attenzione sulla assoluta necessità di un radicale cambiamento nella gestione delle strutture adibite al ricovero di cani e gatti nel Comune di Roma”, dicono Andrea De Priamo e Fabrizio Santori, rispettivamente presidenti delle commissioni Ambiente e Sicurezza del Comune di Roma. Piergiorgio Benvenuti, Responsabile dei Rapporti Istituzionali e Coordinatore per il Lazio del Movimento Ecologista Europeo- Fare Ambiente chiede “una gestione dei canili maggiormente trasparente e rispondente alle esigenze degli animali ospitati, favorevoli all’indirizzo espresso dalla giunta comunale e dall’assessore De Lillo di affidamento al Bioparco di questi servizi, che da troppi anni sono rimasti monopolio di una singola associazione”.
Il Pd plaude allo sgombero dei rom e il web s’arrabbia.

“Finalmente diciamo no al degrado. E’ finalmente avvenuto lo sgombero del campo nomadi di via degli Angeli. Inoltre dopo oltre 20 anni verrà effettuato il rifacimento della pavimentazione parrocchia S. Giuseppe
Cafasso”. Firmato PD. E’ questo il manifesto, scritta rossa su fondo bianco, che si riferisce allo sgombero di un campo rom a Torpignattara, avvenuto il 16 gennaio scorso. Manifesto che sta facendo discutere il web, fino a suscitare numerose proteste tra i militanti del Pd. C’è chi lo giudica non in linea con la politica di un partito di centrosinistra. Nel manifesto si spiega che lo sgombero è stato reso possibile “grazie alla campagna di mobilitazione” del Pd. Oltre a circolare in maniera virale su Facebook, l’immagine viene riproposta da molti blog. Il blogger Mattia Laconca (mattialaconcaprc.splinder.com), ad esempio, parla di manovra elettorale: “Il Pd magari con l’occasione riesce anche a strappare qualche decina di voti ai compagni di giochi del PDL”. E se Ladytux (ladytux.blogspot.com) lo definisce “un manifesto inquietante”, qualcun altro (ilrusso.blogspot.com) si limita a pubblicare la foto con un insulto, diretto al Pd. E i commentatori non sono da meno: “non e’ uno scherzo, vero? Stanno davvero festeggiando una deportazione”, si chiede un utente che si firma Punzy, mentre un altro ironizza: “Ma è davvero diventato il PDL meno L!”. Pensiero analogo ribadito su Friendfeed, dove l’utente “Ciocci” parla di una rincorsa verso il Pdl. “Pd fa vedere che quando vuole potrebbe governare come la destra”, sottolinea. Critiche che sono arrivate direttamente al capogruppo del Pd nel Municipio VI, Gianluca Santilli, fin sulla sua pagina Facebook. “Mi hanno massacrato”, dice l’esponente del Pd, che è anche presidente della commissione sicurezza del Municipio. Sempre lui, però, spiega che il senso del manifesto è stato frainteso. “Siamo contro gli sgomberi non concordati, organizzati senza un minimo di pianificazione – spiega al telefono – In questo caso avevamo 72 rom che vivevano in condizioni incivili, in un campo abusivo. Insieme al delegato capitolino alla sicurezza abbiamo visitato due volte il campo, e insieme ci siamo mossi per garantire a queste persone una sistemazione più dignitosa”. E il manifesto? Sarebbe stato realizzato da un presidente di circolo, senza essere stato concordato con i dirigenti locali del Pd. “Quando Alemanno ha sbagliato, lo abbiamo criticato, e continueremo a farlo – spiega Santilli – In questo caso, però, siamo stati noi ad incalzarlo perché si intervenisse per risolvere questa situazione”.
Maschere di Hitler e Mussolini, bufera sul Carnevale a Roma.
Hitler ed Eva Braun, ma anche Benito Mussolini e Claretta Petacci. Sono le coppie storiche protagoniste di un evento carnevalesco, che le porterà a sfilare per le strade di un municipio romano. “ Carnevale in Love” è il nome di un appuntamento che è stato pubblicizzato, in questi giorni, presso tutte le scuole elementari e medie del IX Municipio, provocando numerose proteste da parte dei docenti e dei dirigenti scolastici. A raccoglierle, la presidente del Municipio, Susanna Fantino, che si è detta “contrariata e amareggiata”, oltre che “offesa per lo sdoganamento di questi personaggi storici”. “Nei giorni scorsi – spiega – sono stati recapitati, presso le portinerie di tutte le scuole elementari e medie del nostro territorio, alcuni plichi, con il materiale relativo a questo ‘Carnevale in love’, previsto per il prossimo 14 febbraio, giorno di San Valentino. I suoi promotori, tra l’altro, lasciavano intendere che godesse di un appoggio istituzionale, nella fattispecie del municipio”. “Abbiamo ricevuto moltissime chiamate, oltre che di protesta, di richiesta di informazioni – continua la Fantino – i docenti ci chiedevano se ne sapessimo qualcosa”. Ma ad oggi l’organizzazione non ha avuto alcun contatto con la presidenza. “Si parla di una sfilata, ma noi non abbiamo mai autorizzato l’occupazione di suolo pubblico, che è di competenza del municipio. Anche ai vigili urbani non è arrivata nessuna richiesta”, evidenzia Fantino, che parla di “un vero e proprio giallo”. L’evento, secondo quanto spiega il plico portato nelle scuole e destinato ai bambini delle scuole dell’obbligo, è organizzato dall’associazione “Arte musica e cultura”. Un gruppo non nuovo a iniziative che fanno discutere, come quella dello scorso 8 marzo, quando in occasione della Festa della donna organizzò un concerto con Franco Califano. Oltre alle maschere di Hitler e Mussolini e delle loro compagne, vengono presentate anche quelle di Berlusconi con Veronica Lario e di Obama e Michelle (in tutto saranno 16). Madrina della sfilata sarà Carmen Russo. E tra i personaggi erano previsti anche la corte papalina, Palmiro Togliatti e consorte. “Avevamo programmato – ha spiegato il presidente dell’associazione, Enzo Longobardi – di far sfilare anche dei personaggi travestiti da Silvio Berlusconi assieme alle escort ma, così come per Hitler e Mussolini, probabilmente saremo costretti ad eliminare queste figure per evitare polemiche”. Longobardi precisa che l’iniziativa ha avuto “l’autorizzazione dal Gabinetto del sindaco del comune di Roma”. Ma l’indignazione della Fantino non si placa. “Un evento che ci impressiona per il messaggio insolente che vuole diffondere. Vengono presentati personaggi della televisione spazzatura, veline e danzatrici brasiliane, e per finire, si propone un concorso per eleggere Miss Facebook ultra quarantenne”, attacca l’esponente municipale romana. “Il nostro Municipio, informato dai direttori e dai presidi – afferma Fantino – è da sempre impegnato a divulgare una qualità della cultura che ha come obiettivi la crescita sociale, culturale ed etica dei nostri cittadini e non può certamente accettare, neanche per ironia, maschere-modello come Hitler e Mussolini, padri delle leggi razziali e di anni bui della nostra recente storia”. “A pochi giorni di distanza dalla giornata della Memoria – osserva la Fantino – crediamo di essere davanti ad un’offesa anche nei confronti della comunità ebraica romana. Come è possibile sdoganare Hitler e Mussolini, soprattutto agli occhi dei bambini? Mi sembra evidente che si vogliano normalizzare queste figure, circoscrivendole all’amore e alla relazione che hanno avuto. Ma la loro fama è legata a ben altri fatti”. I luoghi indicati per il “ Carnevale in Love” sono Villa Lazzaroni, la via Appia Nuova, Largo Tacchi Venturi, Largo Colli Albani. “Chi finanzia questo evento? Chi lo ha autorizzato?”, ci si chiede dal municipio.
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In hotel arrivano gli scaldaletto umani.

Infilarsi in un letto caldo non è soltanto piacevole, ma, secondo gli psicologi, può anche facilitare un sonno riposante. Così, per offrire ai propri ospiti un soggiorno il più rilassante possibile, una grande catena di hotel del Regno Unito ha deciso di assumere degli speciali scaldaletto umani. Uomini e donne con il compito di infilarsi nel letto dei clienti, prima che questi siano pronti per andare a dormire. Quello che per adesso sarà soltanto un esperimento, il primo a livello mondiale, è già partito in due hotel di Londra e in uno di Manchester. Un modo per far fronte all’ondata di maltempo che sta interessando il Regno Unito. Il progetto è stato curato d’intesa con un esperto in materia, lo psicologo Chris Idzikowski, direttore di uno speciale centro che cura i disturbi del sonno, a Edimburgo. Secondo Idzikowski, il modo migliore per iniziare una notte di sonno è quello di sdraiarsi in un letto caldo: “La temperatura ottimale è di 20-24 gradi centigradi”. Forse preoccupati dagli incidenti che possono essere provocati dai tradizionali scaldaletto elettrici (in primis gli incendi domestici) i responsabili dell’Holiday Inn hanno deciso di formare una vera e propria squadra di “riscaldatori” umani. Il personale preposto indosserà anche una speciale tuta termica bianca, che coprirà tutto il loro corpo, e dovrebbe garantire un riscaldamento più rapido del letto (sono state concepite per massimizzare l’effetto calore). Le “sedute” durano circa cinque minuti e, secondo quanto spiega la direzione delle strutture, sono tutte incluse nel prezzo del pernottamento.

Tre gli hotel nei quali si potrà contare su questo speciale servizio: l’Holiday Inn London Kensington Forum, l’Holiday Inn Kingston South e l’Holiday Inn Manchester Central Park. Le prenotazioni sono partite oggi anche se, per adesso, gli scaldaletto umani operano soltanto tra le 21 e le 23, fino al 25 gennaio. Sulla base del riscontro da parte dei clienti, e nell’ipotesi in cui il maltempo dovesse proseguire, si deciderà se e come prolungarlo.
“Questo servizio – sottolinea l’esperto del sonno – dovrebbe aiutare gli ospiti a dormire meglio. Il corpo umano impiega molto più tempo a riscaldarsi, soprattutto quando si proviene da un ambiente nel quale ha nevicato”. “La gente vuole lasciarsi alle spalle il freddo – dichiara una portavoce della catena alberghiera – per infilarsi in un letto caldo. Questi scaldaletto umani sono paragonabili a un’enorme bottiglia d’acqua bollente piazzata sotto le coperte”. Non trattandosi in alcun modo di un servizio erotico, la portavoce puntualizza: “Usciranno dal letto prima che voi vi infiliate sotto le coperte”. Quanto alla possibilità che gli scaldaletto possano varcare i confini britannici, “mai dire mai – dice a Repubblica.it l’ufficio stampa – se anche l’Italia dovesse essere investita da un’ondata di maltempo, e se questo servizio dovesse essere apprezzato dalla clientela, potrebbe essere adottato dagli hotel italiani”.
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