Appunti e spunti

Il blog di Marco Pasqua

Archive for the ‘Omniroma’ Category

Eur, Imma Battaglia denuncia: insulti omofobi a due ragazzi.

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Imma Battaglia, presidente di DìGayProject, denuncia alcuni insulti omofobi rivolti ad un ragazzo e al compagno, nella zona dell’Eur, oggi pomeriggio.

Luca Adami e il suo compagno, seduti su una panchina nella zona di fronte al bar Palombini all’Eur, sono stati apostrofati come finocchi da un balordo, minacciati e invitati ad andarsene. L’uomo stava per sferrare un pugno, ma è stato fermato dalla telefonata di Luca alla polizia, intervenuta sul posto. L’uomo si è dileguato con un compare, che ha assistito divertito a tutta la scena”.

“La tensione si sta alzando in questa città – sottolinea la Battaglia – specchio della situazione politica e sociale nazionale. Nel giro di pochi giorni esternazioni fasciste e aggressioni omofobe dimostrano che la situazione sta sfuggendo di mano e merita maggiore attenzione: assistiamo ad una catena di episodi allarmante in cui l’orgoglio fascista va di pari passo con la violenza. La responsabilità di tutto questo è imputabile all’assenza della politica, concentrata sugli interessi e sulla crisi. Roma non deve essere lasciata sola. Chiediamo piú attenzione alla sicurezza, ferma restando l’urgenza improcrastinabile della legge contro l’omofobia”.

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May 10th, 2012 at 5:48 pm

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Fratelli Mattei, saluti romani al corteo per ricordare vittime.

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Fiori e saluti romani davanti casa dei fratelli Mattei, morti il 16 aprile del 1973, durante il corteo organizzato dai giovani di destra nella ricorrenza del 39esimo anniversario dell’attentato. I giovani hanno più volte ricordato i “camerati Stefano e Virgilio Mattei” con il saluto romano. ”Onore ai fratelli Mattei!”, firmato “I camerati” e con accanto una croce celtica, recitava il grosso striscione di testa del corteo, partito da piazza Clemente XI. I circa 150 manifestanti, scortati dalla polizia, hanno attraversato le strade del quartiere fino a via Bernando da Bibbiena.

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April 16th, 2012 at 8:46 pm

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Holywar, presentate due denunce alla polizia postale.

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Una denuncia alla polizia postale contro “i simboli antisemiti e scritte ingiuriose e offensive che inneggiano all’odio razziale” apparsi sul sito Holywar, all’interno di una locandina relativa ad un convegno sull’antisemitsmo che si è tenuto a Roma lo scorso 26 marzo. A presentarla, questo pomeriggio, negli uffici di viale Trastevere, Carla di Veroli, assessore alle Politiche Culturali e Pari Opportunità del Municipio XI, tra gli organizzatori della recente conferenza romana. Sulla locandina dell’incontro, che è stato moderato da Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia e patrocinato dalla comunità ebraica romana, è stata disegnata una stella di David con, all’interno, una svastica ed è stato anche scritto: “Sponsorizzato dal Mossad” (in riferimento al convegno) e altri insulti antisemiti. “Ho preso questa iniziativa, perché sono fermamente convinta che ci debbano essere piccoli gesti di responsabilità personale – spiega la Di Veroli – Le segnalazioni via e-mail sono relative, e i cittadini devono presentare denuncia formale. Siamo di fronte a contenuti in linea con lo spirito antisemita e xenofobo e omofbo del sito Holywar, contro il quale ogni cittadino che ripudia questa ‘filosofia”, deve compiere gesti tangibili. I comunicati stampa purtroppo lasciano il tempo che trovano. Invito, inoltre, il governo a farsi carico di tutte le rogatorie del caso, necessarie ad arrivare a perseguire penalmente il gestore di questo sito”.

Lo stesso ha fatto Roberto Cuillo, responsabile Redazione web del Partito democratico: «Nella giornata di oggi, presso gli uffici della Questura di Roma, ho sporto regolare denuncia contro il sito antisemita Holywar.org, e ho chiesto la persecuzione a norma di legge degli ignoti responsabili del sito per i reati di violazione dell’art.3 della Costituzione, violazione della Legge Mancino e sue successive modifiche, istigazione all’odio razziale, vilipendio della Repubblica e del Capo dello Stato. Antisemitismo e razzismo sono una minaccia alla sicurezza di tutti».

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March 30th, 2012 at 6:30 pm

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Celtiche e slogan contro giornalisti firmati Lotta Studentesca.

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Slogan e celtiche sono apparsi, nella notte, nei pressi del liceo Augusto, in via Gela. I manifesti sono firmati da Lotta Studentesca, movimento giovanile di Forza Nuova, che li ha anche rivendicati su Facebook. In uno si attaccano i giornalisti, in riferimento anche alla visita del direttore de l’Unità, Claudio Sardo, che stamattina ha preso parte all’assemblea di istituto. “Giornalista servo del sistema”, recita uno striscione che, sulla pagina Facebook del movimento di estrema destra è stato così spiegato: “Una buona accoglienza per l’Unità al liceo Augusto”.
Un’altra scritta (“Dante non si tocca”) fa riferimento, invece, ad una recente polemica sollevata dall’organizzazione «Gherush92», secondo la quale la Divina Commedia deve essere tolta dai programmi scolastici, per via dei contenuti antisemiti, islamofobici, razzisti ed omofobici.

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March 28th, 2012 at 5:10 pm

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Holywar, procura apre inchiesta.

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Un’inchiesta è stata aperta dalla Procura sulla diffusione sul sito “HolyWar” di una lista i nomi di 163 professori di 26 università italiane definiti “molto pericolosi” e collaboratori dell’intelligence israeliana. L’inchiesta, aperta dal pm Luca Tescaroli, ipotizza allo stato contro ignoti il reato di istigazione all’odio razziale ed è stata aperta sulla base di un’informativa della Digos che sta procedendo alle verifiche insieme alla polizia postale. Due le liste pubblicate sul sito web: una indica soggetti accusati di essere “devoti” a Israele, filosofi, storici, letterati, economisti, giuristi, intellettuali; l’altra elenca persone accusate di essere “complici” di Israele, direttori di giornali, editorialisti, cronisti, semiologi, filosofi, scrittori, deputati, parlamentari europei, esponenti della comunità ebraica. Il pm Tescaroli è lo stesso che indaga su un’altra black-list pubblicata nel dicembre scorso sul sito StormFront.

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March 21st, 2012 at 7:32 pm

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Righi, parla il bidello: “Nostri studenti aggrediti e picchiati”.

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“I ragazzi sono stati aggrediti e picchiati, insieme a due professori”. A tre giorni dall’aggressione che ha visti per protagonisti tre studenti del liceo Righi, arriva la testimonianza di un bidello della scuola di via Campania, relativamente a quanto avvenuto sabato mattina. Una testimonianza raccolta dal blog “FascinAzione”, di Ugo Maria Tassinari, giornalista osservatore e studioso della destra radicale italiana.
“Io lavoro al Righi, ed i ragazzi sono stati aggrediti e picchiati insieme a due professori e la vicepreside che tentavano di difenderli – ha scritto A. C., classe 1972, sulla pagina Facebook di Tassinari – Io purtroppo sono arrivato quasi alla fine (sono in servizio nella succursale mentre l’aggressione è avvenuta in centrale) e sono riuscito ad intervenire solamente alla fine, ma è chiaro a tutti di chi è la responsabilità e non certo dei nostri studenti. I tre che sono finiti in ospedale sono dei ragazzi del tutto inoffensivi, li ho visti crescere e sono del tutto contrari ad ogni tipo di violenza. Finiamola con le frasi retoriche del tipo ‘chi sa realmente chi erano’ perché conosco anche il reggente del nucleo accusato ed era anche lui presente che cercava di frenare i suoi stessi camerati. Qui non si tratta di tafferugli e di chi ha tirato il primo schiaffo, è stata una vera e propria aggressione e come tale deve essere stigmatizzata”. Una testimonianza che assume un particolare rilievo perché proviene, come sottolinea lo stesso bidello, da un ex “militante missino della sede romana di via Livorno 1 ed in seguito del Movimento Politico Occidentale di via Domodossola”. “Io sono un lavoratore di quella scuola, coinvolto anche perché tra le varie mansioni mi occupo della sicurezza degli studenti – scrive ancora A. C. – L’intenzione di tali personaggi è sempre stata quella di menare le mani, una manovalanza che oggi si ritrova in qualsiasi curva come negli anni in cui ero militante si trovava nei bar e li si chiamava in occasione di situazioni delicate di contrapposizione a dare man forte. Stigmatizzare a senso unico non fa parte del mio bagaglio politico, io esprimo il mio disaccordo ogni qual volta avvengono situazioni del genere e cerco di mediare per evitare delle situazioni ben peggiori, ma questo non mi impedisce di richiedere di non scrivere fesserie se non si non si conoscono i fatti”.

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March 12th, 2012 at 9:15 pm

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Righi, aggressione neofascista: parla lo studente picchiato.

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Marco è seduto nella sala d’attesa al terzo piano della clinica otorinolaringoiatrica dell’Umberto I. Insieme a lui c’è la madre. I medici lo hanno appena finito di medicare, ma non potrà lasciare l’ospedale. Stamattina era fuori dal Righi, insieme ai compagni, con loro stava volantinando, quando è stato aggredito – secondo la sua testimonianza – da altri ragazzi, legati al movimento di destra “Controtempo”. Martedì prossimo sarà operato, il setto nasale è rotto.
“Eravamo di fronte a scuola, verso le 7.50, con uno striscione – racconta ad Omniroma – quando abbiamo notato i ragazzi di ControTempo, che stavano distribuendo dei volantini. Ma erano venuti là con un preciso obiettivo. Appena abbiamo aperto lo striscione hanno iniziato a dirci: ‘che volete? Che fate? Toglietevi, non ci potete stare”. I ragazzi del collettivo studentesco cercano di trovare un accordo: “Dividiamoci lo spazio”. E’ allora che, secondo quanto racconta Marco, è intervenuta la vicepreside, insieme ad alcuni professori: “Toglietevi tutti quanti”, avrebbero detto ai ragazzi. “Noi ci siamo messi sul margine del marciapiede, ma a un certo punto è arrivato un tizio che ci ha tolto lo striscione e lo ha buttato per terra – racconta ancora Marco – Ci siamo girati, ci sono state delle spinte e hanno iniziato a menarci”. “Avevano i caschi ma ci hanno picchiati pure con il megafono – prosegue Marco – Io sono stato colpito col casco. Il naso è rotto. Dovrò rimanere in ospedale fino alla prossima settimana quando sarò operato”. “Ricordo che non ci hanno urlato niente contro – prosegue ancora Marco – e a un certo punto hanno iniziato a picchiarci”. Oltre a lui, sono stati feriti altri due compagni di scuola: “Un altro è stato colpito al naso e uno ha un trauma cranico e si trova in osservazione”. Continua il 18enne aggredito: “La vice-preside è stata picchiata e buttata per terra e presa a calci in faccia. Anche altri professori sono stati picchiati”. Gli aggressori sono noti, ai ragazzi del collettivo: “Li conosciamo. Sappiamo chi sono. Alcuni frequentano la scuola, gli altri sono di altri istituti, ma sono conosciuti di nome e di vista”.
Gli altri due studenti feriti sono nella sala d’attesa, con Marco. Lo ascoltano mentre parla. Sono sereni, adesso, anche se a surriscaldare gli animi, per alcuni minuti, contribuisce la presenza di un ragazzo legato a Controtempo. “E’ venuto a portarci la solidarietà – dicono alcuni di loro – ma noi non la vogliamo”.
Il clima è teso. Una situazione che da tempo viene denunciata dai ragazzi di “Senza Tregua”, che lamentano una serie di azioni intimidatorie in vari istituti della capitale. Spesso non si arriva allo scontro fisico. Altre volte, come avvenuto stamattina, il contatto appare inevitabile, anche se ampiamente preannunciato: “Sapevamo che quelli di destra sarebbero venuti – dicono i ragazzi del Collettivo – non volevano che distribuissimo volantini. Ci avevano avvisati”.

(Omniroma e Repubblica.it – qui l’audio)

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March 9th, 2012 at 7:09 pm

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Saluti romani a piazza Risorgimento per Miki Mantakas.

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Circa duecento militanti della destra estrema si sono ritrovati, stasera, in piazza Risorgimento, all’altezza di via Ottaviano, per commemorare Mikis Mantakas, lo studente greco assassinato a Roma il 28 febbraio del 1975. I camerati sono stati chiamati a raccolta via Facebook, attraverso un appello che ha visto coinvolte formazioni come il Movimento sociale Europeo (organizzatore del raduno neofascista di sabato scorso) e Lotta Europea, che hanno sede nella sezione storica dell’MSI Prati, in via Ottaviano 9. Guardati a vista da carabinieri e vigili urbani, i militanti hanno urlato il loro “presente”, poco dopo le 19, come ormai avviene ogni anno in occasione di questa ricorrenza.

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February 29th, 2012 at 2:21 am

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Targa omofoba in un pub di Prati, la protesta di Equality e Gay Center.

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Una targa artigianale, in bella vista al centro di un locale di Prati, con una scritta insultante e con una connotazione omofoba. A notarla alcuni avventori del pub, che si trova in via Andrea Doria. “Sono molto meglio i pantaloni rotti nel culo, che il culo rotto nei pantaloni”, recita il cartello, affisso su una colonna al centro del locale.

“La vicenda del cartello esposto nel bar in Prati è sintomatica di una strisciante sotto cultura che offende i gay e che li mette alla berlina, in questo caso con battute da bar. Non si tratta di un caso isolato ma solo di uno che è finito sotto i riflettori. Se Roma vuole essere una capitale a livello delle altre capitali europee non può consentire che ciò avvenga. Quindi non solo quel cartello va rimosso, ma è necessario e urgente prendere misure più ampie”. Lo dichiara in una nota il portavoce del Gay Center, Fabrizio Marrazzo. “Esporre in un bar aperto al pubblico un cartello omofobo è un’offesa non solo verso lesbiche, gay e trans, ma verso tutti. Una Capitale europea come Roma non può permettersi di mostrare questo volto ai suoi cittadini e a milioni di turisti che ogni anno la visitano. Questo bar, così come tanti altri esercizi commerciali, lavora sulla base di una licenza pubblica che viene assegnata dal Comune – sottolinea Marrazzo – E’ necessario quindi portare avanti un lavoro con le Istituzioni e con le associazioni dei commercianti perché una licenza pubblica non sia concessa a chi vuole farsi portatore di messaggi d’odio e di discriminazione”. Il Gay Center si rivolge anche al sindaco: “Chiediamo al Campidoglio, in base al regolamento comunale che prevede tra le finalità degli aventi diritto alla licenza: ‘la promozione di una logica di equiparazione tra tutela dell’interesse individuale e garanzia del rispetto dell’interesse collettivo”’ di applicare le eventuali sanzioni previste e/o la sospensione della licenza. Inoltre, chiediamo alle associazioni dei commercianti di avviare subito un percorso di monitoraggio e formazione per le imprese del territorio, che hanno il dovere di essere aperte a tutti anche perché rafforzare i diritti vuol dire anche far crescere l’economia, come da anni hanno capito le principali metropoli del mondo. Serve, proprio come avviene all’estero, l’istituzione di un marchio per gli esercizi commerciali gayfriendly, così da stabilire un codice chiaro e concreto di azioni per promuovere a livello internazionale le realtà che si impegnano maggiormente”.

“E’ una targa volgare e chiaramente omofoba. Per il proprietario del pub, ci vorrebbe un periodo di servizio sociale in una struttura che si occupa di persone in difficoltà omosessuali, presso un’associazione di categoria”. E’ il commento di Aurelio Mancuso, presidente di Equality Italia, alla notizia della targa omofoba affissa in un pub della zona di Prati. “E’ ora che anche in Italia si applichino quelle norme previste nei Paesi anglosassoni, che prevedono questo tipo di servizio in sostituzione della pena detentiva. Una persona che si sente così spavalda, è aiutata dal clima di omofobia di questo Paese e andrebbe riadattata. Una multa non serve. Sarebbe più utile dare un segnale forte”. Infine, un’ultima considerazione: “Chissà quanti gay saranno entrati un quel pub e non hanno avuto il coraggio di dire niente. Questo significa che c’è ancora tanta paura”.

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February 29th, 2012 at 2:18 am

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Giornata memoria, Giovani comunisti: svastiche in licei Tasso e Righi.

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La denuncia arriva da Anna Belligero e Simone Oggionni, portavoce nazionali dei Giovani comunisti:

«Ieri notte una squadraccia di fascisti facenti capo al gruppo Controtempo (conosciuto a Roma e notoriamente legato a settori della destra istituzionale) ha deturpato i muri dei licei Tasso e Righi di Roma con svastiche e scritte vergognose. Guarda caso quei licei, tra i simboli dell’antifascismo militante romano. E guarda caso ieri, 27 gennaio, giornata della Memoria della Shoah. Si tratta soltanto dell’ultima provocazione vomitevole di una galassia di sigle, gruppi e associazioni che continua a vivere nell’indifferenza, quando non nella colpevole compiacenza dell’amministrazione comunale. Quelle scritte sono state rimosse dall’azione di nostri giovani compagni. Vorremmo fossero rimosse per sempre dalla cultura e dalla quotidianità di Roma e dell’intero Paese».

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January 28th, 2012 at 6:02 pm

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Preso ladro delle Pietre d’inciampo, abitava di fronte a luogo furto.

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E’ stato individuato dai carabinieri della stazione Roma Piazza Farnese – presso i quali era stata presentata denuncia – l’autore del furto delle tre pietre della memoria, dedicate alle sorelle Graziella, Letizia ed Elvira Spizzichino, rubate lo scorso 12 gennaio in via S.Maria in Monicelli 67. E proprio a questo civico, vivrebbe il responsabile di questo gesto, che oltraggia la memoria delle vittime della Shoah. Secondo quanto si è appreso, l’uomo, un 41enne, si è giustificato dicendo che il suo non voleva essere un gesto antisemita, ma dettato da motivi estetici perché le targhe davanti al portone avrebbero “reso quel posto simile ad un cimitero”. L’uomo ha anche detto che scriverà una lettera di scuse alla Comunità ebraica e al Comune. La sua posizione è al vaglio dei militari.

Gianni Alemanno si è immediatamente congratulato con i carabinieri “per le indagini che hanno permesso di identificare l’autore del furto oltraggioso delle tre pietre della memoria. Apprendo con soddisfazione che non è stato un gesto antisemita, anche se ci tengo a precisare che a Roma non sono tollerati atti di questo tipo. Senza memoria del passato non c’è futuro. Come sindaco ho il dovere di lavorare quotidianamente affinché in questa città crescano, attraverso il dialogo e la conoscenza reciproca, la tolleranza, il rispetto e il senso di una comune appartenenza. L’Amministrazione capitolina si rende disponibile a ricevere in Campidoglio l’autore del gesto e i familiari per suggellare le scuse ufficiali”.

“Valuteremo la lettera di scuse che ha detto di volere inviare alla comunità ebraica. E spetterà ai familiari delle persone oggetto di questo atto vandalico stabilire se accettarle e con quali modalità. Ma mi permetto di suggerire questo personaggio che forse, prima di chiedere scusa alla comunità ebraica, chieda scusa alla città intera. Mai come in questo caso Roma si è sentita offesa per un gesto ignobile”. Lo ha detto il presidente della Comunità ebraica di Roma, Riccardo Pacifici. “Questa vicenda – aggiunge – non è una partita tra la comunità ebraica e ignoti vandali, ma un fatto che offende la memoria collettiva” e sottolinea: “Esiste un clima non facile. La rete è piena di mondezza e istiga all’odio. Nuovamente anch’io sono stato oggetto di minacce da alcuni siti, pochi giorni fa è toccato allo scomparso Saviotti e al magistrato Corasaniti. La nostra pazienza si è esaurita. Non accetteremo ulteriori provocazioni. Vigileremo, e non reciteremo, come alcuni dicono, il ruolo delle vittime. Non amiamo piangere: ma il passaggio dalle parole, dalle battute infelici, alle stragi come quella che abbiamo a Firenze è purtroppo facile. C’è gente che vive nella cultura odio. Saremo pronti a difenderci nelle sedi legali opportune, chi si macchierà di altri gesti deprecabili dovrà risponderne nelle aule. E noi siamo convinti che in quelle sedi non saremo soli”. Pacifici coglie l’occasione per ringraziare i carabinieri “che hanno portato avanti indagine con estrema velocità e impegno e per la celerità della risoluzione del caso» e “le istituzioni pubbliche che si sono mobilitate”, dal sindaco Gianni Alemanno, al presidente della Provincia Nicola Zingaretti, a quello della Regione Renata Polverini e a quello del municipio Orlando Corsetti. “Rimane l’amarezza per un gesto incredibile – conclude Pacifici – di cui cercheremo di capire. Mi sembra bizzarra la motivazione che ha inizialmente dato. Speriamo di capire cosa lo ha spinto a fare questo dalla sua lettera”.

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January 17th, 2012 at 6:12 pm

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Insulti e minacce a magistrato Procura di Roma: indagò su blacklist ebrei.

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Insulti e minacce al pubblico ministero della Procura di Roma, Giuseppe Corasaniti, che ha indagato sulle blacklist di ebrei apparse sul web. Su un blog ospitato dalla piattaforma del Cannocchiale, l’anonimo estensore di un post antisemita ha anche pubblicato, nella giornata di domenica, una foto del magistrato. “Fuori la mafia ebraica delle procure dei tribunali”, il titolo dell’invettiva, che ricorda, per terminologia e virulenza, gli insulti contro docenti e magistrati diffusi, nel luglio dello scorso anno, dal blog denominato “Rumors”.

Il sito venne chiuso e la Procura di Perugia diede mandato alla Polizia postale di risalire all’identità dell’anonimo internauta. Il quale, evidentemente, non deve temere i risvolti giudiziari che potrebbero avere le sue deliranti affermazioni. “Fuori dai tribunali i referenti politici degli interessi della lobby della unione delle comunità ebraiche. Fuori dalle procure i pubblici ministeri referenti degli interessi del sinedrio ebraico. Fuori dalla Procura il pubblico ministero ebreo Giuseppe Corasaniti, il referente politico della mafia sinedrio della comunità ebraica”, scrive sul sito Vtre.ilcannocchiale.it.

Parole che non sono sfuggite agli uomini della Postale, che monitorano quotidianamente il web, dando la caccia a questi seminatori dell’odio virtuale nei confronti degli ebrei. Sulla stessa pagina web, inoltre, si insinua che i responsabili del recente furto delle Pietre d’inciampo, in via Santa Maria in Monticelli, sia stato opera di residenti ebrei del Ghetto. “In quella zona – si legge sul sito, che ha anche pubblicato una mappa dall’alto di quest’area – si può incappare in bande di giovinastri ebrei, in assetto paramilitare, che pattugliano la zona controllando anche i documenti agli estranei. Eppoi ci sono anche gli agenti in borghese del Mossad che grufolano nello stesso recinto. Risulta quindi totalmente impossibile che qualcuno abbia potuto eseguire un lavoro di ore al fine di strappare quella specie di ‘serci’”. Una tesi campata in aria, che difficilmente troverà riscontri oggettivi nelle indagini portate avanti dalle forze dell’ordine della capitale.

Sulla piattaforma di blogging de Il Cannocchiale venne pubblicata, nel febbraio del 2008, una blacklist di docenti ebrei. In quell’occasione, in seguito all’indignazione politica bipartisan e all’immediato oscuramente del sito da parte dei suoi gestori italiani, le indagini della Polizia Postale, disposte proprio da Corasaniti, permisero di arrivare a individuare il responsabile della diffusione di quell’elenco (Paolo Munzi, residente in provincia di Rieti, figlio di un ex sindaco). Più recentemente, a dicembre, un elenco analogo, con nomi di magistrati e politici, è stato fatto circolare sul forum neonazista Stormfront. In tutti i casi, le ipotesi di reato avanzate dalla Procura comprendevano la violazione della legge Mancino ma anche la diffamazione e la violazione della privacy. Corasaniti, che è docente alla Sapienza, si occupa principalmente di reati che riguardano la pirateria audiovisiva ed informatica, la contraffazione, la tutela della privacy e le frodi informatiche.

In serata è intervenuta anche la presidente della Regione, Renata Polverini: “Si sta andando verso una deriva antisemita che bisogna assolutamente fermare, non soltanto con la condanna da parte di tutte le istituzioni ogni volta fanno. Auspichiamo che qualcuno di questi ‘signori’ prima o poi paghi”.

Solidarietà al magistrato è stata espressa da Marco Mancinetti, presidente della sezione distrettuale di Roma e Lazio dell’Associazione Nazionale Magistrati: “Dopo le orribili manifestazioni di soddisfazione espresse in rete
per la scomparsa del Procuratore Aggiunto di Roma Pietro Saviotti, assistiamo ad un nuovo attacco, di matrice antisemita, rivolto con gli stessi mezzi sempre ad un magistrato della Procura della Repubblica, Giuseppe Corasaniti, impegnato sul terreno delle indagini informatiche. La Giunta dell’Anm di Roma esprime forte solidarietà e vicinanza a Giuseppe Corasaniti, ribadisce l’impegno e la serenità di tutti i magistrati della Procura della Repubblica di Roma nel continuare nel lavoro quotidiano a difesa della legalità ed invita tutte le istituzioni e le forze politiche ad isolare ogni manifestazione razzista. L’antisemitismo non è un’opinione, è un delitto”.

Link al pezzo originale su Repubblica.it

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January 16th, 2012 at 9:59 pm

Pietre d’inciampo, Pacifici a Iannone: “Non avrà vita facile in questa città”.

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A margine del sit-in di solidarietà verso la comunità ebraica di Roma – dopo l’atto vandalico che ha interessato le pietre d’inciampo – il suo presidente, Riccardo Pacifici ha rilasciato una dura dichiarazione. Contro “i circoli che fanno attività eversive, sia di destra che di sinistra”. Chiamando anche in causa Iannone.

“La nostra pazienza da oggi è finita. Il mondo ebraico non vuole recitare il ruolo delle vittime, non è un ruolo che ci piace. Io dico alle istituzioni che bisogna fare una radiografia di tutti i circoli che fanno attività eversive, sia di destra che di sinistra, e al signor Iannone dico che uomini come lui in questa città non avranno vita facile. Noi non rimarremo inermi, non accetteremo più provocazioni di questo tipo e risponderemo punto per punto. Qualcuno potrebbe pensare che sto facendo delle minacce, e potrebbe non aver torto. Io sono stanco di una situazione in cui devo immaginare che qualcuno voglia venire a farmi la pelle, come quelli che sono stati arrestati. Faccio una fatica enormea tenere buoni sul mio versante quelli che vorrebbero far capire chi sono gli ebrei di oggi”.

Pacifici ha anche lanciato un appello agli eventuali testimoni oculari dell’atto vandalico: “Io non riesco ad immaginare che, nel momento in cui viene fatta una cosa del genere in pieno centro, alle 2 del pomeriggio e con dei picconi, la gente che abita in questo palazzo non abbia sentito. Questo è un fatto che non può essere tollerato. Dal momento che il fatto è avvenuto tra le 11 e le 14, se qualcuno ha visto aiuti a collaborare con le forze dell’ordine per individuare l’ignoto”.

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January 14th, 2012 at 8:59 pm

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Saviotti, Procura di Roma chiede a Facebook di oscurare pagina Iannone.

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Oscurare la pagina di Facebook in cui si esprimono commenti positivi in merito alla morte del procuratore aggiunto Pietro Saviotti. Questo quanto chiesto ai gestori del social Network, alla sede centrale a Palo Alto in California, dal procuratore aggiunto Giancarlo Capaldo e dal sostituto Eugenio Albamonte che hanno aperto un’inchiesta per istigazione a delinquere. All’indomani della morte del magistrato, avvenuta martedì, sulla pagina Facebook del leader di Casapound Gianluca Iannone erano stati pubblicate “felicitazioni” per il decesso. Gli inquirenti attendono dalla polizia postale intanto l’identificazione degli autori degli scritti.

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January 13th, 2012 at 5:52 pm

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Parco Leonardo, insulti choc su Facebook contro Simone Costa.

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“Simone Costa: così impari a fare il tirchio”: è il titolo della pagina Facebook creata ieri sera sul popolare social network, al solo intento di offendere la memoria del ragazzo morto domenica scorsa al centro commerciale Leonardo. Al momento sono 45 gli utenti che si sono dichiarati “fan”. Tanti, però, i commenti – forse anche amici della giovane vittima – che si sentono offesi da alcuni status pubblicati dall’autore della pagina. “Non vi vergognate?”, scrive Ludovica; Michela: “Giocate sulla morte di un ragazzino… oggi ridete speriamo che domani possiate piangere vergognatevi”. E ancora, altri: “Non avete manco un minimo di dignità. Dio certi bastardi li dovrebbe mandà all’inferno”, “Lo schifo è che ci sta pure gente che segue questa pagina”. Commenti che, però, non sembrano intimorire l’internauta che ha continuato a firmare altre affermazioni insultanti nei confronti di Simone.

Sulla vicenda è intervenuta l’associazione dei consumatori: “La madre degli imbecilli è sempre incinta. Prova ne è la pagina apparsa su Facebook nella quale la morte di Simone Costa – il ragazzo ucciso al Parco Leonardo – viene non solo giustificata, ma addirittura inneggiata, perché il 16enne sarebbe colpevole di “tirchieria”, per non aver offerto la sigaretta da cui è scaturita la lite. Si tratta di una pagina aberrante, offensiva e incredibilmente diseducativa, in cui la morte per futili motivi viene lodata”. “L’autore di questa ‘genialata’ deve essere punito – dice il Codacons – non è sufficiente chiudere la pagina Facebook in questione e far finta che non sia mai esistita. Per tale motivo stiamo preparando un esposto sia alla Polizia Postale, sia alla Procura della Repubblica di Roma, in cui si chiede di individuare l’autore del gruppo e procedere nei suoi confronti per istigazione alla violenza e per altri reati che saranno ravvisabili”. La pagina, dopo le proteste (e le segnalazioni) degli utenti è stata nel frattempo cancellata.

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December 13th, 2011 at 2:46 pm

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