Archive for the ‘Omniroma’ Category
Ragazza romana suicida, il preside: “Si era lamentata di mal di testa”.
“Una ragazza normale, anzi, paradossalmente troppo normale. Si era appena lamentata di avere mal di testa. Poi è corsa in un’altra stanza, e si è buttata di sotto”. Marcello Montagna è il preside dell’istituto Niccolò Machiavelli, di Roma, la scuola nella quale studiava la 18enne M.S.. La ragazza, secondo quanto riferisce il dirigente scolastico, si è lanciata dalla finestra di un hotel londinese, giovedì, intorno all’ora di cena. Era in gita, insieme a 45 compagni e tre professori. “Bei voti, nessuno screzio con i compagni – continua Montagna, 65 anni, da 6 anni alla guida della scuola – Non riusciamo a darci una spiegazione”.La ragazza studiava nella sede di piazza dell’Immacolata, a San Lorenzo, e frequentava il liceo classico. A Londra, secondo quanto riferisce il preside, c’erano in tutto tre classi di studenti: la seconda e terza liceo classico, e una quinta pedagogico. “Era una ragazza splendida, anche secondo quanto ricordano i professori e i compagni”, continua Montagna. Quanto alla dinamica, il dirigente scolastico dice di averla appresa dai professori che accompagnavano il gruppo. “Era ora di cena, perché la professoressa di greco – racconta – aveva detto alla ragazza di mangiare. A un certo punto lei si è lamentata di aver del mal di testa. ‘Non mi sento bene’, avrebbe detto. E’ stato poco dopo che si è alzata ed è andata di fretta in un’altra stanza. La professoressa di greco l’ha seguita. E’ stato allora che si è buttata di sotto”. “Non è stata lasciata sola – dice ancora il dirigente scolastico – Nessuno riesce a spiegarsi l’accaduto”. Un fatto, dice il preside, che ha scosso l’intero istituto. La notizia si è diffusa in poche ore, via Facebook o sms, tra tutti i conoscenti della ragazza. “Quattro anni fa – dice amareggiato il preside – potevo andare in pensione. Ho preferito andare avanti. Ecco, oggi mi pento di averlo fatto”.
Canile della Muratella, due persone indagate.
Maltrattamento di animali. Questo il reato per il quale due persone sono finite nel registro negli
indagati, secondo quanto si apprende, nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione del canile della Muratella e sulle condizioni in cui sono tenuti i suoi ospiti a quattro zampe, cani e gatti. L’inchiesta, coordinata dal
pm Maria Bice Barborini, ha già portato, lo scorso 21 gennaio, ad un’ispezione dei Nas della struttura nei pressi di Porta Portese e gestita per conto del Comune da un’associazione, nonché al trasferimento di alcuni ospiti del canile. In particolare per ora sono 15 gli animali che sono stati portati altrove: 14 gatti e un cane, tenuti in condizioni non idonee. A finire nel registro degli indagati sarebbero due persone da cui dipende la gestione del canile, e che ora dovranno fornire alcune spiegazioni su quanto rilevato dai Nas. Il reato di maltrattamento di animali è previsto all’articolo 544ter del codice penale: “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche ecologiche è punito con la reclusione da tre mesi a un anno o con la multa da 3.000 a 15.000 euro. La stessa pena si applica a chiunque somministra agli animali sostanze stupefacenti o vietate ovvero li sottopone a trattamenti che procurano un danno alla salute degli stessi. La pena è aumentata della metà se dai fatti di cui al primo comma deriva la morte dell’animale”.
Le reazioni. “Senza voler entrare nel merito del procedimento in corso, e dei chiarimenti che coloro che
sarebbero indagati rispetto alla gestione del canile di Muratella dovranno fornire, ribadiamo tutte le forti criticità
da noi rilevate e sottolineate, anche in modo formale, presso gli uffici competenti dell’Amministrazione comunale, rispetto ad aspetti sostanziali e formali della gestione di Avcpp del canile. Riteniamo che quanto sta avvenendo debba richiamare l’attenzione sulla assoluta necessità di un radicale cambiamento nella gestione delle strutture adibite al ricovero di cani e gatti nel Comune di Roma”, dicono Andrea De Priamo e Fabrizio Santori, rispettivamente presidenti delle commissioni Ambiente e Sicurezza del Comune di Roma. Piergiorgio Benvenuti, Responsabile dei Rapporti Istituzionali e Coordinatore per il Lazio del Movimento Ecologista Europeo- Fare Ambiente chiede “una gestione dei canili maggiormente trasparente e rispondente alle esigenze degli animali ospitati, favorevoli all’indirizzo espresso dalla giunta comunale e dall’assessore De Lillo di affidamento al Bioparco di questi servizi, che da troppi anni sono rimasti monopolio di una singola associazione”.
Il Pd plaude allo sgombero dei rom e il web s’arrabbia.

“Finalmente diciamo no al degrado. E’ finalmente avvenuto lo sgombero del campo nomadi di via degli Angeli. Inoltre dopo oltre 20 anni verrà effettuato il rifacimento della pavimentazione parrocchia S. Giuseppe
Cafasso”. Firmato PD. E’ questo il manifesto, scritta rossa su fondo bianco, che si riferisce allo sgombero di un campo rom a Torpignattara, avvenuto il 16 gennaio scorso. Manifesto che sta facendo discutere il web, fino a suscitare numerose proteste tra i militanti del Pd. C’è chi lo giudica non in linea con la politica di un partito di centrosinistra. Nel manifesto si spiega che lo sgombero è stato reso possibile “grazie alla campagna di mobilitazione” del Pd. Oltre a circolare in maniera virale su Facebook, l’immagine viene riproposta da molti blog. Il blogger Mattia Laconca (mattialaconcaprc.splinder.com), ad esempio, parla di manovra elettorale: “Il Pd magari con l’occasione riesce anche a strappare qualche decina di voti ai compagni di giochi del PDL”. E se Ladytux (ladytux.blogspot.com) lo definisce “un manifesto inquietante”, qualcun altro (ilrusso.blogspot.com) si limita a pubblicare la foto con un insulto, diretto al Pd. E i commentatori non sono da meno: “non e’ uno scherzo, vero? Stanno davvero festeggiando una deportazione”, si chiede un utente che si firma Punzy, mentre un altro ironizza: “Ma è davvero diventato il PDL meno L!”. Pensiero analogo ribadito su Friendfeed, dove l’utente “Ciocci” parla di una rincorsa verso il Pdl. “Pd fa vedere che quando vuole potrebbe governare come la destra”, sottolinea. Critiche che sono arrivate direttamente al capogruppo del Pd nel Municipio VI, Gianluca Santilli, fin sulla sua pagina Facebook. “Mi hanno massacrato”, dice l’esponente del Pd, che è anche presidente della commissione sicurezza del Municipio. Sempre lui, però, spiega che il senso del manifesto è stato frainteso. “Siamo contro gli sgomberi non concordati, organizzati senza un minimo di pianificazione – spiega al telefono – In questo caso avevamo 72 rom che vivevano in condizioni incivili, in un campo abusivo. Insieme al delegato capitolino alla sicurezza abbiamo visitato due volte il campo, e insieme ci siamo mossi per garantire a queste persone una sistemazione più dignitosa”. E il manifesto? Sarebbe stato realizzato da un presidente di circolo, senza essere stato concordato con i dirigenti locali del Pd. “Quando Alemanno ha sbagliato, lo abbiamo criticato, e continueremo a farlo – spiega Santilli – In questo caso, però, siamo stati noi ad incalzarlo perché si intervenisse per risolvere questa situazione”.
Sequestrato dalla polizia postale il forum di Forza Nuova.

(OMNIROMA) Roma, 30 nov – Sequestrato il forum non ufficiale di Forza Nuova, nel quale si riunivano i militanti del movimento di estrema destra. Il sequestro è stato effettuato oggi dalla polizia postale di Arezzo, su disposizione della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Forlì. L’ultimo messaggio è stato pubblicato sul forum poco dopo la mezzanotte di ieri. Da allora, il sito http://www.forzanuovaforum.it è irraggiungibile.
Su Indymedia si ipotizza che il sequestro sia avvenuto “in relazione al video hard tra Fiore e Mussolini Alessandra” e si parla di “una perquisizione a casa di un militante di Forza Nuova”, “intermediario alla vendita del video”.
Striscione per Stefano Cucchi, “basta omicidi di Stato”.
Facebook chiude gruppo pro-Priebke.

Era stato creato un anno fa: “Giustizia per Erich Priebke”, un gruppo su Facebook, in cui si esprimeva solidarietà per l’ex-ufficiale delle SS, condannato all’ergastolo per l’eccidio delle Fosse Ardeatine. Il gruppo era stato creato negli ambienti della destra estrema, dalla quale provenivano anche i suoi simpatizzanti. In tutto, poteva contare su seicento iscritti. Ma nei giorni scorsi, il gruppo (che era privato), è stato chiuso da Facebook. Secondo quanto riferito su un forum della destra estrema dal creatore del gruppo, Facebook avrebbe agito contro la pagina, perché “promuoveva messaggi di odio”. “Il gruppo ‘Giustizia per Erich Priebke’ – spiegava la nota di Facebook inviata al fondatore, A.M. – è stato rimosso perché violava le nostre Condizioni d’uso. Tra le altre cose, non sono consentiti gruppi che promuovono messaggi di odio, minacce o con contenuto osceno. Rimuoviamo anche i gruppi che attaccano individui o gruppi o che pubblicizzano un prodotto o un servizio”. A.M. ha comunicato di averne chiesto il ripristino. Ma questo non è l’unico gruppo che porta il nome di Priebke. Ne sono nati altri due, con pochi iscritti: “Erich Priebke, testimone ed eroe” (142 iscritti), “Giustizia per il capitano Priebke” (22 iscritti). La rimozione dei gruppi avviene quando un determinato numeri di utenti li ha segnalati agli amministratori del social network.
Pubblicato su Omniroma.
Influenza A, in palestra romana si consiglia di mantenere “distanza di un metro”.
Un vademecum per i propri iscritti, con una serie di raccomandazioni su come evitare di contrarre il
virus della nuova influenza A(H1N1). Lo ha fatto preparare una palestra romana, che, nella sede di via Giolitti, lo ha fatto affiggere all’ingresso degli spogliatoi maschili e femminili. In un messaggio firmato dalla direzione, “si raccomanda” ai propri iscritti di “mantenere una distanza di un metro dal proprio interlocutore”, e di “evitare di abbracciarsi e baciarsi”. La mini-guida anti-influenzale prosegue: si raccomanda di “coprirsi la bocca e il naso con un fazzoletto di carta al momento di starnutire e di tossire; di evitare di portarsi le mani sporche a contatto con gli occhi, il naso e la bocca”. E, dal momento che viene anche consigliato di “lavarsi le mani regolarmente e accuratamente con acqua e sapone antibatterico”, nei bagni si è provveduto a sostituire il sapone tradizionale con un noto prodotto
antibatterico. Sono anche presenti una serie di “campanelli d’allarme”, di fronte ai quali il socio dovrebbe rivolgersi al suo medico: “febbre improvvisa oltre i 38°”, “brividi, dolori muscolari e articolari”, “raffreddore”, “sensazione di vertigine e disturbi respiratori”, “mal di pancia, diarrea e vomito”. I consigli ricalcano quelli presenti sul sito del ministero della Salute, secondo il quale la distanza di sicurezza tra due persone dovrebbe essere di almeno 50 cm, “che diventano 1,5 metri – 2 metri se la persona tossisce o starnutisce un metro se la persona infetta starnutisce”. Una distanza che, nel caso del ministero, si consiglia di tenere solo “con persone che presentano sintomi di influenza”.
Pubblicato su Omniroma.
Sopravvissuto Shoah invita Caracciolo a visitare campo con lui.
Visitare Auschwitz rimane, per me, un’esperienza umana e formativa, una presa di coscienza dell’orrore dei campi di sterminio. Sono rientrato ieri sera dal mio sesto viaggio della Memoria, organizzato dal Comune di Roma e della comunità ebraica. E, tra le tante dichiarazioni, mi ha colpito quella di Samy Modiano, e delle sorelline Bucci (come tutti chiamano Andra e Tatiana). Rispondendo ad una domanda di uno dei 243 studenti romani sulla vicenda del professore negazionista, alla presenza del sindaco, Gianni Alemanno, lo hanno invitato a visitare Auschwitz. A rivolgergli l’invito, Samuele Modiano, sopravvissuto della Shoah. “Mi addolorano le sue affermazioni – ha detto Modiano, rispondendo alla domanda – soprattutto perché provengono da una persona di cultura, un professore”. Modiano ha poi aggiunto: “Lo invito a venire con me, e spiegarmi quali sono, secondo lui, le cose non vere”. Un invito analogo viene rivolto al docente dalle sorelle Bucci: “Dovrebbe fare un viaggio ad Auschwitz – ha detto Tatiana – e farsi accompagnare da Shlomo Venezia, che ha lavorato nelle camere a gas. Purtroppo, però, penso che chi voglia negare, troverà sempre un modo per continuare a farlo”.
Penso che il negazionismo si alimenti esclusivamente attraverso l’ignoranza di chi non vuole o fa finta di non vedere.
Si masturba in metropolitana, il video su Youtube.
Un uomo indossa dei pantacollant aderenti. E’ accanto ad una passeggera seduta e, mentre si guarda ripetutamente intorno nel convoglio, si masturba, sfruttando l’aderenza e l’elasticità dei pantaloni. La scena è stata immortalata in un video, pubblicato su Youtube da un utente rumeno di 26 anni (non è specificato se si tratti di un uomo o una donna). Il filmato, che dura circa un minuto, è stato caricato il 19 agosto scorso ed è stato realizzato sulla linea A della metropolitana, all’altezza della fermata Arco di Travertino. L’uomo ripreso, sulla quarantina, un giaccone trasandato, è rivolto verso la porta. Con la mano si tocca ripetutamente, girandosi con la testa anche verso gli altri passeggeri. Accanto a lui, seduta, c’è una ragazza. Poco prima della fermata successiva, si copre con il cappotto e cambia postazione. La ragazza accanto a lui sembra essersi accorta di tutto, ma fa finta di niente, salvo osservarlo quando si allontana da lei. Chi ha caricato il video, scrive, in rumeno, di “averlo visto due volte nella metropolitana”, e sempre intento a masturbarsi, “come se stesse da solo”.
Ambulanza con lampeggiante acceso, ma l’autista è in sala corse.

L’ambulanza è ferma davanti al centro scommesse della Snai. Via Trionfale, poco prima dell’incrocio con via San Tommaso D’Aquino (il civico è il 75), alle 17.40 di ieri. I lampeggianti sono accesi, ma di emergenze, come spiega un portavoce del 118, non ce ne sono. L’autista, con la divisa arancione, esce dal centro Snai, in mano ha un foglio bianco. Poco prima di risalire, sul mezzo (sul quale è riportato chiaramente il logo dell’Ares 118), lo piega. Riparte, i lampeggianti sempre accesi. Il 118 spiega che, intorno a quell’orario, è stata ricevuta una richiesta di intervento per malore, in via Trionfale, all’altezza del civico 126. Richiesta che però era stata annullata dal richiedente, circa un minuto dopo la prima telefonata. “Ero sceso un attimo a controllare le corse – si è poi giustificato l’autista, riferiscono dal 118 – L’intervento era stato annullato e stavo rientrando in postazione. Il lampeggiante ce lo siamo scordati acceso”.
“Ci aspettiamo che la Regione apra immediatamente un’indagine per fare chiarezza su questa vicenda, nel rispetto degli utenti del 118″. Così Carlo Pileri, presidente dell’Adoc, l’associazione dei consumatori, commenta le foto scattate ad un autista di un’ambulanza del 118, davanti ad un Centro Snai, in via Trionfale. “Riteniamo inoltre che sia arrivato anche il momento di promuovere un’inchiesta su come vengano usate le auto di servizio, ma, soprattutto, sulle modalità di impiego dei lampeggianti e delle sirene. Troppo spesso, infatti, vengono usate a sproposito – dice Pileri – Anche in questo caso, ad esempio, i lampeggianti erano accesi, ma non c’era alcuna emergenza specifica”.
Metro B, da ottobre a Roma convogli con aria condizionata.
“Dalla fine di ottobre cominceranno ad arrivare i nuovi treni moderni e con l’aria condizionata per la linea metropolitana B”. Lo ha fatto sapere l’assessore capitolino ai Trasporti, a Roma, Sergio Marchi, a margine della conferenza di presentazione dei lavori di restauro del nodo Termini. Marchi ha precisato che si tratta di 8 nuovi treni forniti dalla Caf. “Ne sara’ consegnato uno al mese”, ha concluso.
8 settembre, striscione di Militia contro Alemanno.
“8 settembre: un porco per i compagni, un traditore per i fascisti. Alemanno lurido infame”. E’ quanto recita uno striscione grande circa sei e firmato Militia, trovato stamattina sotto al cavalcavia di Batteria omentana. Sul posto i carabinieri della compagnia Parioli.
La risposta del sindaco: “Ieri erano scritte da sinistra, oggi di estrema destra, sono scritte di minoranze che non devono andare ad inquinare la vita ed il dibattito pubblico della nostra citta. Dobbiamo fare in modo che tutte le forze politiche acquisiscano quella consapevolezza per cui isolando violenti ed intolleranti si puo’ costruire un grande confronto, una grande dialettica anche aspra, ma che si ritrova sempre nel rispetto reciproco e nel rispetto dei valori della nostra nazione”.
Su Facebook nasce il fan club per “Svastichella”.

Nasce su Facebook il fan club di “Svastichella”, l’uomo che si trova in carcere con l’accusa di aver aggredito e accoltellato, a Roma, due omosessuali. Il gruppo, che è stato creato in questi giorni da un utente, S.M., è di chiara ispirazione omofoba, oltre che di estrema destra. Nell’introduzione, dopo aver definito l’aggressore “un idolo”, perché si fa chiamare “svastichella”, viene sottolineato che “a far notizia sono solo i gesti di chi è contro, come spesso i camerati”, mentre “le aggressioni dei compagni non son mai menzionate”. Dalla pagina sono esclusi, in quanto non graditi, “i finocchiacci e le lesbiche”. “Nessuno può dire la sua”, si scrive ancora, a meno che “non sia un fan del mitico svastichella. Qui è regime, vale una sola idea”. Gli iscritti al momento sono 46, mentre qualcuno ha già iniziato a commentare la bacheca pubblica. Oltre ad una serie di “boia chi molla”, c’è chi propone: “picchiare froci, negri, ebrei, zingari e tutta la feccia razziale dovrebbe essere lo sport nazionale”.
Non è comunque l’unico gruppo dedicato ad Alessandro Sardelli, l’uomo accusato per l’aggressione omofoba. Un altro, dal titolo “solidarietà per svastichella – giornalisti infami”, conta 20 iscritti e punta il dito contro “lo sciacallaggio mediatico”. “E per tutti quelli come lui che hanno sbagliato e pagheranno ma che sono vittime di questo sciacallaggio mediatico a cui non importa assolutamente del fatto in sè ma che cavalcano solo l’onda del fattaccio per fare più share – viene scritto nella presentazione del gruppo – Di cose del genere ne accadono a decine ogni giorno…solo che questa volta c’era un gay di mezzzo…Così come quando si parla degli Ultras. A quando le foto dei pedofili o le verità su certi personaggi politici. Giornalisti infami sciacalli”.
Ostia avrà la sua sinagoga, firmato accordo.
È stato firmato questo pomeriggio presso la sede dell’Ufficio Tecnico del XIII Municipio il protocollo per la consegna di un edificio alla Comunità Ebraica di Roma. Il Presidente Vizzani ha ufficialmente dato le chiavi a Riccardo Pacifici, Presidente della Comunità Ebraica di Roma, di un locale in via Oletta, dove sarà realizzata una sinagoga. “E’ un atto storico per Ostia – ha spiegato Giacomo Vizzani, Presidente del XIII Municipio – abbiamo voluto portare a termine questo impegno preso in campagna elettorale sia dal sottoscritto che dal Sindaco Alemanno e siamo contenti di averlo concretizzato. La nostra- ha concluso Vizzani- deve essere una società aperta a più culture e a più religioni”. “La sinagoga- ha spiegato Amerigo Olive, Assessore ai Lavori Pubblici del XIII Municipio- sarà inaugurata, al termine dei lavori di sistemazione dell’immobile”.
Aggressione metro, altre tre vittime. Avvocato lavora a denuncia di gruppo.
Il giorno dopo aver raccontato di essere stata aggredita sulla linea A della metropolitana di Roma da una donna, nell’indifferenza dei passeggeri, l’avvocato Romina D’Ambrosio preannuncia una “denuncia collettiva”. Nella
giornata odierna, infatti, è stata contattata da altre tre donne, vittime anche loro di un’aggressione, presumibilmente da parte della stessa persona. Mi hanno chiamata tre donne – spiega la D’Ambrosio – Due di loro erano state picchiate sulla metro A, un’altra all’interno della posta”. A picchiarle, stando alla descrizione fornita dalle tre donne, sarebbe stata la stessa persona. “La descrizione del suo aspetto, le modalità con cui le ha picchiate, prendendole prima a schiaffi e poi insultandole, mi fanno pensare che si tratti della stessa persona”, dice la D’Ambrosio, che precisa: “L’aggressione è avvenuta sempre nei pressi della fermata Barberini. “Tutte e tre le donne mi hanno lasciato il loro numero di telefono, e insieme sporgeremo denuncia, che preparerò io setssa – racconta la D’Ambrosio – Una di loro è stata picchiata sulla banchina, il giorno prima. Un’altra in metropolitana. La terza, in maniera ancora più
violenta, in un ufficio postale”. Dietro a queste aggressioni ci sarebbe una donna, sui 45 anni di età, con problemi psichici, sempre ben vestita, e residente nella zona di Labaro. “Una di loro è riuscita anche ad avere il suo nome, che ovviamente fornirò alla polizia – continua l’avvocato – In uno dei tre casi, è stata già sporta una denuncia alla polizia. Adesso, però, ci muoveremo insieme, perché ho come l’impressione che di fronte ad una denuncia individuale le Istituzioni siano meno reattive”. “Possibile che questa persona possa agire indisturbata nella metro e in strada?”, si chiede l’avvocato.






