Appunti e spunti

Il blog di Marco Pasqua

Archive for the ‘Omniroma’ Category

Liste outing, la Procura apre un’inchiesta.

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Un’inchiesta e’ stata avviata dalla Procura in merito alla diffusione di una lista di politici presunti gay ed omofobi. Illecito trattamento dei dati sensibili (articolo 167 del codice sulla privacy) il reato ipotizzato nel fascicolo aperto dal procuratore aggiunto Nello Rossi e dal sostituto Eugenio Albamonte. I magistrati hanno delegato la polizia postale ad accertare la provenienza della pubblicazione. Non e’ escluso che possano arrivare denunce per diffamazione da parte delle persone citate nella lista.

(Fonte: Omniroma)

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September 24th, 2011 at 2:45 pm

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Attentato incendiario contro sede Popolo di Roma.

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Una molotov è stata lanciata, stanotte, contro la sezione de “Il popolo di Roma – Destra Sociale”, movimento vicino al sindaco, Gianni Alemanno, in via Fonteiana, a Monteverde. A dare la notizia è il leader del movimento, Giuliano Castellino.

“Chi crede di tappare la bocca ai movimenti con bombe e violenza si sbaglia di grosso. Come sempre rispondere alla loro infamia “incendiando” la Città con la nostra voglia di cambiamento, il nostro amore per Roma e la nostra lotta per la giustizia sociale. L’ignoranza comunista sfoga con la violenza la frustrazione dovuta alla perdita di consensi soprattutto tra i movimenti di base e cittadini, dove al contrario, da tempo, la destra sociale romana ne è protagonista. Una cosa è certa: non faremo un passo indietro! Non permetteremo a nessuno di toglierci spazio e agibilità politica, tanto meno ai nostalgici del comunismo e della violenza politica. Come sempre la notte è stata complice di chi sa solo colpire nel buoi. Noi continueremo ad essere la luce e ad agire alla luce del sole, pronti ad emarginare e ad isolare i nemici di Roma”.

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August 27th, 2011 at 12:33 pm

Insultò Signorini, da commissione Pd Roma richiamo scritto ad Adinolfi.

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Un richiamo scritto e un invito a evitare “il ripetersi di affermazioni offensive sulle scelte e sulle qualità delle persone nei blog e nelle comunicazioni pubbliche”, con l’avvertimento che “in caso contrario saranno assunte ulteriori decisioni”. E’ questa la decisione della commissione di Garanzia del Pd di Roma, in merito ad alcuni epiteti usati da Mario Adinolfi nei confronti di Alfonso Signorini (in un commento su Facebook, scrisse, a gennaio: “Me fa ‘na pippa a due mani quel frocetto”). A investire della questione l’organo interno al Pd è stata Cristiana Alicata, dirigente regionale del partito, che aveva chiesto l’espulsione del giornalista.
La commissione si è basata sulla relazione che è partita dall’analisi del peso delle sue affermazioni, contenute in alcuni commenti su Facebook: “Le affermazioni e le valutazioni espresse nei Social Network non possono restare nella cerchia di alcuni amici, ma finiscono inevitabilmente sulla stampa quando ad esprimere concetti censurabili sono dirigenti di partito”, viene osservato. L’invettiva omofoba “nei confronti di un avversario politico come Signorini”, fa notare la commissione, “non può non essere in contrasto con quanto previsto dall’articolo 1 punto 6 dello Statuto nazionale del PD secondo cui ‘Il Partito Democratico riconosce pari dignità a tutte le condizioni personali, quali il genere, l’età, le convinzioni religiose, le disabilità,l’orientamento sessuale, l’origine etnica’”. Tuttavia, viene anche osservato che in passato “Adinolfi si era speso all’interno del PD per far approvare il matrimonio gay e contro ogni discriminazione sessuale e questo difficilmente può far pensare ad un suo pervicace orientamento omofobo”. Relativamente alla contrarietà espressa da Adinolfi, sempre su Facebook, sulle adozioni di bambini da parte dei gay, la commissione nota che queste non possono essere considerate “posizioni omofobe”, dal momento che “rappresentano orientamenti più o meno condivisibili, su cui nel partito si è aperto un confronto di idee che può essere sciolto con una battaglia culturale e non demandato alle commissioni di garanzia, confronto che non può comunque prescindere da comportamenti orientati al massimo rispetto delle persone e delle idee altrui”. Da qui la decisione finale, che viene presa all’unanimità: “Si delibera di di ritenere necessaria l’applicazione nei confronti dell’iscritto Mario Adinolfi della sanzione prevista dalla lettera a) dell’articolo 13 del Regolamento della Commissione Nazionale di Garanzia e cioè: ‘il richiamo scritto, firmato congiuntamente dalla Commissione di Garanzia e dall’organismo esecutivo’ con l’invito a evitare il ripetersi di affermazioni offensive sulle scelte e sulle qualità delle persone nei blog e nelle comunicazioni pubbliche,e con l’avvertimento che in caso contrario saranno assunte ulteriori decisioni”. Mario Adinolfi, interpellato sul richiamo, ha sottolineato che “la relazione della commissione di garanzia ha sottolineato il fatto che non ho mai vuto atteggiamenti omofobi, che non sono un omofobo, e che mi sono battuto per il riconoscimento dei matrimoni gay”. Il giornalista osserva, però, che “nel partito esistono logiche politiche. In questo momento chi è espressione di un’area più vicina al cattolicesimo democratico, al popolarismo, deve essere in qualche modo messo in condizione di non stare a casa proprio nel Partito democratico”.

(Omniroma)

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June 30th, 2011 at 6:42 pm

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Insulti omofobi a segretario Cral Comune di Milano da sindacalista Cgil.

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«Da quando sei il segretario, mi fa schifo entrare al Cral. Hai anche avuto il coraggio di presentare il tuo compagno». È stato questo l’ultimo di una serie di insulti omofobi che una sindacalista della Cgil avrebbe rivolto al segretario del Cral del Comune di Milano, Giampaolo Liuzzo. Solo uno dei tanti, perché, come riferisce Liuzzo a Omnimilano, «quella persona andava in giro a chiamarmi culat.. e fro….», e facendo continui riferimenti al mio orientamento sessuale. Liuzzo, 41 anni, che 20 giorni fa ha sposato in Canada il compagno, ha chiesto l’espulsione della sindacalista dal Cral. I fatti risalgono al mese di aprile, ma Liuzzo ha deciso di renderli noti solo adesso, dopo che tutti i consiglieri del Cral e i segretari di categoria della Cgil sono stati informati della vicenda. «Quello che mi ha stupito di più è il fatto che nella Cgil non ci sia stata nessuna presa di posizione, nessuna condanna di questo comportamento omofobo», dice Liuzzo. «Quella persona, R.S., della vecchia guardia della Cgil, è andata in giro a dire alla gente che il Cral aveva un segretario ‘culat..’. Me lo hanno riferito varie persone. Gli epiteti che usava erano sempre gli stessi», racconta ancora il 41enne, presidente di una Onlus che si occupa di malattie sessualmente trasmesse, oltre che storico militante Glbt. «Il colmo è stato ai primi di aprile, quando R.S. è entrata nel mio ufficio, alla Camera del lavoro, dicendo: ‘Da quando ci sei tu, mi fa schifo entrare qui dentro». La reazione di Liuzzo e del compagno è immediata. Viene presentata ufficialmente al Cral una richiesta di espulsione della donna. In un primo momento – è l’11 aprile – il consiglio decide di accogliere la richiesta, sospendendola. «Ma il 29 giugno – spiega Liuzzo – la sindacalista è stata reintegrata, perché deve poter fornire una sua versione dei fatti. Ora il consiglio si riunirà nuovamente a settembre». Una prima versione dei fatti, in realtà, l’ha fornita già ad aprile, quando, in una lettera resa nota dal segretario del Cral, aveva fatto una parziale retromarcia: «Il diritto alla diversità e il suo riconoscimento fanno parte, da sempre, del mio modo di pensare, del mio bagaglio culturale e delle mie convinzioni politiche – scriveva R.S. – Se poi, in alcune circostanze o in un momento di particolare concitazione, mi sono lasciata andare ad affermazioni o ad esclamazioni che possono essere state interpretate o ritenute offensive rispetto all’orientamento sessuale del sig. Liuzzo, vi prego di considerarle come un momento di mia alterazione e debolezza, di cui chiedo scusa». Una spiegazione che, però, non basta al segretario: «Il sindacato ha occultato tutto. Ho segnalato il caso a vari segretari di categoria, ma nessuno ha accolto il mio appello. Mi è stato risposto che certe persone non si possono buttare fuori. Ma sono proprio queste persone che sporcano il lavoro di chi si batte per i diritti delle minoranze». «Ho sempre combattuto per i diritti della popolazione GLBT – sottolinea ancora Liuzzo – ma è la prima volta che una cosa del genere capita a me direttamente. È veramente degradante e umilante»

(Omnimilano)

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June 30th, 2011 at 4:06 pm

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Gayvillage, giovane denuncia: “Rincorsi da banda giovani con bastoni”.

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“Era una banda di ragazzi, avevano dei bastoni in mano, e ci hanno rincorso urlando ‘morite, andatevene fr… di merda’”. Alessandro, 35 anni, è scampato, stanotte, ad un’aggressione di stampo omofobo. Una vera e propria “battuta di caccia”, come la definisce lui, e dove a essere cacciati erano i ragazzi che attraversavano il parco situato nei pressi del bar Palombini, poco distante dal Gay Village, all’Eur. Protetti dall’oscurità, una decina di teppisti ha minacciato più di una persona. “Ero stato con un amico al Gayvillage – racconta oggi Alessandro all’agenzia Omniroma – Quando siamo usciti, intorno alle due e mezza di notte, per arrivare prima all’auto, abbiamo voluto tagliare per il parco. Ma dopo aver percorso alcuni metri, abbiamo incrociato un ragazzo che stava correndo verso di noi”. Era uno di quelli rincorsi dalla banda. “Ci ha urlato di andarcene, di non entrare assolutamente là dentro”, racconta Alessandro che, però, non ha seguito il suo consiglio. “Volevamo capire cosa stesse accadendo. Poco dopo, abbiamo visto in lontananza tre ragazzi, armati di bastone, che inveivano contro altre persone. Insulti omofobi: ‘Fr…dovete andarvene. Ci fate schifo. Dovete morire’”. E’ stato allora che uno di questi balordi ha visto in lontananza Alessandro insieme all’amico. “Hanno iniziato a correre verso di noi, agitando i bastoni – prosegue il testimone, che è anche volontario presso il circolo Mario Mieli – Erano molto giovani. Ricordo che uno di loro non aveva la t-shirt, era a torso nudo. Non ci abbiamo pensato troppo su, e siamo scappati”. Arrivati al Colosseo Quadrato, e una volta saliti in macchina, i due decidono di cercare una macchina della polizia: “Sono passati quindici minuti, ma non abbiamo trovato nessuno. Così, ci siamo decisi a chiamare il 112”. Nel frattempo, incrociano una gazzella dell’Arma. Raccontano l’accaduto, e i carabinieri riferiscono di essere stati già avvisati da qualcun altro, prima di loro: “Ci hanno detto che altri ragazzi si erano rivolti a loro, chiedendo aiuto. Qualcuno aveva parlato di una gruppo formato da dieci persone, ed era stato riaccompagnato all’auto dagli stessi militari”. La banda, secondo le prime testimonianze raccolte, avrebbe agito soltanto nel parco, da sempre considerato un luogo di battuage. Alessandro e l’amico, per adesso, non sporgeranno denuncia: “A che serve? Non si arriva mai a niente. Certo, se qualcuno mi chiedesse di testimoniare, lo farei”.
I dintorni del Gayvillage furono segnati, nell’agosto del 2009, da una violenta aggressione messa a segno da Alessandro Sardelli, meglio noto come Svastichella, ai danni di due ragazzi omosessuali. La corte d’Appello, per la quale quell’aggressione era “finalizzata ad uccidere”, lo ha condannato a quattro anni e quattro mesi di carcere.

“Il servizio di sicurezza del Gayvillage é riuscito ancora una volta a garantire il sereno svolgimento della manifestazione, che ieri sera era ad ingresso gratuito. Settemila persone hanno trascorso momenti di divertimento in piena sicurezza. Purtroppo, a causa dell’eccessiva affluenza, siamo stati costretti ad allontanare alcune persone in evidente stato di alterazione. Io stessa, minacciata da due balordi, ho chiamato il 113 e ho chiesto aiuto alle forze dell’ordine, che non sono intervenute”. E’ quanto denuncia Imma Battaglia, presidente dell’associazione Dìgayproject, che racconta: “Era l’1.30, e l’afflusso era tale, che ho iniziato a fare personalmente una selezione. Alcune persone erano evidentemente in stato di alterazione psicofisica. Due che ho mandato via mi hanno minacciata, mettendomi le mani in faccia”. Continua la Battaglia: “Credo che i nostri agenti privati, che ogni sera riescono a rendere il Gayvillage un luogo sicuro per tutti, non debbano essere lasciati soli dalle forze dell’ordine, che dovrebbero sorvegliare le strade limitrofe, come via delle Tre Fontane e viale America, e garantire almeno l’ordinaria amministrazione della sicurezza. Ai giovani minacciati rivolgo tutta la mia solidarietà”.

(Omniroma)

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June 29th, 2011 at 6:34 pm

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Militia Christi contro il Gayvillage (anzi, Gasperini).

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Alla parola “gay”, Militia Christi si risveglia, e torna a far sentire i suoi proclami. Stavolta, gli ultracattolici se la prendono con l’assessore capitolino alla Cultura, Dino Gasperini (ex Udc), che stasera prenderà parte all’inaugurazione del Gayvillage. Un po’ come quando contestarono il Comune per aver patrocinato gli eventi culturali dell’Europride.

E’ il caso di dire che all’indecenza non c’è mai fine, visto che oggi l’Assessore del Comune di Roma Gasperini, andrà ad inaugurare il Gay Village. Evidentemente non pago di aver già inaugurato anni fa la Gay Street vicino a San Giovanni, Gasperini, nel tentativo di emulare il neo Sindaco di Milano Pisapia – che ha concesso per sabato prossimo il gay pride nel capoluogo lombardo – si sentiva “in obbligo” di presenziare l’inaugurazione. Ad aggravare il fatto risulta che proprio questo Giovedì, i cattolici festeggiano il Corpus Domini, giorno di particolare importanza, nel quale ci si sarebbe aspettato rispetto da parte del Comune, e non certo provocazioni… Militia Christi, dunque, manifesta per l’ennesima volta il proprio disappunto per l’oltraggio al buon senso e per il carattere di ufficialità del gesto. Il Movimento, esprime, inoltre, piena solidarietà ai militanti cattolici del nord Italia, ostacolati in ogni modo nel loro legittimo tentativo di manifestare contro l’oscena parata omosessuale milanese.

Figuriamoci quando sapranno che, stasera, al Gayvillage andranno pure Renata Polverini e Nicola Zingaretti.

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June 23rd, 2011 at 12:25 pm

Prati, Vernarelli aggredisce coppia per lite tra cani.

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Un’accesa lite per motivi «canini» è scoppiata ieri sera a viale delle Milizie tra Friedrich Vernarelli, il giovane già condannato per aver investito e ucciso nel marzo 2008 due turiste irlandesi su Lungotevere, e una coppia. Sul posto sono intervenuti i carabinieri che stanno indagando per ricostruire l’esatta dinamica dell’accaduto. A quanto ricostruito finora, il Dogo Argentino di Vernarelli (che secondo alcuni testimoni era senza guinzaglio) ha iniziato ad abbaiare contro il cagnolino della coppia. Sarebbe stata questa la scintilla che ha acceso la lite tra i padroni. Vernarelli avrebbe anche spinto l’uomo, in strada con le stampelle. A quel punto la moglie per tentare di difenderlo sarebbe caduta per terra e il cane di Vernarelli le avrebbe dato un morso in testa. La donna, trasportata in ospedale per la ferita alla testa, è stata giudicata guaribile in 20 giorni e ha denunciato il 35enne per aggressione. Proseguono le indagini dei carabinieri per far luce sull’episodio.

Alla lite scoppiata ieri sera, in via delle Milizie, tra Friedrich Vernarelli e una coppia, ha assistito un avvocato romano, che si trovava nel ristorante a cena con un militare libero dal servizio. «Eravamo nel locale, quando abbiamo iniziato a sentire delle urla provenire dall’esterno – racconta il legale, che chiede di rimanere anonimo, ma di cui l’agenzia Omniroma possiede le generalità – Appena usciti fuori abbiamo visto Vernarelli che stava picchiando con le stampelle un uomo e una donna, per terra». Insieme a lui c’era un cane, non legato al guinzaglio, che «ha morso la signora alla testa». «Era su di giri, e subito dopo averli aggrediti si è allontanato dal posto», racconta l’avvocato. «È stato allora che, col mio amico militare, lo abbiamo seguito e gli abbiamo intimato di fermarsi. Ci ha minacciati, pareva incontrollabile». Pochi minuti e sul posto arrivano i carabinieri. «Anche con loro non si è calmato. Anzi, dopo aver dato in escandescenze è salito su un’auto e stava per andare via, quando alcuni militari intervenuto sul posto hanno messo la loro auto di traverso, per impedirgli di spostarsi». «Dopo un pò, ha richiesto l’invio di un’ambulanza, ma sinceramente non aveva nessuna ferita», dice ancora il testimone.

«È stato mio figlio ad essere aggredito». È quanto sostiene Roberto Vernarelli, padre di Friedrich, interpellato in merito alla lite scoppiata ieri sera in via delle Milizie, nel quartiere Prati. «Mio figlio aveva il suo cane al guinzaglio e stava passeggiando. Quando è passato di fronte al ristorante, il cane della coppia gli ha morso il piede. Allora mio figlio ha detto loro di legarlo. Da là è iniziato il litigio e da cosa nasce cosa», sostiene l’ex presidente del Municipio XVII. Quanto alle stampelle usate dal figlio per colpire la coppia, Vernarelli sostiene l’esatto contrario: «Le stampelle non erano sue, sono stati loro a picchiarlo»

(Omniroma)

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June 19th, 2011 at 9:34 pm

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Rubata la Smart di Gabriele Sandri, l’appello del padre.

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Take/1. Un appello su Facebook, per ritrovare l’auto del figlio, Gabriele. A lanciarlo è Giorgio Sandri, padre del tifoso ucciso nel novembre del 2007, in un’area di servizio sulla A1, nei pressi di Arezzo. Il tam-tam è partito in queste ore, e Giorgio ha dalla sua il popolo di Facebook, oltre che quello numerosi di chi frequenta i forum dei siti dedicati al calcio. “In zona Balduina – recita l’appello – mi è stata rubata l’auto del mio Gabriele, una Smart nera. Quell’auto – che tenevo gelosamente – aveva dentro gli indumenti di mio figlio indossati la sera prima che venisse ucciso. Faccio appello al buon cuore. Non per il valore economico, vorrei che chi mi ha rubato questo possa riportarmelo. E’ parte della mia vita! Targa DD502CK”.

Take/2.Un giaccone, alcuni dischi, altri indumenti, il portachiavi. Sono alcuni degli oggetti che si trovavano all’interno della Smart nera, che Gabriele Sandri ha utilizzato la sera prima di essere ucciso. Oggetti che ora si trovano nelle mani dei ladri che hanno rubato l’auto, generalmente parcheggiata nel giardino condominiale, alla Balduina. “Spero che non sapessero che l’auto era di Gabriele – dice al telefono Giorgio, il padre – La macchina, del resto, non era intestata a lui”. “Avevo preso la Smart – racconta – per far cambiare la batteria. Non l’ho mai usata, e l’ho lasciata così come l’aveva usata per l’ultima volta mio figlio”. Adesso, Giorgio ha una sola richiesta: “Restituitemi almeno i suoi vestiti e gli oggetti che aveva usato prima di essere ucciso. Sono parte della mia vita”. Sandri ha sporto denuncia alle forze dell’ordine: a loro si puo’ rivolgere chiunque dovesse trovare l’auto, targata DD502CK.
mpa

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June 16th, 2011 at 7:55 pm

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Europride, le foto dell’esibizione di Lady Gaga.

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June 12th, 2011 at 2:28 pm

Europride, Lady Gaga rifiuta interpreti: sola sul palco.

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Lo staff di Lady Gaga è stato categorico: sul palco ci dovrà essere solo lei, e nessun altro. Neanche un interprete inglese-italiano che gli organizzatori dell’Europride le avrebbero voluto affiancare per facilitare il pubblico. Neanche un traduttore esperto nella lingua dei segni. Non ci saranno ballerini e il palco sarà dominato da un grande pianoforte noleggiato a Roma: sarà, in tutto e per tutto, un one-woman show. Gli organizzatori avevano proposto di far scorrere su uno schermo la traduzione italiana del suo discorso sui diritti Glbt: anche a questa proposta è stato risposto di “no”. A Claudia Gerini toccherà il compito di introdurre la star: dovrà lasciare il palco prima del suo arrivo.

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June 10th, 2011 at 8:13 pm

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Europride, niente interviste e palco coperto: le richieste di Lady Gaga.

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Non concederà nessuna intervista, e la sua sarà una toccata e fuga. Unica sosta ammessa, nel camerino ” monstre”che viene preparato in queste ore. Sul palco dell’Europride, Lady Gaga dovrebbe salire alle 21, dopo essere stata introdotta da Claudia Gerini. La security predisposta per la diva pop sarà di due tipi: da una parte i venti ragazzi previsti dagli organizzatori dell’Europride e a cui è stato affidato il compito di vigilare sul backstage; dall’altra, i bodyguard “personali”, che seguono la star in tutto i suoi spostamenti. La casa discografica Universal ha effettuato oggi un sopralluogo, al Circo Massimo, per verificare che vengano rispettati gli standard minimi legati all’esibizione di una star come Lady Gaga. Nelle intenzioni originali degli organizzatori dell’Europride, il palco di venti metri per 16, doveva essere scoperto. Ma l’entourage di Lady Gaga ha dato disposizioni per coprirlo. E così, oggi, sono iniziati i lavori per l’allestimento richiesto da Lady Germanotta. Il palco è stato già montato.

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June 10th, 2011 at 8:12 pm

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Europride, la scaletta della serata di domani al Circo Massimo.

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La scaletta della serata di domani ruota attorno all’esibizione di Lady Gaga, tassativamente prevista tra le 21 e le 21.30. Gli altri orari dipendono da una variabile chiave: l’orario di arrivo di tutti i manifestanti di fronte al palco. Si stima che il corteo, partito alle 16 da piazza della Repubblica, raggiunga al massimo per le 20 il Circo Massimo. Dalle 19, le casse posizionate intorno al palco avranno iniziato a diffondere la musica mixata dai dee jay. La prima parte di interventi politici dovrebbe iniziare alle 20.30. Claudia Gerini, presentatrice della serata, introdurrà, nell’ordine: Rossana Praitano, presidente del Mario Mieli; Paolo Patané, presidente di ArciGay; Porpora Marcasciano, presidente del MIT, movimento di identità transessuale. Toccherà poi a Mark Chapman, presidente dell’Epoa, l’organismo che assegna, ogni anno, l’Europride. A quel punto sarà la volta di Lady Gaga. Alle 21.30 (il tempo di cantare ‘Born this way’ e tenere un discorso, salvo ripensamenti o imprevisti), si continua con gli altri interventi, affidati ad Agedo (associazione di genitori di omosessuali) e a Famiglie Arcobaleno. La serata si concluderà con uno spettacolo interpretato da ballerini e drag queen. Tutti i discorsi politici, ad eccezione di quello di Lady Gaga, sarannno tradotti anche nella lingua dei segni.

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June 10th, 2011 at 8:10 pm

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“Mandiamo a ‘gagare’ l’omofobia: l’Italia è gay”: manifesti a Roma.

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“Questa mattina ci sono stati segnalati alla vigilia dell’Europride fuori la sede della Stampa Estera in Italia in via dell’Umiltà a Roma alcuni manifesti di denuncia della situazione italiana sui diritti di gay, lesbiche e trans”. Ne dà notizia il Gay Center. I manifesti riportano la scritta “Mandiamo a ‘gagare’ l’omofobia. L’Italia è gay. Uguali diritti come in Europa e negli Usa” e un altro sullo stesso tono che raffigura Rocco Buttiglione, Carlo Giovanardi, Paola Binetti e Daniela Santanchè con la scritta ‘Mandiamoli a gagare’, con un chiaro gioco di parole sulla partecipazione della pop star Lady Gaga al Circo Massimo. ”Si tratta evidentemente di un’iniziativa ironica di fan di Lady Gaga – commenta Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center – ma anche di una chiara denuncia della gravità della situazione italiana in materia di diritti per le persone omosessuali e transessuali rivolta all’opinione pubblica europea e internazionale. Ci sono – prosegue Marrazzo – alcuni politici che fanno dell’omofobia una professione e che impediscono ormai da anni qualunque discussione seria a livello parlamentare e politico sull’omofobia come sui diritti di coppia e delle famiglie gay. Questa è una situazione intollerabile e interpretiamo questa iniziativa come un grido di aiuto, un SOS rivolto all’Europa. Che i gay italiani debbano essere diversi da quelli di altri paesi europei, da quelli americani fa del nostro paese un caso ormai unico e intollerabile in Occidente. Questo Europride deve porre questo aspetto in primo piano e ci auguriamo che questo sarà anche il contenuto del messaggio di Lady Gaga”.

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June 10th, 2011 at 12:25 pm

Europride, sindaco Naso (Me) vuole consegnare chiavi città a Lady Gaga.

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Si chiamava Antonino Germanotta, era un calzolaio di Naso, e nel 1904, insieme alla moglie, Rosaria Napoli, salpò da Napoli per cercare fortuna in America, a New York. E’ lui il legame tra Naso, piccolo comune in provincia di Messina e Lady Gaga: Antonino è infatti il suo bisnonno. E’ proprio in virtù di questo legame tra la cantante, in arrivo sabato nella capitale, e questo paese con circa 4300 abitanti, che il sindaco vorrebbe consegnarle le chiavi e la cittadinanza onoraria. Un sogno caldeggiato da dicembre, da quando cioè sono stati analizzati i fogli di sbarco degli immigrati in America, che dimostravano i legami tra la diva e la Sicilia. Il Comune si è mosso, in queste ore, prendendo contatto con il comitato organizzatore dell’Europride, che ha ricevuto una richiesta di incontro, per sabato. “E’ una cosa alla quale teniamo molto”, conferma al telefono il vice-sindaco di Naso, Costantino Massimo. Difficile, però, che ciò possa avvenire: Lady Germanotta, infatti, si tratterrà a Roma il tempo necessario a permetterle di esibirsi al Circo Massimo. Anche Gianni Alemanno, fino a ieri in missione a Washington, aveva espresso l’intenzione di voler organizzare un incontro-lampo con la star, in Campidoglio.

(Omniroma)

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June 9th, 2011 at 6:34 pm

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Europride, in dieci manifestano per Militia Christi.

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Dieci persone, manifestante più, manifestante meno. E’ stato un flop (annunciato) il sit-in degli integralisti cattolici di Militia Christi, che, a partire dalle 12 di oggi, si sono dati appuntamento in Campidoglio per manifestare contro il sindaco; Gianni Alemanno, e il patrocinio concesso all’Europride. I manifestanti hanno tenuto uno striscione che recitava: “No al Gay Pride. Alemanno vergogna”. Hanno anche diffuso un volantino, con l’immagine di Giovanni Paolo II e la scritta “No a Roma capitale dell’orgoglio omosessuale. Per la famiglia e cultura secondo natura”. Prossimo appuntamento di Militia Christi, sabato 11 alle 16, in piazza San Giovanni.

(foto scattata dai militanti del Gay Center)

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June 9th, 2011 at 1:00 pm

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