Appunti e spunti

Il blog di Marco Pasqua

Archive for the ‘Web-bosità’ Category

Rom/Frasi choc su Facebook: “Bruciamoli tutti”.

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Non si placano neanche nella giornata di lutto cittadino proclamata dal sindaco, gli insulti xenofobi e razzisti contro i rom, che è possibile leggere sulle pagine di molti utenti Facebook. Commenti su bacheche pubbliche, spesso appartenenti a giovanissimi, con background diversi: ci sono i simpatizzanti della Lega, ma anche Ultras, lavoratori o disoccupati, oltre a simpatizzanti della destra più estrema. Difficile dire se dietro a quel nome e quel volto si celi qualcun altro. Quel che è certo, è che anche oggi l’odio verso la popolazione rom che vive a Roma e in Italia emerge in tutta la sua cieca assurdità.
“Er problema è che tutto il campo rom non ha preso fuoco. Quattro so troppo pochi. Ma bruciamo tutti i campi con loro dentro. Zingari de mer…” scrivono due amici sulle loro bacheche. Uno è romano, D.V., ultras laziale, e a distanza di poche ore da quel post xenofobo – aggiunge la foto di una molotov, accompagnata dalla scritta: “Condividi anche tu una molotov a tutti i campi rom a Roma. Via i zingari dalla nostra città, oggi”. L’unico commento, però, è di un amico, che gli fa notare un errore grammaticale. N.M., romano anche lui, simpatizzante della destra estrema (tra i suoi amici ha il movimento Militia), classe 1987, tuona: “Sono morti bruciati quattro bambini rom. Adesso Roma è inquinata dal loro fumo. Addirittura lutto cittadino. Bravo Alemanno. Maledetti bastardi. Zingari di mer… Alemanno raus”. Frase che riscuote l’approvazione di nove persone. Ancora insulti alla memoria dei bambini rom, da parte di questo utente, che scrive di lavorare per una grande compagnia telefonica, e che pubblica una barzelletta. A chi lo contesta, facendogli notare che le vittime sono dei bambini, lui replica seccato: “Più sono piccoli e più entrano dentro le bare. Aricordate che diventano grandi e si riproducono. Il problema va risolto alla radice”. L’auspicio di C.S., giovane di Fonte Nuova, è riportato sopra al link della notizia del rogo: “Ma magari morono tutti sti zingari de mer..”. Sulla sua bacheca numerose foto di Mussolini. F.G., simpatizzante leghista, se la prende con chi promette case ai rom: “case gratis…e noi italiani chi siamo? Bruciamo tutti i campi rom”, è l’invito rivolto ai suoi amici. Una persona lo contesta, senza però ricevere risposta: “Cominciamo a cacciare gli italiani che picchiano i bambini, sono molti di più!”. Facebook non è nuovo a episodi di intolleranza di questo tipo. Nella sezione gruppi, sono state ospitati, in passato, inviti a “bruciare i rom”, sempre contestati da gruppi antirazzisti o da singoli utenti, che si servono dello strumento della segnalazione di contenuti che istigano all’odio razziale. Pagine sulle quali vigila anche la polizia postale.

Update/Renata Polverini, presidente della Regione Lazio, ha commentato l’episodio: “Sono frasi indegne – ha detto – sintomo di grave inciviltà che condanniamo con fermezza. Proprio oggi, nel giorno del lutto cittadino, che ci ha visto riuniti in tanti nella Chiesa di Santa Maria in Trastevere, queste frasi feriscono soprattutto la memoria di quei quattro piccoli che hanno perso la vita. Le persone che hanno affollato la veglia di questa sera promossa dalla Comunità di S. Egidio dimostrano che, nonostante l’imbecillità di qualche estremista, a Roma e nel Lazio prevale il senso di solidarietà, la volontà di integrazione e di inclusione, che come ci ha ricordato il cardinal Vallini è una questione di giustizia, e l’impegno di tutti per fare in modo che i rom possano convivere sul nostro territorio in contesti di sicurezza e di dignità. Mi auguro che quei gruppi su Facebook siano censurati”. Indignati anche il sindaco, Gianni Alemanno e il presidente della Provincia, Nicola Zingaretti. “Le frasi aberranti – ha detto Alemanno – che vengono pubblicate su Facebook non devono impressionare. Sono piccole minoranze che non hanno nulla a che fare con il sentimento della maggioranza dei romani. La nostra città non vuole rassegnarsi al fatto che sul proprio territorio quattro bambini possano morire bruciati e sa che di fronte ai fenomeni di emarginazione bisogna dare risposte in cui la legalità e l’integrazione non possono non marciare insieme”. Zingaretti sollecita un intervento delle autorità di polizia volto ad oscurare quelle pagine: “Chiedo che le autorità competenti oscurino al più presto le pagine vergognose, oltraggiose e insultanti pubblicate su facebook dopo il rogo in cui hanno perso la vita quattro bambini Rom. Si tratta di commenti riconducibili alla più becera e razzista retorica xenofoba, che non possono trovare cittadinanza in un Paese che si definisce civile. La questione nomadi – conclude Zingaretti – si può affrontare con un impegno congiunto delle istituzioni, con politiche di accoglienza, legalità e solidarietà, rifiutando i luoghi comuni del razzismo che già hanno causato troppe tragedie nella nostra città”.

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February 9th, 2011 at 9:03 pm

La polizia postale sequestra il sito del locale Mamamia, gestori estranei.

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La sezione di Pisa della polizia postale ha sequestrato e oscurato il sito del locale gay Mama Mia (di Torre del Lago), su disposizione della Procura della Repubblica presso il tribunale di Firenze. Il provvedimento è scattato dopo che un visitatore del sito aveva pubblicato – all’insaputa dei gestori – 15 immagini pedopornografiche. I gestori del locale non sono stati denunciati, proprio perché non erano a conoscenza della vicenda: la responsabilità, infatti, è tutta di chi ha diffuso quelle immagini. Le foto, secondo quanto ha riferito la polizia, ritrattagono bambini in pose erotiche. La postale è ancora al lavoro per individuare i responsabili. Nel mirino ci sarebbero anche altri visitatori del forum. Secondo la postale, nei mesi scorsi, sullo stesso forum sarebbero state pubblicate altre immagini simili, corredate da link (in tutto 250), che rimandavano ad altri siti a carattere pedopornografico. Il sito www.mamamia.tv è ospitato da un server italiano, e per questo è stato possibile sequestrarlo. “Contrariamente a quanto accade di solito, il forum – ha spiegato il vice questore aggiunto Stefania Pierazzi – si trovava all’interno di un sito ospitato da un server collocato in Italia, e per la precisione in provincia di Pisa. È stata immediatamente allertata l’autorità giudiziaria competente, che ha emesso un decreto di perquisizione e sequestro preventivo del sito finalizzato all’individuazione del soggetto che ha inserito nel forum le fotografie illecite e i richiami ai siti pedopornografici. All’esecuzione dell’oscuramento del sito in questione – ha concluso Pierazzi – ha fattivamente collaborato il personale della sezione postale di Pisa, in un ottimo lavoro di coordinamento tra l’ufficio che ha effettuato il monitoraggio, disposto l’attività operativa e l’esecuzione della stessa”.

Alessio De Giorgi, socio e amministratore del locale gay di Torre del Lago, dichiara: “Nel forum ospitato sul sito www.mamamia.tv la polizia ha trovato materiale pedopornografico. Si trattava di immagini molto esplicite che avevano per oggetto alcune bambine. È chiaro che il Mamamia è totalmente estraneo ai fatti e naturalmente condanniamo in maniera decisa quanto è accaduto. Come locale più frequentato di Torre del Lago, anzi, abbiamo da sempre sentito una responsabilità che ci ha spinto ad intraprendere iniziative a favore dell’infanzia, come la promozione delle adozioni a distanza, e l’impegno per migliorare il rapporto tra genitori e figli”. “La direzione e i tecnici si sono subito messi a collaborare con la Polizia Postale affinché le indagini portino presto ad una soluzione del caso individuando i responsabili in un processo nel quale, se possibile, ci costuitermeo parte civile”. “Evidentemente – conclude De Giorgi – qualcuno ha voluto tirarci un brutto scherzo postando materiale illegale su una parte del sito che specie di inverno, quando il locale è nella sua bassissima stagione, non viene monitorato quotidianemante”. “La direzione del Mamamia, lo staff artistico e quello operativo condanna in maniera totale e decisa la pedofilia e il mancato rispetto dell’infanzia in tutte le sue forme – si legge sulla pagina Facebook del noto locale della Versilia – Siamo comunque tornati online con una copia del sito precedente alla vicenda su www.mamamiadisco.it, dal quale, per ovvie ragioni, è stato totalmente eliminato il forum”.

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February 4th, 2011 at 4:38 pm

Internet, da acquirenti a venditori: le truffe scoperte dalla Polizia postale.

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E’ uno dei settori più “vivaci” e in continuo fermento: le truffe telematiche, ai danni degli internauti, sono tutt’altro che in diminuzione. La polizia postale del Lazio mette in guardia chi usa il web per effettuare transazioni finanziarie, e compravendite di ogni genere. Nel corso di una conferenza stampa, che si è tenuta oggi a Frosinone, nella sede della Questura, il capo del Compartimento della Polizia postale del Lazio, Andrea Rossi, ha illustrato quali sono le truffe più frequenti. Con qualche novità.
“La più semplice e immediata è quella di mettere in vendita un bene materiale o servizio tramite annunci nei portali più utilizzati nel web (www.ebay.it, www.kijiji.it, www.subito.it, www.portaportese.it, www.autoscout24.it) e dopo aver ricevuto il corrispettivo in denaro non inviare quanto pattuito – hanno spiegato gli agenti – Principalmente telefoni cellulari e personal computer, ma anche autovetture usate, animali da compagnia, affitto di appartamenti o di barche per crociere e così via. Nei periodi che precedono le vacanze e le festività si assiste ad un boom di truffe legate a falsi affitti di appartamenti nei più disparati luoghi di villeggiatura”. Decisamente più complesso, è quello di creare un sito internet strutturato in tutto e per tutto come un grande negozio, di solito di vendita di materiale elettronico, offrendo prezzi vantaggiosi o alcuni oggetti a prezzo di sottocosto e raccogliere con gli ordini on-line più soldi possibile per poi rendersi irreperibili. Ma c’è anche una tipologia opposta: il truffatore risponde all’annuncio di un venditore di un bene o servizio (un’autovettura usata, una barca o un piccolo natante) chiede se può acquistare il bene sebbene si trovi all’estero e inviando come pagamento un assegno bancario di una banca estera. Appena il titolo viene versato in banca, i soldi vengono momentaneamente accreditati sul conto della vittima; in realtà per verificare che il titolo sia genuino le banche necessitano di un lasso di tempo tra i trenta e i sessanta giorni che si riservano eventualmente per stornare i soldi già accreditati. “Nel frattempo – spiega la Postale – il truffatore ricontatta la vittima e accampando delle scuse, quali difficoltà a prelevare il bene oppure annullamento della prenotazione alberghiera per sopravvenuti problemi, chiede che gli vengano rimborsati i soldi o comunque parte dei soldi tramite trasferimento di denaro all’estero per mezzo di società quali Western Union e/o Money Gram”.Non vengono risparmiati gli animali: dall’estero viene quella della falsa vendita di animali da compagnia (cani e gatti di razza) da improbabili allevatori che risiedono in paesi sottosviluppati (di solito paesi dell’est europeo e africani) e che giustificano così il prezzo estremamente vantaggioso di animali di razza (talvolta poche decine di euro) che sul mercato hanno in realtà prezzi di oltre il migliaio di euro. Poi, in più riprese, ricontattano l’acquirente e chiedono loro altri soldi: una volta per il biglietto aereo, un’altra volta per la relativa cuccia omologata per il viaggio, ancora per lo sdoganamento, fino a quando la vittima si accorge, troppo tardi, di essere stata raggirata. Particolare attenzione anche al settore immobiliare. In questo caso, la polizia postale ha individuato un ulteriore trend. “Il truffatore riferisce di trovarsi all’estero e pone in affitto un immobile in una determinata località italiana. Per essere certo che il futuro affittuario sia veramente interessato e si presenti all’appuntamento, non facendogli fare un viaggio inutile convince la vittima di effettuare un versamento tramite Western Union di una determinata somma a nome di un familiare della parte lesa, dando così al contempo la sicurezza al finto venditore dell’interessamento alla locazione dell’immobile e la sicurezza al futuro affittuario che nessuno, oltre al proprio familiare, possa ritirare il denaro versato – hanno sottolineato i poliziotti – Chiede anche che copia dell’avvenuto versamento gli venga inviato. Una volta ricevuta la copia, il truffatore, o chi per lui, si presenta con un falso documento d’identità (di solito un documento estero) compilato con nome e cognome del beneficiario del versamento Western Union e ritira i soldi versati.

(Omniroma)

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January 19th, 2011 at 5:46 pm

Sicurezza, polizia postale: nel 2010, nel Lazio, quadruplicate transazioni-truffa.

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Venticinque persone arrestate, 397 denunciate, oltre 19mila Gbyte di materiale sequestrato. Sono alcuni dei dati del bilancio presentato dalla Polizia Postale del Lazio, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta, oggi, a Frosinone. Alla presenza del Questore del capoluogo di provincia, Giuseppe De Matteis, e del capo del compartimento della Postale del Lazio, Andrea Rossi, sono stati illustrati i trend dell’attività dello scorso anno, che, è stato segnato da un aumento consistente (quasi il quadruplo), delle transazioni non riconosciute dai cittadini, perché effettuate con bancomat o carte di credito clonate, oppure attraverso siti-truffa: si è passati, infatti, dai 286mila euro del 2009 al milione di euro del 2010.
I monitoraggi complessivi della Postale, come ha spiegato Rossi, sono passati dagli 11.610 del 2009 ai 17.386 del 2010, mentre le perquisizioni sono scese da 170 a 72. Aumentato anche il materiale sequestrato (hard disk, cellulari, pennette per la memoria): dai 3200 Gbyte del 2009 agli oltre 19.000 del 2010. Tra questi, molte foto a contenuto pedopornografico. Complessivamente, sono state elevante sanzioni per un importo totale di 22.232 euro (una cifra analoga a quella dell’anno precedente).

(Omniroma)

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January 19th, 2011 at 5:37 pm

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Assunta Almirante: “Vendola è malato”, “ebrei nemici della fede”.

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Assunta Almirante, una fiera del cognome che porta e del suo essere punto di riferimento per i nostalgici d’Italia, spara a zero contro i politici “rossi”. L’opportunità le viene offerta dal sito Pontifex (punto di ritrovo di ultracattolici omofobi e antisemiti) che la intervista. Becero razzismo spacciato per ideologica politica.

Su Vendola: “Di quello francamente non vorrei parlare, mi da molestia. La smetta di girare con quel vanesio orecchino, fa simpatia sui giovani perché li corrompe con le sua affabulazioni, ma é vuoto, un essere inutile e malato. Vendola la finisca di definirsi cattolico, perché di cattolico non ha nulla, ed anzi con la sua vita degenerata fa la parodia della fede“.

Alla domanda su quali siano i nemici della fede oggi? “Massoni senza dubbio, gay, anche, viste le loro teorie perverse e pervertitrici e in parte, ma non tutti, gli ebrei, che grazie alla finanza e i mezzi sobillano chi vuole attaccare la chiesa cattolica“.

Sui gay, infine: “Altra brutta roba. Meritano maggior rispetto gli animali che fanno tenerezza, ma loro, questi signori, non rispettano neppure la natura, la stravolgono, sono dei veri casi patologici. Certamente chi li picchia fa male, commette un errore e un delitto, ma di loro non ne possiamo più e fanno a gara a cercarsi la fraccata di botte, esasperando la gente con provocazioni inutili e deleterie. Dobbiamo tornare all’antico, al timore di Dio, alla sana tradizione e solo in questo modo vi é qualche speranza di salvezza. Solo nella chiesa cattolica e in questo Papa, la società può sperare di cambiare rotta e dobbiamo essere grati al papa ed elevare lodi alla Provvidenza per avercelo dato“.

Altro che rigurgiti fascisti.

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January 16th, 2011 at 4:08 pm

Consigliere comunale leghista insulta Inno d’Italia.

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Insulti contro l’inno d’Italia e gli italiani da parte di un giovane consigliere comunale della Lega, di Osoi Sotto, che attraverso la sua pagina Facebook (pubblica e visibile anche ai non amici), dà sfogo al suo odio anti-italiano. La notizia, riportata da BergamoNews, è stata denunciata da una cittadina. Il consigliere, Kristian Mariani, 21 anni, avrebbe anche inneggiato (il 21 aprile) ai killer di Erba, e a febbraio, avrebbe postato una foto razzista contro Balottelli. Infine, secondo chi ha “spulciato” la sua bacheca, avrebbe postato, l’8 settembre 2009, un invito a dar fuoco agli zingari con lanciafiamme. I suoi amici, sul sito di BergamoNews, gettano acqua sul fuoco e tentano una giustificazione: “Quei messaggi non li ha scritti lui”.

Tanto tra i leghisti passa per eroe.

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January 15th, 2011 at 1:53 pm

Blacklist ebrei, le tracce italiane dei creatori delle liste.

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“Il forum è in America”. E’ il ritornello che vanno ripetendo, da qualche giorno, gli autori antisemiti delle liste di proscrizione degli ebrei italiani influenti. Lo vanno ripetendo più per autoconvincersi di essere “inattaccabili”, che per reale convinzione. Se, infatti, è vero che Stormfront, cuore neonazista con ramificazioni (virtuali) in Italia, custodisce i suoi server in Florida, gli estensori delle liste di ebrei sono internauti italiani, che agiscono dal nostro Paese. Manine italiane su suolo italico. Non solo. Alcuni di loro – la percentuale è molto alta – utilizzano lo stesso nickname su forum e pagine italiane. Alcuni addirittura con foto (una delle tante, sotto) e nome. Tradotto: hanno lasciato “orme” telematiche rintracciabilissime. E, soprattutto, perseguibili secondo la temuta legge Mancino. L’unica che, ad oggi, può porre un freno – sicuramente limitare i danni – a questi deliri antisemiti. Autori storici di Stormfront che diffondono il verbo dell’odio su piattaforme rivolte ai giovani o su forum in cui si parla di politica. Tutti “attenzionati”, per usare un termine poliziesco. (vedi take Omniroma)

Il web è virtualmente infinito, ma anche la stupidità umana non scherza.

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January 14th, 2011 at 1:55 pm

Saluto romano in via Tasso, la foto su Facebook.

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E la mamma dei cretini che continua ad essere pericolosamente incinta…

Una foto oltraggiosa, presumibilmente realizzata per essere esibita nel circuito di Facebook, a mo’ di provocazione. Un ragazzo, capelli rasati, fotografato sotto la scritta “Museo storico della Liberazione”, in via Tasso, 145. L’immagine era apparsa sul profilo di un utente, fino ad essere notata da chi l’ha poi segnalata a Facebook per la violazione delle condizioni d’uso del social network. Oggi non c’è più. Ma i gestori della pagina del Museo storico della Liberazione, sempre su Facebook, hanno provocatoriamente deciso di ripubblicarla.

“La foto col saluto romano in via Tasso l’ho vista, ieri, sulla pagina di un militante della giovane Italia. Ho protestato, e insieme ad altre persone l’abbiamo segnalata a Facebook”. A parlare è Massimiliano Coccia, giovane giornalista romano, che, ieri, si è accorto della presenza dello, in una cartella di foto relative alla Festa Atreju, sul profilo di F.Z., dirigente provinciale a Crotone per il movimento politico giovanile. Le foto ritraevano un ragazzo, che ha partecipato alla festa, e faceva parte di un “foto-racconto”, per documentare il viaggio da Crotone a Roma. “Gli ho anche scritto un messaggio – spiega Massimiliano – ma lui non mi ha risposto”. Qualcuno, nei messaggi alla foto, si era dissociato dallo scatto. Ora è tutto sparito. “Ho anche segnalato la vicenda a Chiara Colosimo, Presidente della Giovane Italia Lazio, ma dopo un iniziale interesse, non mi ha più risposto”, dice Coccia, il cui nonno è stato deportato nei campi di concentramento.

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September 15th, 2010 at 3:59 pm

Un amico adesso si affitta sul web, ecco Rent a Friend.

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Dalla serata al cinema allo shopping in centro, fino alla visita al museo o all’aperitivo. Sono versatili ma non proprio disinteressati visto che hanno una loro tariffa oraria, neanche troppo economica: i nuovi amici in affitto, pronti a farvi compagnia, si possono selezionare su un catalogo online. E’ l’idea che sta alla base del sito americano Rent a Friend 1, che, dopo essersi affermato negli Stati Uniti (dove può contare su 2000 iscritti) ora si espande in tutto il mondo. Italia inclusa. “Il nostro è un servizio diverso da quello dei siti per incontri, nessuno dei quali offre amicizia – spiega Scott Rosenbaum, il fondatore, un 30enne del New Jersey – qui c’è in ballo soltanto un rapporto platonico”. Il sito si vanta di essere quello che, negli Usa, offre le tariffe più basse e il database di amici più ricco. All’atto dell’iscrizione si pagano 25 dollari, mentre l’affitto di un amico costa almeno 10 dollari l’ora, con punte di 50 dollari. Alcuni di loro, infatti, possono decidere di variare la tariffa, a seconda dell’attività che viene loro richiesta. Tante le opzioni offerte: oltre alle classiche serate al cinema, al teatro o al ristorante, o anche alla giornata in spiaggia, ci si può rivolgere al sito quando si visita una nuova città, e si vuole avere qualcuno che illustri le bellezze del posto. Nel catalogo, che può contare su 218mila potenziali amici, ci sono anche persone con specifiche abilità: insegnanti di lingue straniere, istruttori di fitness ma anche di snowboarding e yoga, pittori, cantanti e ballerini, e così via. “Se avete un biglietto in più per una concerto o una partita – viene suggerito – e non avete voglia di andare da soli, potete usare Rent a friend”. Infine, si possono sborsare i 10 dollari l’ora anche solo per “chiedere un consiglio”: “Molta gente vuole soltanto dare consigli – si legge nella pagina web dedicata all’iscrizione – e può essere utile avere il punto di vista di una persona esterna”.

La ricerca di una persona con cui passare del tempo libero è molto semplice: basta digitare il codice di avviamento postale, selezionare il sesso ideale dell’amico di turno, e premere invio. Per adesso, la ricerca è limitata agli Stati Uniti e al Canada, anche se si accettano già iscrizioni da tutto il mondo, inclusa l’Italia. Le schede delle singole persone contengono ovviamente una foto, i dati anagrafici, e una descrizione caratteriale, oltre ovviamente alle attività preferite. Gli amici indicano se vogliono trascorrere del tempo con un uomo, con una donna, o indifferentemente con entrambi i sessi. Nessuno può offrire o cercare sesso, almeno non in maniera esplicita: chi dovesse contravvenire a questo punto fermo della community, sarà subito espulso. Perché a molte persone convenga offrire il proprio tempo ai gestori di Rent a Friend è presto spiegato nella sezione “fatti pagare per fare l’amico”, dove si lancia un “recruiting” a livello mondiale. E dove si svelano i vantaggi di questo genere di attività. “Potete guadagnare fino a 50 dollari l’ora e in più avrete cene e concerti gratis. Diventa il capo di te stesso. Decidi tu quanto farti pagare e quando lavorare”, si legge nel sito, che parte da questo assunto: “Nel mondo ci sono milioni di persone in cerca di amici, pronte a pagare”. Viene anche presentato uno schema di stipendio-tipo. Nel caso si decida di lavorare part-time, tre giorni a settimana, ad una tariffa oraria di 20 dollari, se ne guadagnano 480 a settimana. Se l’impegno sale a 5 giorni a settimana, sempre a 20 dollari l’ora, si possono intascare 800 dollari settimanali. Garanzie vengono fornite anche sull’assenza di sesso: “Non ci sarà alcun contatto fisico durante i vostri incontri con altri soci. Voi dovrete soltanto offrire la vostra amicizia”.

Un servizio analogo viene offerto anche da Rent a local Friend, un’iniziativa lanciata da una giornalista portoghese, e disponibile anche in Italia, a Roma e Milano. In questo caso, però, è predominante la vocazione turistica: il target è rappresentato dai viaggiatori solitari, cui viene offerta la possibilità di affittare un amico che faccia da guida turistica nella località di turno. Anche in Giappone, le agenzie che mettono a disposizioni amici in affitto sono molto diffuse: negli ultimi otto anni, sono raddoppiate. Se ne contano dieci. La più diffusa, la Office Agent, offre ai propri clienti un catalogo di mille persone.

Link al pezzo pubblicato su Repubblica.it

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July 28th, 2010 at 10:13 pm

Indymedia Roma chiude per ferie: “Scarsa partecipazione”.

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Una chiusura per ferie, dettata, più che dalla voglia di vacanze, dall’assenza di partecipazione degli internauti. Per questo, la sezione romana di Indymedia, ha deciso di chiudere i battenti, a partire dal 31 luglio. La notizia viene comunicata dagli stessi amministratori, sulle pagine del network di informazione antagonista. “Da alcuni mesi Indymedia Roma – spiegano – soffre di una mancanza di partecipazione che ha determinato la decisione di chiudere la possibilità di pubblicazione durante l’estate. La crisi non è solo una questione di amministrazione e di mancanza di admin: pensiamo che la scarsa partecipazione su Indymedia sia in questo momento lo specchio del movimento, che attualmente, si trova frammentato su più livelli. Abbiamo ritenuto opportuno chiudere durante l’estate per lasciare la possibilità di ripensare il progetto in Settembre/Ottobre. Dal 31 luglio non sarà più possibile pubblicare nuovi articoli o commentare quelli esistenti”. Nello stesso post, c’è anche una critica verso quanti, spesso, copiano e incollano in maniera acritica, pezzi raccolti sul web: “Riteniamo che la presenza costante di numerosissime agenzie nel newswire non sia il modo ottimale di utilizzare lo strumento. Indymedia reclama una autoassunzione di responsabilità: le notizie non vanno copia-incollate, ma andrebbero pensate e autogestite, così come si fa per tutte le lotte. In questo momento di grave attacco all’informazione, ripensare come riprendere in mano la comunicazione non può che avere un forte impatto sociale, per questo invitiamo tutte e tutti, durante questi mesi di pausa, a ripensare come sia possibile, in un momento in cui l’open publishing e l’ipertrofia delle notizie sono onnipresenti, ritornare a fare informazione indipendente”. Alcuni commentatori, però, non sono d’accordo con la decisione. “E’ questo il movimento romano.. tempo de infradito e tutti ar mare”, scrive un utente anonimo. Un altro osserva: “Se non ve la sentite più lasciate il posto ad altri che hanno forse più voglia di fare che non voi, il problema non sussiste affatto”.

Pubblicata su Omniroma.

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July 22nd, 2010 at 9:22 pm

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Il sito della Guzzanti e la manina dell’hacker.

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Così si presenta su Google il sito di Sabina Guzzanti, i cui codici, evidentemente, sono stati “ritoccati” da qualche abile manina.

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July 17th, 2010 at 4:26 pm

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Tutti i dati di Facebook.

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1 by you.

Una raccolta di statistiche – una delle più esaustive - sul popolare social network. L’ha realizzata Website-Monitoring.com. Alcuni highlights:

  • 400 milioni di utenti attivi
  • Il 50% fa un log in al giorno
  • L’utente medio trascorre 55 minuti al giorno sul sito
  • 35 milioni aggiornano lo status ogni giorno
  • 3 miliardi di foto caricate al mese
  • Il 70% degli utenti è fuori dagli Stati Uniti

Qui il grafico completo.

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April 2nd, 2010 at 4:57 pm

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Omofobia, su siti e forum esplode rabbia comunità GLBT.

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Puntano il dito contro la maggioranza e la teodem Paola Binetti, e sono pronti a scendere in piazza per manifestare tutta la loro indignazione. Il giorno dopo la bocciatura di una legge attesa da tutto il movimento Glbt italiano, sui siti e sui forum esplode la rabbia dei gay. Se qualcuno, nei commenti, se la prende anche con il movimento omosessuale (“Chiedo che cosa hanno fatto fino ad adesso. La politica si muove sulla spinta di lobby di potere”, si interroga un utente di Trieste), altri invitano i gay a farsi coraggio e scendere in piazza. Ma non manca chi non riesce a contenere la propria rabbia e minaccia: “Se non legalizzano i diritti, mi incateno ai cancelli dei politici a Roma con una tanica di benzina in mano”. Un ragazzo di Udine, invece, promette: “Ci faremo giustizia da soli”. Il direttore di Gay.it, Alessio De Giorgi, firma un editoriale in cui invita provocatoriamente l’Italia ad uscire dall’Europa: “Per coerenza, essendo la lotta alle discriminazioni per orientamento sessuale e all’omofobia uno dei punti fermi dell’Unione Europea, ribadito nel Trattato di Lisbona e in molte risoluzioni del Parlamento, oltre che nell’azione di governo dell’UE, l’Italia dovrebbe ora avere il coraggio di uscire dall’Europa, da cui la distanza culturale è ormai abissale”. Nei commenti all’editoriale, si chiama in causa anche “la destra, apertamente fascista”; una “destra che odia i gay”, anche se un altro utente si chiede se ci siano ancora “differenze tra destra e sinistra”. Il movimento spontaneo di gay, che si riunisce nella sigla “We Have a Dream”, organizzatore della fiaccolata di ieri sera davanti a Montecitorio, lancia un appello (http://fiaccolataglbt.wordpress.com) alla mobilitazione, e sottolineando che “l’era del politically correct” è chiusa, attacca il Parlamento: “Ha superato ogni limite, paragonandoci ai pedofili, necrofili, e quant’altro. Il Parlamento italiano, con la bocciatura della legge Concia per incostituzionalità, ha sancito che gay, lesbiche, bisex, transgender, intersessuali sono incostituzionali, pur essendo cittadini italiani che pagano le tasse, fanno impresa, creano famiglie e crescono i loro figli e figlie”. “E’ ora di alzarsi – scrive il movimento animato, tra gli altri, da Cristiana Alicata -, alzatevi da quella sedia e fate vedere che ci siamo sotto un’unica bandiera, quella Rainbow, con un unico obiettivo: diritti umani. Non dobbiamo diventare vittime di noi stessi”. Su Notiziegay.com, nel pezzo di apertura, accanto ad una vignetta satirica (http://www.notiziegay.com/?p=36510), si criticano i gay che non sono ancora scesi in strada a manifestare: “C’è una parte del movimento furiosa e poi c’è una maggioranza di persone che sopravvive nel silenzio, che galleggia in locali e dark. Basta. Dobbiamo lottare. Lottare per i nostri diritti, andare contro chi ci dice che non siamo come gli altri, smetterla di aspettare il contentino, essere durissimi con tutti e non farci illudere e fregare dalle false aperture di questo o quel partito”. E mentre su Facebook si lavora già ad organizzare presidi e fiaccolate in tutta Italia, nei vari gruppi contro l’omofobia o sui profili degli esponenti del movimento GLBT, su Gay-forum si esprimono parole di solidarietà per Anna Paola Concia, la deputata del Pd che ha proposto la legge: “I miei pensieri vanno soprattutto a quella disgraziata della Concia, che deve sentirsi non dico isolata, ma proprio in prigione, in un Parlamento di merda e tradita dal suo stesso Pd che accusa senza mezzi termini: e non l’hanno nemmeno avvertita”, dice Isher, che però viene subito ripreso: “La Concia cosa si aspettava da un partito come il Pd?” (ma qualcuno controreplica: “E’ grottesco dare la colpa al Pd”). E anche qui viene affrontato il voto della teodem Binetti: “Se anche la Binetti avesse votato come il resto dei suoi colleghi, la legge sarebbe stata affossata comunque, però questo non toglie che la Binetti sia un problema”. Le sue posizioni, fa notare l’utente “wintage”, sono “un’onta per il Pd”, anche se un altro “far finta che il problema sia la Binetti è un insulto all’intelligenza di ogni persona omosessuale o comunque che voglia vivere in un Paese decente. E’ il Pd che deve cambiare, non tanto la Binetti”.

Link al pezzo originale su Repubblica.it

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October 14th, 2009 at 4:50 pm

Militia Christi vola su Lecco, e 30 indagati per commenti contro Beppino Englaro.

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Il Movimento Politico Cattolico “Militia Christi” ha annunciato, ieri sera, che oggi farà volare su Lecco un aereo da turismo, dalle 13 13.45. L’aereo mostrerà uno striscione che recita: “Onore ad Eluana,vittima dell’eutanasia. Militia Christi”. “L’ iniziativa, oltre a ricordare la povera Eluana, vuole anche essere un mezzo per chiedere con forza, nell’ormai imminente dibattito alla Camera sul fine vita – spiega un comunicato stampa – che la futura legge assicuri senza ambiguità il dovere di fornire idratazione, alimentazione e cure ordinarie a chiunque, inqualsiasi situazione si trovi, sempre e comunque”.

E, intanto, stanno dando i primi frutti, le denunce presentate da Beppino Englaro alla magistratura lo scorso 9 febbraio. Il papà di Eluana aveva chiesto l’intervento dei magistrati, dopo aver scoperto sul web una serie di commenti insultanti, molti dei quali pubblicati in forma anonima. Adesso arriva la notizia che la polizia postale ha rintracciato, in tempi record, una trentina di persone, tutte indagate per diffamazione. Sotto accusa sono finiti mezza dozzina tra siti internet e blog.  ”In sede penale – spiega il legale della famiglia Englaro – abbiamo ridotto a un solo esposto, presentato da Beppino e predisposto dal nostro studio, riducendo proprio all’osso tutto quanto detto e scritto in questa vicenda. In fase civile, invece, sempre per le parole pronunciate da molti, perchè ognuno in questi mesi ha detto la sua, non abbiamo ancora compiuto alcun passo. Casomai valuteremo cosa fare, perchè anche in questo caso alcune affermazioni possono rivestire un profilo diffamatorio”. Se quella di Beppino è una querela unica, altre otto, invece, sono state presentate da Amato De Monte, il primario udinese di rianimazione, guida dell’associazione Per Eluana che ha seguito la donna nel suo ultimo viaggio. A differenza di Beppino, il medico ha presentato querele per diffamazione, ed eventuale calunnia, per parole scritte e affermazioni su internet. Da quanto appreso, tra le trentina di responsabili di siti e blog ci sono anche esponenti del mondo cattolico. Alcuni siti finiti nel mirino della magistratura: “Ultimenotizie.tv”, il forum di “Panorama.it”, “Quotidiano.net”, “Myblog”, “Cattolicesimo.ue”, “Culturacattolica.it” e “Azioneetradizione.it”.

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September 9th, 2009 at 10:57 am

“Presidente italiano”, la satira degli egiziani contro Berlusconi.

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Circola, da qualche giorno, questo perfido video egiziano, dal titolo “Presidente italiano”, dedicato appunto al nostro presidente del consiglio. Lo ha ideato Yussam Abdel-Rahman, personaggio noto nella tv dell’Egitto. La canzone è incentrata sulle avventure erotiche di Silvio Berlusconi, e gioca molto sulle sue “ossessioni sessuali” (lo si definisce “in calore come un somarello”). Vi compare anche Berlusconi, con bandana e maglia tricolore e non manca Noemi. Per la cronaca: secondo Amnesty International, Human Rights Watch e Freedom House, l’Egitto è da considerarsi paese non libero, viste le frequenti violazioni dei diritti umani, civili, politici.

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September 7th, 2009 at 1:16 pm