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	<title>Appunti e spunti</title>
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	<description>Il blog di Marco Pasqua</description>
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		<title>Brasile, chip nascosto nel detersivo: &#8220;E&#8217; stalking&#8221;.</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Aug 2010 13:56:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[E&#8217; un ingrediente mai inserito, prima d&#8217;oggi, in un detersivo: un dispositivo Gps, che si attiva nel momento stesso in cui la confezione viene ritirata dall&#8217;ignaro acquirente dallo scaffale del supermarket. E, come si conviene a un dispositivo del genere, è in grado di fornire le coordinate esatte della casa in cui verrà portato, e [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>E&#8217; un ingrediente mai inserito, prima d&#8217;oggi, in un detersivo: un dispositivo Gps, che si attiva nel momento stesso in cui la confezione viene ritirata dall&#8217;ignaro acquirente dallo scaffale del supermarket. E, come si conviene a un dispositivo del genere, è in grado di fornire le coordinate esatte della casa in cui verrà portato, e di girarle, in tempo reale, all&#8217;ufficio marketing dell&#8217;azienda produttrice. Chi troverà il chip con localizzatore incorporato, riceverà come premio una videocamera: gli arriverà direttamente sulla porta di casa, consegnata da un team di specialisti che si sarà messo sulle sue tracce seguendo il localizzatore. E che pubblicherà zona di residenza e foto del vincitore su un sito internet.</p>
<p>Quando il marketing si avvicina pericolosamente allo stalking, il risultato è <a href="http://experimentealgonovo.com.br/home/#/home">l&#8217;iniziativa promozionale <sup>1</sup></a> lanciata in questi giorni in Brasile dalla multinazionale anglo-olandese Unilever, per presentare al mercato una nuova versione del detersivo Omo (presente già nell&#8217;80% delle case brasiliane). L&#8217;ispirazione sembra arrivare dal film<em>Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato</em>, in cui Mr. Wonka decide di inserire cinque biglietti d&#8217;oro in altrettante confezioni di cioccolato. L&#8217;obiettivo è quello di trovare un giovane dall&#8217;animo nobile, degno di succedergli alla guida della sua azienda: i cinque biglietti daranno la possibilità ai fortunati di visitare la fabbrica di cioccolato. L&#8217;idea, in entrambi i casi, è che sia il premio a trovare il consumatore, e non viceversa. La Unilever, che si è affidata all&#8217;agenzia di marketing Bullet, ha così distribuito 50 dispositivi Gps in altrettante confezioni di Omo, sparse per il Paese. Non appena il detersivo viene spostato dallo scaffale, il Gps entra in funzione.</p>
<p>L&#8217;azienda può contare su 35 team distribuiti nelle principali città del brasile, pronti a scattare, con l&#8217;ausilio di localizzatori, proprio come in un&#8217;azione di polizia. &#8220;Si tratta di squadre che entreranno in azione al primo segnale &#8211; garantisce Fernando Figueiredo, presidente della Bullet, parlando con il portale Ad Age &#8211; A seconda di dove abiti il consumatore, possono raggiungerlo in poche ore o al massimo entro qualche giorno&#8221;. La squadra che dovrà individuare l&#8217;acquirente di Omo, si servirà di sofisticate apparecchiature portatili. Anche nell&#8217;ipotesi in cui dovesse abitare in un condominio con molti appartamenti, non dovrebbe riuscire a sfuggire. Arrivati davanti alla porta giusta,  bisognerà convincere il cliente a fidarsi di loro.</p>
<p>La stessa società di marketing è consapevole che, a fronte di un&#8217;alta percentuale di reati commessi nel Paese, alcune persone potrebbero anche decidere di non far entrare i loro rappresentanti &#8211; o di non aprire neanche la porta. In questo caso, gli uomini del marketing potranno iniziare a far suonare il dispositivo all&#8217;interno del detersivo. A quel punto, il cliente sarà praticamente costretto ad aprire la scatola e troverà al suo interno un biglietto in cui viene spiegato il senso di quella promozione. Per rendere il tutto più simile ad un concorso, piuttosto che ad una caccia all&#8217;uomo, si riceverà in dono una videocamera e una giornata di divertimento per tutta la famiglia a spese della Unilever.</p>
<p>Molti siti internet parlano già di &#8220;stalking commerciale&#8221; ed evidenziano che, in questo modo, si viola il diritto alla privacy del consumatore. Tra l&#8217;altro, la stessa azienda ha creato un sito internet sul quale sarà mostrato dove vivono indicativamente i vincitori. Ad ognuno sarà scattata una foto, che finirà sul sito, insieme alle fasi della &#8220;caccia&#8221; e della consegna del premio. La campagna, dal titolo &#8220;Prova qualcosa di nuovo con Omo&#8221;, è costata circa un milione di dollari, soltanto dal punto di vista dell&#8217;acquisto delle apparecchiature. Per la Unilever è una scommessa: &#8220;Crediamo nell&#8217;utilizzo delle nuove tecnologie per il marketing promozionale &#8211; dicono dall&#8217;agenzia Bullet &#8211; Può accadere di tutto in questo caso. Dobbbiamo essere innovativi, ma non sappiamo quale sarà la reazione da parte dei consumatori&#8221;.</p>
<p>Per David Vaile, esperto di privacy e membro della Australian Privacy Foundation, dati di questo tipo, ottenuti dai consumatori, &#8220;finiscono con l&#8217;essere venduti o condivisi. Forse finirà tutto con la consegna della videocamera omaggio. Mi chiedo però se non ci sia un modo meno invadente e più facile. La riposta è sì&#8221;. Parlando con un sito di informazione australiano, Vaile evidenzia come il consumatore brasiliano, in questo caso, non sia stato interpellato preventivamente sulla volontà di essere localizzato: manca, di fatto, il consenso sul trattamenti dei propri dati. Se è vero che su Foursquare e Twitter, ad esempio, si forniscono le proprie coordinate, è l&#8217;utente stesso ad aver scelto di condividere quelle informazioni. Critico anche il sito Cnet, che titola: &#8220;Il detersivo che usa il Gps per fare stalking sui consumatori&#8221;, ironizzando sui team che dovranno rintracciare gli acquirenti: &#8220;Dal momento in cui sarà attivato il Gps, diventeranno dei bersagli. Squadre di sorveglianza monitoreranno ogni passo del cliente. Fuori dal supermarket. Fino all&#8217;auto. In bagno. Oppure, chissà, fino alla casa del loro amante?&#8221;</p>
<p>L&#8217;agenzia di marketing Bullet ha già fatto parlare di sé due anni fa, quando decise di nascondere 10.000 iPod Shuffles in un gelato prodotto dalla Unilever. L&#8217;idea era venuta ai creativi dopo che questi avevano letto le istruzioni dei loro iPod, secondo le quali l&#8217;apparecchio poteva operare anche a temperature rigide. I gelati si presentavano identici agli originali, dall&#8217;esterno, e venivano congelati e stoccati con gli altri, ma all&#8217;interno avevano solo il lettore, confezionato in modo da tenerlo al sicuro.</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/esteri/2010/08/09/news/detersivo_stalking-6174607/index.html?ref=search" target="_blank">Link al pezzo originale su Repubblica.it</a></p>
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		<title>Gay e procreazione: il nuovo fronte Fli-Pdl.</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Aug 2010 13:53:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;E&#8217; assolutamente grottesco che l&#8217;Italia resti l&#8217;ultimo paese d&#8217;Europa che non ha una legge civile sulle coppie di fatto anche gay&#8221;. Benedetto Della Vedova, vice capogruppo vicario alla Camera di Futuro e Libertà, rilancia il tema delle unioni gay, e preannuncia una iniziativa a carattere parlamentare. L&#8217;obiettivo, dice l&#8217;esponente della formazione finiana, è quello &#8220;di [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;E&#8217; assolutamente grottesco che l&#8217;Italia resti l&#8217;ultimo paese d&#8217;Europa che non ha una legge civile sulle coppie di fatto anche gay&#8221;. Benedetto Della Vedova, vice capogruppo vicario alla Camera di Futuro e Libertà, rilancia il tema delle unioni gay, e preannuncia una iniziativa a carattere parlamentare. L&#8217;obiettivo, dice l&#8217;esponente della formazione finiana, è quello &#8220;di coinvolgere il nuovo gruppo&#8221;, ma anche tutte le forze parlamentari che saranno pronte a seguirlo. Ma a frenarlo intervengono subito i cattolici, fuori e dentro il Pdl. Paola Binetti, fuoriuscita dal Pd in contrasto con le sue posizioni laiciste, sottolinea che il parere di Della Vedova &#8220;non è quello di tutto il gruppo Fli&#8221;. Carlo Giovanardi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alle Politiche familiari, boccia la proposta, parlando di &#8220;uscita estemporanea&#8221;.</p>
<p>Intervistato da Klasu Davi, il fondatore dei &#8220;Riformatori Liberali&#8221; e storico militante dei radicali, spiega che il suo obiettivo è quello di arrivare ad un riconoscimento delle coppie omosessuali: &#8220;Sarei felice perché questa legislatura possa dare vita a una legge civile sulle coppie di fatto anche gay&#8221;. L&#8217;Italia è, insieme alla Grecia, l&#8217;unica, in Europa, a non riconoscere alcun diritto alle coppie formate da persone dello stesso sesso. Della Vedova si spinge anche oltre, toccando il tema della fecondazione. La legge 40 sulla procreazione assistita, dice, &#8220;è una legge assurda che ha rivelato tutti i suoi limiti anche sul fronte del diritto. Credo che sia giunto il momento di fare saltare paraocchi ideologici che hanno costretto migliaia di famiglia ad andare all&#8217;estero e spendere soldi. Non si può pensare che una legge dello Stato che vale per tutti si traduca in imperativo morale che vale solo per qualcuno. Da una parte si può contare sulla via giudiziaria che ha in parte cancellati alcuni dei divieti posti dalla legge. Sul piano politico sarebbe importante riprendere in mano il testo di legge e correggerlo recependo le indicazioni della Corte Costituzionale. Penso che non succederà nei prossimi mesi, ma va fatto&#8221;.</p>
<p>Al suo fianco si schiera subito Paola Concia, deputata del Pd, che ha all&#8217;attivo tre proposte di legge sul tema delle unioni civili. &#8220;Tutte presentate nel 2008 &#8211; ricorda la parlamentare del partito di Bersani &#8211; Una per il matrimonio, che prevede l&#8217;equiparazione tra matrimoni gay ed etero; una sulla partnership, che si richiama ad un istituto giuridico presente in Germania e Francia; la terza ispirata ai Pacs francesi&#8221;. E adesso è pronta a sedersi attorno ad un tavolo, con lo stesso Della Vedova: &#8220;La mia idea è questa: a settembre, alla ripresa dei lavori, discutiamo insieme di una nuova proposta di legge, che possa avere un consenso trasversale, anche al di fuori del Pd&#8221;. Anche Franco Grillini,  responsabile diritti civili dell&#8217;Idv e militante per i diritti dei gay, accoglie con favore le parole di Della Vedova: &#8220;Questo è il terzo polo che ci piacerebbe: diritti individuali e diritti civili&#8221;. &#8220;La sua proposta &#8211; afferma Grillini &#8211; va accolta con favore, soprattutto se non rimarrà  una pura petizione di principio. Speriamo che le sue posizioni siano condivise dagli altri 33 componenti del gruppo parlamentare di Fli e dai 10 senatori&#8221;. Il problema, anticipa Grillini, è se sarà possibile &#8220;dentro il fantomatico terzo polo, un&#8217;alleanza tra lo stesso vicepresidente del gruppo parlamentare alla Camera di Fli e l&#8217;Udc, partito da sempre su posizioni arcaiche e anacronistiche&#8221;. Paola Binetti, da sempre avversaria delle principali proposte sulla concessione di pari diritti ai gay, parla a nome dell&#8217;Udc: &#8220;La mia posizione è molto chiara ed è chiarissima anche quella dell&#8217;Udc, sia sulle coppie gay che sul biotestamento che sulla legge 40. Mettendo al centro questi temi Della Vedova decreta le condizioni di fragilità di un&#8217;alleanza. Lui ha tutto il diritto di portare avanti queste battaglie, ma noi abbiamo i nostri diritti e questa volta la mia posizione rispecchia pressoché l&#8217;unanimità del gruppo Udc. Della Vedova si assume la responsabilità di rendere più difficile un&#8217;intesa&#8221;. L&#8217;ex parlamentare del Pd fa notare che &#8220;la posizione del vicecapogruppo non è quella di tutto il gruppo Fli: &#8220;so che molti condividono le nostre posizioni. Se Della Vedova intende portare tutto il gruppo sulla sua linea si assume una grande responsabilita&#8217;&#8221;. Un secco &#8220;no&#8221; arriva anche da Francesco Giro, parlamentare del Pdl e sottosegretario ai Beni Culturali, che parla di &#8220;buon motivo&#8221; per tornare a votare: &#8220;All&#8217;amico e collega Della Vedova rispondiamo subito con un doppio no alla riforma della legge 40 e al riconoscimento delle coppie gay. E&#8217; un doppio no che lo stesso Della Vedova si attendeva nel momento in cui avanzava la sua provocatoria proposta. Liberissimo di cercare i voti a sinistra ma non può chiedere i nostri su due punti che non appartengono al patto elettorale del Pdl con gli elettori. Se questo è l&#8217;enesimo pretesto per spaccare la maggioranza uscita dalle urne nel 2008 allora avremo un altro buon motivo per chiedere agli elettori un altro voto in autunno&#8221;. Parole che trovano d&#8217;accordo Antonio Mazzocchi, presidente dei Cristiano Riformisti e deputato del Pdl: &#8220;Quando siamo stati eletti abbiamo preso degli impegni precisi nei confronti degli elettori e fino alla fine della legislatura dovremo impegnarci a rispettarli fino in fondo, come fossero una Bibbia. Per questo contrasteremo con forza ogni iniziativa di impronta laicista che vada a colpire la famiglia naturale o la vita che va difesa strenuamente dal concepimento fino alla morte naturale. Noi cattolici non dobbiamo stare al governo a tutti i costi. Ci stiamo se possiamo realizzare il nostro programma, altrimenti possiamo benissimo stare all&#8217;opposizione a contrastare le iniziative laiciste. Se stare al governo vuol dire condividere le iniziative dei radicali o dei zapateristi, allora noi siamo ronti a fare altro, perché non è questo che che vuole il nostro elettorato&#8221;. Per Aurelio Mancuso, militante Glbt ed ex presidente di Arcigay, &#8220;se ci dovesse essere un governo tecnico, allora molti parlamentari del Pdl sarebbero liberi dai ricatti della Lega, e forse si potrebbe riuscire a parlare, anche di legge sull&#8217;omofobia. Con questo governo, sarà tutto molto difficile trovare un&#8217;intesa trasversale&#8221;.</p>
<p>L&#8217;ultima proposta di esponenti di centrodestra, in questa legislatura, sul tema delle unioni civili risale al settembre del 2008. Allora furono due ministri, Renato Brunetta e Gianfranco Rotondi, a proporre i cosiddetti DiDoRe (Diritti e doveri di reciprocità dei conviventi): il progetto venne subito affossato, con dure critiche da parte di alcuni esponenti del Pdl verso i loro colleghi. I quali precisarono: &#8220;Non è nè un progetto del governo nè della maggioranza&#8221;. Con il governo Prodi, era l&#8217;8 febbraio del 2007, venne varato dal Consiglio del Ministro il testo del disegno di legge sui Di. Co (sigla che sta per Diritti e doveri delle persone stabilmente COnviventi), che era stato redatto dagli staff dei Ministri Barbara Pollastrini (Pari Opportunità) e Rosy Bindi (Famiglia). Le critiche dei cattolici e degli esponenti della Casa delle Libertà furono durissime. In commissione Giustizia del Senato, però, il relatore (e presidente della commissione) Cesare Salvi presentò un suo testo, che prevedeva una modifica del nome: da Di. Co. a Cus (Contratto di Unione Solidale). L&#8217;iter è stato infine interrotto dalla caduta del Governo Prodi II. Il percorso delle unioni civili è iniziato, in Italia, nel 1986: fu allora che grazie all&#8217;Interparlamentare donne Comuniste e ad Arcigay, si incominciò a discutere per la prima volta in ambito parlamentare di questo tema, con la presentazione, alla Camera e al Senato, di un disegno di legge sulle unioni.</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/politica/2010/08/08/news/un_nuovo_fronte-6160994/index.html?ref=search" target="_blank">Link al pezzo originale su Repubblica.it</a></p>
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		<title>Matrimoni gay, sì in 10 Paesi: Italia e Grecia eccezione in Europa.</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Aug 2010 13:51:35 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;ultima è stata l&#8217;Argentina. Con la legalizzazione dei matrimoni tra persone dello stesso sesso 1, con il pieno sostegno della presidente, Cristina Kirchner, è diventata il primo Paese dell&#8217;America Latina a riconoscere questo diritto. Il decimo al mondo. Ed è di questi giorni la notizia che la Corte Suprema del Messico ha detto sì alle nozze fra persone dello stesso sesso, votando a favore della legge che da sei mesi le consente solo a Città del Messico e respingendo il ricorso della Procura secondo cui la norma viola il principio che costituzionalmente protegge la famiglia. Città del Messico era stata la prima città dell&#8217;America Latina ad aver approvato il matrimonio gay, nel dicembre del 2009. Lo stesso parlamento aveva già ammesso le unioni civili nel 2006. A questi, rileva Arcigay 2, se ne devono aggiungere altri 17 che riconoscono pari diritti a tutte le coppie o, in alternativa, concedono alcuni diritti alle unioni civili, anche gay e lesbiche. A livello globale, Asia e Africa sono i continenti in assoluto più indietro dal punto di vista dei diritti delle persone Glbt. Basti pensare che solo in Africa, in 38 Stati su 53 l&#8217;omosessualità è punita dalla legge e, spesso, si può finire in galera anche solo per essere sospettati di aver avuto una relazione di questo tipo.</p>
<p>Sono stati i Paesi Bassi, nell&#8217;aprile del 2001, i primi a permettere il matrimonio tra omosessuali, riconoscendo loro gli stessi diritti e doveri delle coppie eterosessuali. Con 107 voti a favore e 33 contrari, il Parlamento eliminò ogni forma di discriminazione esistente in materia. La legge richiede oggi che, per sposarsi, almeno una delle due persone sia un cittadino olandese o risieda nei Paesi Bassi. Il 30 gennaio del 2003 è toccato al Belgio, che ha licenziato una legge con una larga maggioranza parlamentare. In Spagna il matrimonio tra omosessuali è divenuto realtà dal 2005 e c&#8217;è anche la possibilità di adottare bambini (accanto al matrimonio, continuano ad esistere le leggi e i registri delle coppie di fatto). In Svezia, così come avviene in Norvegia, i gay si possono anche sposare in chiesa, dopo il sì alla legge del Parlamento all&#8217;inizio del 2009. Dal novembre dello stesso anno, la chiesa luterana svedese si è infatti detta pronta a celebrare le unioni davanti all&#8217;altare, nonostante al suo interno si fossero levate voci contrarie alla decisione. Il Canada ha legalizzato questi matrimoni nel luglio 2005, aprendo le porte anche a cittadini residenti all&#8217;estero (il 10 agosto, toccherà a due cittadini italiani di Milano e Torino convolare a nozze).</p>
<p>In Portogallo, l&#8217;ok ai matrimoni arriva lo scorso mese di maggio, con la firma del presidente portoghese Anibal Cavaco Silva, cattolico praticante. A differenza di quanto avviene in Spagna, in questo Paese non sono ancora consentite le adozioni. In Islanda, la legge che consente di celebrare matrimoni omosessuali è stata inaugurata, lo scorso mese di giugno, dalla premier Johanna Sigurdardottir, che ha voluto sposare la sua compagna storica, Jonina Leosdottir, con la quale si era già unita civilmente nel 2002. Il Sudafrica è l&#8217;unico stato africano ad aver legalizzato dal novembre 2006 le unioni civili tra omosessuali. La cerimonia religiosa è opzionale, anche se le diverse Chiese possono rifiutarsi di celebrare queste unioni, mentre il rito civile è aperto a tutti. Qui le coppie gay possono adottare già dal 2002.</p>
<p>Oltre a questi dieci Paesi, ricorda Arcigay, ve ne sono altri 17 che riconoscono pari (o alcuni) diritti alle coppie, indipendentemente dal loro sesso. Si tratta di Austria (unioni civili dal gennaio 2010), Francia (i Pacs sono stati adottati nel 1999, per omosessuali ed eterosessuali), Danimarca (primo Paese al mondo ad autorizzare, nel 1989, il matrimonio civile o partenariato registrato tra omosessuali), Regno Unito (dal 2005, il &#8220;partenariato civile&#8221; tutela anche le coppie gay), Lussemburgo (in vigore dal 2004 la partnership registrata), Germania (qui è in vigore un &#8220;contratto di vita comune&#8221;), Svizzera (&#8220;partenariato registrato&#8221; dal 2005, esclusa l&#8217;adozione), Slovenia (una legge garantisce alle unioni civili diritti limitati nel campo delle relazioni di proprietà e dell&#8217;eredità), Ungheria (dal febbraio 2010 è possibile per le coppie omosessuali stipulare unioni civili, parificate a quelle eterosessuali), Repubblica Ceca, Finlandia, Andorra, Croazia (una legge adottata nel 2003 garantisce &#8220;reciproco sostegno&#8221; e diritto all&#8217;eredità), Irlanda (a luglio, il presidente irlandese Mary McAleese ha ratificato una legge, già approvata dal Parlamento, che istituisce le unioni civili), Colombia, Nuova Zelanda (la legge garantisce dal 2004 alle coppie omosessuali gli stessi diritti di quelle etero), Uruguay (il 17 aprile 2008 è stata celebrata la prima unione gay nell&#8217;aula di un tribunale di Montevideo).</p>
<p>Negli Stati Uniti la situazione, come dimostra anche la sentenza del giudice distrettuale in California 3, è soggetta a continui cambiamenti, su una materia oggetto di scontri molto accesi tra conservatori e chi, invece, è a favore delle unioni gay. In tutto, sono cinque gli Stati a riconoscere i matrimoni gay, oltre ad un distretto federale: Massachusetts (dal 2003, con un provvedimento della Corte Suprema che ha dichiarato discriminatorio, perciò incostituzionale ed illegale, escludere le coppie dello stesso sesso dal matrimonio), Connecticut (stessa decisione della Corte Suprema, nel 2008), Iowa (la Corte Suprema afferma all&#8217;unanimità l&#8217;esigenza costituzionale di riconoscere questo tipo di unione), Vermont (dal settembre 2009), New Hampshire (dal gennaio 2010), Washington D. C. (legge firmata nel dicembre del 2009, primi matrimoni celebrati nel marzo del 2010). Il matrimonio viene anche riconosciuto da una tribù di indiani dell&#8217;Oregon. Infine, da citare anche il Brasile, dove le unioni tra persone dello stesso sesso sono riconosciute dal 2004.</p>
<p>L&#8217;Italia, come è noto, non ha alcuna legge di tutela per le unioni gay. &#8220;Siamo, insieme alla Grecia, l&#8217;unica nazione a non riconoscere diritti alle coppie dello stesso sesso e rappresentiamo un&#8217;eccezione in Europa e tra i paesi avanzati&#8221;, osserva il presidente di Arcigay, Paolo Patanè. &#8220;La discriminazione che impedisce alle coppie omosessuali di accedere all&#8217;istituto del matrimonio &#8211; conclude &#8211; è tanto inaccettabile quanto assurda per uno stato di diritto che ha tra i suoi valori fondati l&#8217;uguaglianza e la libertà dei suoi cittadini. La Corte Costituzionale italiana ha recentemente affermato lo stesso concetto, impegnando il parlamento ad affrontare e risolvere le discriminazioni che affliggono le omosessuali&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/esteri/2010/08/06/news/matrimoni_gay_mondo-6096193/index.html?ref=search" target="_blank">Link al pezzo originale su Repubblica.it</a></p>
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		<title>Paul Smith, giro del mondo gratis con Twitter.</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Aug 2010 18:51:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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<p>Paul Smith, 34 anni, partorisce l&#8217;idea di questa esperienza tra gli scaffali di un supermarket, pochi giorni dopo essere rientrato dalla luna di miele a New York. Siamo agli inizi del 2009. Un po&#8217; per sfida, ma anche perché si è stancato del grigio clima inglese, Paul decide di organizzare un viaggio verso il punto più lontano possibile dalla sua casa, identificato usando Google Maps: l&#8217;isola Campbell, al largo della Nuova Zelanda. Per rendere il tutto ancora più stimolante, si prefigge di raccogliere fondi per un&#8217;associazione il cui obiettivo è quello di portare acqua potabile nei Paesi in via di sviluppo.</p>
<p>Prima di partire stabilisce di raccogliere almeno tremila sterline. Le regole del viaggio sono cinque, e sono inviolabili, pena l&#8217;autosqualifica. Paul può soltanto accettare donazioni via Twitter, da parte di chi è nella sua lista di follower: se, ad esempio, una parente di un follower gli propone un biglietto, lui è obbligato a rifiutarlo. Vietata ogni pianificazione che vada oltre i tre giorni: le destinazioni vengono scelte sulla base delle offerte ricevute sul sito di microblogging. Paul è autorizzato a spendere soldi soltanto per cibo e bibite e per qualsiasi cosa possa trovare posto nella valigia: il resto deve necessariamente arrivare da Twitter. Di fronte ad un&#8217;offerta, il twitchhiker avrà 48 ore di tempo per decidere se accettarla o meno. L&#8217;ultima regola, quella forse più temuta: se dovesse rimanere fermo più di 48 ore nello stesso posto, la sfida si dovrà ritenere fallita, e Paul dovrà fare ritorno a casa.</p>
<p>Si inizia con la prima richiesta di aiuto, 28 giorni prima della partenza ufficiale, a marzo. Gli utenti di Twitter, però, sembrano non prestargli ancora molta attenzione. Nei primi giorni, così, Paul si scoraggia, perché nessuno si fa avanti. Tutto cambia quando Stephen Fry, comico e attore inglese (e, soprattutto, una Twitter-celebrità), rilancia il messaggio di Paul al suo milione e passa di follower. Da allora la strada è in discesa. Il via arriva grazie a Leanne, che gli offre un biglietto per un passaggio in nave da Newcastle ad Amsterdam. &#8220;Avevo con me solo due piccole valigie &#8211; ha raccontato Paul al Sun &#8211; una per il mio computer e un&#8217;altra per gli abiti&#8221;.</p>
<p>Le varie tappe vengono raccontate, ovviamente, su Twitter. Dalla capitale olandese, si raggiunge Parigi (merito di due utenti francesi), dove riesce a farsi ospitare in un ostello. E&#8217; poi la volta della Germania: da Saarbrücken riesce ad avere un passaggio in auto fino a Francoforte. Il difficile, però, deve ancora venire: attraversare l&#8217;Atlantico, ovviamente in aereo. L&#8217;offerta, in questo caso, arriva da Owen, che gli cede un biglietto aereo di sola andata, da Francoforte a New York, utilizzando le sue miglia premio.</p>
<p>Nella Grande Mela riesce a farsi ospitare in una stanza d&#8217;hotel dall&#8217;inglese Mark, che si trovava in America per festeggiare i suoi 30 anni. Gli Stati Uniti gli riservano molte sorprese, e gli permetteranno di prender parte ad una esclusiva festa di Hollywood. Da New York, Paul tocca città come Washington, Chicago, Austin e San Francisco, spostandosi in auto, treno e macchina. Prima di arrivare a Los Angeles, viene contattato dal direttore di un&#8217;agenzia di spettacolo, che gli mette a disposizione una stanza d&#8217;hotel, a West Hollywood, e lo invita ad una festa. &#8220;Era in corso la settimana della moda &#8211; ricorda Paul &#8211; e questa persona mi fece partecipare ad una festa con attrici come Liv Tyler, Eva Mendes e Jessica Alba. Anche se mi sentivo fuori luogo, mi feci coraggio e salutai la Tyler&#8221;.</p>
<p>Siamo arrivati al 23esimo giorno, e l&#8217;Air New Zealand decide di regalargli un volo per Auckland. Il merito è anche delle televisioni e dei giornali che stanno parlando della sua esperienza in giro per il mondo. La meta finale è vicinissima. Paul arriva fino a Stewart Island, e qui spera di trovare qualcuno che lo porti all&#8217;Isola Campbell. L&#8217;attesa, però, si rivelerà vana: i 30 giorni sono scaduti, e Paul deve fare rientro a casa. In suo aiuto arriva di nuovo l&#8217;Air New Zealand, che paga per il volo che lo riporterà dalla moglie e dai suoi figli gemelli. &#8220;Il mio scopo, in fondo, è stato raggiunto &#8211; spiega Paul &#8211; Non mi sento sconfitto per non essere arrivato all&#8217;Isola Campbell. La gente si è fatta in quattro per me e posso dire di non aver avuto neanche un&#8217;esperienza negativa&#8221;. La raccolta fondi è andata meglio del previsto: 6mila le sterline donate all&#8217;associazione &#8220;Charity: Water&#8221;. &#8220;Questa esperienza &#8211; conclude il twitchhiker, che oggi cura un sito in cui dispensa consigli di viaggio &#8211; dimostra quanto di buono ci sia al mondo&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2010/08/03/news/giro_del_mondo_con_twitter-6040018/" target="_blank">Link al pezzo su Repubblica.it</a></p>
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		<title>Vietti vicepresidente Csm, petizione Arcigay: &#8220;E&#8217; omofobo&#8221;.</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Aug 2010 11:23:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Oltre mille firme per dire “no” alla nomina di Michele Vietti alla carica di vice-presidente del Consiglio Superiore della Magistratura. Una petizione promossa alle associazioni che si battono per i diritti delle persone omosessuali, e che, in queste ore, sta circolando sui social network, facendo registrare un numero crescente di adesioni. A sottoscriverla non sono [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Oltre mille firme per dire “no” alla nomina di Michele Vietti alla carica di vice-presidente del Consiglio Superiore della Magistratura. Una petizione promossa alle associazioni che si battono per i diritti delle persone omosessuali, e che, in queste ore, sta circolando sui social network, facendo registrare un numero crescente di adesioni. A sottoscriverla non sono soltanto i militanti dei movimenti Glbt: scorrendo l’elenco dei firmatari si trovano esponenti della società civile e politica, studenti e docenti universitari, pensionati e imprenditori, operai e precari, avvocati e blogger. Tutti accomunati dalla convinzione che l’esponente dell’Udc non possegga “le necessarie caratteristiche istituzionali per rivestire il suddetto ruolo”. Tra questi, anche Paola Concia, deputata del Pd, che non ha votato per Vietti: “Spero che ora che è stato nominato vice-presidente, la smetta di avere posizioni ideologiche sulle tematiche Glbt”.</p>
<p>L’appello (<a href="http://www.arcigay.it/appellocsm">http://www.arcigay.it/appellocsm</a>), stilato da Arcigay, Rete Laica Bologna e da Franco Grillini, e sottoscritto dalle principali associazioni omosessuali italiane, è rivolto direttamente ai componenti del Csm. Quello che i movimenti non perdonano a Vietti, è l’essere stato “stato il primo firmatario della pregiudiziale di costituzionalità che ha affossato la legge Concia contro l’omofobia”. In quella pregiudiziale, spiega l’appello, “l’orientamento sessuale veniva esplicitamente confuso con pratiche sessuali quali l’incesto, la pedofilia, la zoofilia, il sadismo, la necrofilia e il masochismo. In base a tale illegittimo accostamento, l’introduzione di un’aggravante per i reati motivati dall’orientamento sessuale della vittima avrebbe significato, secondo Vietti, dare il via libera ad una protezione speciale delle suddette pratiche (incesto, pedofilia, ecc.)”.</p>
<p>“A qualunque persona, anche priva di nozioni giuridiche, non sfugge la falsità e l’offensività verso milioni di cittadini italiani di questa posizione. Essere omosessuali è una condizione personale; commettere un abuso sessuale su un minore è un crimine giustamente punito dalla legge”, sottolinea ancora il documento. E non è la sola occasione in cui Vietti ha suscitato lo sdegno dei gay italiani: “S’è dimostrato incapace di rispettare il diritto di manifestazione sancito dalla Carta Costituzionale, laddove ha espresso una totale contrarietà a che si tenesse il corteo nazionale dell’orgoglio Lgbt nella città di Torino, nel 2006”. L’anno dopo, ricorda Paolo Patanè, presidente di Arcigay, presentò una mozione contro i Pacs e a sostegno della “famiglia naturale”.</p>
<p>Il giudizio critico nei confronti della sua nomina, comunque, ha origine anche nella sua attività politica in materia di Giustizia. “Noi vogliamo evidenziare l’assenza complessiva di credibilità di questo personaggio”, osserva Patané, “anche al di là delle sue posizioni sul tema dei diritti dei gay”. “E’ uno dei padri della depenalizzazione del falso in bilancio, legge grazie alla quale il premier ha evitato una condanna per i processi ‘All Iberian’ e ‘Consolidato Fininvest’, in quanto ‘il fatto non costituisce più reato’ – denuncia la petizione on-line &#8211; E’ stato altresì il promotore del ripristino dell’immunità parlamentare, nel giorno in cui Marcello Dell’Utri veniva condannato a 9 anni per concorso esterno in associazione mafiosa. E’ l’ideatore del legittimo impedimento, norma che blocca i processi per il Presidente del Consiglio dei Ministri e per i Ministri tutti”. Infine, viene evidenziata l’assenza di laicità nel suo profilo politico e la sua connivenza con le “pretese egemoniche di uno stato estero, la Città del Vaticano. A più riprese s’è fatto portavoce della contrarietà della Chiesa Cattolica verso il riconoscimento delle unioni omosessuali”.</p>
<p>Per Patanè, la sua nomina, è “un’offesa a migliaia di persone lesbiche gay e transessuali, e una pericolosa ferita alla laicità delle istituzioni”.</p>
<p>“Ora che Vietti è vice-presidente – dice la Concia, relatrice della legge contro l’omofobia affossata dalla pregiudiziale di costituzionalità – mi auguro che studi di più. Quella pregiudiziale era il frutto di un atteggiamento ideologico, ed era priva di qualsiasi fondamento. Spero che, dato il suo nuovo ruolo, diventi più equilibrato”.</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/politica/2010/08/02/news/vietti_nemico_dei_gay-6014559/?ref=HREC1-1" target="_blank">Link al pezzo originale su Repubblica.it</a></p>
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		<title>Auto blu, al Senato sono 21.</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 14:49:34 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Anche la Presidenza del Senato della Repubblica ha trasmesso questa mattina al Ministro per la Pubblica amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta una nota dettagliata sul numero e sui costi complessivi di tutte autovetture attualmente a sua disposizione. Nella sua autonomia di organo costituzionale, Palazzo Madama ha quindi deciso di rispondere alla richiesta di informazioni nell’ambito [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche la Presidenza del Senato della Repubblica ha trasmesso questa mattina al Ministro per la Pubblica amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta una nota dettagliata sul numero e sui costi complessivi di tutte autovetture attualmente a sua disposizione. Nella sua autonomia di organo costituzionale, Palazzo Madama ha quindi deciso di rispondere alla richiesta di informazioni nell’ambito del primo monitoraggio sul parco auto di tutte le Pubbliche amministrazioni.</p>
<p>Per le proprie funzioni istituzionali e di rappresentanza, il Senato dispone attualmente di un parco macchine composto <strong>da 21 autovetture</strong>, di cui alcune blindate per evidenti ragioni di sicurezza. Possono usufruirne complessivamente circa 50 utenti: il Presidente del Senato e i senatori membri del Consiglio di Presidenza (Vice Presidenti, Questori e Senatori segretari) nonché i Presidenti di Commissioni e Giunte, gli ex Presidenti del Senato, il Segretario generale e i Vice Segretari generali. Le vetture, ove disponibili, sono utilizzate anche per esigenze di servizio dell’Amministrazione. Alla loro guida sono assegnati 22 autisti, tutti dipendenti di Palazzo Madama. Allo scopo di sopperire a eventuali momenti di sovraccarico senza però dover aumentare le dotazioni dell’autoparco, viene utilizzato saltuariamente anche un servizio di autonoleggio con conducente per le esigenze dei Senatori segretari e dei Presidenti di Commissioni e Giunte. L’Amministrazione dispone inoltre di 8 automezzi destinati a compiti speciali (mezzi per trasporto di plichi e corrispondenza, furgoni e un’autoambulanza).</p>
<p>La nota della Presidenza del Senato sottolinea come la situazione descritta rispecchi sostanzialmente anche quella degli anni precedenti. Tutti i veicoli sono acquisiti con contratto di <strong>noleggio a lungo termine</strong>, ove possibile mediante convenzioni Consip. Fanno eccezione l’autoambulanza e due vecchie vetture di rappresentanza che sono di proprietà dell’Amministrazione.</p>
<p>La spesa complessivamente sostenuta per l’intero parco macchine (comprensiva di spese di noleggio a lungo termine, manutenzione, acquisto carburanti e pedaggi autostradali) è stata di 475.000 euro nel 2008, di 550.000 nel 2009 e di <strong>374.000 euro dal 1 gennaio 2010 a oggi</strong>. A tali costi devono sommarsi quelli del servizio di autonoleggio con conducente: 39.000 euro nel 2008, 57.000 euro nel 2009 e <strong>23.000 euro dal 1 gennaio 2010 a oggi.</strong></p>
<p>La percorrenza complessiva delle autovetture è stata di circa 380.000 km nel 2008, di circa 290.000 km nel 2009 e di circa 146.000 km nel periodo gennaio-luglio 2010.</p>
<p><em>(Fonte: Comunicato stampa Ministro per la Pubblica Amministrazione e l&#8217;Innovazione).</em></p>
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		<title>Auto blu, alla Camera dei Deputati sono 20.</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jul 2010 11:46:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>
		<category><![CDATA[Notiziando]]></category>

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		<description><![CDATA[La Presidenza della Camera dei deputati ha trasmesso questa mattina al Ministro per la Pubblica amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta una nota dettagliata sul numero e sui costi complessivi di tutte autovetture attualmente a sua disposizione. Il parco macchine di Montecitorio è attualmente composto da 20 vetture, di cui 2 blindate. Il numero delle autovetture [...]


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</ol>

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			<content:encoded><![CDATA[<p>La Presidenza della Camera dei deputati ha trasmesso questa mattina al Ministro per la Pubblica amministrazione e l’Innovazione Renato Brunetta una nota dettagliata sul numero e sui costi complessivi di tutte autovetture attualmente a sua disposizione. Il parco macchine di Montecitorio è attualmente composto da <strong>20 vetture, di cui 2 blindate</strong>. Il numero delle autovetture in dotazione è in diminuzione sia rispetto al 2008 (22) sia rispetto al 2009 (21). Tali vetture sono destinate prioritariamente ai servizi di trasporto per i parlamentari aventi titolo e possono essere utilizzate altresì per le esigenze dell’Amministrazione (a tale riguardo va precisato che, con la sola eccezione del Segretario generale, a nessun dirigente dell’Amministrazione è riservato l’uso dell’autovettura di servizio). Esse sono acquisite attraverso contratti di noleggio a lungo termine in cui il canone &#8211; oltre al noleggio delle autovetture &#8211; comprende altre voci: manutenzione ordinaria e straordinaria delle stesse, assicurazione RCA, furto e incendio e Kasko, traino e soccorso stradale, gestione sinistri, assolvimento tassa di possesso e vettura sostitutiva in caso di fermo.</p>
<p>In applicazione delle disposizioni approvate dai competenti organi di direzione politica, al Presidente della Camera è riservato l’uso della autovettura di servizio. Il diritto a utilizzare le medesime autovetture spetta per esigenze di servizio ai deputati titolari di incarichi istituzionali. Nessuno degli aventi diritto dispone pertanto di un’autovettura dedicata a tempo pieno e in esclusiva. Complessivamente, hanno diritto attualmente a utilizzare l’autovettura della Camera dei deputati 63 parlamentari: si tratta dei componenti dell’Ufficio di Presidenza; dei Presidenti delle Commissioni, dei Comitati e delle Giunte nonché degli organi di giurisdizione interna e delle delegazioni parlamentari presso assemblee parlamentari di organizzazioni internazionali; dei deputati già Presidenti della Camera in precedenti legislature (attualmente nessuno di questi utilizza la autovettura di servizio); dei Presidenti dei Gruppi parlamentari e delle componenti politiche del Gruppo misto.</p>
<p>Gli autisti del Reparto autorimessa di Montecitorio sono attualmente 28: entro la fine del 2010 tale numero, anche per effetto dei pensionamenti, è destinato a scendere fino alle 25 unità.</p>
<p>Le spese relative alle attività di gestione dell’autorimessa (comprensive di quelle di carburante) sono state di 474.909,90 euro nel 2008, di 375.177,79 euro nel 2009 e di <strong>130.542,00 euro dal 1 gennaio al 30 aprile 2010.</strong></p>
<p>Allo scopo di garantire il servizio in situazioni di sovraccarico della richiesta, <strong>il servizio interno è integrato con il ricorso all’autonoleggio con conducente</strong>. A tal fine la Camera dei deputati ha stipulato appositi contratti che, senza individuare minimi garantiti a favore delle ditte, fissano le tariffe per le singole tipologie di servizi e stabiliscono precisi requisiti di qualità. Il costo medio di ciascun servizio è attualmente pari a 49,69 euro, in riduzione rispetto al 2008. Le spese relative ai servizi erogati tramite il ricorso ai contratti di noleggio con conducente sono state di 94.538,12 euro nel 2008, di 171.708,68 euro nel 2009 e di <strong>58.834,17 euro dal 1 gennaio al 30 aprile 2010.</strong></p>
<p><em>(Fonte: Comunicato stampa Ministero per la Pubblica Amministrazione e l&#8217;Innovazione)</em></p>
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		<title>Wikileaks, svelati i segreti italiani sull&#8217;Afghanistan.</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 20:24:06 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Repubblica.it]]></category>

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		<description><![CDATA[Sì a rinforzi militari e all&#8217;invio di altri mezzi italiani in Afghanistan, ma a patto che l&#8217;argomento non venga trattato pubblicamente. E&#8217; una delle condizioni poste dall&#8217;Italia all&#8217;invio di altre forze in questo terreno di guerra. E&#8217; il maggio del 2007, e il particolare, fino a ieri segreto, viene svelato da Wikileaks, responsabile di quella [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Sì a rinforzi militari e all&#8217;invio di altri mezzi italiani in Afghanistan, ma a patto che l&#8217;argomento non venga trattato pubblicamente. E&#8217; una delle condizioni poste dall&#8217;Italia all&#8217;invio di altre forze in questo terreno di guerra. E&#8217; il maggio del 2007, e il particolare, fino a ieri segreto, viene svelato da Wikileaks, responsabile di quella che in molti hanno definito la più grande fuga di notizie della storia militare americana. Tra gli oltre 90mila rapporti riservati, la cui divulgazione, secondo il presidente Obama, mette a rischio la sicurezza nazionale americana, ce ne sono molti che riguardano anche l&#8217;Italia. Si tratta di centinaia di documenti, molti dei quali si riferiscono ad incidenti, scontri a fuoco, attentati, ritrovamenti di mine, operazioni di propaganda. In alcuni, vengono anche svelati alcuni nostri segreti militari, oltre che delicate situazioni di equilibri politici internazionali. Il caso più noto, ad oggi, è quello relativo al dossier su Daniele Mastrogiacomo, il giornalista de La Repubblica sequestrato nel marzo 2007.</p>
<p>Di rinforzi militari, in Afghanistan, si parla in un rapporto del 30 e 31 maggio 2007 classificato come &#8220;riservato&#8221;, e contraddistinto dall&#8217;acronimo Noforn: non può essere comunicato a governi e persone non americane. La fonte delle informazioni è l&#8217;ambasciata americana a Roma, che preannuncia rinforzi alla International Security Assistance Force (ISAF), la missione di supporto al governo dell&#8217;Afghanistan che opera sulla base di una risoluzione dell&#8217;Onu e di cui fa anche parte il nostro Paese. Il titolo spiega la riservatezza del documento: &#8220;Afghanistan: L&#8217;Italia pianifica altri contributi all&#8217;Isaf. Bisogna lavorare con discrezione, ad un livello tecnico&#8221;.</p>
<p>A preannunciare l&#8217;invio di altri mezzi, nel corso di due incontri, sono Gianni Bardini (dal 2005 è capo dell&#8217;ufficio responsabile per le problematiche di sicurezza e le questioni NATO della Direzione Generale Affari Politici Multilaterali e Diritti Umani) e un altro diplomatico italiano, Achille Amerio. I due fanno sapere che l&#8217;Italia sta già aumentando, in maniera discreta, &#8220;le capacità militari in Afghanistan&#8221; e preannunciano che pochi giorni dopo, durante un incontro di ministri della difesa presso la Nato, a Bruxelles, il nostro paese potrà annunciare ulteriori contributi. Viene anche specificato che &#8220;le leggi italiane rendono difficile la donazione di equipaggiamenti militari&#8221;. Ma, nonostante ciò, &#8220;Bardini ha fatto sapere che l&#8217;Italia avrebbe cercato un modo&#8221;. Infine, un particolare che testimonia l&#8217;attenzione del governo (il presidente del consiglio è Romano Prodi) sul tema rinforzi: &#8220;Vista la sensibilità politica dell&#8217;Italia sulla missione Isaf, sia Bardini che Amerio hanno sottolineato il fatto che la discussione di altri contributi italiani non dovrebbe essere resa pubblica, ma dovrebbe essere mantenuta a livello di canali tecnici&#8221;.</p>
<p>Dell&#8217;allora presidente del Consiglio Prodi, si parla anche in un rapporto datato 9 aprile 2007, relativo ad una conversazione tra il vice segretario di Stato americano John Negroponte e l&#8217;ambasciatore italiano a Washington, Giovanni Castellaneta. &#8220;L&#8217;ambasciatore ha detto che la mancanza di un incontro tra Bush e Prodi &#8211; si legge &#8211; sta diventando un problema politico, a Roma, perché è passato un anno dall&#8217;elezione di Prodi&#8221;. L&#8217;Italia, secondo il documento, si sarebbe detta disponibile a far svolgere l&#8217;incontro indifferentemente a Washington o a Roma. Massima flessibilità viene garantita sulla tempistica. Il rappresentante Usa, da parte sua, solleva alcune criticità in merito al caso di Mario Lozano, accusato di aver ucciso volontariamente, il 4 marzo 2005 a Baghdad, il funzionario del Sismi Nicola Calipari subito dopo la liberazione dell&#8217;inviata del &#8216;Manifestò Giuliana Sgrena. Per l&#8217;America, il processo a Lozano è &#8220;molto problematico&#8221;: bisognava far sì che il governo italiano risolvesse la questione, facendo capire al tribunale che &#8220;le azioni sul campo di guerra esulano dalle sue competenze&#8221;. Gli americani premono per una soluzione rapida. Bisogna assolutamente evitare &#8220;l&#8217;ipotesi di un processo in contumacia&#8221;, che &#8220;manderebbe un messaggio orribile&#8221;. Castellaneta, da parte sua, replica evidenziando che &#8220;i crimini commessi all&#8217;estero rientrano nella giurisdizione del tribunale di Roma&#8221;. Il diplomatico italiano, infine &#8220;esprime poche speranze sulla possibilità che il governo italiano possa rallentare o interrompere il processo&#8221;, ma propone una visita del ministro dell&#8217;Interno, Giuliano Amato, a Washington. In ogni caso, promette di far arrivare il messaggio degli americani al ministro degli esteri, Massimo D&#8217;Alema.</p>
<p>In tempi più recenti, è il dicembre 2009, si trova notizia di un passaggio di un prigioniero, dalle mani degli americani a quelle italiane. Il rapporto parla di &#8220;trasferimento di un detenuto&#8221;, avvenuto il 20 dicembre scorso nella base aerea americana di Bagram, in Afghanistan (qui si trova un centro di detenzione già al centro di polemiche per i trattamenti subiti dai detenuti). A essere trasferito è il prigioniero ISN 1455 (Isn sta per Internment Serial Number, codice univoco usato dal Dipartimento della difesa Usa). La persona, di origini pakistane, è stata caricata su un aereo C-130, per &#8220;essere trasferita al governo italiano&#8221;. &#8220;Non ci sono stati problemi nel trasferire la custodia di questo detenuto&#8221;, conclude il rapporto riservato. Sul perché di questo trasferimento, si cita un ordine contraddistinto da una sequenza alfanumerica.</p>
<p>Non mancano gli incidenti sul campo, come quello che ha visto per protagonisti i soldati italiani, il 7 luglio del 2008. Nel testo pubblicato on-line viene spiegato che &#8220;un ufficiale italiano ha sparato ad un ufficiale dei servizi segreti afghani NDS&#8221;. Gli italiani si stavano muovendo su tre mezzi: mentre uno è riuscito a fuggire, gli altri due sono stati arrestati dagli stessi servizi locali. Alla fine, però, &#8220;tutti gli italiani sono stati rilasciati&#8221;. Il bilancio è di un ferito afghano.<br />
 </p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/esteri/2010/07/28/news/afghanistan_soldati_italiani-5898227/" target="_blank">Link al pezzo pubblicato su </a>Repubblica.it</p>
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		<title>Un amico adesso si affitta sul web, ecco Rent a Friend.</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Jul 2010 20:13:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Dalla serata al cinema allo shopping in centro, fino alla visita al museo o all&#8217;aperitivo. Sono versatili ma non proprio disinteressati visto che hanno una loro tariffa oraria, neanche troppo economica: i nuovi amici in affitto, pronti a farvi compagnia, si possono selezionare su un catalogo online. E&#8217; l&#8217;idea che sta alla base del sito [...]


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<p>La ricerca di una persona con cui passare del tempo libero è molto semplice: basta digitare il codice di avviamento postale, selezionare il sesso ideale dell&#8217;amico di turno, e premere invio. Per adesso, la ricerca è limitata agli Stati Uniti e al Canada, anche se si accettano già iscrizioni da tutto il mondo, inclusa l&#8217;Italia. Le schede delle singole persone contengono ovviamente una foto, i dati anagrafici, e una descrizione caratteriale, oltre ovviamente alle attività preferite. Gli amici indicano se vogliono trascorrere del tempo con un uomo, con una donna, o indifferentemente con entrambi i sessi. Nessuno può offrire o cercare sesso, almeno non in maniera esplicita: chi dovesse contravvenire a questo punto fermo della community, sarà subito espulso. Perché a molte persone convenga offrire il proprio tempo ai gestori di Rent a Friend è presto spiegato nella sezione &#8220;fatti pagare per fare l&#8217;amico&#8221;, dove si lancia un &#8220;recruiting&#8221; a livello mondiale. E dove si svelano i vantaggi di questo genere di attività. &#8220;Potete guadagnare fino a 50 dollari l&#8217;ora e in più avrete cene e concerti gratis. Diventa il capo di te stesso. Decidi tu quanto farti pagare e quando lavorare&#8221;, si legge nel sito, che parte da questo assunto: &#8220;Nel mondo ci sono milioni di persone in cerca di amici, pronte a pagare&#8221;. Viene anche presentato uno schema di stipendio-tipo. Nel caso si decida di lavorare part-time, tre giorni a settimana, ad una tariffa oraria di 20 dollari, se ne guadagnano 480 a settimana. Se l&#8217;impegno sale a 5 giorni a settimana, sempre a 20 dollari l&#8217;ora, si possono intascare 800 dollari settimanali. Garanzie vengono fornite anche sull&#8217;assenza di sesso: &#8220;Non ci sarà alcun contatto fisico durante i vostri incontri con altri soci. Voi dovrete soltanto offrire la vostra amicizia&#8221;.</p>
<p>Un servizio analogo viene offerto anche da Rent a local Friend, un&#8217;iniziativa lanciata da una giornalista portoghese, e disponibile anche in Italia, a Roma e Milano. In questo caso, però, è predominante la vocazione turistica: il target è rappresentato dai viaggiatori solitari, cui viene offerta la possibilità di affittare un amico che faccia da guida turistica nella località di turno. Anche in Giappone, le agenzie che mettono a disposizioni amici in affitto sono molto diffuse: negli ultimi otto anni, sono raddoppiate. Se ne contano dieci. La più diffusa, la Office Agent, offre ai propri clienti un catalogo di mille persone.</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2010/07/22/news/sito_affitto_amici-5676379/" target="_blank">Link al pezzo pubblicato </a>su Repubblica.it</p>
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		<title>Donazione sangue gay, interviene il ministro Fazio.</title>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 13:17:29 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Notiziando]]></category>

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		<description><![CDATA[Una settimana dopo l&#8217;articolo-denuncia di Repubblica, sul rifiuto dell&#8217;ospedale Gaetano Pini di accettare una donazione di sangue da un gay (pezzo oggi &#8220;clonato&#8221; dal sito Corriere della Sera, che ha riproposto la stessa notizia), interviene il ministro della Salute Fazio. Un intervento che, in realtà, dice poco. Una semplice richiesta di chiarimenti al Consiglio Superiore [...]


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<p><em>Il ministro della Salute Prof. Ferruccio Fazio in merito a notizie relative all&#8217;esclusione dalla donazione di sangue di persone dichiaratamente omosessuali che si è verificata presso il Policlinico di Milano ha posto un quesito al Consiglio Superiore di Sanità per chiarire gli ambiti interpretativi delle norme europee e nazionali in merito ai &#8220;comportamenti a rischio&#8221; che possono determinare l&#8217;esclusione permanente o temporanea dalla donazione del sangue. </em></p>
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		<title>Indymedia Roma chiude per ferie: &#8220;Scarsa partecipazione&#8221;.</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Jul 2010 19:22:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Una chiusura per ferie, dettata, più che dalla voglia di vacanze, dall&#8217;assenza di partecipazione degli internauti. Per questo, la sezione romana di Indymedia, ha deciso di chiudere i battenti, a partire dal 31 luglio. La notizia viene comunicata dagli stessi amministratori, sulle pagine del network di informazione antagonista. &#8220;Da alcuni mesi Indymedia Roma &#8211; spiegano [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Una chiusura per ferie, dettata, più che dalla voglia di vacanze, dall&#8217;assenza di partecipazione degli internauti. Per questo, la sezione romana di Indymedia, ha deciso di chiudere i battenti, a partire dal 31 luglio. La notizia viene comunicata dagli stessi amministratori, sulle pagine del network di informazione antagonista. &#8220;Da alcuni mesi Indymedia Roma &#8211; spiegano &#8211; soffre di una mancanza di partecipazione che ha determinato la decisione di chiudere la possibilità di pubblicazione durante l&#8217;estate. La crisi non è solo una questione di amministrazione e di mancanza di admin: pensiamo che la scarsa partecipazione su Indymedia sia in questo momento lo specchio del movimento, che attualmente, si trova frammentato su più livelli. Abbiamo ritenuto opportuno chiudere durante l&#8217;estate per lasciare la possibilità di ripensare il progetto in Settembre/Ottobre. Dal 31 luglio non sarà più possibile pubblicare nuovi articoli o commentare quelli esistenti&#8221;. Nello stesso post, c&#8217;è anche una critica verso quanti, spesso, copiano e incollano in maniera acritica, pezzi raccolti sul web: &#8220;Riteniamo che la presenza costante di numerosissime agenzie nel newswire non sia il modo ottimale di utilizzare lo strumento. Indymedia reclama una autoassunzione di responsabilità: le notizie non vanno copia-incollate, ma andrebbero pensate e autogestite, così come si fa per tutte le lotte. In questo momento di grave attacco all&#8217;informazione, ripensare come riprendere in mano la comunicazione non può che avere un forte impatto sociale, per questo invitiamo tutte e tutti, durante questi mesi di pausa, a ripensare come sia possibile, in un momento in cui l&#8217;open publishing e l&#8217;ipertrofia delle notizie sono onnipresenti, ritornare a fare informazione indipendente&#8221;. Alcuni commentatori, però, non sono d&#8217;accordo con la decisione. &#8220;E&#8217; questo il movimento romano.. tempo de infradito e tutti ar mare&#8221;, scrive un utente anonimo. Un altro osserva: &#8220;Se non ve la sentite più lasciate il posto ad altri che hanno forse più voglia di fare che non voi, il problema non sussiste affatto&#8221;.</p>
<p>Pubblicata su Omniroma.</p>
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		<title>Fabri Fibra canta: &#8220;Marco Mengoni è gay&#8221;. Ed è guerra tra cantanti.</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Jul 2010 20:57:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Fabri Fibra e Marco Mengoni in guerra, per colpa di un &#8220;outing musicale&#8221;. Il primo, infatti, lo chiama in causa, nella canzone &#8220;Non ditelo&#8221;, arrivando a scrivere: &#8220;Secondo me Mengoni è gay ma non può dirlo&#8221;. E il vincitore di XFactor 3, tramite il suo profilo Facebook, fa sapere: &#8220;Quello che è successo oggi non [...]


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<p><a href="http://www.repubblica.it/persone/2010/07/21/foto/fabri_fibra-mengoni_guerra_sul_web-5741767/1/?ref=HRESS-3" target="_blank">Link al pezzo su Repubblica.it</a></p>
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		<title>Gaetano Pini, Leoluca Orlando: &#8220;Sbagliato escludere gay da donazioni&#8221;.</title>
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		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 16:28:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[ E&#8217; &#8220;sbagliato e discriminatorio&#8221; escludere una persona dalla donazione del sangue soltanto per via del suo orientamento sessuale. Per questo, Leoluca Orlando, presidente della commissione parlamentare sugli errori sanitari e i disavanzi sanitari regionali 1, ha deciso di intervenire nella vicenda, denunciata da Repubblica.it, del ragazzo omosessuale respinto dal Gaetano Pini 2. &#8220;Domani scriverò all&#8217;assessore [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p> E&#8217; &#8220;sbagliato e discriminatorio&#8221; escludere una persona dalla donazione del sangue soltanto per via del suo orientamento sessuale. Per questo, Leoluca Orlando, presidente della commissione parlamentare sugli errori sanitari e i disavanzi sanitari regionali 1, ha deciso di intervenire nella vicenda, denunciata da Repubblica.it, del ragazzo omosessuale respinto dal Gaetano Pini 2. &#8220;Domani scriverò all&#8217;assessore alla Sanità della Regione Lombardia, Luciano Bresciani, e gli chiederò una relazione dettagliata&#8221;, spiega Orlando. Soddisfatta Paola Concia, deputata del Pd, che, insieme all&#8217;ex ministro della Salute, Livia Turco, ha preannunciato un&#8217;interrogazione parlamentare: &#8220;Più parlamentari ci sono a condurre questa battaglia e meglio è&#8221;, osserva Concia.</p>
<p>Gabriele donava da otto anni il sangue nel nosocomio milanese. Dallo scorso mese di aprile, però, il servizio trasfusionale del Gaetano Pini si è integrato con quello del Policlinico, che da anni non accetta il sangue di persone di sesso maschile che abbiano avuto rapporti sessuali con altri uomini. Da qui l&#8217;impossibilità per Gabriele di continuare a donare il sangue, e la decisione di rivolgersi a un&#8217;altra struttura.</p>
<p>Per Leoluca Orlando si tratta di una vicenda sulla quale occorre fare piena luce: &#8220;L&#8217;orientamento sessuale non è a priori un motivo di esclusione dalla donazione di sangue. Per questo vogliamo avere chiarimenti dall&#8217;assessore Bresciani in merito ad una decisione che lede il principio di non discriminazione previsto dalla Costituzione italiana, dal diritto europeo e da quello internazionale&#8221;. Per Orlando, inoltre, nelle strutture ospedaliere pubbliche e convenzionate italiane bisogna garantire non soltanto i cosiddetti LEA (i livelli essenziali di assistenza), ma anche i &#8220;livelli essenziali di civiltà&#8221;. &#8220;E&#8217; sbagliato concentrarsi su delle categorie a rischio, ma bisogna in realtà concentrarsi sui comportamenti a rischio, che non riguardano solo le persone omosessuali, ma anche quelle eterosessuali &#8211; dice Orlando &#8211; Credo che la decisione del Gaetano Pini sia scientificamente immotivata e discriminatoria, e non garantisce l&#8217;utilizzatore di quel sangue. I sistemi di verifica sulla qualità del sangue sono così precisi da permettere dei controlli molto accurati. Quindi, non riesco a capire perché un certo tipo di sangue debba essere ritenuto inaccettabile in via pregiudiziale&#8221;. Orlando si metterà in contatto domani stesso con l&#8217;assessore competente, e, successivamente, sottoporrà la sua relazione all&#8217;attenzione della commissione parlamentare.</p>
<p>Paola Concia, da parte sua, presenterà domani mattina un&#8217;interrogazione urgente al ministro della Salute, per chiedergli di prendere posizione sul tema, anche sotto forma di una direttiva nazionale. &#8220;E se qualcuno dovesse dire che le Regioni sono autonome in materia sanitaria, io dico che questo è un modo per lavarsene le mani. Serve una presa di posizione chiara e non discriminatoria&#8221;, osserva la parlamentare che rivolge un appello anche ai &#8220;colleghi parlamentari del centrodestra&#8221;: &#8220;Non ho letto, da parte loro, alcuna dichiarazione. Ora vorrei che si esprimessero&#8221;.</p>
<p>Dopo la denuncia da parte di Gabriele, il direttore generale del Gaetano Pini, Amedeo Tropiano, aveva confermato che il suo ospedale &#8220;aderisce al protocollo per la medicina trasfusionale della Città di Milano, di cui è capofila il Policlinico&#8221;. Il Policinico, inoltre, aveva difeso il suo protocollo, sostenendo che &#8220;recentemente l&#8217;Fda (Food and Drug Administration) ha riconfermato l&#8217;esclusione dalla donazione di sangue di uomini che abbiano avuto un rapporto omosessuale anche solo una volta nella vita&#8221;. La disomogeneità delle indicazioni tra i diversi ospedali milanesi, però, ha spinto Tropiano a convocare una riunione dei diversi dipartimenti trasfusionali per la prossima settimana, in modo da stabilire una linea di condotta comune a tutti: &#8220;Ho già parlato con il mio direttore sanitario &#8211; ha detto Tropiano &#8211; e da lunedì ci attiveremo per convocare questo incontro&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2010/07/18/news/donatori_gay_commissione-5662482/?ref=HREC2-1" target="_blank">Link al pezzo su Repubblica.it</a></p>
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		<pubDate>Sun, 18 Jul 2010 13:37:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Dopo la notizia del rifiuto, da parte dell&#8217;ospedale Gaetano Pini, di ricevere il sangue da un donatore gay, oggi l&#8217;intervento della commissione parlamentare competente.</em></p>
<p>&#8220;L&#8217;orientamento sessuale non è a priori un motivo di esclusione dalla donazione di sangue&#8221;. Lo ha affermato oggi in una nota Leoluca Orlando, presidente della Commissione sugli errori sanitari e i disavanzi sanitari regionali, in merito al divieto fatto ad un giovane omosessuale di donare sangue per trasfusioni all&#8217;ospedale Gaetano Pini di Milano. La Commissione, si legge nella nota &#8220;invierà una richiesta di relazione all&#8217;assessore alla Sanità della Regione Lombardia, Luciano Bresciani&#8221;. La Commissione ricorda quindi che &#8220;al giovane in questione, che da 8 anni donava regolarmente il sangue, è stata impedito l&#8217;ennesimo prelievo, perchè gay&#8221;. &#8220;L&#8217;orientamento sessuale &#8211; sottolinea quindi il presidente Orlando &#8211; non è a priori un motivo di esclusione dalla donazione di sangue. Per questo vogliamo avere chiarimenti, dall&#8217;assessore Bresciani, in merito ad una decisione che lede il principio di non discriminazione previsto dalla Costituzione italiana, dal diritto europeo e da quello internazionale&#8221;.</p>
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		<title>Il sito della Guzzanti e la manina dell&#8217;hacker.</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Jul 2010 14:26:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Web-bosità]]></category>
		<category><![CDATA[sabina guzzanti]]></category>

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		<description><![CDATA[Così si presenta su Google il sito di Sabina Guzzanti, i cui codici, evidentemente, sono stati &#8220;ritoccati&#8221; da qualche abile manina. Related posts:Ku Klux Klan Italia, il sito e le reazioni del mondo politico.  Il loro fine dichiarato è quello di dar vita ad... Related posts brought to you by Yet Another Related Posts Plugin.


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<p>Così si presenta su Google il sito di Sabina Guzzanti, i cui codici, evidentemente, sono stati &#8220;ritoccati&#8221; da qualche abile manina.</p>
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		<title>Bari/Insulti omofobi a ragazza etero, indaga la Digos.</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Jul 2010 12:11:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notiziando]]></category>
		<category><![CDATA[Osservatorio Stalking]]></category>

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		<description><![CDATA[In un Paese sempre più omofobo, capita anche che Chiara, una ragazza eterosessuale, si becchi degli insulti omofobi, presumibilmente dal suo ex. Nel giro di qualche settimana, il ragazzo ha preso di mira i muri di via Trento, imbrattandoli con insulti a carattere omofobico. Al secondo intervento di pulitura, Enrico Fusco, attivista di Arcigay, si [...]


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<p>In un Paese sempre più omofobo, capita anche che Chiara, una ragazza eterosessuale, si becchi degli insulti omofobi, presumibilmente dal suo ex. Nel giro di qualche settimana, il ragazzo ha preso di mira i muri di via Trento, imbrattandoli con insulti a carattere omofobico. Al secondo intervento di pulitura, Enrico Fusco, attivista di Arcigay, si è rivolto alla Digos, che ha aperto un&#8217;indagine. Non dovrebbe essere difficile arrivare a lui, più complicato coglierlo in flagranza di reato.</p>
<p>In questi casi, la cosa migliore è presentare una denuncia per stalking.</p>
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		<title>Sangue di un gay? Il Gaetano Pini non lo vuole.</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 22:56:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Repubblica.it]]></category>

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		<description><![CDATA[Tutto parte da Gabriele, blogger e, soprattutto, donatore di sangue. Aggiungo io: persona umana, che ha ancora la capacità di sentirsi offeso, come uomo, di fronte ad un&#8217;umiliazione cammuffata da protocollo scientifico. Da un suo post, e una successiva chiacchierata, nasce questo pezzo, scritto per Repubblica.it. Un caso &#8220;vecchio&#8221;, hanno osservato alcuni, già abituati ai [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Tutto parte da Gabriele, blogger e, soprattutto, donatore di sangue. Aggiungo io: persona umana, che ha ancora la capacità di sentirsi offeso, come uomo, di fronte ad un&#8217;umiliazione cammuffata da protocollo scientifico. Da un suo post, e una successiva chiacchierata, nasce questo pezzo, scritto per Repubblica.it. Un caso &#8220;vecchio&#8221;, hanno osservato alcuni, già abituati ai diktat medievali del Policlinico di Milano. Una cosa che, però, va cambiata. E non sono io a dirlo, ma chi, dati alla mano, sa che gli etero sono più a rischio, quando si tratta di contrarre il virus dell&#8217;hiv. Il problema centrale è la terminologia: bisogna escludere chi ha comportamenti a rischio, etero o gay che sia. Non c&#8217;entrano nulla le &#8220;categorie&#8221;. Speriamo che l&#8217;interrogazione parlamentare di Paola Concia (l&#8217;unica del Pd che, insieme a Livia Turco, ha detto qualcosa) possa servire a qualcosa. Sul web, la vicenda ha provocato molta indignazione. Spero non solo tra i gay.</em></p>
<p>Sotto l&#8217;articolo.</p>
<p>Il servizio trasfusionale del Gaetano Pini chiude ai gay, e si aggiunge alla lista di ospedali italiani che non accettano sangue da uomini dichiaratamente omosessuali. Un cambio di rotta, quello del nosocomio milanese, sperimentato sulla propria pelle da un ragazzo, donatore &#8220;storico&#8221; nella struttura, che ha denunciato la vicenda sul suo blog e su Facebook. &#8220;Arrabbiato, amareggiato, deluso e triste&#8221; si definisce oggi Gabriele, che da 8 anni donava regolarmente il sangue, tanto da entrare in una lista dei donatori che avrebbero dovuto ricevere un riconoscimento (avendo superato i 20 prelievi). Una vicenda sulla quale ha subito deciso di intervenire Paola Concia, deputata Pd, che presenterà un&#8217;interrogazione al ministro della Salute, nella quale riporterà una serie di statistiche che dimostrano chiaramente come non ci sia alcun fondamento scientifico a questa decisione del Gaetano Pini: &#8220;E&#8217; ora che le cose cambino&#8221;, dice la deputata. L&#8217;interrogazione sarà firmata anche da Livia Turco, ministro della Salute dal 2006 al 2008.</p>
<p>Il racconto che Gabriele fa, sul suo blog, è quello di una persona che si è sentita offesa e discriminata. &#8220;Stamattina sono andato a donare il sangue, come da otto anni a questa parte, come oltre venti donazioni già fatte. Le infermiere, gentili e simpatiche come sempre, mi danno da compilare il solito foglio con domande su eventuali contatti con sangue infetto, sulle abitudini sessuali, su viaggi all&#8217;estero, nell&#8217;attesa della visita con la dottoressa responsabile&#8221;. Tocca alla responsabile informare Gabriele delle nuove direttive: &#8220;Mi guarda dritto negli occhi ma è un po&#8217; titubante. &#8216;Gabriele è già da un po&#8217; che volevo parlarti ma non ho avuto occasione. Come sai ci siamo uniti al Policlinico, adesso dipendiamo da loro. Le direttive del Policlinico sono chiare, non possiamo accettare donatori omosessuali. Io non sono d&#8217;accordo, ma devo rispondere a dei superiori. Mi dispiace tantissimo. Io oggi non me la sento e non posso farti donare&#8221;. Gabriele ha una relazione stabile, e ha sempre dichiarato, negli 8 anni passati, di essere gay. &#8220;Non potevo credere alle mie orecchie &#8211; sottolinea il giovane &#8211; fino a ieri il mio sangue andava benissimo, anzi mi chiamavano pure a casa se magari facevo passare troppo tempo tra una donazione e l&#8217;altra, è andato bene per oltre venti volte e oggi non va più bene? Vi ho dato nove litri in otto anni e adesso non posso? E perché poi? Solo perché sono gay?&#8221;.</p>
<p>Una posizione che la responsabile del servizio, Elena Biffi, conferma via e-mail a un utente che le chiede lumi: &#8220;Dopo l&#8217;integrazione del nostro Servizio Trasfusionale con il Centro Trasfusionale della Fondazione Policlinico, avvenuta lo scorso aprile, abbiamo adottato i medesimi criteri di selezione dei donatori, che attualmente non ammettono alla donazione persone di sesso maschile che abbiano avuto rapporti sessuali con persone di sesso maschile&#8221;. Lo stesso Policlinico di Milano, negli anni passati, aveva risposto ad altri utenti che si erano lamentati di questa situazione, confermando &#8220;la validità dei suoi protocolli&#8221;.</p>
<p>Paola Concia reagisce con un misto di stupore e rabbia, e stenta a credere che, ancora oggi, ci siano ospedali pronti a chiudere le porte in faccia ai gay: &#8220;Questa è una violazione del principio di non discriminazione sancito dalla Costituzione. Sulla base dei dati scientifici ufficiali, siamo in grado di dire che non c&#8217;è alcun fondamento a questa direttiva dell&#8217;ospedale&#8221;. Tra le statistiche che saranno allegate all&#8217;interrogazione, una stima dell&#8217;Istituto Superiore di Sanità relativa al 2008: nel 44,4% dei casi, la trasmissione del virus è avvenuta con un rapporto eterosessuale; nel 23,7% dei casi, invece, c&#8217;è stato un rapporto omosessuale o bisessuale. Un trend che trova conferma anche nei dati dell&#8217;OMS, a livello mondiale. &#8220;In Italia &#8211; attacca la deputata lesbica &#8211; ci sono 9 milioni di italiani che vanno a prostitute. Loro posso donare il sangue e i gay no? Siamo cittadini come gli altri e devono piantarla di trattarci come persone di serie B. E&#8217; ora di farla finita. Se è vero che le Regioni hanno una loro autonomia, questo non vuol dire che si possano discriminare le persone omosessuali&#8221;.</p>
<p>Livia Turco, quando era ministro della Salute, si occupò di un caso analogo. &#8220;Feci fare delle verifiche &#8211; ricorda la Turco &#8211; e deplorai il comportamento della struttura. Era un provvedimento immotivato e grave. La conclusione dei nostri accertamenti fu che nel nostro ordinamento non c&#8217;è nessuna direttiva che discrimina le persone sulla base del loro orientamento sessuale. Insomma, quella norma non aveva alcuna ragion d&#8217;essere&#8221;. La Turco scrisse una lettera al Centro nazionale Aids e arrivò a prendere posizione contro &#8220;una decisione discriminatoria e immotivata&#8221;.</p>
<p>Anche per Rosaria Iardino, presidente del Network Persone Sieropositive 1, si è davanti ad un provvedimento che non alcun fondamento scientifico: &#8220;La lettera scritta dalla Turco fu molto importante perché, di fatto, chiariva che non si potevano escludere i soggetti omosessuali dalle donazioni. E&#8217; chiaro che le Regioni, poi, sono autonome, ma ci sono delle direttive nazionali&#8221;. Per la Iardino, la scelta dell&#8217;ospedale è &#8220;scientificamente stupida, perché non ha alcun fondamento: bisognerebbe anche escludere dalla donazione gli eterosessuali che hanno avuto rapporti a rischio&#8221;. Chiamando l&#8217;ospedale Pini, il personale del servizio trasfusioni, a chi si presenta come gay, dice: &#8220;Qui sono fondamentalisti. Andate al San Paolo, là il vostro sangue andrà bene&#8221;. Gabriele continuerà a donare: &#8220;E&#8217; una cosa in cui credo, troverò un altro ospedale&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/cronaca/2010/07/15/news/trasfusioni_gay-5614730/?ref=HREC1-8" target="_blank">Qui il link al pezzo</a>.</p>
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		<title>Eur, video-denuncia su Youtube: &#8220;Vigili non sequestrano merce&#8221;.</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Jul 2010 11:16:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un vigile urbano che cammina tra quelle che sembrano essere borse contraffatte, esposte su bancarelle di fortuna. La scena è stata ripresa da un cittadino, che ha poi caricato il video su Youtube. Nel video, pubblicato lo scorso 29 aprile, si vede un vigile, in divisa, parlare con un&#8217;altra persona, nei pressi della fermata delle [...]


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<p>Un vigile urbano che cammina tra quelle che sembrano essere borse contraffatte, esposte su bancarelle di fortuna. La scena è stata ripresa da un cittadino, che ha poi caricato il video su Youtube. Nel video, pubblicato lo scorso 29 aprile, si vede un vigile, in divisa, parlare con un&#8217;altra persona, nei pressi della fermata delle metro Eur Fermi. A un certo punto, si allontana, sempre intrattenendosi con la stessa persona, e passando davanti ad alcune bancarelle di fortuna. In vendita, alcune borse. &#8220;L&#8217;agente di Polizia Municipale &#8211; scrive l&#8217;utente nel commento al video &#8211; gironzola per le bancarelle &#8220;abusive&#8221; di Roma, mentre gli indifferenti e per nulla intimoriti abusivi continuano a vendere capi firmati ma contraffatti&#8221;.</p>
<p>Pubblicata su Omniroma</p>
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		<title>Cyber-cyrano, un aiuto per trovare l&#8217;amore on-line.</title>
		<link>http://marcopasqua.eu/2010/07/cyber-cyrano-un-aiuto-per-trovare-lamore-on-line/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Jul 2010 20:33:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Repubblica.it]]></category>

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		<description><![CDATA[Compilano i profili sui siti di annunci, con frasi e descrizioni ad effetto, occupandosi anche di gestire le eventuali risposte e le trattative per un appuntamento dal vivo. Se poi avete i classici dubbi sulla foto giusta da scegliere, un esperto vi guiderà anche in questo difficile passo. Nati per venire incontro alle esigenze di [...]


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<p>Chi guida il sito sembra aver fatto proprie le regole del marketing, e sostiene che per trovare l&#8217;amore si debba vendere bene il prodotto, cioè se stessi.  &#8220;Questo genere di aziende è in costante crescita &#8211; spiega alla BBC Mark Brooks, editor di Online Personals Watch, specializzato nel monitoraggio delle tendenze nel settore degli annunci &#8211; C&#8217;è una richiesta molto elevata da parte di chi ha cercato l&#8217;anima gemella e non l&#8217;ha trovata. Molti vogliono evitare la sensazione di rifiuto che si prova quando un messaggio non riceve risposta&#8221;. Ogni appuntamento che si riesce ad organizzare per il proprio cliente si traduce in un guadagno per il cyber-Cyrano, anche se ci sono delle tariffe fisse, non proprio economiche. La compilazione di un profilo può costare 180 euro, mentre parlare con una guida che dà consigli su come trovare la donna ideale costa anche 100 euro l&#8217;ora. Per 149 dollari, E-Cyrano, che al momento promette una &#8220;svendita da recessione&#8221;, offre un&#8217;ora di conversazione telefonica con un consulente, che scriverà il profilo del cliente: si garantiscono due opzioni da 200 parole ciascuna. Generalmente, si compila una descrizione del soggetto che pubblica l&#8217;annuncio (quella che nei siti per gli incontri finisce nella sezione &#8220;informazioni su di me&#8221;) e una della persona che si sta cercando. Volendo risparmiare, si possono spendere 39 dollari: in questo caso, la conversazione telefonica si riduce a 20 minuti, ma il consulente potrà soltanto rivedere un annuncio già scritto, correggendo eventuali errori. I ghoswriter si considerano sì dei venditori, ma con una vocazione poetica.</p>
<p>Anche il sito VDA (Virtual Dating Assistants) assiste i propri clienti dai primi passi fino all&#8217;appuntamento. Non solo, quindi, si suggeriscono testi in grado di cattuare l&#8217;attenzione di chi si trova dall&#8217;altra parte dello schermo, ma si selezionano anche le donne a cui scrivere, e si occupano di fissare il primo appuntamento. La società arriva a garantire dai 2 ai 5 appuntamenti al mese. In cambio, però, chiede una tariffa che non è alla portata di tutte le tasche: si va dai 470 e ai 950 euro mensili. In quest&#8217;ultima costosa opzione c&#8217;è anche una seduta speciale per prepararsi al momento dell&#8217;appuntamento. Nel pacchetto è incluso anche il ritocco digitale della foto del profilo, per eliminare eventuali imperfezioni. Chi volesse far comunque da sé, può limitarsi a comprare una guida scritta con 10 consigli, nella versione per lui e in quella per lei: costa 27 dollari.</p>
<p>Buona parte di queste aziende si trova in America, anche se i suoi clienti vivono nel Regno Unito, in Canada, Australia, Messico e Sud America. &#8220;Trovare l&#8217;anima gemella sul web &#8211; dice Scott Valdez, fondatore della VDA &#8211; è tutta una questione di selezione&#8221;. Una selezione quasi sempre a senso unico: l&#8217;80% dei clienti di quest&#8217;ultima azienda è rappresentato da uomini, anche se la percentuale starebbe scendendo. &#8220;Il servizio che offro &#8211; continua Valdez &#8211; è come una campagna di telemarketing. I siti per appuntamenti sono dei posti attraverso i quali selezionare le masse per identificare la potenziale metà&#8221;.  </p>
<p>Ma quali consigli vengono dati a chi vuole &#8220;vendersi&#8221; nel miglior modo possibile? I consulenti suggeriscono di evitare gli errori di grammatica, che possono colpire negativamente chi legge l&#8217;annuncio. Poi bisogna essere specifici: evitate gli aggettivi, e piuttosto che definirvi &#8220;persone spontanee&#8221;, fornire un esempio di una circostanza in cui lo siete stati. Anche la scelta della foto è importante. I gestori del sito &#8220;Ok Cupid&#8221;, ad esempio, consigliano di sorridere e di fissare l&#8217;obiettivo, magari con uno sguardo ammiccante. Meglio optare per delle foto in cui si è impegnati in un&#8217;attività che potrebbe essere al centro di una conversazione: ad esempio, fatevi vedere mentre suonate la chitarra, oppure mentre vi immergete sott&#8217;acqua. Un settore, questo degli assistenti virtuali, che non conosce crisi: &#8220;Siamo come le imprese di pompe funebri. C&#8217;è sempre richiesta, perché la gente cerca in continuazione l&#8217;amore&#8221;, sostiene il fondatore di e-Cyrano</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/tecnologia/2010/07/13/news/cybercyrano-5502236/" target="_blank">Pubblicato su Repubblica.it</a></p>
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		<title>Pomigliano, Angeletti fischiato alla Festa dell&#8217;Unità.</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Jul 2010 10:35:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[festa dell'unità]]></category>

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		<description><![CDATA[Contestazione per Luigi Angeletti, segretario della Uil, intervenuto ieri sera alla Festa dell&#8217;Unita&#8217;, a Roma. L&#8217;esponente sindacale stava spiegando, nel corso di un dibattito, le ragioni dell&#8217;accordo con la Fiat nella vicenda di Pomigliano, quando tra i partecipanti si sono levati fischi e anche grida minacciose (&#8220;vattene&#8221;). Il moderatore ha invitato il pubblico ad &#8220;essere [...]


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			<content:encoded><![CDATA[<p>Contestazione per Luigi Angeletti, segretario della Uil, intervenuto ieri sera alla Festa dell&#8217;Unita&#8217;, a Roma. L&#8217;esponente sindacale stava spiegando, nel corso di un dibattito, le ragioni dell&#8217;accordo con la Fiat nella vicenda di Pomigliano, quando tra i partecipanti si sono levati fischi e anche grida minacciose (&#8220;vattene&#8221;). Il moderatore ha invitato il pubblico ad &#8220;essere democratico&#8221; e a lasciarlo parlare. Fischi anche quando il segretario ha cercato di spiegare l&#8217;importanza del ruolo dei sindacati.</p>
<p>Pubblicata su Omniroma</p>
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