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Antisemitismo, relazione Gelmini davanti a comitato di indagine.
“Sono grata al Ministro Gelmini per aver accolto l’invito a presentare oggi, in occasione del Giorno della Memoria, una relazione di fronte al Comitato d’Indagine Conoscitiva sull’Antisemitismo, che presiedo. Il Ministro ha affrontato nella sua relazione anche un tema cui il Comitato dedica una particolare attenzione, ovvero la diffusione dell’antisemitismo presso le giovani generazioni attraverso i social network e su internet in generale, spiegando come il Ministero abbia avviato un corso di formazione per docenti incentrato proprio su queste tematiche”. Così, in una nota, Fiamma Nirenstein, Vicepresidente della Commissione Esteri e Presidente del Comitato di Indagine Conoscitiva sull’Antisemitismo della Camera dei Deputati. “Il Ministro Gelmini si è soffermata sulla necessità, per combattere un ‘fenomeno che si rinnova nel corso dei secoli e non manca di riproporsi in vesti inquietanti anche nel Terzo Millennio’, di potenziare l’insegnamento della storia del ’900 nei programmi scolastici e in questo contesto anche lo studio dell’ebraismo contemporaneo, nei suoi svariati aspetti: quello della religione, quello della presenza degli ebrei nei vari Paesi del mondo, quello della storia dello Stato d’Israele”. Il Ministro, continua la nota, “ha poi ribadito l’impegno del Governo a combattere ogni forma di boicottaggio in particolare negli atenei, che spesso si sono rivelati ricettacoli di episodi di antisemitismo, come in occasione della settimana dell’apartheid alla quale l’anno scorso hanno aderito anche tre università italiane. Gli elementi e gli spunti di riflessione che ci ha fornito il Ministro dell’Istruzione durante l’audizione sono di grande rilevanza per il lavoro di ricerca che il Comitato sta svolgendo ormai da un anno, finalizzato a individuare le attuali dimensioni del fenomeno dell’antisemitismo, sia a livello nazionale che internazionale, e a intercettare le possibile lacune d’intervento, normativo e non, che il Parlamento deve contribuire a colmare”.
Ricerca Swg su giovani e antisemitismo: ostilità verso ebrei e’ ancora radicata.

Il 22% dei ragazzi e delle ragazze del Paese dimostra antipatia nei confronti del popolo ebraico, anche se oltre i tre quarti di questi non ha mai avuto contatti con loro. Questo il dato che emerge da un’indagine realizzata dall’istituto di ricerche IARD per la Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province autonome, presentata nell’audizione dell’Osservatorio della Camera dei Deputati sui fenomeni di xenofobia e razzismo nel 2010. Lo studio si è focalizzato sui giovani italiani e sui loro atteggiamenti sul tema del razzismo, registrando la presenza di pulsioni antisemite in oltre 2 ragazzi su 10. E in questo bacino antisemita, si riconosce un 6% marcatamente estremista per cui l’avversione nei confronti degli ebrei risulta decisamente più forte e radicata. In questo quadro c’è però anche un dato positivo: quasi la metà dei ragazzi e delle ragazze italiane (47%), dimostra una forte simpatia per gli ebrei a cui si può aggiungere una quota più contenuta (31%) il cui livello di propensione nei loro confronti è moderato. Il dato curioso è che, tra i giovani italiani in generale, il 71% non ha mai avuto rapporti diretti con gli ebrei. Nel bacino antisemita tale quota raggiunge il 76% e la maggior parte di questi ragazzi, dichiara di non aver avuto dei contatti solo perché non è mai capitato; mentre solo il 7% lo ha deciso scientemente. Tra i ragazzi che dimostrano pulsioni antisemite e che, invece, hanno avuto dei contatti con degli ebrei (24%), è il 30% ad affermare che la qualità del rapporto è stata negativa, a fronte di un 32% che ne parla bene e di un 38% che non lo connota né in un senso, né nell’altro.


Ma chi sono questi antisemiti under 30 e da dove nasce, in parte, questa intolleranza? Sono in prevalenza maschi (60%) e toccano un po’ tutte le fasce di età a partire dai 18 anni. Rispetto all’area geografica, emerge che al Nord l’antipatia nei confronti delle persone di religione ebraica è molto più radicata che in altre zone e interessa il 43% dei giovani residenti. Rispetto al livello scolare, spicca che quasi il 60% appartiene alla realtà studentesca o è laureato. Parte dell’antipatia per il popolo ebraico trova le sue fondamenta nel fatto che essi si pongono con maggior lealtà verso il loro mondo più che verso il Paese in cui vivono: a pensarla così è il 38% degli intolleranti nei loro confronti (quota che sale al 51% tra gli antisemiti estremi). Appaiono, invece, meno convinti (21%) del fatto che gli ebrei abbiano avuto un’influenza negativa sulla cultura e sulla civiltà cristiana. L’intolleranza della fetta antisemita degli under 30 si esplica anche in un atteggiamento di chiusura e di inaccettabilità rispetto ad alcune situazioni, prime fra tutte l’idea di avere una figlia che fa coppia con un ebreo (51%), quota che scende leggermente (48%) se la cosa riguarda invece il figlio maschio. A seguire, la sensazione di avere un capo ebreo: fastidio che tocca il 38% dei giovani antisemiti, che vivrebbero, invece, con più tranquillità il fatto di avere un collega ebreo (29%). Poco accettate, ma più tollerate, le situazioni che contemplano, infine, un vicino di casa ebreo (35%) o la possibilità di sedere alla stessa tavola durante la cena (29%). Naturalmente, il fastidio diventa tanto più accentuato tra gli antisemiti radicali.
“La leggenda dell’Olocausto”, choc alla Sapienza per ricercatore revisionista.
Definisce l’Olocausto una “leggenda” sulla quale esistono “solo verità ufficiali non soggette a verifica storica e contraddittorio”. Una “leggenda” usata “per colpevolizzare moralmente i popoli vinti”. Anche le camere a gas, “ammesso e non concesso che queste siano mai veramente esistite”, sono una delle tante verità “da verificare”. Come “i sei milioni di morti nei campi di concentramento”. È la Storia reinterpretata secondo i folli principi del negazionismo, e che sembra trovare terreno fertile nel pensiero e nei blog gestiti da Antonio Caracciolo, un ricercatore 59enne di filosofia del diritto dell’università La Sapienza. Secondo il sito ufficiale del dipartimento di teoria dello Stato è ricercatore, anche se lui dice di essere “professore aggregato”. Sentito telefonicamente Caracciolo non smentisce la propria difesa del negazionismo, anzi, ne fa una questione di principio affermando “il diritto dei negazionisti di poter esprimere le loro idee, senza finire in carcere”. C’è da chiedersi, allora, se tra i suoi studenti o le persone che lo leggono qualcuno si sia mai ribellato. “Ho subito minacce, ricevuto insulti, ma non mi interessa. Vado avanti: sono pronto a discuterne con chiunque”. E continua: “A chi mi dice che sono antisemita rispondo così: non ho mai capito il significato di questa parola”. Lo scorso anno accademico, Caracciolo ha tenuto un corso di filosofia del diritto, nell’ambito del corso di laurea di II livello in Studi Europei. Oltre a salire in cattedra nel più grande ateneo d’Europa, si vanta di gestire ben 33 blog e si definisce coordinatore provinciale dei club di Forza Italia a Seminara (Reggio Calabria), avendone fondato uno nel 2003. Sono due, in particolare, i siti sui quali questo ricercatore spiega perché si debba dare credito alle tesi negazioniste. In “Club Tiberino”, parla a più riprese della Shoah, in paginate virtuali di offese alla memoria degli ebrei morti nei campi di concentramento. Pagine regolarmente citate e riprese dai siti della destra estrema. A proposito della Shoah, è disposto ad ammettere che “vi sia controversia storica sul numero dei morti di Auschwitz. Che siano sei milioni nessuno sembra più voglia seriamente sostenerlo. Che poi all’indubbia discriminazione e persecuzione di ebrei, zingari, omosessuali, disadattati, oppositori politici di ogni genere sia seguita in senso proprio anche la volontà di “sterminio” mediante “camere a gas” è cosa su cui io posso sospendere il giudizio in attesa di prove certe o in attesa di un mio personale ed informato convincimento”. Scende in campo, a più riprese, in difesa del negazionista Robert Faurisson, che nel maggio del 2007 suscitò proteste e sdegno perché invitato a tenere una lezione presso l’università di Teramo. E nell’ambito di questa Storia liberamente reinterpretata, viene fornita anche una lettura delle leggi razziali, condita di elementi antisemiti: “Le leggi razziali furono cose di 70 anni fa che si collocano in un contesto di 70 anni fa. Molti italiani, la stragrande maggioranza, hanno meno di 70 anni e quasi tutti gli italiani di oggi non hanno nessuna memoria diretta di quegli anni. A trarne profitto sono gli ebrei di età avanzata che sono diventati una sorta di eroi nazionali. Vengono portati in giro nei convegni e nelle scuole per raccontare quello che ricordano o pensano di ricordare”. Sempre secondo Caracciolo, gli ebrei trarrebbero profitto dalla figura di Erich Priebke, ex ufficiale delle SS, condannato all’ergastolo per l’eccidio delle Fosse Ardeatine: “Non si parli di giustizia e di giusta condanna, perché io non ne vedo di giustizia. Vedo solo vendetta. Mi chiedo cosa sarebbero gli ebrei romani senza i Priebke. Come potrebbero vivere senza nutrirsi della colpa altrui, o meglio della colpa che loro pensano il mondo intero abbia verso di loro. Su questa base fondano la loro tracotanza, la loro pretesa ad un risarcimento morale e materiale infinito”.
Revisionismo, la Procura di Arezzo sequestra sito.
La Procura di Arezzo ha disposto il sequestro del sito www.thule-toscana.com e di un blog ad esso collegato (thule-toscana.myblog.it). Nell’homepage di entrambi i siti, dichiaratamente nazisti, antisemiti e sostenitori delle tesi revisioniste, è apparso il logo della Procura di Arezzo. Il sequestro è spiegato con l’articolo 3 della legge 654 del 13.10.1975: una legge che ratifica la convenzione internazionale sulla eliminazione di tutte le forme di discriminazione razziale (firmata a New York il 7 marzo del 1966). Il sito è intestato a Giuseppe Poggi, uno dei firmatari di un appello affinché il noto negazionista dell’Olocausto Robert Faurisson potesse tenere una conferenza all’Università di Teramo; ne ha firmata un’altra di sostengo a Richard Williamson.
Ecco cosa recita l’articolo 3:
Salvo che il fatto costituisca più grave reato,ai fini dell’attuazione della disposizione dell’articolo 4 della convenzione è punito con la reclusione da uno a quattro anni:
a) chi diffonde in qualsiasi modo idee fondate sulla superiorità o sull’odio razziale;
b) chi incita in qualsiasi modo alla discriminazione,o incita a commettere o commette atti di violenza o di provocazione alla violenza,nei confronti di persone perché appartenenti ad un gruppo nazionale,etnico o razziale.
E’ vietata ogni organizzazione o associazione avente tra i suoi scopi di incitare all’odio o alla discriminazione razziale. Chi partecipi ad organizzazioni o associazioni di tal genere, o presti assistenza alla loro attività, è punito per il solo fatto della partecipazione o dell’assistenza,con la reclusione da uno a cinque anni. Le pene sono aumentate per i capi e i promotori di tali organizzazioni o associazioni.
L’antisemitismo on-line. Barzellette per ridere della Shoah.
L’ultima gaffe di Silvio Berlusconi, sul delicato tema degli ebrei e dei campi di concentramento nazista, risale a sabato scorso. Parlando ai suoi sostenitori, a Nuoro, durante un comizio per il candidato del Pdl alla presidenza della Regione Sardegna, il premier ha raccontato, tra gli applausi dei presenti, una barzelletta su un kapò che dava una comunicazione ai prigionieri di un lager nazista. Un commento che per l’Aned e la Fondazione memoria della deportazione non solo “non fa ridere”, ma “fa pena, tanto più alla vigilia del giorno della Memoria”. Nel luglio del 2003, invece, nella sede dell’Europarlamento, sempre Berlusconi, parlando dell’europarlamentare tedesco Martin Schulz (Spd), lo definì perfetto per il ruolo di kapò in un film sui lager nazisti.
Su Youtube arrivano le canzoni naziste e antisemite dei 99 Fosse.

Il loro nome si richiama a quello dei 99 Posse, uno storico gruppo che si è sciolto nel 2005, legato ai centri sociali. Con loro, però, non hanno niente a che vedere: la musica dei 99 Fosse è di chiaro stampo antisemita, auspica la morte degli ebrei e deride la Shoah e i campi di sterminio. Le loro canzoni sono apparse recentemente su Youtube, ma possono anche contare su un sito dedicato nella community di Netlog, con tanto di fan riconoscibili dai nick e dalle foto di ispirazione fascista: da Forza Nuova Macerata (che è stato rimosso nel pomeriggio) a PrincipeNeroFN, passando per Sasha Sieg Heil.






