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I tonto-robot di Facebook colpiscono ancora.
Vittima dei robot di Facebook, che cancellano con un clic gli account nei quali viene rilevata un’attività anomala, il giornalista antimafia siciliano Nino Randisi. Sul suo account pubblicava notizie e video di denuncia, che, evidentemente, sono stati “flaggati” dalla comunità di Facebook. Flag dopo flag, i robot hanno deciso che quell’account andava bloccato. Solo dopo le proteste, via mail, del giornalista, il tutto è stato ripristinato. Ne scrive Vittorio Zambardino, che, per spiegare le ragioni del blocco, cita una fonte esperta anonima:
La sospensione, secondo la fonte, non sarebbe dovuta a scelte che entrano nel merito di quanto Randisi ha pubblicato sulla sua pagina. Quindi niente a che vedere con il suo impegno contro la mafia. Il provvedimento è invece dovuto all’attività del software dedicato al controllo delle attività potenzialmente lesive delle regole interne della piattaforma. Vengono tenuti sotto controllo il volume delle comunicazioni di un account, il numero di video o di testi pubblicati, la direzione delle attività – ad esempio se un numero anomalo di messaggi viene indirizzato a una sola persona. Se una di queste cose accade, il software opera una sorta di sospensione cautelativa dell’account, non lo cancella.
Un sistema, quello di Facebook, tutt’altro che infallibile:
In qualche modo risulta anche confermato che il software non è che “ci pigli” proprio alla perfezione, in altre parole il margine di errore in questo momento è alto. Anche perché – ma non c’è bisogno di fonti anonime per capir questo – il sistema è in tutta evidenza sotto lo stress di una crescita rapidissima e forse, dico io, non prevista.
Facebook non parla italiano.
La gestione di Facebook, in Italia, è interamente in mano a robot, non troppo intelligenti, e a svariati ominidi americani. Tutto è automatizzato: dai messaggi di warning, alla sospensione dell’account (che scatta dopo tre warning, per la stessa presunta violazione delle condizioni d’uso). Il ruolo umano, in questo processo, è limitatissimo. Quasi nullo. Un po’ come avviene dalle parti di Google, quelli di Facebook hanno messo on-line una FAQ e una guida, e delegano a questi strumenti la risoluzione di buona parte delle rogne. Si può scrivere, ovvio, ricavandone, il più delle volte, una risposta copia-e-incolla. Quando si decide di farlo, cari italiani, fatelo in inglese. Scontato, no? Ho fatto una prova, e ho inviato una mail in italiano. La risposta che se ne ricava è questa:
“It appears that your language is currently unsupported. Unfortunately, at this time Facebook only provides customer support in English, French, German, Spanish, and Turkish. Please respond to this email with a translation of your question in one of our supported languages, and we’ll respond as soon as possible”.
Hackerato il profilo di Roberto Fiore su facebook.

Qualche buontempone ha hackerato il profilo su facebook di Roberto Fiore. Per adesso si è limitato ad aggiornare lo status. E’ probabile che, a questo punto, il segretario nazionale di Forza Nuova proceda con una denuncia alla polizia postale per accesso abusivo a sistema informatico. L’hacker avrebbe anche spedito mail agli amici dell’esponente politico. Una di queste recitava: “Una delle mail spedite dall’hacker recita: “Vi informo che c’è ne sta per tutti voi… ora che c’ho tutte le info necessarie (da voi stesse offerte) aspettatevi qualcosa qui dalla rete… In Italia, Forza Nuova, non la vogliamo… Avete impestato la rete con la vostra merda politicizzata… E’ ora di fare un pò di pulizia… Del resto non eravate voi che rastrellavate gli ebrei? Bene… ora verrete rastrellati voi dalla rete… Prima dalla rete, e poi dalle strade… Onore ai Partigiani…Antifa Siempre”.
E meno male che Facebook conserva tutti gli ip di chi si logga.
Promesse da Facebook, promesse da marinaio?

Il dramma di Facebook - uno dei tanti – sono i gruppi, dedicati ad ogni cosa. Dalle caccole al cielo troppo blu. Nel 2007, Ryan Giesel ha creato un gruppo dal titolo: “If 100,000 people join, I’ll eat every McDonald’s value meal”. Insomma: il ragazzo prometteva di mangiarsi 12 menu, di seguito.
“I will consume every value meal from McDonalds, starting with the Big Mac all the way to the Fish Fillet. I cannot get up, it will all be done in one sitting. I will consume every piece of food, but I can drink at my own discretion, I do not have to finish all twelve drinks. We will be recording this extravaganza for your viewing pleasures.
#1 – Big Mac
#2 – 2 Cheeseburgers
#3 – Quarter Pounder w/ cheese
#4 – Double Quarter Pounder w/ cheese
#5 – Big N’ Tasty
#6 – Double Cheeseburger
#7 – Chicken Ranch BLT Sandwich
#8 – Premium Chicken Club Sandwich
#9 – Chicken McNuggets (10 piece)
#10 – Chicken Selects
#11 – Premium Chicken Classic Sandwich
#12 – Fillet-O-Fish
Raggiunti i 100mila utenti, si è fermato al decimo menu.
Il ministro pubblica su Facebook foto sotto la doccia.

La 57enne Daisy Tourne è il ministro degli Interni dell’Uruguay. Ama Facebook, ed è tra quanti documentano la loro vita, pubblicando foto anche di momenti “intimi”. Ma il recente upload di uno scatto che la ritraeva sotto la doccia ha provocato un piccolo scandalo (dettato, magari, da qualche rigurgito bacchettone di troppo). La dida recitava: “Non c’è niente di più naturale di una donna nella doccia”.
Con chi passare il capodanno? Meglio con gli sconosciuti.
C’è chi si dà appuntamento a Londra, sotto al Big Ben. Chi mette a disposizione il proprio appartamento. O chi prenota un locale, affidandosi poi al passaparola per riempirlo di gente. Per la sera di Capodanno il popolo di Facebook scommette sugli appuntamenti al buio.
Facebook si mobilita per Saviano: gruppi, firme e sit-in.

Anche Facebook si mobilita per Roberto Saviano, con decine di gruppi e pagine a lui dedicate. E c’è già chi propone una manifestazione nazionale, contro la camorra, in sostegno allo scrittore minacciato di morte. “Roberto sta vivendo un periodo terribile della sua vita, attanagliato dal perenne terrore che qualcosa di brutto possa accadere alla sua famiglia e mai libero di vivere la sua vita come un qualsiasi altro ventottenne – si legge in una pagina. Data e luoghi della manifestazione non sono ancora stati decisi. Siamo qui per parlarne, per contarci ed, infine, per agire”.





