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	<title>Appunti e spunti &#187; gay</title>
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		<title>Omofobia, nascono a Roma i &#8220;micro-Pride&#8221;.</title>
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		<pubDate>Sat, 29 Aug 2009 14:47:51 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Mentre si allunga l&#8217;elenco delle aggressioni nei confronti dei gay, da Napoli a Rimini, da Roma a Caserta, gli omosessuali della capitale si auto-organizzano e lanciano i micro-Pride. Una manifestazione a settimana, con incontro in via San Giovanni in Laterano, meglio nota come &#8220;Gay street&#8221;. Una decisione presa ieri, durante quello che può essere considerato [...]
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre si allunga l&#8217;elenco delle aggressioni nei confronti dei gay, da Napoli a Rimini, da Roma a Caserta, gli omosessuali della capitale si auto-organizzano e lanciano i micro-Pride. Una manifestazione a settimana, con incontro in via San Giovanni in Laterano, meglio nota come &#8220;Gay street&#8221;. Una decisione presa ieri, durante quello che può essere considerato il primo micro-Pride romano. Circa cento persone, arrivate in poche ore dopo un tam-tam su Facebook, i blog, ma anche tramite il passaparola via sms, hanno sfilato dal locale &#8220;Coming Out&#8221;, nei pressi del Colosseo, e sono arrivati al Campidoglio. E qui, tutti insieme, hanno deciso di darsi appuntamento, ogni settimana, per &#8220;vivere la città&#8221;, ed esprimere la rabbia per i recenti attacchi omofobi. Stamattina sono stati creati un gruppo su Facebook e un blog, per documentare le fiaccolate con foto e cronache, e per chiamare a raccolta la popolazione omosessuale. Una decisione, quella di auto-organizzarsi, nata al di fuori delle organizzazioni GLBT (come l&#8217;Arci Gay, il Mario Mieli, Dìgayproject), e che arriva in coincidenza con una ricorrenza dall&#8217;alto valore simbolico. Il 28 agosto 1963, a Washington, ci fu la marcia per il lavoro e la libertà dei neri americani. In quell&#8217;occasione, Martin Luther King pronunciò l&#8217;ormai storico &#8220;I have a dream&#8221;. Frase che dà il nome al gruppo nato in queste ore su Facebook. &#8220;Dopo una serie di aggressioni ravvicinate che ci sono state da nord a sud in Italia, da cittadini consapevoli della loro condizione di minoranza discriminata, anche noi abbiamo scoperto che abbiamo un sogno e che è necessario più che mai farci vedere &#8211; viene scritto nel gruppo &#8211; Non abbiamo paura, non siamo arrabbiati, non siamo organizzati, ma ci siamo e ci saremo ed il nostro sogno di libertà e di parità continuerà ad essere proclamato ogni settimana, accompagnati solo dalla nostra bandiera rainbow, dalle nostri voci, dalle nostre candele e dalla nostra fierezza&#8221;. Alla fiaccolata di ieri, che è stata seguita dagli agenti della Digos in borghese (non erano state richieste le autorizzazioni del caso alla Questura), ha partecipato, tra gli altri, Cristiana Alicata, attivista e blogger, membro del tavolo GLBT del Pd. Una delle militanti più agguerrite, all&#8217;interno del Pd, sul fronte dei diritti dei gay. &#8220;Ieri sera &#8211; racconta &#8211; davanti al Coming Out ci siamo ritrovati in poco più di 100. Un gran numero per la comunità GLBT dormiente romana. Una comunità che sente di doversi auto-organizzare per uscire dal ghetto, per gridare il proprio sdegno davanti al dilagare dell&#8217;omofobia e dell&#8217;intolleranza&#8221;. Per la Alicata, l&#8217;obiettivo di questi micro-Pride sarà quello di far &#8220;vivere ai gay la città&#8221;. &#8220;Ci siamo resi conto di essere sempre più arrabbiati, ma che, al tempo stesso, le associazioni GLBT non rappresentavano a sufficienza il nostro sdegno &#8211; dice la Alicata &#8211; Ci sentiamo dei cittadini che hanno bisogno di uscire, parlarsi, vedersi. Vogliamo ricreare una comunità, a Roma. Non vogliamo che i gay se ne stiano solo nelle discoteche. Devono uscire per strada, e vivere la città. In città come Torino, ad esempio, ci sono luoghi e momenti di incontro, diversi da quelli offerti dalle discoteche&#8221;. E, in queste ultime ore, non mancano adesioni da altre città, dove anche si vogliono organizzare eventi analoghi. &#8220;Per adesso, l&#8217;esperienza è prevalentemente romana, ma viste le adesioni e le richieste di supporto che ci stanno arrivando, penso che questo movimento spontaneo possa arrivare ad allargarsi&#8221;, commenta la Alicata. Che, dalle pagine del suo blog, parla di una vera e propria &#8220;rivoluzione Rainbow&#8221;: &#8220;E&#8217; necessario sfilare ogni giorno. Fare un pride a settimana finché i nostri diritti e la nostra incolumità non siano tutelate. Chiusi nelle discoteche è come stare chiusi in un ghetto dove non diamo fastidio a nessuno. Un piccolo punto di partenza, di visibilità. Chissà quante altre cose potranno nascerne di cui Roma ha un enorme bisogno. Che la rivoluzione Rainbow abbia inizio&#8221;. Qualcuno, su Facebook, sintetizza così la formula dei micro-pride: spontaneismo; assenza della politica; assenza delle associazioni; recupero dello spazio urbano. E anche se non ci saranno le bandiere delle associazioni, c&#8217;è chi, facendone parte, ha deciso di aderire lo stesso, ma senza simboli di partiti. Gli unici simboli che si sono visti, ieri sera, erano quelli della rabbia. Cartelli che recitavano: &#8220;omosessuali sensibili? No, incazzati&#8221;, oppure &#8220;donna=stupro, lesbica=botte&#8221;. E, naturalmente, c&#8217;erano tante bandiere arcobaleno, il simbolo del movimento. La fiaccolata si ripeterà ogni settimana, partendo dal Coming Out (in via di S. Giovanni in Laterano). &#8220;Chiunque condivida con noi lo stesso sogno sarà benvenuto e via dei Fori Imperiali, ogni settimana, diventerà Viale della Libertà&#8221;, viene spiegato su quello che ormai è diventato il blog &#8220;ufficiale&#8221; dell&#8217;iniziativa. E le autorizzazioni della Questura? &#8220;Siamo cittadini che si incontrano &#8211; risponde la Alicata &#8211; in maniera spontanea. Decideremo dove andare, di volta in volta. Potremmo anche solo parlare, confrontarci&#8221;. Intanto il prossimo appuntamento è stato già fissato: venerdì 4 settembre, alle 21. L&#8217;era dei micro-pride è iniziata.</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/cronaca/gay-aggrediti/mini-pride/mini-pride.html">Link al pezzo originale su Repubblica.it</a></p>
<p><a class="a2a_dd a2a_target addtoany_share_save" href="http://www.addtoany.com/share_save#url=http%3A%2F%2Fmarcopasqua.eu%2F2009%2F08%2Fomofobia-nascono-a-roma-i-micro-pride%2F&amp;title=Omofobia%2C%20nascono%20a%20Roma%20i%20%26%238220%3Bmicro-Pride%26%238221%3B." id="wpa2a_2">Share/Save</a></p><p>No related posts.</p>
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		<title>Venerabilis, la chat dei sacerdoti gay.</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Dec 2008 11:01:01 +0000</pubDate>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-63" title="La pagina di Venerabilis" src="http://marcopasqua.eu/wp-content/uploads/2008/12/este_02162153_23190.jpg" alt="La pagina di Venerabilis" width="230" height="154" /></p>
<p>Si definisce &#8220;confraternita dei preti romano-cattolici omosessuali&#8221; e vuole essere un punto di riferimento nel web per i sacerdoti omosessuali. Il suo sito internet, intitolato &#8220;Venerabilis&#8221;, ha una chat multilingue (in italiano, inglese, francese e spagnolo), anche se è nei commenti alle diverse notizie pubblicate, che ci si scambiano e-mail e impressioni. Molti suoi frequentatori si dichiarano preti. C&#8217;è chi vuole conoscere altri confratelli o seminaristi, chi ha bisogno di confrontarsi sul complesso tema dell&#8217;omosessualità e della fede. Spesso sono anche semplici cattolici, in cerca di un parere.</p>
<p><span id="more-60"></span></p>
<p>Il colore dello sfondo del sito si richiama a quello ufficiale del Vaticano. Non è però uno spazio contro la Chiesa cattolica e, anzi, si tiene a precisare che queste pagine web &#8220;non condividono la cultura gay, diffusa dai tanti gruppi omosessuali e dai mass media, per una società laica&#8221; ostile alla chiesa. I sacerdoti gay vengono definiti col termine di &#8220;omosensibili&#8221;, e a tutti viene rivolto l&#8217;invito di fare molta attenzione nel fornire il proprio indirizzo l&#8217;e-mail. Il timore è che qualcuno possa volerli smascherare, incluso il gestore del sito, rigorosamente anonimo (il suo nickname è &#8220;venerabilis&#8221;). I moderatori si definiscono tutti &#8220;sacerdoti&#8221;.</p>
<p>Tanti i messaggi di supporto, da quando il sito, che è registrato in Turchia, ha ufficialmente aperto i battenti, nel 2006. Rob scrive inglese e se la prende col Vaticano: &#8220;La cosa peggiore che possa fare, è costringere i gay a rinunciare ai voti. Chi prenderà il loro posto?&#8221;. &#8220;Se solo il Vaticano capisse di aver bisogno anche dei preti che si ritrovano nella nostra confraternita, aprirebbe le porte della chiesa a molte più persone&#8221;, aggiunge ancora Rob. Alcuni dichiarano di essere sacerdoti, e ringraziano il sito per la possibilità che offre loro: &#8220;Sono un prete di 48 anni e frequento da alcuni mesi il sito e la chat di Venerabilis. Vorrei dirti grazie di cuore per aver dato la possibilità di incontrarci in questa fraternità. Mi firmo anonimo perché ritengo che la privacy sia una conquista di civiltà quando vuole salvaguardare l&#8217;intimo e l&#8217;inviolabile delle persone. Il grazie è per aver dato voce a chi desidera incontrare con semplicità e serietà altri fratelli e pur essendo conscio che questo può prestarsi ad ambiguità penso che anche con questo sito si possa credere amare e sperare ma soprattutto imparare a condividere sentimenti e ideali che ci qualificano ogni giorno&#8221;.</p>
<p>Anche &#8220;Giovanni&#8221; ha parole di elogio per Venerabilis: &#8220;Grazie a questo sito ho scoperto un nuovo mondo. Credevo d&#8217;essere solo, ma ora capisco che posso essere uomo fra uomini. Unico neo: temo di restare confinato in una dimensione virtuale. Vorrei fare quattro chiacchiere de visu con qualcuno per capire di più di me e non chiudermi in me stesso&#8221;.</p>
<p>Dalla Germania arriva il messaggio di un altro sedicente prete: &#8220;Sono un prete tedesco e vorrei conoscere altri sacerdoti e anche coppie gay per conoscenza e scambio di idee&#8221;. Ildefonso, &#8220;futuro teologo moralista&#8221;, incoraggia tutti ad andare avanti: &#8220;Sento il dovere, come futuro teologo moralista, di esortarvi a non mollare. Anche io 10 anni fa volevo diventare prete. La vigilia dell&#8217;ammissione agli ordini fui invitato a seguire degli incontri con psicologi e psichiatri, alla fine mollai. Terapie riparative hanno offuscato ancor di più la mia identità sessuale, che, seppur omosessuale, era equilibrata. Un caro saluto a tutti, specialmente a quei sacerdoti gay che io conosco, miei carissimi amici e per me fratelli, che ogni giorno lottano per vivere nella serenità cristiana&#8221;.</p>
<p>E poi c&#8217;è anche chi cerca incontri: &#8220;Finalmente un sito dove spero poter incontrare dei preti maturi per poter scambiare oltre a belle parole anche momenti di intimità sani, spirituali e amorevoli. Ho 40 anni e adoro preti anziani dolci e saggi&#8221;, scrive un utente che si firma Pino e fornisce la sua e-mail. &#8220;Cerco un prelato discreto, affidabile, per confessarmi, conoscerci/conoscermi&#8221;, è il testo pubblicato da un altro utente anonimo.</p>
<p>La confraternita ha uno spazio su Twitter (http://twitter. com/vnews), sul quale riporta gli aggiornamenti salienti del sito, e una web-radio (V Live Radio), che offre a tutti gli internauti la possibilità di intervenire, registrando un messaggio audio. C&#8217;è anche la chat &#8220;chiedi al sacerdote&#8221;, dov&#8217;è possibile &#8220;consultare con assoluta tranquillità e riservatezza, oltre a sacerdoti, religiosi e alcuni laici ma anche personale qualificato (psicologi o medici)&#8221;.</p>
<p>L&#8217;ultimo messaggio pubblicato, nell&#8217;homepage del sito, è un &#8220;Sos&#8221; da parte di un utente che vuole essere &#8220;aiutato a realizzare la vocazione al sacerdozio&#8221;. Il moderatore gli suggerisce, come prima cosa, di &#8220;riconoscere qual è la sua vera identità affettiva e sessuale, di accertarla e stabilizzarla&#8221;.</p>
<p><a href="http://www.repubblica.it/2008/11/sezioni/esteri/benedetto-xvi-27/chat-preti-gay/chat-preti-gay.html?ref=search" target="_blank">Link originale.</a></p>
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