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Sul forum dei giovani leghisti insulti verso la chiesa.
”I vescovi dovrebbero tacere, perché sono una razza in via d’estinzione. Forse un giorno capiranno che sono fuori dal mondo”. Sul forum ufficiale del movimento dei giovani padani gli attacchi nei confronti del Vaticano sono ancora più duri, non mediati dalla diplomazia di quanti, nel partito del Carroccio, cercano in queste ultime ore di ricomporre la frattura con la Chiesa. In alcuni casi, veri e propri insulti verso i prelati che hanno criticato, in questi giorni, il partito guidato da Umberto Bossi. Sul forum del movimento politico giovanile della Lega Nord, nella sezione “politica e cultura”, è un susseguirsi di invettive verso i preti e i vescovi che, a detta dei commentatori, dovrebbero “tacere” rispetto a temi come il dramma dei migranti morti in mare e le politiche sull’immigrazione del governo. Mentre diversi internauti ricordano il fenomeno dei sacerdoti pedofili, altri dicono che è necessario “sbattere in faccia” ai preti “la loro ipocrisia e la loro avidità. Dire pubblicamente che sono gentaglia che mira solo a far soldi sulle spalle di chi lavora e di chi soffre. Sempre mantenendo una ferrea correttezza verbale, senza mai fargliene passare liscia una. Anche perché sono cose che pensa la maggior parte delle persone, compresi i cattolici. E che sono, degli intoccabili superiori al resto del mondo?”. La Chiesa, per i giovani leghisti, è formata da “un branco di ipocriti”: “I vescovi dovrebbero tacere, perché sono una razza in via d’estinzione”, scrive un utente che si firma “Picinet”, e fa parte del movimento dei giovani padani Lombardia. Qualcuno scherza: “L’età media dei preti e dei vescovi è dalla nostra parte, non dalla loro, per fortuna”. L’immigrazione, per il Vaticano, sarebbe un “business”, come scrive un altro: “Per loro l’immigrazione è un affare miliardario, in altre parole campano sulla disperazione della gente mentre loro si fanno fare i baciamano con le mani coperte d’anelloni con rubino”. Ma a finire nel mirino dei leghisti è anche monsignor Antonio Maria Vegliò, presidente del Pontificio Consiglio per i Migranti, protagonista di una dura critica nei confronti del ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli: “Solito falso pretaccio. Sai dall’alto di tutti i quattrini che ha nelle tasche quanto gliene frega della morte di tanti poveri esseri umani inghiottiti dalle acque del Mediterraneo?”, scrive “RL11″. “Il Vaticano e i suoi adepti stanno veramente rompendo le noci ultimamente”, commenta nel forum un altro utente, mentre qualcuno propone addirittura di “annettere il territorio Vaticano e sbattere a calci nel culo i preti e il Papa ad Avignone”. Per “nerd^n”, la cosa che preoccupa di più “è la deriva immigrazionista della Chiesa”: “Molti preti purtroppo stanno dimenticando la trave nel loro occhio e continuano a sentenziare contro il popolo, in nome della tolleranza e della pace, tacciandolo di intolleranza, razzismo. Un giorno però il popolo potrebbe anche diventare davvero intollerante e razzista, ma nei confronti della Chiesa che lo insulta”. Tra un insulto e l’altro verso il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, qualcuno sostiene che la “pretaglia cattocomunista” dovrebbe fare un passo indietro: “Forse un giorno questi vescovi capiranno che sono fuori dal mondo e non è accusando, ma proponendo, che si fa la volontà del Signore”. Non viene risparmiato neanche Famiglia Cristiana, che proprio oggi ha criticato il figlio di Umberto Bossi, Renzo, per aver ideato su Facebook il gioco “Rimbalza il Clandestino”. In una discussione, il settimanale viene bollato come l’organo dei “cattocomunisti” oppure “famiglia musulmana” perché, viene scritto nel forum, “ha abbandonato da tempo il Cristianesimo”.
Facebook cancella il gioco leghista “rimbalza il clandestino”.
Le polemiche e l’indignazione che hanno accompagnato la scoperta del gioco razzista “Rimbalza il clandestino” hanno sortito l’effetto desiderato: i gestori di Facebook sono intervenuti, cancellando l’applicazione. Il gioco, scaricabile, fino a ieri sera, dalla pagina ufficiale della Lega Nord, amministrata da Renzo Bossi, figlio di Umberto, sparisce così dal popolare social network, intervenuto dopo le moltissime segnalazioni degli utenti. Già venerdì, sempre su Facebook, era nato il gruppo “facciamo sparire il gioco leghista”. In poche ore, ha totalizzato oltre 4700 iscritti e continua a crescere. Moltissimi i clic di denuncia, tramite la stessa pagina di “Rimbalza il clandestino”, dove è disponibile, come per tutte le applicazioni di Facebook, un apposito bottoncino “segnala”. Il gioco è stato creato agli inizi di questa estate da Fabio Betti, 23enne di Leggiuno, coordinatore dei Giovani Padani del Medio Verbano e amico di Renzo Bossi. I due condividono la passione per l’informatica e, insieme, amministrano la pagina ufficiale della Lega su Facebook. Un gioco che hanno sviluppato insieme e che circola da settimane sui profili dei leghisti. Condividerlo è semplice: basta andare sulla sua pagina, e scegliere di pubblicarlo sotto forma di link. Lo scopo dell’applicazione è respingere le barche con i clandestini a bordo, cliccandoci sopra, e facendole sparire dallo schermo. Più se ne cancellano, e più si va avanti. Perde chi non riesce a contenere l’invasione dei “nemici”. In questo caso si riceve il classico messaggio di “game over”, insieme a un invito a ritentare la fortuna: “Prova ancora. Vedrai che la prossima volta riuscirai a dimostrare di essere un vero leghista”. Sul gruppo creato appositamente su Facebook al fine di far sparire l’odioso passatempo estivo leghista, gli iscritti non hanno avuto dubbi nel definirlo, come ha fatto Anna, “un vergognoso episodio di ignoranza nata dall’ignoranza”. Oltre ai commenti diretti contro il figlio di Bossi, molti hanno attaccato la Lega: “Stanno veramente varcando il limite, l’arroganza del potere gli sta dando alla testa. Disperati che muoiono in mare e loro ci giocano sopra, ignobile”, ha scritto un utente che si è firmato Carlo, mentre Atta ha manifestato il timore che “tutto passi per una ragazzata”. Qualcuno ha proposto: “Iniziamo a denunciare i leghisti per i crimini che stanno compiendo: vilipendio alla Costituzione, incitamento all’odio razziale, crimini contro l’umanità”. C’è stato anche chi ha fatto notare che “su Facebook c’è di ben più grave, soprattutto gruppi inneggianti a violenze ben peggiori, contro albanesi, rumeni, gay”. Ovviamente, questa mattina, viene espressa soddisfazione alla notizia che il gioco è stato cancellato. “Meno male che questo scempio è finito. Le vittorie sono queste. Internet permette questo e altro”, sottolinea Alessandro. E mentre alcuni parlano di “piccola grande vittoria”, altri propongono di proseguire nell’opposizione al gioco: “Essendo ancora presente il link sulla pagina della Lega, segnaliamo anche quella per razzismo”. Lo scopo sarebbe far sparire il Carroccio dal social network, cosa complicatissima. “Rimbalza il clandestino” aveva suscitato lo sdegno dell’opposizione, a poche ore dalla notizia dell’ennesima tragedia in mare nella quale, secondo i sopravvissuti, sarebbero morti 73 migranti. Dario Franceschini, segretario del Pd, parlando di un governo “xenofobo e razzista”, era stato netto: “Non è più tempo di archiviare tutto ciò come stupidaggini o propaganda estiva: questo si chiama razzismo”. Se il capogruppo dell’Udc al Senato, Giampiero D’Alia, aveva sollecitato “l’intervento dell’autorità giudiziaria e del ministro dell’Interno”, il responsabile educazione del Pd Giuseppe Fioroni aveva chiesto a tutte le forze politiche di “non sottostare al ricatto della Lega che trasforma, come fa il figlio di Bossi su Facebook, le sofferenze umane in un gioco”. Persino il quotidiano spagnolo El Mundo aveva dedicato spazio al passatempo virtuale, titolando: “La Lega nord italiana gioca ad affondare le zattere su Facebook”. L’Arci, invece, aveva promosso una denuncia nei confronti della Lega Nord e di Renzo Bossi per istigazione all’odio razziale. Polemiche che, però, non hanno scosso gli amministratori della pagina della Lega Nord. Lo stesso Fabio Betti, intervistato dal quotidiano La provincia di Varese, ha continuato a difendere la sua applicazione: “Ci rivolgiamo a un target giovane, ed è quindi inevitabile dover utilizzare un linguaggio semplificato e uno strumento, il gioco, in grado di attirare l’attenzione”.
La Lega su facebook gioca a “rimbalza il clandestino”.
Mentre l’ennesima strage di migranti in mare suscita sdegno e sgomento, su Facebook gli internauti leghisti si divertono a far sparire con un clic le barche con gli immigrati a bordo. Vince chi riesce a rimandare indietro più extracomunitari. Ogni volta che un barcone viene respinto, si viene avvisati con il suono di una campanellina. Si chiama “Rimbalza il clandestino”, ed è un’applicazione sviluppata all’inizio di questa estate e disponibile sulla pagina ufficiale su Facebook della Lega Nord. Da qui può essere condivisa e pubblicizzata su ogni profilo. Ad amministrare la pagina del Carroccio è il figlio di Umberto Bossi, Renzo, classe 1988, affiancato nell’opera da Fabio Betti, un altro leghista doc. Proveniente dal movimento dei giovani padani, Betti è legato da un’amicizia non solo virtuale a Renzo, ed è stato spesso definito come l’”uomo facebook” del Carroccio. E’ lui a pubblicare link, notizie e ad aggiornare la bacheca. E, all’inizio di giugno, si è presentato come l’ideatore di “Rimbalza il clandestino”. “Abbiamo deciso di puntare molto sull’interattività e sulla Rete – aveva spiegato, introducendo l’applicazione interattiva – cercando di coinvolgere, scherzosamente, i giovani, e di sensibilizzarli su quello che, in reatà, è un fenomeno reale che affligge le nostre coste”. E chissà se, insieme all’amico Renzo, immaginava che la realtà di questi giorni avrebbe potuto drammaticamente superare l’obiettivo del suo giochino virtuale. L’applicazione, che ha anche una pagina di fan, è introdotta da poche righe di spiegazione: “L’obiettivo di questo gioco è mantenere il controllo dei clandestini che arrivano in Italia”. Su una schermata viene raffigurata la nostra penisola, insieme a delle boe e dei salvagenti. Ovviamente nessuno riceverà mai alcun salvagente, perché l’unico scopo del giocatore è quello di far sparire la barca apparsa all’improvviso, cliccandoci sopra con il mouse, da una fino a cinque volte. I punti che si ricevono per ogni imbarcazione colpita dipendono dalle sue dimensioni: uno per quelle più piccole, fino ad un massimo di cinque. Gli sbarchi avvengono lungo tutte le coste, anche quelle della Liguria. Una barra, in alto, tiene traccia delle imbarcazioni rimandate indietro: “Se la barra sarà al massimo – spiegano le istruzioni – vorrà dire che avrai dimostrato la tua bravura e potrai passare al prossimo livello”. Più si va avanti, e più i “nemici” da respingere si moltiplicano. Perde chi non riesce a far sparire abbastanza barconi. In questo caso si riceve il classico messaggio di “game over”, accompagnato da un invito a ritentare la fortuna: “Prova ancora. Vedrai che la prossima volta riuscirai a dimostrare di essere un vero leghista”. Altro gioco che si inserisce nella campagna leghista dell’estate per coinvolgere i giovani internauti nelle sue iniziative virtuali è “Converti il comunista”: lo scopo è quello di trasformare il “triste e logoro comunista in un felice leghista”. Perché la conversione sia portata a termine, bisogna “illuminare” il comunista con il Sole delle Alpi, il simbolo racchiuso nel contrassegno della Lega Nord. Nel fare ciò, si dovrà fare attenzione ai pomodori che Veltroni e Franceschini tireranno contro la persona da convertire.





