Appunti e spunti

Il blog di Marco Pasqua

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Sopravvissuto Shoah invita Caracciolo a visitare campo con lui.

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Visitare Auschwitz rimane, per me, un’esperienza umana e formativa, una presa di coscienza dell’orrore dei campi di sterminio. Sono rientrato ieri sera dal mio sesto viaggio della Memoria, organizzato dal Comune di Roma e della comunità ebraica. E, tra le tante dichiarazioni, mi ha colpito quella di Samy Modiano, e delle sorelline Bucci (come tutti chiamano Andra e Tatiana). Rispondendo ad una domanda di uno dei 243 studenti romani sulla vicenda del professore negazionista, alla presenza del sindaco, Gianni Alemanno, lo hanno invitato a visitare Auschwitz. A rivolgergli l’invito, Samuele Modiano, sopravvissuto della Shoah. “Mi addolorano le sue affermazioni – ha detto Modiano, rispondendo alla domanda – soprattutto perché provengono da una persona di cultura, un professore”. Modiano ha poi aggiunto: “Lo invito a venire con me, e spiegarmi quali sono, secondo lui, le cose non vere”. Un invito analogo viene rivolto al docente dalle sorelle Bucci: “Dovrebbe fare un viaggio ad Auschwitz – ha detto Tatiana – e farsi accompagnare da Shlomo Venezia, che ha lavorato nelle camere a gas. Purtroppo, però, penso che chi voglia negare, troverà sempre un modo per continuare a farlo”.

Penso che il negazionismo si alimenti esclusivamente attraverso l’ignoranza di chi non vuole o fa finta di non vedere.

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October 28th, 2009 at 1:23 pm

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Ricercatore negazionista, Pacifici: Negli atenei c’è rete “amica”.

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Lancia un appello al mondo accademico, perché «si ribelli» e intervenga «a tutela degli studenti». Riccardo Pacifici, presidente della Comunità ebraica romana, ha già preannunciato che denuncerà il professore negazionista e i suoi siti, ma chiede anche ai colleghi di agire per «evitare che certe persone possano entrare in contatto con gli studenti». Al telefono da Israele dice: «Il corpo docente non volti la faccia, prenda atto del problema e ci aiuti affinché l´Italia si doti di leggi che rendano reato il negazionismo». Il caso di Caracciolo è tutt´altro che isolato: per Pacifici negli atenei italiani esisterebbe una «vera e propria rete negazionista», che unisce «alcuni docenti e studenti». La definisce una “joint venture” nel nome dell´odio per Israele e gli ebrei, alimentata, tra le altre cose, dalle esternazioni del presidente iraniano. Una rete antisemita che ha trovato nel web un alleato. Già nell´ottobre dello scorso anno, l´esponente della comunità ebraica aveva consegnato alla polizia postale un dossier, nel quale era riportato un nutrito elenco di siti con contenuti antisemiti e negazionisti. Le indagini sono ancora in corso, ma adesso, dice, «è arrivato il momento di parlarne». «Il problema della rete è che non ha controlli – sottolinea Pacifici. Il rischio, di fronte ad un sito aperto a Mosca, è che ci si possa scrivere di tutto. Bisogna intervenire dal punto di vista legislativo anche in questo senso». Le dichiarazioni di sdegno, che si sono susseguite nel corso della giornata, «non sono sufficienti», continua: «Non basta una condanna unanime. Bisogna agire sul profilo penale».

Pezzo pubblicato su Repubblica del 23 ottobre.

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October 23rd, 2009 at 7:49 pm

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“La leggenda dell’Olocausto”, choc alla Sapienza per ricercatore revisionista.

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Definisce l’Olocausto una “leggenda” sulla quale esistono “solo verità ufficiali non soggette a verifica storica e contraddittorio”. Una “leggenda” usata “per colpevolizzare moralmente i popoli vinti”. Anche le camere a gas, “ammesso e non concesso che queste siano mai veramente esistite”, sono una delle tante verità “da verificare”. Come “i sei milioni di morti nei campi di concentramento”. È la Storia reinterpretata secondo i folli principi del negazionismo, e che sembra trovare terreno fertile nel pensiero e nei blog gestiti da Antonio Caracciolo, un ricercatore 59enne di filosofia del diritto dell’università La Sapienza. Secondo il sito ufficiale del dipartimento di teoria dello Stato è ricercatore, anche se lui dice di essere “professore aggregato”. Sentito telefonicamente Caracciolo non smentisce la propria difesa del negazionismo, anzi, ne fa una questione di principio affermando “il diritto dei negazionisti di poter esprimere le loro idee, senza finire in carcere”. C’è da chiedersi, allora, se tra i suoi studenti o le persone che lo leggono qualcuno si sia mai ribellato. “Ho subito minacce, ricevuto insulti, ma non mi interessa. Vado avanti: sono pronto a discuterne con chiunque”. E continua: “A chi mi dice che sono antisemita rispondo così: non ho mai capito il significato di questa parola”. Lo scorso anno accademico, Caracciolo ha tenuto un corso di filosofia del diritto, nell’ambito del corso di laurea di II livello in Studi Europei. Oltre a salire in cattedra nel più grande ateneo d’Europa, si vanta di gestire ben 33 blog e si definisce coordinatore provinciale dei club di Forza Italia a Seminara (Reggio Calabria), avendone fondato uno nel 2003. Sono due, in particolare, i siti sui quali questo ricercatore spiega perché si debba dare credito alle tesi negazioniste. In “Club Tiberino”, parla a più riprese della Shoah, in paginate virtuali di offese alla memoria degli ebrei morti nei campi di concentramento. Pagine regolarmente citate e riprese dai siti della destra estrema. A proposito della Shoah, è disposto ad ammettere che “vi sia controversia storica sul numero dei morti di Auschwitz. Che siano sei milioni nessuno sembra più voglia seriamente sostenerlo. Che poi all’indubbia discriminazione e persecuzione di ebrei, zingari, omosessuali, disadattati, oppositori politici di ogni genere sia seguita in senso proprio anche la volontà di “sterminio” mediante “camere a gas” è cosa su cui io posso sospendere il giudizio in attesa di prove certe o in attesa di un mio personale ed informato convincimento”. Scende in campo, a più riprese, in difesa del negazionista Robert Faurisson, che nel maggio del 2007 suscitò proteste e sdegno perché invitato a tenere una lezione presso l’università di Teramo. E nell’ambito di questa Storia liberamente reinterpretata, viene fornita anche una lettura delle leggi razziali, condita di elementi antisemiti: “Le leggi razziali furono cose di 70 anni fa che si collocano in un contesto di 70 anni fa. Molti italiani, la stragrande maggioranza, hanno meno di 70 anni e quasi tutti gli italiani di oggi non hanno nessuna memoria diretta di quegli anni. A trarne profitto sono gli ebrei di età avanzata che sono diventati una sorta di eroi nazionali. Vengono portati in giro nei convegni e nelle scuole per raccontare quello che ricordano o pensano di ricordare”. Sempre secondo Caracciolo, gli ebrei trarrebbero profitto dalla figura di Erich Priebke, ex ufficiale delle SS, condannato all’ergastolo per l’eccidio delle Fosse Ardeatine: “Non si parli di giustizia e di giusta condanna, perché io non ne vedo di giustizia. Vedo solo vendetta. Mi chiedo cosa sarebbero gli ebrei romani senza i Priebke. Come potrebbero vivere senza nutrirsi della colpa altrui, o meglio della colpa che loro pensano il mondo intero abbia verso di loro. Su questa base fondano la loro tracotanza, la loro pretesa ad un risarcimento morale e materiale infinito”.

Link al pezzo originale scritto per Repubblica.

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October 22nd, 2009 at 7:57 pm

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