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Eur, Imma Battaglia denuncia: insulti omofobi a due ragazzi.
Imma Battaglia, presidente di DìGayProject, denuncia alcuni insulti omofobi rivolti ad un ragazzo e al compagno, nella zona dell’Eur, oggi pomeriggio.
Luca Adami e il suo compagno, seduti su una panchina nella zona di fronte al bar Palombini all’Eur, sono stati apostrofati come finocchi da un balordo, minacciati e invitati ad andarsene. L’uomo stava per sferrare un pugno, ma è stato fermato dalla telefonata di Luca alla polizia, intervenuta sul posto. L’uomo si è dileguato con un compare, che ha assistito divertito a tutta la scena”.
“La tensione si sta alzando in questa città – sottolinea la Battaglia – specchio della situazione politica e sociale nazionale. Nel giro di pochi giorni esternazioni fasciste e aggressioni omofobe dimostrano che la situazione sta sfuggendo di mano e merita maggiore attenzione: assistiamo ad una catena di episodi allarmante in cui l’orgoglio fascista va di pari passo con la violenza. La responsabilità di tutto questo è imputabile all’assenza della politica, concentrata sugli interessi e sulla crisi. Roma non deve essere lasciata sola. Chiediamo piú attenzione alla sicurezza, ferma restando l’urgenza improcrastinabile della legge contro l’omofobia”.
(Omniroma)
Bocconi, l’appello del presidente della provincia di Firenze su legge Mancino: “Estenderla ad atti di omofobia”
Nella vicenda dei manifesti omofobi apparsi in Bocconi, è intervenuto anche il presidente della Provincia di Firenze, Andrea Barducci. “Se anche in luoghi di eccellenza del pensiero, come ad esempio le università, appaiono scritte che invitano ad usare contro i gay i gas di Auschwitz, allora vuol dire che il livello di guardia è stato ampiamente superato”, ha detto Barducci, che ha scritto una lettera ai parlamentari toscani per chiedere un loro impegno “al fine di estendere anche alle manifestazioni chiaramente omofobiche gli effetti della cosiddetta legge Mancino del 25 giugno 1993, n. 205 che già prevede misure in materia di discriminazione razziale, etnica e religiosa”. Nella sua missiva Barducci prende atto che “quasi mille giorni non sono stati sufficienti per concludere il travagliato iter legislativo della cosiddetta legge contro l’omofobia che, nella proposta purtroppo bocciata dalla Commissione Giustizia, introduceva aggravanti per i reati commessi a scopo discriminatorio. Una norma che tra l’altro aveva il pregio di ricalcare il testo del Trattato di Lisbona, già recepito dall’Italia nel 2008». «Nel frattempo – conclude Barducci – nel Paese si avvertono pericolosi rigurgiti omofobici che dovrebbero indurre il legislatore a studiare velocemente specifiche norme di tutela contro l’omofobia”.
Parole che raccolgono il consenso dei rappresentanti di Arcigay Firenze “Il Giglio Rosa” Onlus: “Ringraziamo a nome di tutta l’associazione il presidente della Provincia di Firenze Andrea Barducci, che ha saputo ancora una volta inviare un messaggio positivo e degno di un Paese civile alla politica tutta. Barducci in più occasioni ha mostrato non solo vicinanza e solidarietà alle nostre battaglie civili ma si è impegnato sempre in prima persona per rivendicare le nostre istanze in ogni sede. La sua figura – continuano i membri di Arcigay Firenze – dovrebbe essere d’insegnamento alle rappresentante istituzionali che a tutt’oggi disconoscono i diritti fondamentali delle minoranze sociali, o peggio fanno dell’omofobia la loro bandiera. Ci auguriamo» concludono, «che i parlamentari toscani accolgano la sua richiesta, assolutamente condivisibile e lecita, affinchè il nostro Paese possa iniziare ad abbattere davvero le barriere dell’indifferenza e della discriminazione, garantendo pari diritti a gay, lesbiche e transgender rispetto a tutti gli altri cittadini”.
Omofobia, su siti e forum esplode rabbia comunità GLBT.
Puntano il dito contro la maggioranza e la teodem Paola Binetti, e sono pronti a scendere in piazza per manifestare tutta la loro indignazione. Il giorno dopo la bocciatura di una legge attesa da tutto il movimento Glbt italiano, sui siti e sui forum esplode la rabbia dei gay. Se qualcuno, nei commenti, se la prende anche con il movimento omosessuale (“Chiedo che cosa hanno fatto fino ad adesso. La politica si muove sulla spinta di lobby di potere”, si interroga un utente di Trieste), altri invitano i gay a farsi coraggio e scendere in piazza. Ma non manca chi non riesce a contenere la propria rabbia e minaccia: “Se non legalizzano i diritti, mi incateno ai cancelli dei politici a Roma con una tanica di benzina in mano”. Un ragazzo di Udine, invece, promette: “Ci faremo giustizia da soli”. Il direttore di Gay.it, Alessio De Giorgi, firma un editoriale in cui invita provocatoriamente l’Italia ad uscire dall’Europa: “Per coerenza, essendo la lotta alle discriminazioni per orientamento sessuale e all’omofobia uno dei punti fermi dell’Unione Europea, ribadito nel Trattato di Lisbona e in molte risoluzioni del Parlamento, oltre che nell’azione di governo dell’UE, l’Italia dovrebbe ora avere il coraggio di uscire dall’Europa, da cui la distanza culturale è ormai abissale”. Nei commenti all’editoriale, si chiama in causa anche “la destra, apertamente fascista”; una “destra che odia i gay”, anche se un altro utente si chiede se ci siano ancora “differenze tra destra e sinistra”. Il movimento spontaneo di gay, che si riunisce nella sigla “We Have a Dream”, organizzatore della fiaccolata di ieri sera davanti a Montecitorio, lancia un appello (http://fiaccolataglbt.wordpress.com) alla mobilitazione, e sottolineando che “l’era del politically correct” è chiusa, attacca il Parlamento: “Ha superato ogni limite, paragonandoci ai pedofili, necrofili, e quant’altro. Il Parlamento italiano, con la bocciatura della legge Concia per incostituzionalità, ha sancito che gay, lesbiche, bisex, transgender, intersessuali sono incostituzionali, pur essendo cittadini italiani che pagano le tasse, fanno impresa, creano famiglie e crescono i loro figli e figlie”. “E’ ora di alzarsi – scrive il movimento animato, tra gli altri, da Cristiana Alicata -, alzatevi da quella sedia e fate vedere che ci siamo sotto un’unica bandiera, quella Rainbow, con un unico obiettivo: diritti umani. Non dobbiamo diventare vittime di noi stessi”. Su Notiziegay.com, nel pezzo di apertura, accanto ad una vignetta satirica (http://www.notiziegay.com/?p=36510), si criticano i gay che non sono ancora scesi in strada a manifestare: “C’è una parte del movimento furiosa e poi c’è una maggioranza di persone che sopravvive nel silenzio, che galleggia in locali e dark. Basta. Dobbiamo lottare. Lottare per i nostri diritti, andare contro chi ci dice che non siamo come gli altri, smetterla di aspettare il contentino, essere durissimi con tutti e non farci illudere e fregare dalle false aperture di questo o quel partito”. E mentre su Facebook si lavora già ad organizzare presidi e fiaccolate in tutta Italia, nei vari gruppi contro l’omofobia o sui profili degli esponenti del movimento GLBT, su Gay-forum si esprimono parole di solidarietà per Anna Paola Concia, la deputata del Pd che ha proposto la legge: “I miei pensieri vanno soprattutto a quella disgraziata della Concia, che deve sentirsi non dico isolata, ma proprio in prigione, in un Parlamento di merda e tradita dal suo stesso Pd che accusa senza mezzi termini: e non l’hanno nemmeno avvertita”, dice Isher, che però viene subito ripreso: “La Concia cosa si aspettava da un partito come il Pd?” (ma qualcuno controreplica: “E’ grottesco dare la colpa al Pd”). E anche qui viene affrontato il voto della teodem Binetti: “Se anche la Binetti avesse votato come il resto dei suoi colleghi, la legge sarebbe stata affossata comunque, però questo non toglie che la Binetti sia un problema”. Le sue posizioni, fa notare l’utente “wintage”, sono “un’onta per il Pd”, anche se un altro “far finta che il problema sia la Binetti è un insulto all’intelligenza di ogni persona omosessuale o comunque che voglia vivere in un Paese decente. E’ il Pd che deve cambiare, non tanto la Binetti”.





