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oltreconfine/Sciopero della fame per il personale Air India, squadre “rosse” più vincenti.

Air India, lo sciopero della fame dei dipendenti. Migliaia di dipendenti dell’Air India hanno iniziato uno sciopero della fame per protestare contro i ritardi nei pagamenti degli stipendi e i tagli dei bonus. In tutto, circa 20mila persone negli aeroporti indiani si rifiuterebbero di mangiare. La compagnia, che si trova a fronteggiare una grave crisi economica, ha detto che nessun volo subirà ritardi particolari. Per il 31 agosto è previsto uno sciopero generale, nel caso in cui non dovessero essere stati ancora pagati gli stipendi. (Sky)
Poliziotti entrano in casa, per educare i proprietari. La polizia di Liverpool ha cercato di “entrare” in 3500 abitazione, per verificare chi aveva chiuso correttamente la porta di casa. Nel caso in cui la porta è stata lasciata aperta, gli agenti sono entrati dentro e hanno avvisato i proprietari. A oggi sono entrati in 66 abitazioni, sempre nelle ore notturne. La reazione, a detta degli agenti, è sempre stata positiva, anche quando i proprietari stavano dormendo. “Mi hanno spaventato – ha detto un uomo – ma l’iniziativa è lodevole”. (Bbc)
Il mostro di Loch Ness finisce sotto la lente di Google Street View. Dopo che un internauta ha avvistato su Google Earth una strana creatura, Google ha annunciato che invierà sul posto il suo speciale triciclo, usato nell’ambito del programma Street View, nel tentativo di fotografare il mostro. Ma intanto c’è chi avanza una spiegazione più razionale per quell’avvistamento: si tratterebbe di una barca. (Telegraph)
Squadre vestite di rosso vincono di più. Un gruppo di ricercatori della University of Munster è arrivato alla conclusione che le squadre che giocano con una maglia rossa, segnano il 10% in più di gol, rispetto a quelle che, invece, indossano altri colori. Il rosso, viene fatto notare dagli psicologi sportivi tedeschi, potrebbe dare più sicurezza ai giocatori, oltre che farli sentire più aggressivi. I risultati della ricerca sono stati pubblicati sul New Scientist. (Telegraph)
Usi Twitter? Sei a rischio furto. Le assicurazioni del Regno Unito potrebbero chiedere premi più alti alle persone che sono iscritte ad un social network e si vogliono assicurare contro i furti. Lo scrive il Telegraph, che cita i risultati di una ricerca, chiamata The Digital Criminal, secondo la quale chi pubblica dettagli sulla propria vita (incluse partenze per le vacanze), corre più rischi di essere visitato dai ladri. Secondo la ricerca, che si è basata su interviste ad un campione di 2000 internauti, due quinti di loro hanno pubblicato le coordinate delle proprie vacanze. (Telegraph)
50 anni di lavoro senza un giorno di malattia. Joe Taylor, 69 anni, è stato premiato dai vertici della Peer Bearing, l’azienda nella quale lavora da 50 anni. Professione manager del controllo qualità, non si è ammalato neanche un giorno. E questo nonostante debba farsi 4 ore complessive al dì per raggiungere il suo luogo di lavoro. Joe non ne vuole neanche sapere di andare in pensione. (Abc)
L’applicazione per gli stalker. E’ una parodia della mania delle (inutili) applicazioni per iPhones. Si chiama “Stalk her” ed è pensato per gli stalker. “Se vuoi sapere in qualsiasi momento dove si trova la tua fidanzata, ora c’è un’applicazione. Se vuoi fare in modo che ogni notte partano delle chiamate dirette al suo numero, c’è un’applicazione”, e così via. (Mashable)
14 matrimoni in due anni e mezzo. Un ingegnere indiano è accusato del reato di bigamia, per aver sposato nell’arco di due anni e mezzo 14 donne. Tushar Waghmare, 40enne dipendente della Air India, a Mumbai, ha conosciuto tutte le sue pretedenti su siti matrimoniali indiani. Tutte erano attratte dalla posizione sociale e dello stipendio del futuro marito. Il suo annuncio era rivolto a donne in carriera, della casta Brahmin. (Telegraph)
Un reality con i sosia di Michael Jackson. I provini nazionali partono il 9 settembre, a New York: si cercano sosia di Michael Jackson. I selezionati prenderanno parte a Fakin’ It!, un nuovo reality, prodotto da G Boys Entertainment, il cui obiettivo è trovare il migliore sosia della popstar morta. Nella trasmissione, i vari sosia dovranno sfidarsi in una serie di garie. Al vincitore andranno 25mila dollari. (Ethansays)
Paul McCartney fa rimuovere sua casa da Street View.

Privacy violata e timori per la sua sicurezza. Spinto da queste motivazioni, sir Paul McCartney ha fatto rimuovere da Google Street View le immagini della sua esclusiva villa a St John’s Wood, al civico 7 di Candish avenue, nella zona di North London. Fonti vicine al cantante, citate da un giornale britannico, hanno riferito che l’ex Beatle si è “molto preoccupato” quando ha saputo che qualsiasi internauta poteva visualizzare gli esterni della sua residenza multimilionaria. Da qui la protesta, con conseguente rimozione degli scatti, realizzati dal servizio lanciato dal gigante di Mountain View in varie città del mondo. Un portavoce di Google, citato dal tabloid inglese, puntualizza: “Ogni utente, volendo, può far rimuovere gli scatti della propria abitazione cliccando su un pulsante”. L’ex Beatle acquistò quella casa nel 1965, ad una cifra di 40mila sterline (circa 45mila euro), e ci andò a vivere l’anno seguente. La residenza venne subito arricchita da una cappella per la meditazione, fatta realizzare in giardino, con tanto di letto circolare regalatogli dall’attore Groucho Marx. Là ha composto successi come “Penny Lane”, “Getting Better” e “Hey Jude”, e ospitato personalità come Andy Warhol e Mick Jagger (si narra che a quest’ultimo offrì proprio qui il suo primo spinello).
Sembra che la richiesta di far sparire quelle immagini, sia stata sollecitata dal team che si occupa della sicurezza del cantante 66enne. Da quando John Lennon, suo collega di band, venne ucciso, nel 1980, McCartney non ha mai sottovalutato la questione security. L’abitazione, del valore di diversi milioni di euro, è sottoposta ad una vigilanza continua, 24 ore su 24. “Quando ha scoperto che gli utenti di Google potevano ottenere una vista a 360 gradi della sua proprietà si è molto preoccupato”, ha spiegato una fonte anonima. La replica di Google: “Da quando Street View è stato lanciato, milioni di utenti lo hanno utilizzato, e la maggioranza di persone è felice che la propria abitazione sia stata inserita tra quelle visualizzabili”. Dal lancio di Street View nel Regno Unito, avvenuto lo scorso di marzo, non sono mancate le polemiche relative all’innovativo strumento di mappatura delle città. Oltre alle perplessità relative alla privacy, sollevate anche in Italia dalle associazioni dei consumatori, c’è stato chi, in Inghilterra, ha temuto che questo potesse essere utilizzato dai terroristi per ricercare eventuali obiettivi per i loro attentati. Ma ad aprile, il garante per la privacy britannico ha respinto una richiesta di oscuramento arrivata dal gruppo “Privacy International”, perché il software impiegato da Google per oscurare i volti della gente catturata in strada “tutela la privacy degli utenti”.






